C’è solo un mese di tempo per chi intenda accedere al bonus sanificazione. L’Agenzia delle Entrate con un comunicato stampa informa che i termini utili per ottenere questo sgravio fiscale scadono il 4 novembre del 2021.

Si tratta di un’agevolazione che è stata introdotta con il Decreto Sostegni bis, ma che ha avuto un iter piuttosto lungo per arrivare ai nastri di partenza e per essere attivo. Dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, che lo ha reso effettivo, infatti è stato passato al vaglio del direttore dell’Agenzia delle Entrate che ha approvato il modello con una delibera del 15 luglio.

Dal 4 ottobre, e solo per un mese è possibile iniziare a caricare le domande, con la consapevolezza che non saranno necessariamente tutte approvate, e per la totalità della somma richiesta. Come spesso accade per i bonus, ci sarà da fare i conti con il tetto di spesa costituito dalla cifra messa a bilancio a questo scopo.

Che cosa è il bonus sanificazione

Si tratta di una delle misure che sono state prese dal Governo per dare un aiuto a quanti nel corso della pandemia si sono visti ridotti gli introiti a causa del lockdown e dalle nuove modalità imposte per accedere a servizi pubblici, soprattutto per quelli che per loro natura richiedono un contatto con altre persone. 

Nel caso del bonus sanificazione, si tiene conto dell’aumento, spesso molto rilevante, delle spese in rapporto agli introiti dovute alla necessità di ricorrere a frequenti sanificazioni.

Inoltre alla necessità, imposta con disposizione di legge di dotare i dipendenti e spesso anche gli utenti dei presidi necessari a garantire un posto di lavoro salubre e un ambiente sicuro dove fruire dei servizi offerti.

Quali spese sono coperte dal bonus sanificazione

Le spese che possono essere destinatarie del bonus sono quelle che riguardano le sanificazioni che sono state rese necessarie per tutti gli esercizi pubblici con lo scopo di ridurre per quanto possibile la possibilità che si diffondano contagi da Covid 19 a causa del contatto con superfici che siano state toccate da persone ammalate.

Sono escluse, anche se sostenute nel periodo previsto dal decreto tutte le spese, che pur riguardando sanificazioni, siano dettate da ragioni diverse da quelle della lotta alla pandemia. Allo stesso modo non possono essere inseriti nella domanda l’acquisto di mezzi di protezione individuale, usati abitualmente e che nulla hanno a che vedere con il possibile contagio da Covid.

Il Decreto Sostegni bis

include tra le spese ammesse al credito di imposta in primo luogo le spese per la sanificazione di ambienti e di strumenti.

Si può ritenere che vi rientrino sia le fatture per l’acquisto dei disinfettanti necessari e di eventuali macchinari o attrezzature, sia eventualmente la fattura di imprese specializzate, nel caso si sia deciso di non fare in prima persona la sanificazione, o situazioni particolari richiedano l’intervento di aziende specializzate.

Bonus sanificazione anche per le mascherine

Incluse nel bonus sanificazione anche le spese per l’acquisto di dispositivi di protezione: mascherine, guanti, visiere, e nei casi in cui siano necessari camici o tute protettive. Compresi anche tutte le spese relative all’acquisto di dispostivi che abbiano lo scopo di proteggere sia i dipendenti che l’utenza.

Pensiamo in questo caso a impianti di ventilazione, agli igienizzanti che si trovano all’ingresso di ogni esercizio pubblico, o agli altri presidi messi a disposizione dei clienti.

Il Decreto Sostegni bis espressamente comprende anche le spese che l’imprenditore ha dovuto sostenere per sé o per i propri dipendenti quando ha avuto la necessità di sottoporsi a tamponi per escludere la presenza del virus Covid 19.

Probabilmente è una cosa ovvia, ma merita di essere ricordato, che tutte le spese di cui sopra devono essere certificate da una apposita fattura, o da uno scontrino parlante che dimostrino che le spese sostenute in quel negozio o ditta di sanificazione rientrano tra quelle coperte dal bonus.

Chi sono i destinatari del bonus sanificazione

Possono accedere al bonus sanificazione, secondo l’elenco presente nel comunicato stampa del 4 ottobre di Agenzia delle Entrate

tutti gli esercenti che svolgono attività di impresa, arti e professioni. Ma possono accedere anche gli enti che non siano classificabili come commerciali.

Rientrano tra questi quelli che operano nel terzo settore, e anche gli enti religiosi civilmente riconosciuti. Bonus rivolto anche a chi svolga in modo non imprenditoriale un’attività ricettiva extralberghiera: per esempio i bed and breakfast.

Come vediamo si è scelto di estendere il bonus non solo a chi svolga un’attività professionale, ma anche a coloro che si occupino di volontariato o svolgano attività senza scopo di lucro.

Condizione perché si possa avere il bonus è quella di avere delle imposte da pagare, visto che si tratta di un credito di imposta. Si intende con questa locuzione una compensazione sulle imposte che risultano dovute al fisco. Solo nel caso il saldo sia positivo a favore dell’Agenzia delle Entrate sarà possibile avere l’agevolazione

A quanto ammonta il bonus sanificazione

Il credito d’imposta che costituisce il bonus sanificazione è pari al 30% del totale per le spese che sono state sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto del 2021. Per ogni richiedente è comunque stato fissato un tetto massimo pari a 60.000 euro complessivi. Si ribadisce che si tratta solo delle spese che possono essere dimostrate con i documenti fiscali: fatture o scontrini.

Queste cifre, dovranno probabilmente essere ricalcolate tenendo conto del numero di domande presentate, della loro entità e del rapporto tra queste e la somma messa a bilancio per finanziare questo sostegno. La somma messa a disposizione dal Governo Draghi ammonta a 200 milioni di euro.

Sarà l’Agenzia delle Entrate, nel caso in cui le richieste superino il tetto di spesa a calcolare la percentuale che effettivamente tocchi a ogni richiedente, tenendo conto del rapporto tra somme disponibili e domande presentate. 

La somma massima ricevibile si otterrà moltiplicando il totale indicato a domanda per la percentuale che uscirà dai calcoli del fisco.

Entro il 12 novembre si prevede di rendere nota quale sarà questa percentuale. La data è stata scelta tenendo conto della necessità di lasciare il tempo sufficiente a verificare quali siano le domande ammissibili, e sulla base di quelle fare i calcoli.

Come usufruire del bonus sanificazione

Il bonus sanificazione, come abbiamo detto, non viene consegnato sotto forma di una somma di denaro, ma come credito di imposta.

Con il termine credito di imposta si fa riferimento a qualsiasi credito, cioè a qualsiasi somma che un contribuente ha diritto di avere da parte del fisco. Questo può succedere sia nel caso in cui per errore le tasse o le imposte pagate siano superiori al dovuto sia in altre ipotesi.

Tra le altre ipotesi c’è la possibilità, come nel caso di molti bonus, di poter detrarre dalle imposte future la somma che è stata erogata dallo Stato a titolo di sussidio o di sostegno per particolari categorie di contribuenti. 

Problema di questo sistema di finanziamento è che c’è un limite alla somma massima che si può ricevere data dall’entità delle tasse che si devono pagare.

Possibile che in casi di grossi crediti sia concesso di distribuirli su più annualità, ma non sempre è così. Soprattutto nel caso si abbia alla possibilità di accedere a più bonus è possibile che alla resa dei conti le somme che si ricevono siano molto inferiori a quelle ipotizzate solo su base teorica.

Nel caso in esame la legge consente la possibilità di utilizzare il credito di imposta al momento di compilare la dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in cui si sono sostenute le spese. In pratica in quella che verrà presentata nel 2022, che è relativa ai redditi e alle spese del 2021.

In alternativa è possibile chiedere una compensazione tra quanto dovuto e quanto richiesto, utilizzando il modello F24, In questo caso si possono utilizzare per la richiesta solo i canali telematici.

Quando fare la domanda per il bonus sanificazione

La domanda per il bonus sanificazione relativa all’estate del 2021 può essere presentata solo nel periodo compreso tra il 4 di ottobre e il 4 novembre. Domande consegnate in ritardo non saranno accettate, salvo il caso in cui da qui alla scadenza non venga decisa una proroga.

Dopo aver presentato la domanda, ma sempre entro il 4 novembre c’è la possibilità, nel caso ci siano dei ripensamenti di inviare una nuova domanda, che sostituisca in modo integrale quella precedente.

In sostanza se ci si accorge di avere sbagliato le cifre o avere omesso qualche spesa non si dovrà integrare la prima richiesta, ma rifarla inserendo le voci in modo corretto.

Possibile, inoltro sempre entro gli stessi termini, rinunciare in modo parziale, presentando una domanda sostituiva o in modo totale, inviando una richiesta di cancellazione del credito di imposta inizialmente chiesto.

Come fare domanda per il bonus sanificazione

Le domande per il bonus sanificazione possono essere presenta esclusivamente per via telematica. Devono essere caricate dal beneficiario utilizzando le proprie credenziali di accesso e in alternativa da un intermediario.

I canali utilizzabili sono quelli tradizionali: i servizi telematici con cui gli utenti si interfacciano con l’Agenzia delle Entrate. In alternativa è stato anche predisposto, nell’area riservata un servizio web dedicato.

Entro cinque giorni dal momento in cui si è caricata la richiesta l’utente riceverà una ricevuta, dove si comunica che la domanda è stata presa in carico, cioè è stata approvata. In alternativa si spiegheranno le ragioni per cui è stata cassata.

In questo caso la possibilità è quella di ripresentare la domanda, nel caso ci siano degli errori formali che possono essere corretti. Nel caso si tratti di scarto per ragioni diverse, che non possono essere sistemate con una semplice correzione sarà comunque possibile presentare un ricorso amministrativo indirizzandolo all’ufficio da cui ci è arrivata la comunicazione del rifiuto.