Le vacanze tanto attese stanno per terminare, gli studenti si preparano a tornare a scuola e ad iniziare un nuovo anno scolastico. Gli ultimi due non sono stati facili da sostenere, soprattutto per quanto riguarda la didattica a distanza e di conseguenza le prove e gli esami. 
 
Da marzo 2020 i bambini e i ragazzi sono stati costretti a seguire le lezioni da casa attraverso un computer o un tablet, per poi tornare a scuola mantenendo il distanziamento sociale e le mascherine per ore intere. 
 
Con la campagna vaccinale e i vari protocolli si spera possa essere più semplice tornare tra i banchi di scuola e riassaporare quella normalità che tanto manca.
 
Come ogni anno, sono stati stanziati dei soldi per aiutare gli alunni. Stiamo parlando della famosa borsa di studio, tanto attesa da molti ma alla quale alcuni non possono aspirare. In questo articolo cercheremo di spiegare in modo chiaro e semplice tutte le modalità per richiederla e a chi spetta. 

Borsa di studio: che cos'è?

La borsa di studio è una accredito che viene rilasciato a tutti coloro che non hanno la possibilità di sostenere economicamente il percorso scolastico. Possono essere previsti diversi requisiti:
  • Merito.
  • Necessità: per tutti quelli che dispongono di poche o non hanno possibilità economiche.
  • Appartenenza ad una minoranza, come il gruppo etnico o il genere. 

Enti privati e fondazioni pubbliche possono distribuire la somma sotto forma di diminuzione delle tasse di iscrizione, l'aiuto viene messo a disposizione anche dalle istituzioni che gestiscono le università o le scuole. La copertura delle spese può essere totale o parziale. 

Borsa di studio: a chi è rivolata? 

Gli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, quelli degli Istituti tecnici superiori e gli iscritti ad un corso universitario possono richiedere la borsa di studio.
 
Nello specifico, sul sito ufficiale dell'Inps si legge che tali agevolazioni sono rivolte:
  • ai figli o orfani di iscritti, dipendenti o pensionati, alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali;
  • pensionati utenti della Gestione Dipendenti Pubblici;
  • iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale;
  • dipendenti del Gruppo Poste Italiane SpA, dipendenti ex IPOST (sottoposti alla trattenuta mensile dello 0,40% di cui alla legge 27 marzo 1952, n. 208);
  • pensionati già dipendenti del Gruppo Poste Italiane SpA e già dipendenti ex IPOST.

Possono accedervi coloro che hanno frequentato scuole e università, statali o riconosciuti dalla legge, istituti italiani all'estero, istruzioni europee dell'Unione europea, strutture straniere che svolgano corsi legalmente riconosciuti e affini a quelli italiani.
 
I vincitori della borsa di studio saranno scelti facendo riferimento anche al merito: rendimento e reddito sono inversamente proporzianali. Per esempio, se uno studente è meritevole e possiede un reddito molto basso, avrà la possibilità di occupare un posto alto nella graduatoria finale.
 
Invece, si devono ritenere esclusi tutti coloro che già ricevono o hanno ottenuto per l’anno scolastico o accademico in corso un altro aiuto dall’INPS, dallo Stato o da altri enti, con una somma maggiore alla metà dell’importo messo a disposizione con la borsa di studio.

Borsa di studio: come funziona in Italia?

Le borse di studio sono presenti in tutto il mondo, ma in ogni parte sono diverse le modalità con cui si accede a tale servizio. In Italia è compito del Ministero dell'Istruzione, di quello dell'Università e della Ricerca e delle Regioni erogare tali sovvenzioni. 
 
Lo Stato trasferisce alle Regioni gli importi stanziati al Fondo Integrativo Statale per la Concessione di Borse di Studio. Ogni Regione utilizza le proprie risorse che derivano dall'entrata della tassa regionale per il diritto allo studio e quelle del Fondo. 
 
Per l'assegnazione della borsa di studio, ogni anno vengono pubblicati bandi di concorso diversi: uno valido  per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, poi c'è quello per gli istituti di livello post-secondario, università, master, infine, uno per i fuori sede di Istituti Tecnici Superiori.
 
Si viene considerati fuori sede dal momento che si frequenta  una scuola o un istituto lontano almeno cento chilometri dal proprio comune e che appartenga ad una provincia diversa da quella di residenza. Nella domanda viene calcolato il percorso più breve tra le varie possibilità e vengono compresi anche i mezzo pubblici a disposizione.
 
Solitamente, i bandi vengono pubblicati tra terzo trimestre dell'anno e il primo dell'anno a seguire. Gli utenti possono consultare i documenti nella sezione Borse di studio. Una volta letto il comunicato, gli interessati dovranno inviare le domande online all'INPS, sul sito c'è un apposito servizio dedicato a tale argomento. 

Borsa di studio per studenti universitari

Bisogna soffermarsi sulla borsa di studio riguardante l'università. Esiste una normativa che stabilisce i requisiti principali per il diritto alle agevolazioni, ma  la competenza esclusiva che riguarda il diritto allo studio spetta alle singole Regioni. 
 
Secondo quanto riporta laleggepertutti.it, per richiedere il sostegno economico, gli studenti universitari dovranno possedere determinati requisiti che riguardano 
  • il Comune dove risiedono;
  • lo stato economico familiare;
  • la frequenza costante al corso di studi e il conseguimento di un determinato numero di crediti formativi richiesti dalla legge.
 
Esistono poi ulteriori benefici, come il rimborso delle tasse di iscrizione all’università, l'uso gratuito del servizio mensa ed infine per gli studenti fuori sede c'è l'eventuale opportunità di ottenere un alloggio.
 
Ciò che si richiede ai diretti interessati sono il valore dell’Isee del nucleo familiare, il valore dell’Ispe; i crediti formativi universitari che lo studente dovrà acquisire entro la data richiesta dell’anno in corso e altre informazioni relative allo studente richiedente. 
 
Inoltre è necessario che:
  • gli studenti non abbiano già ottenuto altri aiuti per lo stesso anno di corso; 
  • siano accettati nella residenza universitaria. Non deve essere presente alcun provvedimento  di revoca della tessera mensa;
  • devono essere privi di un diploma di laurea dello stesso livello o superiore;
  • non abbiano ricevuto borse di studio per le specializzazioni o i dottorati di ricerca; 
  • hanno raggiunto un numero minimo di crediti formativi, che variano a seconda dell’anno di iscrizione. Essi dovranno essere ottenuti entro le scadenze richieste dal bando.

 Hanno poi diritto ad ulteriori agevolazioni 
gli studenti che non vivono con la propria famiglia di origine; i disabili; coloro che provengono da Paesi a basso sviluppo umano; apolidi, rifugiati politici o in condizione di protezione umanitaria.
Esiste un decreto pubblicato dal Ministero dell'istruzione dove ogni anno vengono stanziati dei soldi da usufruire per le varie borse di studio. Tale documento si trova sulla pagina Miur.
 
L'utente potrà cercare tutti i concorsi a disposizione attraverso il sito dell’Andisu, l’Associazione nazionale degli organismi per il diritto allo studio universitario, dove vengono riportate tutte le comunicazioni di carattere nazionale, il profilo online della propria università e quello della Regione o Provincia autonoma in cui c'è la sede universitaria.

Diritto allo studio 

Il diritto allo studio è uno dei diritti fondamentali e inalienabili della persona. Si parla quindi di principio sancito nel diritto internazionale dalla Dichiarazione universale dei diritti umani dell'ONU.

In Italia è un diritto soggettivo che trova il suo fondamento nei comma 3 che afferma che

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Inoltre il comma spiega che
E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
E 4 dell'art. 34 della Costituzione della Repubblica Italiana nel quale si afferma il diritto a coloro meritevoli, ma che non hanno la possibilità economica di raggiungere i gradi più alti degli studi. E' quindi dovere della Repubblica  concretizzare questo diritto con borse di studio, aiuti alle famiglie da attribuire attraverso i concorsi messi a disposizione.

Fa riferimento a tale diritto il percorso scolastico successivo all'obbligo e quello universitario, quindi  la formazione non obbligatoria che il cittadino è libero di intraprendere e di concludere e che lo Stato deve garantire attraverso l'erogazione di borse di studio a tutti quelli meritevoli privi però di mezzi economici.

Le scuole pubbliche sono un vincolo costituzionale, infatti, il secondo comma dell'art.33, afferma che è compito della Stato istituire scuole statali per tutti gli ordini ed i gradi.

Quando si parla di stato sociale si allude anche ad uno stato di cultura che deve garantire il diritto di istruzione e nel caso della scuola dell'obbligo il dovere di istruirsi. 
 
Il diritto all'istruzione è garantito anche dall'art. 14 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Anche la Carta europea stabilisce sia la fruizione gratuita e la libertà del diritto tutelato, inoltre,rimanda anche al diritto di accedere alla formazione professionale e costante. Il nostro ordinamento invece tutela tali diritti in modo separato riportandolo al successivo articolo, n 35.
 
Le tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri e l'articolo 2 del protocollo addizionale alla CEDU, che recita:
Il diritto all’istruzione non può essere rifiutato a nessuno. Lo Stato, nell’esercizio delle funzioni che assume nel campo dell’educazione e dell’insegnamento, deve rispettare il diritto dei genitori di provvedere a tale educazione e a tale insegnamento secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche
In conclusione lo stato di cultura esclude ogni discriminazione, quella che potrebbe formarsi tra i cittadini italiani e stranieri, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di conoscere e il diritto all'istruzione. E' dovere dello Stato garantire l'uguaglianza sociale e di conseguenza rimuovere ogni tipo di ostacolo che possa mettere in difficoltà il cittadino. La scuola deve essere accessibile a chiunque e  l'istruzione resa libera.