Spunta l’ipotesi sub-licenza per i diritti TV del campionato di Serie A di Calcio e a chiederlo potrebbe essere proprio il Parlamento!

Secondo una notizia diffusa dal giornale Milano Finanza che ha intervisato l’On. Raffaella Paita, presidente della Commissione Trasporti, verrà presentato al più presto un documento in cui si chiede al Parlamento di votare una risoluzione che metta Dazn in riga.

I problemi sono molti, in primo le frequenti e continue interruzioni che non garantiscono una corretta visione agli utenti. Altro problema che coinvolge Dazn riguarda poi le percentuali di share raccolte dalla piattaforma che non combaciano con quelle dell’Auditel, su cui si basano i conteggi per i proventi in diritti TV delle squadre di calcio.

E, cosa più importante, il Parlamento potrebbe essere pronto ad obbligare Dazn alla sub-licenza, cioè assegnare i diritti TV del campionato di Serie A anche a Sky, cosicché le due emittenti possano condividere tutti e dieci gli incontri che compongono la giornata di campionato.

Insomma la Serie A potrebbe tornare a breve interamente su Sky e su satellite visti i continui problemi dello streaming internet, tra blocchi e scarsa qualità dell’immagine.

Ricordiamo che al momento gli unici a poter vedere la Serie A interamente su Sky sono gli utenti business, poiché in seguito ad un accordo con Dazn tutta la Serie A può essere trasmessa via satellite sul canale Sky Sport Bar.

Dietro il ritorno della Serie A su satellite non c’è solo l'interesse per i consumatori, ma anche la tutela dei guadagni che le squadre di serie A hanno dai diritti TV e che vengono dallo share.

Dunque se Dazn perde utenti la Serie A perde ascolti e guadagni, perciò ricorrere al satellite vorrebbe dire evitare noiosi problemi.

La voce più esperta di Stefano Bolis analizza nel suo video YouTube i problemi di Dazn e dello streaming internet:

 

I mille problemi di Dazn, tra interruzioni e dati errati sullo share

Sembra una vera e propria telenovela quella che ruota attorno ai diritti TV del campionato di Serie A di calcio. Come ormai tutti sanno dalla vendita dei diritti TV Dazn è riuscita ad assicurarsi tutto il campionato per tre stagioni consecutive, con sette incontri in assoluta esclusiva.

Per la prima volta quindi il campionato di Serie A di calcio viene trasmesso interamente in streaming e con parecchi intoppi, perché se Dazn ha stretto un sodalizio con Tim proprio allo scopo di potenziare la rete ed evitare disservizi, sono in molti gli utenti a chiedere addirittura la disdetta. 

Sia la prima che la terza giornata di campionato sono infatti state protagoniste di alcune interruzioni su Dazn e la qualità delle immagini non arriva ancora a reggere il paragone con il satellite.

Ad aggravare i problemi per Dazn è arrivata anche l’AGCOM con una istruttoria che mette in discussione la validità dei dati raccolti dall’emittente e certificati dalla Nielsen in merito allo share.

Tutti motivi che potrebbero presto spingere il Parlamento a rimettere in discussione i diritti TV assegnando a Sky la sub-licenza per la Serie A, cioè dando a quest'ultima la possibilità di trasmettere tutti e dieci gli incontri di una giornata di campionato.

Presto al Parlamento la scelta se restituire a Sky i diritti TV per la Serie A di Calcio

L’On. Raffaella Paita, presidente della commissione Trasporti, è stata intervistata da Milano Finanza subito dopo l’interrogazione parlamentare tenutasi proprio per discutere dell’istruttoria avviata contro Dazn dall’Agcom in merito ai dati di ascolto.

Paita ha affermato la necessità di redigere una normativa che obblighi Dazn alla tutela dei consumatori.

Dovrebbe essere presentato infatti a breve un testo in cui si chiederà che tutti gli operatori televisivi, compreso Dazn, aderiscano alla piattaforma Conciliaweb per risolvere le dispute con gli utenti. 

In ultimo si potrebbe anche chiedere, sempre nell’ottica della tutela dei consumatori, che Dazn sia costretta a concedere ad un rivale, Sky tra i più quotati, la sub-licenza. 

Cioè di fatto i diritti TV di sette dei dieci incontri del campionato di calcio di Serie A non sarebbero più un’esclusiva di Dazn, ma anche un altra emittente avrebbe il diritto di trasmetterli.

Il campionato di Serie A di Calcio è già su Sky! Ma solo per gli utenti business

Insomma la Serie A potrebbe tornare sul satellite per intero al fine di tutelare i consumatori.

Ricordiamo che una scelta di questo tipo è già stata fatta volontariamente da Dazn, che ha stretto una partnership con Sky ma destinata ai soli utenti business di quest’ultima, per la quale bar, ristoranti, pub e hotel potranno trasmettere per i propri clienti la Serie A di calcio tutta via satellite, su Sky Sport Bar.

Del resto è da prima dell'inizio del campionato di Serie A che proprio al fine di evitare disservizi, come dichiarato, Sky chiede la possibilità di trasmettere gli incontri su satellite anche per i clienti privati.

Qualche mese fa furono offerti per questo a Dazn circa mezzo miliardo, offerta in un primo momento rifiutata.

Ma adesso la situazione potrebbe essere ribaltata se fosse il Parlamento ad obbligare Dazn a concedere a Sky la sub-licenza per il campionato di Serie A.

Ricordiamo che il problema delle interruzioni non riguarda solo la tutela dei consumatori ma anche gli introiti delle squadre di calcio dai diritti TV che viene assegnata proprio in base allo share. Perciò se scendono gli ascolti scendono anche i guadagni per le squadre di calcio e dopo l’interruzione e i disservizi verificatisi nella trasmissione di Napoli-Juve sono in molti gli utenti che minacciano la disdetta.

I dati sullo share della Serie A di Dazn non combaciano con l’Auditel, avviata l’istruttoria 

Se infatti sarebbe bello pensare che tutti gli sforzi per risolvere i problemi legati alla trasmissione del campionato di Serie A di calcio siano fatti a tutela dei consumatori, la verità è che dietro le questione dei diritti TV si celano i guadagni delle società calcistiche.

La normativa italiana prevede infatti che le società guadagnino in relazione all’8% dello share totale, come è fornito dai dati Auditel, quindi se si abbassano i dati di ascolto si abbassano i guadagni.

Ma il problema non sta solo nella rete internet che non regge lo streaming, infatti Dazn e protagonista anche di una nuova istruttoria avviata dall'Agcom per verificare proprio il modo con cui questa raccoglie e certifica i dati di ascolto.

Quello che è accaduto è che i dati che Dazn ha raccolto e la Nielsen ha certificato sono molto più alti, cioè del 58%, rispetto a quelli che ha pubblicato l’Auditel.

Ad una prima verifica sembra che i dati risultino così alti perché sono calcolate più persone che guardano la partita dallo stesso schermo televisivo, si verrebbe a creare insomma una sorta di moltiplicatore dei dati.

Diritti TV di calcio Serie A contesi tra Dazn e Sky. Perché?

Secondo alcune fonti autorevoli che menzioneremo in seguito in realtà che la diretta del campionato di calcio di Serie A in streaming avrebbe avuto tutti questi problemi era cosa già nota e ci sarebbe dietro lo zampino della Superlega Calcio.

Per capire però l’intera questione è cioè come siamo arrivati oggi ad un'istruttoria dell’Agcom, dobbiamo ripercorrere le varie tappe dell’assegnazione dei diritti TV della Serie A a Dazn.

La giornata di campionato è infatti fatta di dieci incontri e Dazn ha i diritti TV per tutti, sette dei quali in esclusiva completa, dopo aver pagato 860 milioni di euro. Sky invece per la Serie A ha il diritto di trasmettere solo tre i incontri su dieci per i quali ha acquistato i diritti in condivisione con Dazn.

Ora, da subito alcuni avevano espresso perplessità in merito al fatto che lo streaming potesse reggere, cioè che tutto il campionato potesse andare esclusivamente su internet senza disservizi e con la stessa resa del satellite.

A questo proposito Daz ha stretto una partnership con Tim (rifiutandone una con Sky), proprio al fine di potenziare la banda e garantire l’assenza di disservizi.

In realtà disservizi ci sono stati già durante la prima di campionato, ma ancora sono arrivate le promesse di Tim e Dazn che si trattava solo di una fase iniziale definita di “assestamento”, con il monito che non ci sarebbero stati problemi in futuro.

Ma in realtà anche la terza giornata di campionato è stata un dramma, con Napoli-Juve che ha subito un’interruzione dello streaming proprio mentre segnava il Napoli.

Permettere quindi a Sky o più in generale ad un altro emittente di trasmettere la Serie A sarebbe una manovra volta anche ad evitare la perdita di share e quindi la riduzione di guadagni delle società calcistiche, oltre che a tutelare i consumatori che pagano l’abbonamento a Dazn.

E se i diritti TV della Serie A fossero andati a Dazn per volere della Superlega Calcio?

Effettivamente questi disservizi erano stati previsti e ha fatto molto discutere di recente l’affermazione, tramite Facebook, di Maurizio Pistocchi che affermava come tutta la situazione sarebbe stata pilotata dalla Superlega Calcio.

Ovvero al momento dell’assegnazione dei diritti TV del campionato di serie A tutti erano certi che la Superlega si sarebbe fatta e l’esclusiva di questa doveva essere acquistata da Sky.

Quindi secondo Pistocchi il fatto che la Serie A andasse a Dazn sarebbe stato un bene per la Superlega proprio in previsione dei disservizi che si sarebbero verificati per la diretta via streaming.

La Superlega infatti con Sky e il satellite sarebbe stata al sicuro e avrebbe potuto offrire anche una diretta TV migliore della Serie A.

Pistocchi non è l’unica voce del coro e la sua affermazione si integra con quanto affermato da Paolo Chiariello in precedenza, che si limitava a sottolineare come la perdita dei diritti TV per la Serie A fosse stata voluta dalla stessa Sky a cui in realtà interessava solo avere la Superlega.

Questo secondo Chiariello spiegherebbe anche le tante azioni legali avviate da Sky contro Dazn per riprendersi i diritti tv del campionato di Serie A dopo il fallimento della Superlega Calcio.

La Superlega, contro cui tutti si sono schierati all’insegna dello spirito sportivo, rappresenta in verità per i club coinvolti un affare stratosferico, che in soli diritti TV vale 3,5 miliardi netti.

Ricordiamo ad ogni modo che la questione Superlega Calcio da un punto di vista legale è ben lontana dall’essere risolta poiché l’ultima parola sulla questione spetta alla Corte di Giustizia Europea. Qualora questa di pronunciasse a favore della nuova competizione si aprirebbe anche la partita dei diritti TV per Sky e rivali.