La Serie A è un disastro in streaming! E mentre Dazn perde lentamente terreno riguardo i diritti TV del campionato italiano di calcio, già tornato sul satellite di Sky per gli utenti business, arriva la notizia dal Financial Times di un accordo in trattativa tra Dazn e BT Sport (operatore inglese) per i diritti televisivi della Premier League.

Anche in questo caso l’ostacolo è Sky che con BT ha già un accordo e che dovrà approvare quello con Dazn, perché esso si realizzi.

Intanto in Italia la situazione comincia ad essere preoccupante, con la diretta streaming di Juventus-Milan che è stata l’apice del disastro tra interruzioni e blocchi. Ormai è chiaro a tutti che, per quanto provi, lo streaming della Serie A con Dazn in Italia non regge e piovono le minacce di disdetta.

Ricordiamo che in ballo non c'è solo la tutela dei consumatori, cioè di chi paga l’abbonamento a Dazn per non vedere la Serie A, ma anche i proventi dai diritti TV che per le squadre di Serie A sono calcolate sullo share televisivo.

Quindi meno utenti che guardano il campionato di calcio di serie A vuol dire meno soldi per le società calcistiche. 

Proprio per questo è intervenuto il Parlamento con una proposta per iscritto che in ultima istanza potrebbe obbligare Dazn a condividere i diritti TV del campionato di Serie con Sky, in modo che le partite tornino su satellite e la visione sia garantita con una maggior stabilità rispetto allo streaming.

Il perché delle frequenti interruzioni dell streaming su Dazn è un un argomento approfondito nel video YouTube di Fanpage.it:

 

Dazn e Sky ancora in lotta per i diritti TV di calcio, ma in ballo c’è la Premier League

Arriva fresca di stampa e datata 21 settembre 2021 una notizia diffusa dal Financial Times, per la quale Dazn e BT sono in trattativa per i diritti TV della Premier League. Cosa che stupisce soprattutto noi italiani visti gli enormi problemi che Dazn ha con lo streaming del campionato di Serie A, che è una vera e propria tragedia, fatto di mille interruzione e una qualità delle immagini a volte davvero scadente.

Certo la rete inglese è superiore a quella italiana, ma il Regno Unito sta comunque per essere scenario di una lotta per i diritti TV di calcio simile a quella avvenuta nel nostro paese, poiché fino adesso i diritti televisivi per la Premier League sono stati in condivisione tra Sky e BT Sport e Dazn vorrebbe rimpiazzare quest’ultima.

Al momento in Inghilterra la competizione per i diritti tv della Premier League è infatti sempre stata giocata tra Sky e BT, dove quest’ultima è anche un operatore telefonico.

Secondo le indiscrezioni BT starebbe per raggiungere un accordo con Dazn per cedere a questa i diritti TV della Premier League, così da ritirarsi da questo mercato e concentrarsi sull’espansione della rete 5G, cioè come operatore internet.

Dunque si prospetta per i diritti TV di Premier League una situazione simile alla Serie A con una possibile condivisione tra Sky e Dazn.

Ad ogni modo a quanto riporta il quotidiano inglese l’accordo è complicato e a complicarlo è Sky.

Poiché BT e a Sky hanno già un accordo di licenza incrociata. Per farla breve l’accordo BT-Dazn è valido solo se approvato anche da Sky e quest’ultima deve avere il suo tornaconto.

Per adesso nessuna delle parti coinvolte rilascia dichiarazioni ufficiali, mentre le indiscrezioni dicono che l’accordo potrebbe essere concluso già nelle prossime settimane, risolto il problema Sky.

Dazn continua a fallire in Serie A e i Diritti TV della Serie A potrebbero andare a Sky 

Ebbene se Dazn punta a sbarcare in Premier league, intanto fallisce per lei in Italia il banco di prova che doveva essere Juventus-Milan del 19 settembre. 

Dopo le tante critiche e la minaccia che intervenisse il Parlamento stesso a risolvere il problema della trasmissione in streaming del campionato di Serie A, Dazn aveva una pesante prova da sostenere, cioè far sì che almeno la visione di Juve-Milan filasse liscia. Ma non è stato così e la diretta ha avuto le solite interruzioni, con il risultato che per Dazn la situazione è precipitata.

Questo perché secondo una notizia diffusa ed accertata il presidente della Commissione Trasporti, l’On. Raffaella Paita, si sta occupando della stesura di un testo da presentare in Parlamento proprio allo scopo di tutelare consumatori e Serie A dai disservizi Dazn.

Nel testo si chiederà al Parlamento di intervenire in merito alla questione diritti TV, in primo luogo obbligando le emittenti ad aderire alla piattaforma Conciliaweb, per risolvere ogni contenzioso con gli utenti.

In ultimo si sta valutando sempre più concretamente di chiedere al Parlamento di intervenire obbligando di fatto Dazn a cedere i diritti TV in sub-licenza ad altra emittente, ovviamente Sky è già pronta, in modo che ai consumatori sia garantita una visione del campionato di calcio senza i blocchi e interruzioni.

Se la sub-licenza qualche tempo fa sembrava l’ultima spiaggia, Dazn però doveva dimostrare di aver risolto i problemi di rete, ma il campionato in streaming continua a bloccarsi e si moltiplicano le minacce di disdetta, con lo share che secondo l’Auditel è già calato di molto rispetto alla scorsa stagione.

Calcio su Dazn, cala lo share e calano le entrate per i diritti TV delle squadre di Serie A

Si apre a questo punto un altro problema legato ai diritti TV della Serie A di calcio, cioè se diminuiscono gli utenti, diminuiscono gli ascolti televisivi e se questo accade diminuiscono i profitti per le squadre, parliamo di milioni di euro. Poiché per la Legge Melandri in Italia parte dei guadagni in diritti TV sono divisi tra i partecipanti al campionato in base allo share televisivo.

La situazione deve essere risolta e deve essere risolta in fretta, perché ormai siamo alla quinta giornata di campionato è la diretta TV delle precedenti quattro è stata un disastro.

Dobbiamo dire che almeno bar, pub, ristoranti e hotel sono al sicuro dai problemi di Dazn, poiché quest’ultima ha stretto un accordo per il quale almeno i clienti Sky business abbiano la possibilità di vedere tutto il campionato via satellite su Sky Sport Bar evitando i problemi dello streaming.

Se da un lato Dazn e il suo partner Tim continuano a promettere che non ci saranno più interruzioni e che risolveranno il problema, ad ogni giornata di campionato si verificano però nuove interruzioni.

Adesso, sembra proprio che il tempo sia scaduto e che appare evidente che Dazn non regga, perciò l’esecutivo governativo, che per altro dovrebbe comunque esprimersi a breve sulla questione, potrebbe non avere altra scelta che sancire il ritorno del campionato di calcio della Serie A su Sky per tutti, business e privati.

Soprattutto in vista di quanto questo potrebbe danneggiare le società calcistiche e la stessa Lega Serie A.

Dazn ancora problemi sui dati Share e interviene l’AGCOM

Dazn del resto ha anche un altro problema è non di poco conto che coinvolge sempre gli ascolti televisivi, questo perché i dati sullo share pubblicati da Dazn con la certificazione della Nielsen differiscono da quelli dell’Auditel, su cui si basano i calcoli per i proventi delle squadre.

In poche parole i dati sullo share del campionato pubblicato da Dazn, sono più alti del 58% rispetto a quelli pubblicati dall’Auditel. Ora, diversi ascolti vogliono dire diverse entrate per le società calcistiche dai diritti TV di Serie A.

Perciò oltre i problemi dello streaming che non regge Dazn è anche al centro di una istruttoria dell’AGCOM, per chiarire appunto perché ci sia questa differenza enorme nei dati.

Serie A su Sky per proteggere i guadagni in Diritti TV delle squadre di calcio

Riepilogando la questione e tirando le somme, partiamo dal presupposto che il problema della difesa dei consumatori è davvero relativo, cioè se molti utenti minacciano la disdetta perché Dazn non permette una corretta visione della Serie A il problema principale è di carattere economico e riguarda la diminuzione dei guadagni delle società calcistiche. 

Secondo la Legge Melandri che regolamenta i diritti TV l’8% dei guadagni totali viene ripartito tra le varie squadre partecipanti al campionato di Serie A di calcio in base alla percentuale degli ascolti televisivi, così come sono certificati dall’Auditel.

Quindi se i dati non combaciano le società cominceranno a reclamare proventi più alti o a lamentare entrate troppo base.

Perciò se a seguito dei disservizi di Dazn molti consumatori dovessero interrompere l’abbonamento e per effetto di questo ci fosse un drastico calo di ascolti, che l’Auditel ha già rilevato, la situazione sarebbe economicamente disastrosa per la Lega Serie A.

A campionato già iniziato Sky sembra essere l’unica spiaggia possibile, visto che il satellite è già testato ed ha una resa nettamente superiore, cioè sarebbe l’unica soluzione per proteggere i guadagni delle società calcistiche.

Partnership con Tim, così Dazn ha risolto il problema dei diritti TV di Champions League

Quello che stupisce è che quando ci fu l’assegnazione dei diritti TV per il campionato di serie A e si diffuse la notizia che l’esclusiva di sette incontri era andata a Dazn molti cominciarono a dire che lo streaming non avrebbe retto, in primis la stessa Sky che si era vista soffiare il torneo.

Dazn però proprio allo scopo di potenziare la rete, a quanto ammesso, aveva rifiutato la proposta di Sky di una sub-licenza sul satellite, poi arrivata solo per i clienti business, preferendo una partnership con Tim e un impegno comune a potenziare la rete.

In realtà la partnership con Tim ha anche un altro obiettivo, perché se Dazn è l’unica che può trasmettere tutti e dieci gli incontri della giornata di Serie A e ha anche i diritti TV condivisi per Europa League ed Europa Confederation League, da un punto di vista legale le manca la Champions League, cioè non ha per questa i diritti TV. 

Per quanto riguarda le coppe Europee Sky fa invece il tris, cioè ha i diritti televisivi seppur non in esclusiva per trasmettere Champions, Europa, Confederation League e tre partite su dieci della giornata di Serie A.

Con l’accordo con Tim Dazn nei fatti risolve il problema Champions, perché a condividere i diritti TV di questa con Sky c’è Mediaset con Infiniti Plus (oltre ad Amazon Prime), a sua volta in partnership con Tim. 

Per farla breve acquistando l’abbonamento a Dazn con Tim si ha in regalo Infinity Plus e si possono vedere tutte le competizioni europee, o meglio si potrebbe se lo streaming reggesse.

Contro questo accordo con Tim però Sky aveva già sollevato l’attenzione dell’Antitrust ritenendo che fosse fatto di clausole segrete illegittime, cosa che però l’organo in ha rilevato.

Adesso però la partita diritti TV si riapre perché sono ormai mesi che Tim e Dazn cercano di stabilizzare la rete senza riuscirci e la cosa alla quinta giornata di campionato comincia ad avere ripercussioni pesanti per consumatori e per la stessa Serie A.

La Rai potrebbe cedere i Diritti TV per i mondiali Qatar 2022 ad Amazon Prime 

Di recente, parliamo di fine aprile, si era diffusa una notizia al centro di un’interrogazione parlamentare per cui la Rai, che al momento ha l’esclusiva per i diritti Tv dei mondiali di calcio Qatar 2022, fosse interessata cedere parte dell’esclusiva in sub-licenza ad Amazon Prime, tenendo per lei solo 28 dei 64 incontri.

Se si volessero davvero tutelare i consumatori e non solo le società calcistiche si aprirebbero gli occhi sul problema principale per gli utenti: la giungla di abbonamenti sport.

Cioè stando così le cose se volessimo vedere tutta la prossima stagione ci servirebbe l’abbonamento a Sky o Infinity+ per vedere tutta la Champions. Poi quello a Dazn per vedere tutta la Serie A, poi forse, se la Rai cede i diritti, anche ad Amazon Prime per vedere tutto il Mondiale 2022.