Sappiamo tutti che cosa è il Canone Rai e anche che da alcuni anni ci viene addebitato direttamente sulla bolletta dell’utenza domestica dell’energia elettrica per la prima casa. Viene fatto in automatico, senza che ci sia la necessità di segnalare la propria condizione di debitore del fisco, ma semplicemente attingendo alle banche dati delle utenze elettriche per uso domestico.

Ne rimangono esenti i casi di chi usi la corrente per un’officina, un ufficio o per magari per l’azienda agricola.

In sostanza esiste in Italia una presunzione di possesso di un televisore da parte di chiunque si sia allacciato a una fornitura di energia elettrica. Nel caso, poi sia appurato il possesso dell’apparecchio televisivo, si presume che sia utilizzato, a meno che si tratti di un vecchio modello, non più in grado di ricevere le frequenze. 

Pochi sono invece i casi in cui sia possibile avere l’esenzione. In queste ipotesi è lo stesso utente che si deve attivare e deve informare Agenzia delle Entrate, o di non avere proprio a casa un apparecchio televisivo, o in alternativa di essere uno di quelli che hanno diritto ad essere esentato dall’imposta. 

Nel caso noi rientriamo tra le persone che sono esentate i controlli dovrebbero essere piuttosto semplici. Basta che si incrocino i dati contenuti nelle varie banche dati delle pubbliche amministrazioni ed il gioco è fatto.

Ma nel caso invece, chi ha fatto la domanda di esonero è qualcuno che abbia dichiarato di non essere in possesso di un televisore che tipo di controlli possono essere fatti? Agenzia delle Entrate ha il diritto di entrare nel nostro salotto e vedere se la TV funziona, o cercare negli sgabuzzini per controllare se l’abbiamo nascosta?

Che cosa è il canone Rai

Si tratta di una tassa che in passato era collegata alla fruizione dei canali televisivi trasmessi delle reti televisive pubbliche. Nei primi anni della sua introduzione al momento in cui si acquistava un televisore era lo stesso negoziane che raccoglieva i dati del nuovo abbonato e li trasmetteva alla Rai.

L’utente riceveva a casa un blocchetto di bollettini precompilati che doveva usare negli anni successivi recandosi in un ufficio postale per pagare la somma dovuta.

A partire dal 2017, e con la legge numero 94 del 13 maggio del 2016

il canone Rai si paga direttamente con la bolletta della fornitura elettrica indipendentemente da quale sia il fornitore scelto dall’utente.

Si tratta di una scelta che è stata fatta per ridurre l’evasione fiscale, che era piuttosto elevata, ma che ha potato come effetti di far pagare la tassa anche alle poche persone che decidono di vivere senza un televisore in casa.

Nessuno sconto invece per chi non segue i programmi della rai, o addirittura utilizza l’apparecchio solo per guardare programmi su servizi che prevedono il pagamento di un abbonamento per vederli. Stessa situazione poi per chi lo possiede ma non lo usa da anni.

In sostanza da abbonamento per un servizio televisivo come era in passato si è trasformato in una tassa sul possesso non necessariamente collegato con l’uso di un elettrodomestico: il televisore.

Come si paga il canone Rai 

Il canone Rai, anche per quest’anno ammonta a 90 euro e si paga direttamente in bolletta. Per il prossimo anno è probabile che ci sia un cambiamento di rotta con un possibile ritorno al vecchio metodo di riscossione.

È compito del nostro fornitore dell’energia elettrica fare i calcoli ed aggiungerlo alle spese per la normale utenza. Viene suddiviso in dieci rate mensili pagabili da gennaio a ottobre.

Se in famiglia nessuno sia intestatario di una utenza per l’energia elettrica domestica il pagamento dovrà essere fatto entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento utilizzano un modello F24: lo stesso che si utilizza in genere per fare tutti i versamenti all’Agenzia delle Entrate.

Stesso modulo anche per tutti i cittadini che utilizzino reti elettriche non interconnesse con quelle nazionali e che quindi che non ricevono l’addebito con la bolletta.

Possibile richiedere anche l’addebito sulla pensione facendo una richiesta al proprio ente pensionistico entro il 15 novembre dell’anno precedente a quello in cui si vuole optare per questo tipo di pagamento.

Chi è esonerato dal pagamento del canone Rai

Sono esonerati dal pagamento del canone Rai come si legge sul sito di Agenzia delle Entrate tutti

i cittadini che abbiano compiuto 75 anni e che abbiano un reddito annuo che, anche sommato con quello del coniuge non sia superiore a 8.000 euro.

Inoltre non devono essere conviventi con persone che abbiano un reddito proprio. Non entrano in questo computo badanti, colf o collaboratori domestici.

L’esenzione vale però solo per l’abitazione dove risieda il richiedente, anche se i televisori sono più di uno. La tassa deve invece essere pagata nel caso ci siano apparecchi televisivi in altre case che non siano quella di residenza.

Esonerati dal pagamento, a seguito di accordi internazionali, anche gli agenti diplomatici, i funzionari e gli impiegati consolari, i funzionari di organizzazioni internazionali e i militari con cittadinanza diversa da quella italiana e i civili stranieri non residenti in Italia che siano stanziati dalla NATO sul territorio nazionale.

Chi non ha il televisore non paga il canone Rai

Escluso dal pagamento della tassa del canone Rai anche chi pur avendo un’utenza elettrica di tipo domestico non sia in possesso di un televisore.

In questo caso, utilizzando un modello di autocertificazione messo a disposizione da Agenzia delle Entrate sarà necessario dichiarare che in nessuna delle abitazioni con utenze elettriche domestiche intestata a un componente del nucleo familiare anagrafico sia presente un apparecchio televisivo.

Si dovrà inoltre dichiarare che in nessuna delle abitazioni in possesso della famiglia anagrafica vi sia un ulteriore televisore rispetto a quello per cui si sia chiesto l’interruzione dell’abbonamento, nel caso la dichiarazione sia per la dismissione di un apparecchio preesistente.

Lo stesso modello può essere presentato anche dagli eredi al momento del decesso di un congiunto. Con quel documento si dichiara che nell’appartamento dove l’utenza sia ancora intestata al deceduto non ci sono apparecchi televisivi e quindi il canone Rai non è dovuto al fisco.

Che cosa è un televisore ai fini del canone Rai

Abbiamo visto che questo non è un abbonamento per i servizi offerti dalla televisione pubblica, ma una tassa sul possesso di un televisore. Quindi deve pagare anche chi lo abbia ma non lo accendz mai. Non deve pagarlo solo chi non abbia un apparecchio televisivo, anche se i programmi li guarda lo stesso.

Per apparecchio televisivo la legge intende un apparecchio che sia adatto a ricevere un segnale radiotelevisivo utilizzando un’antenna, satellitare o terrestre non importa. Sappiamo tutti che i canali televisivi possono essere ricevuti anche attraverso internet e semplicemente con uno smartphone, un tablet o un computer. 

Come sono fatti i controlli sul canone Rai

I controlli sulla presunta evasione del canone Rai sono fatti, come per tutte le tasse dovute alo Stato. La competenza per l’incasso spetta ad Agenzia delle Entrate che farà a campione, o nel caso ci siano dei sospetti di irregolarità, delle verifiche. I controlli sono fatti in prima battuta ricorrendo alle banche dati di cui sono in possesso le amministrazioni pubbliche e l’incrocio dei dati.

I controlli sono semplici e immediati nel caso si vogliano confrontare dati che riguardino il possesso di un’abitazione e la presenza di una utenza elettrica.

Possono essere più complesse ere esempio la verifica di abbonamenti a Pay-tv che in quanto privati non devono rilasciare in modo così immediato i dati relativi ai propri utenti.

In ogni caso, anche dall’incrocio di questi dati l’Agenzia delle Entrate può arrivare da avere un sospetto sull’esistenza di una evasione fiscale, oppure sul fatto che l’utente abbia presentato un’autocertificazione falsa. Ma non la certezza, quella si può avere solo entrando in casa del cittadino e controllando.

Se non pago il canone Rai chi controlla se ho la TV?

Precisiamo subito che senza averne un mandato ufficiale, nessuno ci può entrare in casa per verificare se abbiamo un televisore, nonostante non abbiamo pagato il canone Rai. Non lo possono fare neppure gli ispettori del fisco, perché sarebbe una violazione piuttosto grave, e non lo faranno mai, quindi attenzione a chi si presenta in casa con questo preteso.

È comunque possibile che, nel caso nel corso delle indagini preliminari sulle banche date, ma solo se emergono indizi gravi sulla nostra mala fede, Agenzia delle Entrate segnali la nostra posizione alla procura e che quella incarichi la Guardia di Finanza di fare dei controlli sul posto.

Si tratta di casi piuttosto rari perché sono autorizzati solo se gli indizi siano gravi e concordanti, gli agenti sono in possesso di un mandato, e devono essere fatti entrare in casa e deve essere lascito loro il tempo e lo spazio per fare le verifiche. Naturalmente sempre nei limiti del loro mandato e nel rispetto nostro e della nostra abitazione.

Attenzione alle truffe sul canone Rai

Facciamo attenzione invece a chi spacciandosi per agente del fisco cerchi di intrufolarsi in casa nostra senza averne alcun diritto. Ripetiamo che nessuna persona inviata dal fisco, diversa da un componente della Guardia di Finanza o al limite di Polizia o Carabinieri può entrare in casa per verificare che cosa abbiamo o non abbiamo.

Anche se dovessero essere dotati di cartellini identificati probabilmente si tratterà di truffatori che dopo averci distratto infileranno le mani nei nostri cassetti e si riempiranno le tasche con soldi e preziosi.

Attenzione anche ad eventuali richieste di denaro: anche se siamo consapevoli di non avere pagato il canone Rai nonostante fosse dovuto, nessuno si presenterà mai a casa a chiedercelo. Riceveremo in quel caso una comunicazione scritta con una raccomandata e con indicate le modalità di pagamento.

Truffe di questo o di altro tipo devono essere sempre denunciate, sia rivolgendosi all’ente a cui i truffatori dicono di appartenere, sia ai carabinieri o alla polizia di stato.