La cartella esattoriale può essere notificata attraverso forme diverse dalla raccomandata A/R? Questa può essere ad esempio notificata attraverso Posta Elettronica Certificata?

La Corte di Cassazione ha tolto diversi dubbi in merito con alcune recenti pronunce, ponendo così fine alla questione sull’illegittimità del formato del documento, che sia file digitale o meno, e che contiene l’atto tributario e la sua firma digitale.

Chiunque abbia ricevuto una cartella esattoriale attraverso Pec da parte dell’Agenzia Entrate Riscossione, o da qualunque agente di riscossione, il documento deve essere in possesso di tutti i requisiti di forma e di sostanza, come per il documento cartaceo. Ma se, esaminando gli allegati alla cartella, i documenti inviati sono tutti in pdf, cosa succede? 

Attendibilità del documento pdf e della Pec

Il documento pdf è ormai usato molto frequentemente sia a lavoro che altrove ed è ormai diventato il formato più usato in assoluto, anche più usato del classico doc. Però, in molti casi, il documento pdf non è munito di firma digitale, non è quindi garantita l’identità del mittente e lo stesso ricevente non avrebbe la sicurezza dei dati ricevuti. Ma vi è la Pec ad indentificare il mittente.

La domanda, quindi, che molti si pongono è la medesima: la cartella esattoriale inviata tramite pec ed in formato pdf, è valida?

Secondo La Legge per Tutti

“I giudici tributari si sono occupati spesso di questi casi e, ultimamente, è intervenuta la Cassazione per frenare le numerose pronunce di nullità delle notifiche che salvavano i contribuenti destinatari di atti ricevuti in pdf.”

Per chi non lo sapesse, la Posta Elettronica Certificata, o Pec, è una particolare mail che viene usata molto spesso per notificare documenti e comunicazioni importanti, proprio perché attraverso questa è possibile risalire al mittente. Inoltre, attraverso la Pec si ha la certezza della ricezione e della lettura del documento da parte del ricevente. In sostanza, equivale alla Raccomandata con ricevuta di ritorno, per cui, verrà applicata la stessa normativa.

La Pec assicura il valore legale delle comunicazioni per cui gli Agenti di riscossione ne fanno largo uso. Viene usata soprattutto per inviare comunicazioni agli imprenditori, ai professionisti normalmente iscritti ad ordini o collegi, a società e ai lavoratori autonomi con P. Iva.

Attraverso la ricerca nel sistema Ini-Pec e del Registro Imprese, gli indirizzi pec dei professionisti sono facilmente reperibili dall’Amministrazione finanziaria. 

Oltretutto, la Pec offre una celerità che, invece, i consueti metodi come la Raccomandata A/R non riesce a garantire. Molte volte è successo che a causa dei ritardi del servizio postale, molte cartelle esattoriali sono state recapitate al destinatario solamente dopo la scadenza causando diversi disagi. 

Con la Pec, questo pericolo non sussiste.

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Formati della cartella esattoriale

Dopo aver appurato che la Pec viene spesso utilizzata per inviare comunicazioni importanti da parte dell’agente di riscossione, possiamo dire quali tipi di documenti allegare alla medesima e, soprattutto, in quale formato.

All’invio di una cartella esattoriale, l’ente di riscossione e il destinatario, dovranno accertarsi di vedere come allegati dei documenti in formati che garantiscono l’immodificabilità dello stesso. 

Quindi, non saranno ammessi formati come odt, word o un formato editor di testo, come il .doc o qualunque altro formato che potrebbe essere facilmente modificato o sovrascritto. Un documento di questa portata richiede un formato che, come abbiamo accennato, garantisca l’immodificabilità dello stesso.

In sostanza, le due sole alternative concretamente praticabili a riguardo sono, dunque, secondo La Legge per Tutti:

“il formato pdf di cui ci stiamo occupando e quello firmato digitalmente, che assume l’apposita estensione. p7m.”

La cartella di pagamento notificata in formato pdf

Molti giudici tributari di merito hanno censurato l’uso del formato pdf da parte dell’Agenzia Entrate Riscossione, sia di primo sia di secondo grado, negando ad esso la valenza di “documento informatico”. In certi casi, infatti, la validità di questo formato è stata messa in dubbio, poiché sembrerebbe che alla raccomandata fosse allegato un documento non originale. Ma adesso la situazione è un po’ cambiata.

Adesso la Corte di Cassazione ha cambiato idea dichiarando valido il formato pdf e la sua valenza di documento informatico. Secondo i giudici, infatti, alla cartella esattoriale non è necessario che venga allegato un documento in formato p7m e munito di firma digitale.

Secondo la Cassazione infatti

“non c’è nessuna norma di legge ad imporre che la copia per immagini su supporto informatico di una cartella di pagamento debba essere dotata di firma digitale".

La Corte di Cassazione non è la prima volta che si pronuncia sull’argomento, poiché sono state diverse le pronunce ed i ricorsi in merito alla validità o meno del formato pdf come allegato alla cartella di documento.

La Corte di Cassazione, oltre che esprimere la validità del fomato pdf, ha espresso anche che questo documento oltre che essere inviato attraverso Pec, fosse anche munito di firma digitale che ne attestasse la veridicità del contenuto e del mittente. In questo modo, la Corte ha ribadito, il documento in formato pdf e con firma digitale è considerato valido a tutti gli effetti.

Cartella in formato pdf: quando è valida?

La Corte di Cassazione è voluta ritornare recentemente sulla questione e, questa volta, sembra proprio che sia sopraggiunto il via libera definitivo della validità della cartella esattoriale in pdf inviata e notificata tramite Pec.

Nella sua ultima sentenza, che riguardava il ricorso presentato da un contribuente in merito all’invalidità della notifica ricevuta attraverso questa modalità, ha deciso di respingere la richiesta del suddetto

Secondo la Suprema Corte, infatti

“la notifica della cartella di pagamento può avvenire, indifferentemente, sia allegando al messaggio Pec un documento informatico, che sia duplicato informatico dell’atto originario, sia mediante una copia per immagini su supporto informatico di documento in originale cartaceo come è avvenuto pacificamente nel caso di specie, dove il concessionario della riscossione ha provveduto a inserire nel messaggio di posta elettronica certificata un documento informatico in formato pdf.”

Quindi, in sostanza, la Corte di Cassazione ha respinto categoricamente la questione di legittimità sollevata in merito al formato del documento pdf e della modalità con cui questo viene notificato dal concessionario.

A sostegno di questa sentenza vi è la logica secondo la quale nessuna norma di legge obbligherebbe qualsiasi agente di riscossione ad inviare un documento in formato pdf munito di firma digitale, attraverso modalità Pec.

In sostanza, secondo la Corte, non è necessario che sul documento notificato vi venga apposta una firma digitale, infatti, un documento inviato secondo questa modalità e rispettando questo formato ha la stessa efficacia probatoria del documento originale.

In questo caso specifico, la Corte ha, anzi ritenuto inopportuno il disconoscimento da parte del destinatario di un formato pdf del documento allegato alla pec. 

Secondo la Corte, infatti

“giammai la ricorrente avrebbe potuto «disconoscere la conformità della copia informatica della cartella di pagamento, allegata alla Pec ricevuta, all’originale in possesso dell’Amministrazione in quanto la cartella di pagamento nasce come documento informatico (“nativo”) e come tale viene trasmessa via Pec.”



La cartella esattoriale inviata tramite raccomandata

La cartella di pagamento può essere inviata anche tramite raccomandata a/r, come abbiamo accennato. La raccomandata a/r è usata ed è stata usata tantissime volte per l’invio di comunicazioni importanti come:

  • multe stradali;
  • sanzioni;
  • cartelle esattoriali;
  • comunicazioni importanti (esiti concorsi pubblici ecc.).

Ovviamente, come per la pec, il documento allegato deve avere tutte le caratteristiche ed i requisiti di forma e di sostanza. Sebbene però la raccomandata garantisca effettivamente la ricezione del documento al destinatario, non garantisce però la celerità che invece può garantire altre modalità, come la pec.