La casa al centro di un dibattito che non conosce fine: un emendamento datato 4 maggio 2021 inserito nel Decreto Sostegni e che sta attraversando il periodo di conversione in legge, rinvia la fine del blocco sfratti al 30 settembre 2021: non solo, se i provvedimenti presi fra 28 febbraio 2020 e il 30 settembre 2020 verranno attuati dopo il 30 settembre 2021, quelli adottati fra il 1 ottobre 2020 e il 30 giugno 2021 verranno messi in atto dopo il 31 dicembre 2021.

Confedilizia sul piede di guerra minaccia provvedimenti e ricorsi e vede nell'emendamento in fase di conversione l'ennesimo colpo basso che ferisce chi fa della casa un'importante fonte di reddito.

Una bella mazzata per i proprietari delle case occupate illegalmente e abusivamente da inquilini insolventi, proprietari immobiliari che dopo ben sedici mesi durante i quali i loro diritti sono stati congelati, ora si trovano davanti all'ennesima proroga.

Casa e blocco sfratto: previsti tre scaglioni temporali in deroga

Sedici mesi, già perché il 30 giugno 2021 sarebbe dovuto cessare il blocco degli sfratti; in realtà in tale data dovrebbe esaurirsi almeno il blocco relativo alle istanze presentate prima della pandemia, questo perché nelle more del Decreto Sostegni questa specifica proroga non è stata confermata: la decisione del Governo di varare un emendamento ad hoc ovviamente nasce dal fatto che la situazione di crisi sanitaria ed economica venutasi a creare in seguito ai devastanti effetti causati dal COVID-19, ha convinto la maggioranza della necessità di dare respiro a tutti quei soggetti che non erano in grado di pagare gli affitti.

Quindi se l'emendamento riformulato in sede di conversione dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato verrà trasformato in legge, tutti i provvedimenti post-pandemici verranno sospesi e riattivati in base a tre scaglioni di tempo: le misure avviate per prime riavranno validità operativa prima di quelle attivate successivamente.

Casa e blocco sfratto: la posizione di Confedilizia 

Il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa è decisamente perplesso circa l'eventuale e quasi certa procrastinazione del blocco sfratti; Spaziani vorrebbe che a far data dal 30 giugno 2021 l'interruzione cessasse per tutti.

Perplessità e preoccupazione dunque espresse chiaramente dal portavoce di Confedilizia che adotta una posizione in merito ferma e decisa; spara a zero sul blocco sfratti, definendolo un abuso tout court, in quanto lesivo dei diritti dei proprietari di case decretati da un magistrato, ovvero quelli che prevedono di poter tornare a riavere la piena proprietà della propria casa.

Non solo, Spaziani Testa fa presente e ricorda che certe situazioni di morosità si protraggono per anni, generando mancate entrate per decine di migliaia di euro a fronte di spese e tasse che invece presentano puntualmente il conto: perciò, dopo sedici mesi di stop agli sfratti, le case devono tornare ai legittimi proprietari.

Confedilizia, per voce di Spaziani, risponde a chi fa presente la grave situazione creatasi in seguito alla diffusione del COVID-19, spiegando che intervenendo ora è necessario stabilire uno stop agli sfratti per queste situazioni in una data antecedente al trenta giugno 2021; inoltre se si vogliono sbloccare gli scenari di morosità emersi prima della pandemia, è necessario metter mano al testo avallato della Commissione, modificandone la data al 28 febbraio 2020, in considerazione del fatto che il provvedimento di rilascio esaurisce la sua validità al termine di un processo durato parecchi mesi e pertanto la procrastinazione al 30 settembre 2021 comprenderebbe morosità che non avrebbero nulla a che fare con l'emergenza sanitaria.

Confedilizia esorta il Governo a sostenere i proprietari di casa, spogliati dei loro beni e delle relative entrate da quasi due anni, senza che si sia visto il pur minimo risarcimento e senza che l'Imu abbia smesso di batter cassa puntualmente; è ovvio che in seno al Governo convivano sensibilità differenti, ma Confedilizia confida che prevalgano quelle istanze che comprendono i diritti del proprietario di casa, tanti, troppi piccoli proprietari che subiscono da troppo tempo un blocco sfratti ingiustificato.

Casa e blocco sfratti: la posizione della Lega 

Il Carroccio si ritiene soddisfatto dello stop al rinvio per gli sfratti i cui provvedimenti sono stati avviati prima dell'emergenza sanitaria; oltre cinquantamila proprietari di casa hanno finalmente visto tutelati i propri diritti, grazia anche alla battaglia ostinata messa in atto proprio dalla Lega a sostegno dei proprietari degli immobili interessati dal blocco:  in questo frangente la priorità della Lega è sostenere il lavoro dei tribunali che mirano a sbloccare lo stop anche per i mesi successivi, al contempo individuando i proprietari di case realmente in difficoltà e aiutando quegli insolventi che non onorano gli affitti perché in evidente e comprovato stato di bisogno.

Casa e blocco sfratti: la proposta di Fratelli d'Italia

Fratelli d'Italia presenta una proposta di legge che ha il fine di raggiungere una rinegoziazione dei contratti di affitto di quegli immobili ad uso prettamente commerciale; una misura da attivare per il tempo che serve e volta a sostenere le aziende in locazione erogando la liquidità che serve e che garantirebbe inoltre delle entrate ai proprietari di casa prostrati dalla crisi pandemica.

Difatti, se venisse approvata la proposta di legge di FdI e i relativi sei punti fossero messi in atto, il locatore avrebbe la possibilità di usufruire di un credito d'imposta mentre l'affittuario conterebbe su una diminuzione delle spese relative alle bollette elettriche, attingendo le risorse da un fondo di tre miliardi di euro.

Francesco Lollobrigida chiarisce quanto le operazioni trasversali sui costi ricorrenti che giudicano tutti approcciando il problema secondo uno schema comune non siano sufficienti e risolutivi, soprattutto per coloro i quali devono far fronte e spese maggiori, penalizzati in modo drammatico.

Entrambi gli attori di questo film, chi da in affitto la casa e chi la prende in affitto, hanno diritti fondamentali che vanno rispettati; per i primi risulta essenziale incamerare un compenso equo per la casa ceduta in affitto, visto che nella maggior parte dei casi si tratta di soggetti privati che con quell'introito possono pagare i relativi mutui o anche persone che grazie al pagamento del locatario provvedono alle spese per mantenere la famiglia.

Nel secondo caso invece assistiamo sovente a situazioni di morosità causate dalla pandemia, quando chi ha un'attività chiusa non incassa e non può pagare l'affitto.

Due diritti che, come sostiene il capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia, giungeranno necessariamente di fronte a un giudice e le dispute così come i processi subiranno dilazioni notevoli: è fondamentale trovare una normativa efficace e lo Stato deve sobbarcarsi le spese per non nuocere ai cittadini, intervenendo là dove si ravvisino delle mancanze che producano un danno economico ai due attori in gioco.

In quest'ottica il partito si muove affinché l'Aula possa esaminare e discutere questo progetto, nella speranza che il testo possa essere approvato e che successivamente dia il via alla risoluzione delle problematiche legate agli sfratti; ovviamente sarà il Parlamento, luogo deputato al confronto fra gli schieramenti politici, a decidere sul da farsi, ma come partito all'opposizione FdI è convinto che si possa trovare un accordo univoco quando in ballo ci sono temi sensibili come quello degli affitti.

Casa e blocco sfratti: i tre scaglioni temporali nel dettaglio

Con il blocco degli sfratti che volge al termine i proprietari di casa posso tirare un sospiro di sollievo, anche se non tutti torneranno pienamente in possesso dei propri immobili con le stesse tempistiche visto che sono tre le velocità in programma che daranno il via allo stop del blocco; il Governo ha pensato di stoppare il congelamento delle esecuzioni attraverso un iter progressivo che articola le ripartenze basandosi su fattori temporali a seconda del periodo in cui lo sfratto è divenuto esecutivo.

Questi tre tempi sono così segmentati:

  • gli insolventi che abbiano subito un ravvedimento per morosità prima del 28 febbraio 2020 e quindi precedentemente allo scoppio dell'emergenza sanitaria da COVID-19, vedranno le esecuzioni tornare operative il 1° luglio 2021
  • gli insolventi che abbiano subito un ravvedimento per morosità tra il 28 febbraio 2020 e il 30 settembre 2020, vedranno le esecuzioni tornare operative il 1° ottobre 2021
  • gli insolventi che abbiano subito un ravvedimento per morosità tra il 1° ottobre 2020 e il 30 giugno 2021, vedranno le esecuzioni tornare operative il 1° gennaio 2022

Ad ogni modo Confedilizia non si dice soddisfatta di una soluzione che fa della gradualità il suo obiettivo per mettere d'accordo le parti e due giorni fa ha emanato una circolare rammaricandosi che non si sia fatto abbastanza per trovare una soluzione adeguata al problema e domandando a gran voce lo sblocco istantaneo senza tempi programmati.