Cinque milioni di edifici e case: sono gli immobili che non potranno essere messi in vendita o in affitto. Ad imporlo è la Commissione europea. Una decisione che evidentemente vìola il diritto di proprietà e che metterà in ginocchio il mercato immobiliare. Questa spada di Damocle è caduta su tutti gli immobili che consumano troppo, ma che soprattutto non saranno perfettamente in linea che le direttive e le regole dell'Unione europea.

Facendo un breve e superficiale censimento della proprietà immobiliare italiana, ne esce un quadro abbastanza desolante: su un totale di 12,5 milioni di case ed immobili vari, almeno sette milioni sono stati costruiti prima del 1970. Questi non possono far parte delle classi energetiche più virtuose, ossia la A e la B. Almeno 11 milioni di strutture hanno superato i trent'anni e sono realmente energivore. Stando ai dati in possesso dell'Enea, nel corso degli ultimi cinque anni, l'87,8% di questi immobili rientrano nelle classi energetiche D e G. Questo significa che, stando a quanto indicato dall'Europa, non potrebbero essere messe in vendita od affittate, sempre che prima non siano ristrutturate.

Vendita ed affitto bloccati!

Tirando le somme, questo significa che se questi immobili non vengono ristrutturati al più presto, o comunque vada entro il 2030, non potranno essere messi in vendita od affittati. Nel caso in cui il proprietario non volesse o non potesse farlo, rischierebbe di vedere crollare il valore dell'immobile, nel momento in cui lo volesse monetizzare affittandolo o vendendolo.

Ristrutturare una casa, un appartamento od un qualsiasi immobile non è impresa da poco conto. Anche perché i bonus e le risorse pubbliche da sfruttare in questo senso sono realmente poche. Ma la direttiva dell'Unione europea non lascia spazio ad interpretazioni varie e fissa nel 2027 la data entro la quale vorrebbe che tutti gli immobili siano standardizzati sulla classe energetica E. Che dovrebbe, poi, diventare D nel 2030 e C dal gennaio 2033. Il passo successivo dovrebbe arrivare nel 2035, quando gli edifici dovrebbero essere ulteriormente rimessi a posto per arrivare alle classi A e B, in sostanza quelle che consumano di meno e rispettano di più l'ambiente. La tabella di marcia è molto serrata, considerando il fatto che questo tipo di lavori richiedono parecchio tempo ed una spesa non indifferente. Soprattutto non alla portata di tutti.

Come si fa a conoscere a quale classe energetica appartiene la nostra casa o un qualsiasi immobile di nostra proprietà? Per saperlo è necessario consultare il cosiddetto APE, ossia l'attestato di prestazione energetica. Tutti gli edifici sono suddivisi in dieci classi, dove la classe A è quella migliore - sotto il profilo energetico - e la G è quella che consuma di più. Questo particolare certificato è obbligatorio solo e soltanto se si decide di vendere od affittare l'immobile. O se viene sottoposto ad una ristrutturazione edilizia, come ad esempio il Superbonus.

Casa e clima: una faccenda davvero seria!

L'Europa ha deciso di fare le cose sul serio. La lotta ai cambiamenti climatici deve essere affrontata con dei provvedimenti degni di questo nome. Ma soprattutto non ha più intenzione di sentirsi dire che fa solo: bla, bla, bla. Lo scopo è quello di ridurre al massimo le emissioni di CO2 e per questo è necessario che dal 1° gennaio 2030 tutti gli immobili residenziali o da costruire abbiano abbandonato la classe energetica più scadente.

La Commissione europea ha deciso di far passare un segnale molto preciso: gli edifici residenziali non possono essere esclusi dal programma di riduzione delle emissioni. Sotto l'occhio vigile ed esperto del Collegio dei commissari passeranno anche gli edifici pubblici, chiamati a dare il buon esempio. 

Ma non basta. Nel caso in cui la bozza sul provvedimento, che sta circolando in queste settimane, dovesse essere confermata ci saranno delle novità anche sull'Ape Energetica, che a partire dal 31 dicembre 2015 dovrebbe essere più stringente. Il certificato dovrà seguire un determinato modello comunitario prestabilito per tutti gli Stati membri. Il che significa che ogni Paese non potrà più adeguare il modello a seconda delle proprie esigenze.

Ape energetica obbligatoria per tutti gli immobili!

Sarà obbligatoria l'attestazione energetica per tutti gli immobili, quindi. Anche in caso di rinnovo del contratto di locazione, vincolo che fino ad oggi non esisteva. Questo vuole dire, come spiega il sito La Legge per tutti, che

chi avrà una casa di classe energetica G non potrà metterla in vendita o in affitto, a meno che non faccia degli interventi per fare un salto di classe. Resteranno fuori da quest’obbligo gli edifici storici, e quelli dedicati al culto, protetti ufficialmente, temporanei o interiori a 50 metri quadri.

Una domanda che ci dobbiamo porre, comunque, è chi pagherà quest’operazione volta a far diventare le nostre case più green?

La direttiva europea dovrebbe concedere ai singoli Stati degli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici e privati, così come oggi l’Italia fa con il superbonus - spiega sempre il sito La Legge per Tutti -. I Governo possono anche utilizzare altri fondi a loro disposizione. Il problema è che la lotta alle emissioni di CO2 prevede tanti altri interventi non solo sull’edilizia ma anche sui trasporti. In altre parole: il timore sempre più diffuso è che il costo di tutto ciò ricada su imprese e famiglie. Il che scatenerebbe una reazione di sicuro poco piacevole.