Pronti a partire per le vacanze? Molti italiani lo sono, o magari mancano solo da completare le ultime formalità come quella di confermare l’affitto di una casa vacanze. Se siete tra questi prendetevi qualche minuto di tempo e accertatevi di non essere vittime di una truffa. Molti sono infatti quelli che con procedure rodate da anni di esperienza mettono nel sacco gli ignari utenti.

Il mezzo più diffuso per adescare le vittime è quello di utilizzare gli annunci su internet. Non mancano però anche vecchie volpi che continuano con metodi magari un po’ datati, ma di sicuro successo. Del resto questo tipo di reato richiede che l’autore sia capace di empatia con la vittima, sia un po’ imbonitore e un po’ psicologo, in definitiva capace di addomesticare la realtà a proprio piacimento.

L’allarme per la ripresa delle truffe nel settore delle case vacanze soprattutto con mezzi tecnologici è stata lanciata dalla Polizia Postale in collaborazione con Airbnb, una piattaforma di viaggi tra le più diffuse, che hanno anche messo a punto un prontuario per difendersi dalle truffe delle case vacanze attuate con queste modalità.

La prima regola è sempre quella di essere cauti, di non fidarsi mai di offerte che sembrano troppo belle per essere vere, perché in effetti non lo sono. Se poi le cose vanno per il verso sbagliato, importante sempre denunciare anche se abbiamo perso una piccola somma, e per farlo, ricordarsi di tenere sempre traccia di tutte le comunicazioni avvenute con il presunto proprietario della casa vacanze e dei pagamenti che si fanno.

Case vacanze, cosa sono?

Sappiamo tutti che cosa è una casa vacanze secondo il sentire comune: un appartamento o una casetta che viene ceduta in affitto solo per un limitato periodo di tempo e che di solito si trova in una località balneare o di montagna. Si tratta però anche di qualcosa normato dalla legge, quindi non è possibile improvvisarsi e svolgere questa attività secondo regole decise sul momento.

In Italia esiste una normativa di carattere generale: il decreto legislativo numero 79 del 2011 detto codice del turismo che all’articolo 53 stabilisce che

anche gli appartamenti e le case che siano destinati esclusivamente ad accogliere turisti devono essere regolati secondo le norme della locazione previste nel codice civile.

Caratteristica sempre presente è che le case vacanze devono essere ammobiliate, devono poi essere in regole con tutti i requisiti di abitabilità sia dal punto di vista strutturale che igienico e sanitario.

Come deve essere il contratto per le case vacanze

Il contratto innanzitutto deve essere scritto, qualsiasi accordo in forma orale, non solo è nullo dal punto di vista legale, ma a meno che conosciamo bene la controparte probabilmente è una truffa. La durata del contratto di locazione delle case vacanze è lasciata alla libera decisione delle parti, ma è indispensabile che sia specificato nel contratto che si tratta di affitto di tipo turistico. Se la durata del contratto è inferiore ai 30 giorni non sarà necessario registrarlo.

Attenzione poi al contenuto del contratto, che deve prevedere il canone da versare, le scadenze e le modalità con cui farlo. Deve fare anche riferimento alle spese sia per quantificarle che per escluderle. Inoltre devono essere previste le modalità di accesso ai servizi accessori e alle parti comuni: per esempio se l’uso del parcheggio o del garage è compreso o se si può usare la piscina. L’assenza di indicazioni di questotpipo potrebbe diventare una sgradita sorpresa al momento della partenza quando ci viene presentato il conto di servizi che noi pensavamo fossero già stati pagati.

Come pagare una casa vacanze

In genere a chi decide di affittare una casa vacanze viene chiesto il pagamento di una caparra subito, e il versamento del saldo in un tempo successivo. Verifichiamo se la caparra andrà restituita in caso di revoca del contratto da parte nostra e quali sono invece i nostri diritti nel caso sia il proprietario a sciogliere l’accordo.

Scegliamo sempre un metodo di pagamento che sia tracciabile. Nel caso la cifra sia rilevante, pagare in contati potrebbe essere illegale, ricordiamo che in Italia dal primo luglio del 2021 la somma massima che è possibile dare in pagamento è di 1.000 euro. In ogni caso anche se la cifra da pagare per il canone di affitto è inferiore è importante usare sempre un mezzo di pagamento tracciabile. Ci riferiamo a un assegno, a un bonifico, oppure a una carta di credito. 

Meglio nel caso non conosciamo il nostro interlocutore usare una carta prepagata, che non ci espone al rischio di essere vittima di un truffatore che abuserà dei dati bancari che gli abbiamo dovuto fornire. Conserviamo sempre le ricevute, ci serviranno se ci dovessero essere contestazioni o se dovessimo trovarci nella necessità di chiedere un risarcimento o un imborso.

Casa vacanze offerta da chi si è appena trasferito all’estero

Spesso le truffe che hanno per oggetto le case vacanze nascono e si concludono nel salotto di casa. Si tratta dei casi in cui come spesso succede ci si affida al web e si cade in una delle numerose trappole disseminate nella rete. Questo truffatore aggancia le proprie vittime con un annuncio, anche pubblicandolo su siti autorevoli e seri. In questo caso il sito non ha nulla a che fare con la truffa, perché si limita ad ospitare gli incontri tra domanda e offerta. Anche se in genere i controlli sono stringenti e se in caso di dubbi sulla scorrettezza degli utenti questi vengono eliminati dal sito, le truffe sono comunque fisiologiche.

In genere questo truffatore offre una casa vacanze, appetibile, magari migliorando l’offerta dopo il primo contatto, se si accorge che l’utente è incerto. Spiega di non potere accompagnare l’utente a visitarla, perché si trova all’estero dove si è trasferito per lavoro e di non potersi assentare. Chiede inizialmente una serie di documenti personali che dice serviranno a formalizzare il contratto. Spesso i documenti saranno usati per portare a termine altre truffe secondarie.

A un certo punto le trattative avranno un’accelerata con la richiesta di concludere entro poche ore. Chiederà una caparra da versare con bonifico internazionale visto che vive all’estero e per la quale rilascerà in effetti un contratto e una fattura, che però si riveleranno false. Scomparirà e con lui i soldi e la tanto desiderata casa vacanze.

Annunci civetta per case vacanze

Altra tecnica è quella di reindirizzare chi risponde all’annuncio su un altro link. In genere si dice che ci sono problemi di aggiornamento e che l’annuncio non è più disponibile sul sito ufficiale, quindi c’è la necessità di aggirare l’ostacolo. L’annuncio in effetti viene rapidamente cancellato, dopo che la vittima ha abboccato. Dal sito a cui si è stati reindirizzati poi ci verranno chiesti dei dati personali, relativi anche ai nostri conti correnti o carte di credito che dovrebbero servire a versare un anticipo, ma che in realtà serviranno per svuotarci il conto.

L’alternativa è quella di proporre al cliente di incontrarsi in privato, per evitare di pagare la commissione richiesta dal portale. Inutile dire che dopo avere versato il bonifico con l’acconto per la casa vacanze del proprietario dell’abitazione non ci saranno più tracce.

Sulla foto quella casa vacanze era molto più bella

Altra truffa è quella di scegliere una foto che faccia apparire la casa vacanze diversa da quella che in realtà è, oppure di caricare quella di un altro appartamento. Succede spesso che soprattutto per le vacanze lontano da casa, non si veda l’alloggio prima di stipulare il contatto, ma ci si fidi delle foto. 

Qualche piccolo trucco c’è per evitare di trovarsi in queta situazione: il primo è quello di farsi dare l’indirizzo esatto della casa e verificare su Google Map se in effetti esiste e se almeno l’esterno e l’ubicazione corrispondono a quelli dell’annuncio. Perdiamo un po’ di tempo anche a fare una ricerca sui siti specializzati e vediamo quali sono le recensioni degli altri utenti. Sospettiamo se non ce ne sono.

Chiedere il risarcimento danni per la casa vacanze scarsa

Nel caso arrivati a destinazione la casa vacanze non sia all’altezza di quanto promesso, oppure ci siano dei guasti, o dei danni che rendano il nostro soggiorno sgradevole la prima cosa da fare è quella di contattare chi ce l’ha affittata e proporre le nostre rimostranze a voce. Meglio anche fare delle foto così da documentare lo stato di fatto al nostro arrivo. Se non otteniamo niente con le buone il passo successivo è quello di inviare una richiesta di danni

La richiesta deve essere inviata per iscritto utilizzando una PEC o una raccomandata con avviso di ricevimento. In questo modo avremo la prova del ricevimento della richiesta. Nella stessa dovranno essere specificate le ragioni precise delle nostre lamentale, il danno che abbiamo quantificato e anche la minaccia di rivolgerci a un giudice in caso non riceviamo risposta. Spesso questa lettera è sufficiente e il proprietario è disponibile a trovare un accordo. Se così non fosse sarà necessario consultare un avvocato.

Denunciare sempre la truffa delle case vacanze

Una truffa è un reato e anche piuttosto grave. Il nostro ordinamento la prevede all’articolo 640 del codice penale con quale

si punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni chi con artifici e raggiri al fine di procurarsi un ingiusto profitto induce altri in errore. L’entità della pena ci conferma che si tratta di un reato grave,

ma soprattutto che è estremamente diffuso.

Nel caso di truffa sia avvenuta online il referente è la Polizia Postale che ha sul proprio portale anche una sezione dedicata dove è possibile fare al denuncia da casa. La segnalazione sarà valutata e poi l’interessato sarà contattato per fornire ulteriori dettagli e per formalizzare la denuncia. In genere il consiglio è di conservare le comunicazioni ricevute, così da permettere attraverso gli indirizzi di siti e email di risalire ai truffatori. Inoltre conservare le ricevute dei pagamenti così da quantificare il danno. In alternativa rivolgersi al più vicino comando dei carabinieri.

Infine se abbiamo trovato l’annuncio su una piattaforma o su un sito segnaliamo il problema anche a quelli. Probabilmente non otterremo un risarcimento perché in genere non rispondono dei danni provocati dagli utenti. Però ne potranno bloccare il profilo ed evitare che almeno nell’immediato facciano altre vittime.