L’estensione dell’obbligo di accettare l’autocertificazione, oltre che alla Pubblica amministrazione anche ai privati, ha notevolmente ridotto i casi in cui serve rivolgersi a uno sportello per richiedere il certificato di nascita. Talvolta, però, è indispensabile averlo e per questo è bene capire come ottenerlo. Le possibilità oggi sono la classica, cioè rivolgersi all’ufficio anagrafe del nostro Comune, sia di persona che ricorrendo ai servizi online messi a disposizione, oppure passare solo a ritirarlo.

Inoltre da novembre dello scorso anno è entrata in vigore la nuova anagrafe digitale, che in pochi minuti consente non solo di fare la richiesta, ma anche di ricevere il documento desiderato sul proprio computer o smartphone e poi scaricarlo sul dispositivo oppure stamparlo.

Attenzione, però, a non sbagliare a richiedere il tipo di documento perché si può facilmente cadere in errore. Diverso è infatti chiedere un certificato, un estratto di nascita o ancora una copia dell’atto di nascita.

Come chiedere il certificato di nascita in Comune

Nonostante siano state previste altre possibilità più rapide, grazie all’utilizzo della tecnologia, è ancora possibile in tutti i Comuni rivolgersi allo sportello dell’ufficio anagrafe. In tutta Italia si può fare domanda per il certificato di nascita di persona, semplicemente compilando un modulo. In alternativa si può inviare una semplice email o usare la Posta Elettronica Certificata.

Leggiamo sul sito del Comune di Firenze che:

” Il certificato di nascita può essere richiesto da chiunque ne abbia interesse e sia a conoscenza del nome, cognome, luogo e data in cui è avvenuta la nascita, rivolgendosi all’ufficio dove è stato formato o trascritto l’atto.”

Per chi sia nato dopo il luglio 1997, la richiesta può essere fatta dove sia avvenuta la nascita, nel luogo dove risiedeva la madre o in quello dove risiedeva il padre, se diverso da quello della mamma.

Il rilascio di questo documento è gratuito, saranno eventualmente previste delle spese per chi chiede la spedizione per posta, che in genere devono essere anticipate al momento in cui si presenta la domanda. Al momento della richiesta si deve compilare un modulo in carta semplice e allegare una copia di un documento di identità. Come visto sopra chiunque conosca i dati anagrafici di un altro ne può chiedere il certificato, senza necessità di giustificarne in modo particolare le ragioni per cui lo fa.

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Come richiederlo

Il sito del Ministero dell’Interno ci comunica che:

“Dal 15 novembre del 2021 tutti i cittadini italiani possono scaricare in modo gratuito e autonomo i certificati anagrafici online.”

Fanno parte dei documenti reperibili nell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente tra gli altri anche quello di nascita, di matrimonio, esistenza in vita, convivenza e molti altri. Come detto non richiedono né l’apposizione di bolli, né il pagamento di alcuna tassa o diritto di rilascio.

Per i comuni multilingue, a richiesta potranno essere ottenuti anche in un idioma diverso dall’italiano. Per chi avesse bisogno di più documenti, potranno essere rilasciati anche in forma contestuale. Cioè sullo stesso atto ce ne sarà più di uno.

La richiesta deve essere fatta esclusivamente collegandosi al portale www.anpr.interno.gov.it al quale è possibile accedere solo utilizzando la propria identità digitale. Il sistema mostrerà una schermata dove scegliere se utilizzare come credenziali il proprio SPID, la Carta di Identità Elettronica o la Carta Nazionale dei Servizi. Si tratta, lo ricordiamo, di mezzi digitali e sciuri che consentono di essere identificati sul web ni modo univoco, allo stesso modo in cui lo siamo in presenza ricorrendo ai nostri documenti.

Effettuato l’accesso potremo scegliere dall’elenco il tipo di certificato che ci serve, si passa poi all’indicazione dell’intestatario dell’atto. Qui potremo chiedere documenti sia per noi che per uno dei componenti del nostro nucleo familiare. Il sistema ci mostra una lista dei soggetti per cui siamo abilitati a chiedere atti.

Fatta la nostra scelta potremo vedere un’anteprima del documento, così da verificare che tutti i dati riportati siano corretti. A quel punto le nostre opzioni saranno quella di stamparlo, scaricarlo in formato PDF, oppure di farcelo inviare alla nostra email. Il servizio non richiede che sia scaricata nessuna app ed è fruibile sia da computer che da smartphone.

Cosa è un certificato di nascita

Forse vale la pena anche dire che cosa sia nel concreto un atto di nascita e quali sono i dati che deve contenere. Nello specifico si tratta di un documento ufficiale, il cui contenuto e la cui forma è fissata per legge: per essere valido non deve contenere nulla di meno e nulla di più. Si ricorda poi che, trattandosi di un documento che attesta un fatto non modificabile, la data in cui è avvenuto un evento, ha una durata illimitata sia nel caso si sia ottenuto in Comune che online.

Sul foglio che ci viene consegnato troviamo l’intestazione e di seguito il nome e cognome, la data di nascita e il numero e la data con cui l’atto originale è stato registrato. Per chi avesse la necessità di avere dei dati ulteriori come per esempio il luogo o il nome dei genitori sarà necessario richiedere un atto di tipo diverso.

Che cosa è l’atto di nascita

Alla nascita di un bambino il nostro ordinamento ha fissato le regole che questo debba essere denunciato al Comune, per poi essere registrato a cura dell’ufficiale di stato civile su un registro. Le procedure sono state regolamentate da ultimo con il decreto legislativo numero 296 del 2000 per il quale questo onere deve essere assolto entro tre giorni dalla nascita tramite l’ospedale o la clinica in cui è avvenuto il parto, o entro dieci giorni direttamente in Comune.

Quello che viene formato in quel momento e di cui rimarrà per sempre traccia negli archivi dell’ufficio anagrafe è l’atto di nascita che deve contenere il nome e il cognome attribuiti al bambino, il sesso, l’ora, la data e il luogo dove è avvenuta la nascita. Inoltre, salvo casi particolari in cui non si riconosciuto vanno indicati i nomi, la cittadinanza e la residenza di entrambi i genitori.

Questo atto è statico per quel che riguarda i primi dati inseriti, che salvo il caso in cui siano stati commessi degli errori, sono qualcosa che non cambieranno più. Per tutta la vita, comunque, nel caso si verifichino alcuni specifici eventi dovranno essere fatte delle annotazioni, che costituiranno parte integrante dell’atto. Si tratta delle eventuali adozioni, dei provvedimenti di un giudice con il quale si sia disposta l’interdizione o l’inabilitazione e le eventuali nomine di curatore o di un tutore, gli eventuali cambi di nome o di sesso, le vicende legate ai matrimoni e il decesso.

Come vediamo si tratta di tutta una serie di dati che vanno molto al di là di quelli contenuti in un certificato di nascita, e che possono parimenti essere richiesti in Comune, se pur con procedure leggermente diverse.

Certificato e estratto di nascita quali sono le differenze

Come detto il certificato di nascita contiene solo i dati essenziali: l’ufficiale di stato civile certifica che una persona a cui è stato attribuito un nome e cognome sia venuta al mondo in un certo giorno. Nessun riferimento è fatto invece ai genitori, o a tutti i fatti avvenuti in seguito che pur sono stati annotati in modo regolare. 

Se ciò che ci interessa sia uno di quei fatti dovremo richiedere un estratto dell’atto.  Qui le alternative sono due: avere un riassunto, oppure una copia. L’estratto, come dice la parola è una sorta di riassunto di tutti i dati che sono stati negli anni inseriti nell’atto originale: avremo oltre a nome e cognome e data dal parto anche i dati relativi alle vicende matrimoniali, o alla perdita della capacità, o alla morte. Se si desidera che il documento contenga anche le informazioni relative ai genitori ne dovrà essere fatta specifica richiesta.

La copia integrale contiene invece tutti i dati che si trovano sul documento originale. Viene rilasciata con copia conforme e dovrà contenere l’attestazione da parte dell’ufficiale di stato civile che si tratti di una copia esatta di quanto contenuto nel registro conservato in quel Comune. Trattandosi in questi due casi di atti che possono essere modificati nel tempo la loro durata è di soli sei mesi dalla data di rilascio.

Come autocertificare un certificato di nascita

Nel nostro ordinamento per tutti i certificati anagrafici esiste la possibilità di ricorrere all’autocertificazione. Si tratta di una opportunità che ha lo scopo di alleggerire il lavoro degli uffici pubblici, e allo stesso tempo di ridurre i costi, sia in termini di denaro che di tempo sprecato in coda a carico dei cittadini.

Il nostro ordinamento lo prevedeva già con la legge numero 445 del 2000, dove si escludeva che i pubblici uffici potessero non solo chiedere ma anche accettare certificati nei casi in cui quei dati fossero conservati in un archivio pubblico. Solo nel 2020 si è arrivati ad imporre questo obbligo anche nei rapporti tra privati, abrogando la norma che fino ad allora prevedeva che ci fosse un accordo tra le parti.

L’autocertificane è un documento da produrre in carta semplice, a cura del dichiarante. Online si possono trovare dei moduli già predisposti, comunque i dati da indicare sono nome cognome, codice fiscale e data di nascita del dichiarante, la consapevolezza delle sanzioni a cui è sottoposto chi dichiari il falso, e infine il nome il cognome e la data di nascita che si vuole certificare.

L’atto non richiede l’apposizione di bolli, o l’autentica della firma e una volta firmato e datato non ha scadenza. Inserire in questo documento dati falsi o errati porta anche al carcere e alla perdita dei benefici pubblici ottenuti grazie a quell’atto.