Ami andare in bicicletta? Se sì presta attenzione! Il Codice della strada prevede, infatti, alcune norme che si applicano ai ciclisti e le regole trasgredite sono sanzionate con multe, in alcuni casi, anche molto salate.

Un ciclista è un utente della strada e, pertanto, è tenuto a rispettare alcune norme comportamentali per la sua sicurezza e per quella degli altri utenti.

Le regole sono tante: dai limiti di velocità al divieto di andare contromano, ai “parcheggi” vietati in alcune zone e tanto altro ancora.

In questo articolo scopriremo tutto ciò che devono conoscere i ciclisti per circolare seguendo le regole e per evitare, di conseguenza, di essere multati. Inoltre, analizzeremo quali sono le differenze con le nuove biciclette elettriche.

Ciclisti: ci sono delle regole anche per loro

Andare in bicicletta è sempre stata un’attività molto praticata. Per andare a scuola, recarsi a lavoro, uscire con gli amici, sbrigare commissioni o, semplicemente, assaporare qualche momento di esercizio fisico all’aria aperta, con la brezza tra i capelli.

Le due ruote, però, con il tempo si sono anche trasformate, adeguandosi al progresso tecnologico. Eccoci arrivati alla nuova era delle biciclette elettriche, usate soprattutto per spostarsi nelle città. E i vari bonus messi a disposizione dal Governo hanno agevolato, di tanto, l’acquisto di questi nuovi mezzi a due ruote.

Ma elettriche o meno, le biciclette restano pur sempre un mezzo di trasporto che fa dei ciclisti, utenti della strada.

Pertanto, ci sono anche per loro alcune regole da rispettare per la salvaguardia personale e per la tutela degli altri utenti della strada.

Le norme da osservare, previste dal Codice della Strada, sono tante e le relative sanzioni per la loro trasgressione si applicano naturalmente anche ai ciclisti. 

I ciclisti devono stare attenti, quindi, a rispettarle sia sulla strada sia sulle piste ciclabili adibite per i velocipedi. L’articolo 182 del Codice della strada detta le norme di circolazione per gli utenti che circolano usando le biciclette.

Velocipedi: le regole da rispettare per circolare su strada

Come già detto, i ciclisti sono considerati utenti della strada e, quindi, sono tenuti al rispetto di alcune norme comportamentali. 

L’articolo 182 del Codice della strada disciplina le dieci regole che i ciclisti devono osservare. Analizziamole tutte.

Comma numero uno: i ciclisti hanno l’obbligo di circolare in fila indiana, laddove le condizioni lo richiedano. In ogni caso, non potranno mai procedere affiancati più di due ciclisti. Invece, si legge sul sito laleggepertutti.it che:

“[…] quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro”.

Chi non rispetta questa norma verrà multato. A quanto ammonta la sanzione? Ci risponde un articolo sul sito mognettibike.it:

“Le multe ai ciclisti che non rispettano questa regola vanno da 25 a 99€”.

Attenti al comma numero due: almeno una mano deve essere posata sul manubrio.

Un’altra norma dispone il divieto di trainare veicoli o farsi trainare e, inoltre, di condurre animali al guinzaglio. Per quanto riguarda, in particolare, il trasporto di animali e di oggetti vari si applicano le regole delineate dall’articolo 170.

Se le condizioni del traffico dovessero essere limitanti alla circolazione dei velocipedi, il comma numero quattro dispone che, in simili condizioni, il ciclista è tenuto a portare la bici a mano.

I ciclisti non possono portare altre persone sul proprio mezzo, ad esclusione dei bambini fino ad otto anni, unicamente se provvisto di tutte le attrezzature necessarie alla sicurezza.

Se si circola mezz’ora prima dell’alba e mezz’ora dopo il tramonto, il conducente del velocipede ha l’obbligo di indossare il giubbino di sicurezza retroriflettente, qualora dovesse passare in una galleria.

Il comma sei e il comma sette fanno riferimento ai velocipedi opportunatamente costruiti per il trasporto di altre persone. Il numero massimo di persone che è possibile trasportare su questi mezzi è di quattro unità, compreso il conducente, e si possono portare anche, contemporaneamente, anche due bambini fino a dieci anni.

Ovviamente, i ciclisti sono tenuti a circolare sulle piste a loro finalizzate, ove vi sono.

Il comma dieci specifica l’entità delle multe per chiunque violi le norme disposte dall’articolo 182 del Codice della strada. Le multe vanno dall’importo di venticinque euro fino a cento euro.

Circolazione biciclette contromano: quali sono le sanzioni previste?

Così come a tutti i veicoli a motore, anche per le biciclette è vietato circolare contromano. In questo caso la sanzione parte da 162 euro fino alla cifra di ben 646 euro. 

Pertanto, attenzione a non trasgredire le regole.

Le situazioni accidentali che si possono verificare sulla strada sono tante e di varia natura. Tuttavia, bisogna sempre prestare attenzione. Se ci si dovesse accorgere di essere entrati in una strada a senso unico, la cosa migliore da fare è scendere dal proprio mezzo e condurlo a mano fino alla fine della via.

Ci sono, però, alcune eccezioni alle regole ordinarie in vigore per la circolazione dei velocipedi

Nello specifico, le biciclette possono circolare:

  • Nelle zone a traffico limitato;
  • Sulle strade che abbiano una carreggiata di larghezza di almeno 4,25 metri e che abbiano un limite di velocità a 30 Km/h;
  • Se sono segnalati adeguatamente.

Minorenni in bicicletta: che succede in caso di infrazione?

Naturalmente, anche i minorenni che vanno in bicicletta e infrangono le regole stabilite dal Codice della strada sono previste sanzioni, così come stabilito dalla legge. In questo caso, però, come riporta un articolo pubblicato sul sito laleggepertutti.it:

“[…] la sanzione deve essere intestata non al minore ma ai suoi genitori. Saranno questi quindi a dover pagare la multa”.

Biciclette elettriche: i nuovi mezzi ecologici per circolare

Ultimamente, si sono affacciate sul mercato, sempre in numero maggiore, le biciclette elettriche. Un mezzo di trasporto molto utile, comodo ed ecologico, soprattutto, per spostarsi all’interno delle grandi città. Gli utenti di questi nuovi mezzi di trasporto sono davvero tanti e altrettante numerose sono le domande sulla normativa sulla circolazione delle bici elettriche.

Si chiama “mobilità dolce” e si è largamente diffusa anche grazie agli incentivi previsti dai vari bonus erogati, soprattutto ultimamente, per l’acquisto di biciclette elettriche e i relativi accessori. Le biciclette elettriche rientrano nell’ottica della mobilità green, lontana dall’inquinamento e funzionale per la salute personale.

Prima di analizzare la normativa che regolarizza la circolazione di questa nuova tipologia di bicicletta, è necessario spiegare che cosa sono.

Prima di tutto, bisogna sapere che vi sono due tipologie di biciclette elettriche o meglio note come e-bike: quelle a pedalata assistita e quelle a funzionamento autonomo

Per quanto riguarda quelle a pedalata assistita si tratta di biciclette che a differenze di quelle "classiche" hanno un motore elettrico ausiliario. Grazie a questa caratteristica sono mezzi molto diffusi in particolar modo nelle città. Il motore non sostituisce in toto l’uso classico delle gambe, ma si attiva proprio pedalando.

Invece, le biciclette elettriche a funzionamento autonomo, essendo più simili a motorini, rientrano, normativamente, nella categoria dei ciclomotori. Per quale motivo? Semplice: possiedono un motore elettrico non ausiliario, ma che funziona indipendentemente dalla pedalata.

Analizziamo, adesso, quale normativa devono seguire gli utenti che circolano usando le biciclette elettriche e se ci sia o meno differenza con le biciclette "classiche".

Biciclette elettriche: quali sono le regole e le normative da rispettare?

Le biciclette elettriche per essere considerate tali devono rispettare i requisiti previsti dalla Direttiva europea 2002/24/CE, in Italia recepita nel 2004.

L’articolo 50 del Codice della strada prevede che le bici elettriche “dotate di un moto ausiliario elettrico con potenza continua massima di 0,25 KW la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 Km/h o prima se il ciclista smette di pedalare”, sono considerati velocipedi.

Inoltre, quando non si ha intenzione di usare l’ausilio del motore elettrico, esso può essere disattivato per godersi una pedalata solo “alla vecchia maniera”.

Come si legge sul sito sicurauto.it:

“In pratica l’aiutino del motore è permesso solo fino al raggiungimento dei 25 km/h e soltanto se il ciclista “collabora” con le sue gambe”.

La differenza con le biciclette elettriche a funzionamento autonomo si riscontra proprio nell’acceleratore e nella potenza del motore. Sono biciclette che possono raggiungere una velocità fino a 45 Km/h e l’accelerazione prescinde dalla pedalata.

La similitudine con le biciclette normali e con le biciclette elettriche a pedalata assistita tende un po’ a svanire, favorendo una somiglianza maggiore con i motorini.

Pertanto, devono rispettare alcune regole. Come si legge su un articolo pubblicato sul sito savonanews.it, infatti: 

“[…] la normativa prevede che per il loro impiego bisogna munirsi e indossare il casco e tutti i dispositivi di protezione, oltre all’assicurazione RC moto, al patentino, ai documenti, ai fari di posizione, allo specchietto retrovisore e alla targa”.

In caso contrario, si applicheranno le sanzioni previste dalla legge.

Nello specifico, ecco una lista delle sanzioni a cui si può incorrere nel momento si violano alcune normative:

  • La circolazione senza targa comporta una sanzione pari a 79 euro;
  • Se si circola senza certificato di circolazione e di immatricolazione la somma arriva a 158 euro;
  • Senza assicurazione la multa è di 868 euro;
  • Se si guida senza patente la sanzione sale a 5110 euro.

Si possono portare bambini sulle biciclette elettriche? La risposta è affermativa, ma fino a otto anni di età e soltanto utilizzando appositi seggiolini, nei modelli che prevedono l’aggancio degli stessi.