Vuoi dimostrare la convivenza dell'ex coniuge? Cosa sapere

Secondo la Corte di Cassazione, la convivenza dell'ex coniuge con un'altra persona fa perdere il diritto all'assegno di mantenimento. In questa guida, vedremo come dimostrare tale situazione e che prove fornire.

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Il fatto che l'ex moglie oppure l'ex marito abbiano iniziato a vivere con un'altra persona non comporta, di per sé, la perdita del diritto a percepire l'assegno di mantenimento. A tal proposito la giurisprudenza si è pronunciata diverse volte, arrivando alla conclusione che spetta colui al quale è affidato il compito di provvedere al mantenimento dell'ex coniuge l'onere di fornire delle prove e di dimostrare, dunque, che quest'ultimo abbia intrapreso con il nuovo compagno oppure con la nuova compagna una convivenza di carattere stabile e duratura. Vediamo come e gli altri motivi che fanno perdere il diritto all'assegno diverzile.

Il diritto al mantenimento e la convivenza dell'ex coniuge

La legge e la giurisprudenza hanno stabilito l'obbligo di chi versa l'assegno di mantenimento, di fornire le prove circa la nuovo convivenza del suo vecchio/a compagno/a.

Se, invece, non riesci a dimostrare al giudice che il tuo ex partner stia formando una nuova famiglia con un'altra persona, allora dovrai continuare a pagare l'assegno di mantenimento o, comunque, quanto dovuto al tuo ex coniuge, così come è stato stabilito in precedenza attraverso la pronuncia della sentenza di separazione oppure mediante la pronuncia della sentenza di divorzio.

A tal proposito, non fa alcuna differenza e non cambia nulla se il tuo ex partner abbia effettuato un matrimonio con il suo nuovo compagno o con la sua nuova compagna, oppure che questi due soggetti semplicemente abbiano una convivenza tra loro, ma, invece, l'unico elemento che fa la differenza in questa specifica circostanza è il fatto che questi abbiano intrapreso un rapporto, che sia stabile e duraturo nel tempo.

In questo caso, avrai la possibilità di dimostrare questa situazioni in tribunale, chiedendo al giudice e presentando, per l'appunto, un'istanza che prevede l'esonero dal continuare a versare l'assegno di mantenimento al tuo ex compagno oppure alla tua ex compagna.

Che cosa dice la Corte di Cassazione sul mantenimento in caso di una nuova convivenza more uxorio dell'ex coniuge

Tornando a parlare di quello che riguarda il diritto al mantenimento dell'ex coniuge, nel caso in cui quest'ultimo abbia intrapreso una nuova convivenza, la quale abbia il carattere della stabilità e la quale sia in grado di mantenere la propria validità con il passare del tempo, andiamo ad osservare in questo breve paragrafo come si esprime la giurisprudenza in merito a tale questione.

Ma prima di fare questo, andiamo a vedere che cosa dispone la normativa nazionale a riguardo. In particolare, probabilmente l'unico articolo dell'ordinamento giuridico nazionale che disciplina e che parla di questa specifica circostanza, in maniera esplicita, è l'art. 5 della Legge sul divorzio.

Nello specifico, ecco che cosa prevede il decimo comma dell'art. 5 della Legge n. 898 del 1° dicembre 1970:

"L'obbligo di corresponsione dell'assegno cessa se il coniuge, al quale deve essere corrisposto, passa a nuove nozze."

In sostanza questo specifico articolo della suddetta legge dispone che in caso di matrimonio del proprio ex compagno o della propria ex compagna, il soggetto al quale, fino a quel momento spettava il dovere di versare l'assegno di mantenimento, sarà esonerato dal farlo.

Ma la giurisprudenza non la pensa esattamente allo stesso modo, aggiungendo alla previsione legislativa della cessazione dell'obbligo di versare l'assegno di mantenimento in caso di matrimonio dell'ex coniuge, anche la circostanza relativa al fatto che quest'ultimo abbia intrapreso una convivenza stabile e duratura con il suo nuovo compagno o con la sua nuova compagna.

In particolare, la Corte di Cassazione si è pronunciata diverse volte in merito a tale questione, cambiando più volte nel corso del tempo le regole circa il mantenimento dell'ex coniuge. Nello specifico, ecco che cosa hanno previsto e disposto le varie sentenze della Suprema Corte, che si sono succedute nel tempo:

  • l'assegno di mantenimento deve essere ancora versato all'ex compagno o all'ex compagna, anche nel caso in cui quest'ultimo/a abbia intrapreso una convivenza stabile e duratura, con il beneficio, però, della possibilità di andare a ritoccare l'importo erogato al suo interno, in base alle condizioni economiche attuali della nuova famiglia;
  • l'assegno di mantenimento viene sospeso e non deve, perciò, essere ancora versato all'ex compagno o all'ex compagna, nel caso in cui quest'ultimo/a abbia intrapreso una convivenza stabile e duratura, con il dovere, però, di tornare a versare quanto dovuto, nell'eventualità ed una volta che tale rapporto cessi di esistere;
  • l'assegno di mantenimento non deve essere più versato all'ex compagno o all'ex compagna, nel caso in cui quest'ultimo/a abbia intrapreso una convivenza stabile e duratura.

Che cosa si deve fare per dimostrare la convivenza dell'ex coniuge

Anche se il tuo ex partner abbia intrapreso una nuova relazione e sia andato a convivere con il suo nuovo compagno o con la sua nuova compagna, non potrai, comunque, decidere, in maniera autonoma, di interrompere il versamento dell'assegno di mantenimento mensile, che in precedenza era stato disposto dal tribunale.

Se operassi in questo modo e smettessi di pagare il tuo vecchio compagno o la tua vecchia compagna, allora potresti incorrere ed essere querelato per il reato punito dall'art. 570 del Codice Penale, il quale riguarda le situazioni di "Violazione degli obblighi di assistenza familiare".

Le sanzioni penali che sono previste e che sono disciplinate dal suddetto articolo, in particolare, sono:

  • la reclusione per un periodo di tempo che può arrivare fino ad un anno;
  • una sanzione pecuniaria che potrà andare da un minimo di centotre euro, fino ad un massimo che potrà essere pari a1032 euro.

Perciò, come avrai ben capito, se vuoi smettere di versare denaro al tuo ex coniuge, allora dovrai rivolgerti ad un giudice, in modo che quest'ultimo possa verificare la tua situazione e decidere se revocare o meno la precedente sentenza, la quale prevedeva questo obbligo a tuo carico.

L'unica cosa che dovrai fare per revocare l'obbligo riguardante il diritto al mantenimento del tuo ex compagno oppure della tua ex compagna, è quello di dimostrare e di fornire le prove che quest'ultimo/a abbia intrapreso una relazione ed una convivenza, la quale possieda il carattere della stabilità e la quale sia duratura nel tempo.

Non dovrai assolutamente dimostrare che il tuo ex partner in quel momento sia in grado di mantenersi, in maniera autonoma, sotto l'aspetto economico. Facile a dirsi, un po' meno a farsi, Per questo motivo, durante il corso del paragrafo successivo, andremo a vedere come dimostrare la convivenza dell'ex coniuge.

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Ecco come dimostrare la convivenza dell'ex coniuge

Per poter dimostrare la convivenza dell'ex coniuge, basta la semplice prova che il nuovo compagno o la nuova compagna viva e dorma insieme al tuo vecchio partner. Perciò, non serve dimostrare che le condizioni economiche attuali gli permettono di mantenersi in maniera autonoma e non serve neanche che ci sia necessariamente una relazione di tipo amoroso tra questi due soggetti, dal momento che basta anche una semplice convivenza, anche se in amicizia, purché sia stabile e duratura.

Gli strumenti ed i mezzi attraverso i quali si possono fornire le prove circa questa convivenza possono essere:

  • le foto;
  • i video;
  • gli investigatori privati.

Ecco, invece, quali sono alcune delle prove concrete che possono portare alla cessazione del divieto di corrispondere l'assegno di mantenimento mensile al'ex partner:

  • il cambio di residenza in un luogo comune dei due soggetti;
  • il cambio dello stato di famiglia;
  • le informazioni relative all'intestazione delle utenze domestiche;
  • la partecipazione del nuovo compagno o della nuova compagna alle spese condominiali;
  • la partecipazione del nuovo compagno o della nuova compagna al pagamento relativo alla ristrutturazione dell'abitazione;
  • ogni altra tipologia di partecipazione alle spese relative alla casa;
  • l'attesa di un bambino dalla nuova coppia.

Che cosa succede se termina la convivenza dell'ex coniuge

Anche se adesso sei riuscito a dimostrare la convivenza del tuo ex partner e, dunque, sei ora esonerato dal versamento dell'assegno mensile di mantenimento, hai il dubbio ed il timore che, magari, un giorno non troppo lontano sarai costretto a versare nuovamente questo assegno al tuo vecchio compagno oppure alla tua vecchia compagna, nel caso in cui quest'ultimo/a abbia cessato la propria convivenza.

Pur essendo un timore legittimo, c'è da considerare il parere della Corte di Cassazione che si è espressa in merito con la sentenza della Prima Sezione Civile n. 5974 del 28 febbraio 2019. Qui si prevede che:

"L'instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell'assegno divorzile a carico dell'altro coniuge, sicché il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso."

In questo modo, in sostanza, la Suprema Corte ha ribadito il fatto che l'assegno di mantenimento mensile non deve essere più versato all'ex coniuge che conviva stabilmente con un'altra persona, anche se il rapporto tra questi due soggetti cessa di esistere.

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Che cosa succede al mantenimento dei figli

Sia se il tuo ex compagno oppure la tua ex compagna abbia una relazione ed abbia intrapreso una convivenza con un nuovo partner, sia, invece, che quest'ultima sia terminata, sarai, in ogni caso, obbligato a versare l'assegno di mantenimento mensile ai tuoi figli. Quest'obbligo spetta in misura proporzionale da entrambi i genitori del bambino o del ragazzo, e, in particolare, viene deciso dal tribunale in base alla situazione economica della famiglia. Tutti i dettagli nella nostra guida dedicata ai criteri di calcolo del mantenimento dei figli.