A volte sentiamo notizie del tipo: "Ha lasciato il lavoro in banca per aprire una sua attività" e molti pensano "è un folle!".

La verità è che tantissime persone, arrivate ad un certo punto, non ne possono più di lavorare alle dipendenze degli altri, di non poter organizzare autonomamente il proprio lavoro. Altri semplicemente sono stanchi di non seguire le proprie aspirazioni, le proprie passioni e i propri sogni.

Ecco perché molti lasciano un lavoro dipendente per diventare freelance. Ma chi è un lavoratore freelance? E' un libero professionista, un lavoratore autonomo che offre servizi, spesso lavorando per più clienti contemporaneamente.

I professionisti freelance lavorano su tariffa oraria o giornaliera e ricevono il loro compenso, dopo aver rilasciato fattura ai clienti. 

Come abbiamo accennato prima, è comune per i lavoratori freelance, mettere a disposizione i propri servizi per più clienti e lavorare su più progetti, a meno che il contratto di collaborazione tra professionista e committente non limiti questo aspetto, ponendo una clausola di esclusività, almeno fino a completamente del progetto. 

Alcuni dei lavori freelance più comuni rientrano tra i settori creativi come la progettazione grafica, il copywriting, lo sviluppo di siti Web, il giornalisto o la fotografia. Ma i freelance lavorano anche in altri campi come le traduzioni, le consulenze, il catering.

Il freelance deve aprire obbligatoriamente partita Iva?

La risposta dipende da come hai intenzione di svolgere il tuo lavoro autonomo nel concreto. Se l'attività è esercitata saltuariamente, allora si può applicare la disciplina del lavoro occasionale e si può lavorare con ritenuta d'acconto senza aprire la partita IVA.

I redditi verranno considerati come redditi da lavoro autonomo e sottoposti ad Irpef ordinaria. Ma c'è un limite con la ritenuta d'acconto: non si potranno superare i 5 mila euro anni di compensi. Se si dovessero superare, il freelance dovrà iscriversi alla gestione Separata Inps.

Se l'attività del libero professionista supera i cinque mila euro, non è saltuaria ma è costante ed organizzata, allora bisognerà aprire una partita Iva. 

Se si tratta di un'attività che presuppone l'iscrizione ad un albo professionale, il lavoratore dovrà iscriversi alla gestione previdenziale della sua categoria. Altrimenti dovrà iscriversi alla Gestione Separata Inps.  

Freelance in regime forfettario Iva, quando è possibile

Se il lavoratore freelance non prevede di superare i 65 mila euro di compensi annui, allora può decidere di optare per un'apertura di partita Iva in regime forfettario, regime semplice e vantaggioso perché eviterà l'Iva, l'Irpef, l'Irap e le addizionali. Inoltre non sarà necessario conservare alcun registro contabile. 

La tassazione fissa è del 5% per i primi 5 anni di attività, dopo di che passa al 15%.  

Nel regime forfettario non si sottraggono i costi dai ricavi, ma semplicemente si decurta una percentuale, indicata dalla legge a seconda del proprio codice Ateco, e quella percentuale rappresenta i costi. Le spese vengono così detratte anche se non ci sono stati costi realmente sostenuti. 

Al reddito così ottenuto, che diventa base imponibile, si applica una tassazione sostitutiva, del 5% o del 15%. Al momento i freelance in regime forfettario non sono sottoposti all'obbligo di fatturazione elettronica, ma il governo sta pensando di estendere anche a loro questo obbligo, vi terremo aggiornati.

Quali sono i requisiti che il freelance deve rispettare per poter iscriversi al regime forfettario?

  • I compensi dell’anno precedente non devono superare i 65mila euro;
  • Il professionista non deve aver svolto nei 3 anni precedenti l'inizio della stessa attività;
  • L’attività da esercitare non deve costituire un proseguimento di un'attività svolta precedentemente come dipendente o lavoratore autonomo;
  • Se viene proseguita l'attività di un altro soggetto, i ricavi non devono comunque superare i 65 mila euro.

Quali benefici dà il regime forfettario al lavoratore freelance?

I lavoratori freelance in regime forfettario sono esenti dall'Iva e da tutti i suoi adempimenti, compresa la fatturazione elettronica. Sono esenti dalla ritenuta d'acconto e anche dagli studi di settore e non sono tenuti alle scritture contabili.

Insomma per dirla in parole povere, un bel po' di rogne risparmiate per chi si iscrive al Regime Forfettario.

Come abbiamo accennato prima, il reddito imponibile viene calcolato sottraendo dai ricavi una percentuale di spese, stabilita dai codici Ateco, anche se non c'è stato alcun costo reale. Queste percentuali si chiamano coefficienti di redditività.

Per esempio, per quanto concerne i lavoratori i freelance il reddito imponibile sarà pari al 78% dei ricavi. Può variare solo se varia il codice Ateco.

Prima di iscriversi al regime forfettario e aprire la partita Iva, informatevi con il vostro commercialista, in quale codice Ateco viene inserita la vostra attività. Sapere questo è di vitale importanza, perché da questo dipenderà il vostro reddito imponibile futuro.  

Potete farvi un'idea dei codici Ateco cliccando qui.

I lavoratori freelance come deducono i contributi previdenziali?

I contributi previdenziali sono obbligatori anche per i liberi professionisti freelance e si calcolano sul reddito imponibile, ovvero sul reddito calcolato grazie al coefficiente di redditività del codice Ateco

Facciamo un esempio: Maria fa la redattrice freelance e ha guadagnato 30mila euro, i contributi sono risultati essere sette mila euro. Il reddito imponibile calcolato con il coefficiente di redditività del 78%  è 23.400 euro, da questa base imponibile andranno detratti i contributi di sette mila euro. Sulle restanti 16.400 euro saranno calcolate le tasse o al 5% o al 15%. 

Quanti contributi deve pagare il freelance?

Se il lavoratore freelance non ha una cassa professionale alla quale iscriversi (come quella dei giornalisti per esempio) dovrà iscriversi necessariamente alla Gestione Separata Inps, versando un'aliquota per il 2021 del 25,98%.

Per quanto alta la percentuale da versare per la gestione separata Inps, c'è un aspetto positivo. Nella gestione separata INPS non si versano delle quote minimali e fisse di contributi, ma si versa solo la percentuale sul guadagnato. Se non si guadagna nulla non si versa nulla. E questo, per un libero professionista, è un'ottima cosa. 

Artigiani e commercianti, invece, purtroppo pagano un minale fisso e obbligatorio a prescindere dai guadagni pari a 15.953 euro per l’anno 2021. Se il reddito imponibile è inferiore al minimale, i contributi saranno ridotti in proporzione a questa somma. 

Come si calcolano i contributi che il freelance deve versare alla Gestione Separata INPS?

I contributi si calcolano applicando l'aliquota del 25,98% per il 2021, al reddito imponibile. Il reddito imponibile si calcola applicando il coefficiente di redditività riguardante il nostro codice Ateco.  

Rammentiamo ancora una volta che nel regime forfettario i contributi previdenziali si versano solo se viene prodotto reddito. Se non si guadagna nulla, non si paga nulla. 

Per i lavoratori freelance occasionali, i contributi alla gestione separata si versano per 1/3 a carico del professionista e 2/3 a carico del committente.

Iscrivendosi alla gestione separata Inps, a quali tutele ha diritto il lavoratore freelance?

Il libero professionista iscritto alla gestione separata Inps ha diritto alle seguenti prestazioni previdenziali:

  • indennità di maternità;
  • Per malattia o degenza ospedaliera;
  • assegni familiari;
  • congedo parendale
  • nuova indennità Iscro.

Pro e contro del lavoro freelance

Pro del freelance

Libertà di scegliere i propri committenti

I liberi professionisti hanno la capacità unica di scegliere i committenti con cui lavorare e collaborare. Possono anche decidere di collaborare con più committenti contemporaneamente. 

– Libertà di scegliere il proprio carico di lavoro

Un altro vantaggio del freelance è la possibilità di scegliere il carico di lavoro. Puoi lavorare tanto o poco quanto vuoi e puoi scegliere progetti che sono significativi per te. Puoi concentrarti sul lavoro che ami senza le distrazioni di un lavoro a tempo pieno come riunioni, scadenze, eccetera. 

Flessibilità

I freelance hanno la flessibilità che la maggior parte dei lavoratori sogna. Se vuoi lavorare a tempo pieno per la maggior parte dell'anno e solo a tempo parziale durante l'estate, puoi prendere questa decisione.

Indipendenza

I lavori freelance offrono una elevata indipendenza. Non solo sei libero dall'orario di ufficio, ma hai anche la capacità di lavorare da solo e, per la maggior parte, dove ti senti più a tuo agio.

Contro del freelance

– Pagare le tasse e il commercialista

Da freelance hai la responsabilità di pagare le tasse e anche il commercialista che ti segue.

– Mancanza dei benefici che hanno i dipendenti

Mentre un dipendente gode di tredicesima, quattordicesima, ferie pagate eccetera, eccetera. Lo stesso non si può dire per i lavoratori freelance. 

Il lavoro spesso resta sporadico

Trovare un lavoro stabile è una vera sfida per il freelance. Trovare dei seri committenti è un'impresa. Un cliente potrebbe per esempio rescindere anticipatamente un contratto. Potresti finire un progetto e avere difficoltà a trovare altro lavoro. 

– La responsabilità è tutta sulle spalle del freelance

Quando sei un libero professionista, gestisci un'impresa. Sei responsabile dello sviluppo del business, dell'acquisizione dei clienti, della gestione dei clienti, della fatturazione/riscossione e del pagamento delle tasse. Dovrai prendere molte decisioni, come trovare nuovi clienti, quale tariffa applicare, quale scadenza fissare per la fine del progetto. Eccetera...

Non tutti sono preparati e in grado di gestire questi compiti. Quando lavori come freelance sei padrone di te stesso, del tuo tempo, dei tuoi sforzi e le entrate dipenderanno solo ed unicamente da te. 

Problemi di flusso di cassa

Quando si valutano i pro ei contro del freelance, uno dei problemi più preoccupanti riguarda il flusso di cassa. I freelance sono anche responsabili della riscossione dei pagamenti. Sfortunatamente, ci sono alcuni liberi professionisti che si sono trovati ad avere a che fare con alcuni committenti che non pagano o pagano in ritardo. Questo potrebbe metterti in forte difficoltà se fai affidamento su quel pagamento per far fronte alle tue spese. 

A questo proposito è un'ottima abitudine che il libero professionista chieda ai potenziali clienti se il progetto sarà stagionale oppure duraturo. 

Isolamento

Un altro contro comune a tutti i freelance è che alla fine ci si trova isolati da un team o da un'azienda. A meno che tu non abbia persone vicini con cui lavorare, il più delle volte lavorerai da solo. (Per alcuni però, questa è più una benedizione che uno svantaggio!).

Valuta tutti i suggerimenti dati in questo articolo, valuta i pro e i contro e dopo scegli se la carriera di freelance fa per te!