Uno dei principali dubbi, nel momento in cui si conclude la compravendita di una casa, è a chi spetti saldare la parcella del notaio. Chi sarà tenuto a mettere mano al portafoglio: al venditore o all'acquirente? Una domanda di non poco conto, considerando che i diretti interessati saranno tenuti a pagare una fattura particolarmente salata.

In caso di compravendita immobiliare la parcella del notaio è generalmente cara. A voler essere sinceri, comunque, è necessario ricordare che la parte più alta dei soldi che si dovrà pagare, serviranno per saldare una serie di imposte, che andranno direttamente all'erario. Della cifra che pagheremo, solo una parte rimarrà nelle tasche del notaio per il su lavoro.

Sarà, quindi, indispensabile cercare di distinguere quanto paghiamo di tasse e quanto diamo al notaio, come onorario per l'opera che ci ha prestato. A questo punto dovremmo limitare la portata della nostra domanda, perché si è giusto chiederci chi paga il notaio in caso di compravendita, ma ci dobbiamo riferire unicamente alla voce relativa all'onorario del professionista. Non alle tasse che si devono pagare.

Compravendita: quando serve un notaio

Non sempre è necessaria la presenza di un notaio quando si conclude una compravendita. La sua presenza è necessaria nel momento in cui si concludono delle operazioni, che coinvolgano diritti su beni immobili. Stiamo parlando di atti che abbiano direttamente a che fare con la proprietà, l'usufrutto, la servitù o la superficie, solo per fare alcuni esempi. In questo caso l'atto dovrà necessariamente essere trascritto nei pubblici registri immobiliari: adempimento al quale provvede direttamente il notaio.

Quando si effettua una compravendita di un bene mobile, quale può essere la moto o l'automobile, non è richiesta la presenza del notaio.

Leggermente diverso, invece, è il discorso relativo alle donazioni. Sarà necessario recarsi da un notaio quando la donazione ha come oggetto denaro, mobili od immobili che siano di non modico valore. Gli immobili vengono sempre e comunque considerati come di non modico valore, negli altri casi sarà sempre necessario valutare la proporzione tra il valore del bene ed il patrimonio del donante. Fatte queste premesse, adesso cerchiamo di capire chi debba pagare il notaio, in caso di compravendita.

Notaio: chi lo deve pagare?

L'articolo 1475 del Codice Civile prevede chiaramente che le eventuali spese di un contratto di compravendita - comprese quelle accessorie - debbano sempre essere a carico del compratore. Le parti, comunque, hanno la possibilità di concordarsi diversamente. La norma si riferisce principalmente ai costi relativi all'atto pubblico e alla sua successiva trascrizione nei pubblici registri immobiliari. Questo presupposto normativo ci porta ad un'inevitabile conseguenza: il compenso del notaio è, a tutti gli effetti, un onorario che viene pagato per redigere l'atto pubblico. Rientra, quindi, a pieno diritto tra le spese del contratto: come tali dovranno necessariamente essere saldate dall'acquirente. Basti pensare che quando si conclude una compravendita, è sempre l'acquirente a scegliere il professionista al quale rivolgersi.

È importante sottolineare, comunque, che il Codice Civile lascia ampia discrezionalità alle parti in causa, che avranno la possibilità di trovare un accordo di tipo diverso. Quella che ci troviamo davanti è, a tutti gli effetti, una disciplina derogabile. La deroga dovrà avvenire necessariamente per iscritto e dovrà essere contenuta all'interno dello stesso atto di vendita. In questo caso non avrebbe alcun valore legale la scrittura privata sottoscritta dalle parti, nella quale si concorda che le spese notarili per l'atto pubblico relativo alla compravendita siano a carico del venditore. La giurisprudenza ha però ritenuto che la diversa volontà delle parti, in ordine alla ripartizione delle spese, può desumersi anche implicitamente dal contenuto del contratto.

Compravendita: a quanto ammonta il costo del notaio

La parcella di notaio varia a seconda dell'oggetto della compravendita immobiliare: se l'operazione coinvolge l'abitazione principale o una seconda casa. Le differenze possono essere particolarmente rilevanti. Generalmente per una prima casa di dimensioni medio grandi, il cui valore sia pari a 400.000 euro, la parcella del notaio potrebbe oscillare dai 300 ai 400 euro.

Al costo vero e proprio del notaio, si dovranno aggiungere quelle che sono le spese accessorie. Queste sono le tasse che scaturiscono dalla stipula del contratto di compravendita, come l'imposta di registro, se si compra tra privati, l'Iva se si compra da un'azienda. Ci sarà poi da tenere in considerazione anche l'imposta catastale e quella ipotecaria. Queste tasse sono tutte a carico dell'acquirente: dovrà versarle al notaio, che a sua volta provvederà a girarle all'Agenzia delle Entrate.

Nelle spese accessorie rientrano anche quelle relative alla parcella pagata ad un professionista per redigere una relazione tecnica o una planimetria costituente parte integrante dell’atto pubblico di vendita.