La lunga strada della riforma della crisi di impresa sembra non essere ancora giunta al termine. 

Proprio di recente, la legge di conversione 21 ottobre 2021, n. 147 del  il decreto-legge n. 118/2021  ha, infatti, ufficialmente, rinviato l’entrata in vigore del codice delle imprese a maggio 2022.

Per effetto del nuovo rinvio, la legge ha disciplinato alcune misure urgenti in materia di crisi d’impresa e di risanamento aziendale

Nell’occasione sono state previste anche ulteriori provvedimenti urgenti in materia di giustizia.

Le suddette sono state espressamente pensate per far fronte alla crisi economica conseguente l’emergenza sanitaria. 

Gli ormai quasi due anni di pandemia, hanno segnato profondamente l’economia nazionale. Per tale ragione è sembrato indispensabile contenere le ripercussioni sulle imprese, in attesa dell’introduzione del nuovo codice sulla crisi di impresa. 

Quali le tempistiche della riforma?

La legge di conversione ha, altresì, dettato i tempi della nuova riforma. 

Numerose sono le date da segnare in calendario.

Tra queste sicuramente una di queste è il 16 maggio 2022, data in cui entrerà  in vigore del codice della crisi d’impresa, per adeguarne gli istituti alla direttiva 2019/2023. 

Altra data da ricordare è quella del 31 dicembre 2023, momento in cui diventeranno operative le misure di allerta.

Queste ultime saranno impiegate per sperimentare l’efficacia della composizione negoziata e rivedere i meccanismi di allerta contenuti nel codice della crisi d’impresa;meccanismi (titolo II della Parte prima del Codice della crisi d’impresa). 

Alcuni provvedimenti, invece, avranno immediata attuazione.

Già dal 15 novembre 2021, l’istituto della composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa troverà piena attuazione. 

Quali obiettivi si propone la riforma del sistema di Crisi di Impresa?

La legge di conversione del DL Crisi di impresa richiama brevemente le ragioni alla base della sua promulgazione. 

Il decreto emergenziale si propone, infatti, di porre un freno alle conseguenze maggiormente temute della crisi economica, a seguito dell’emergenza sanitaria.

Una delle questioni maggiormente dibattute, rispetto alla quale si è cercato di intervenire, è la contrazione del PIL registrata nel 2020.

Come stimano gli esperti, presumibilmente, questa si porterà, fino a portare ad un aumento di circa 2.800 fallimenti entro il 2022.

Sul fenomeno inciderà sicuramente il venir meno di alcune misure di moratoria, come il blocco dei licenziamenti. 

Con l’eliminazione definitiva delle misure in questione, sembra ancor più vicino l’inevitabile esito negativo per alcune imprese.

Quali misure prevede la riforma Crisi di impresa?

La riforma della crisi di impresa, come più volte evidenziato nei precedenti paragrafi, ha inteso disciplinare degli strumenti, che siano  innovativi e consentano di far fronte alle esigenze delle imprese.

Tra le norme contemplate dal DL Crisi di impresa, quella che consideriamo più innovativa e interessante, è la composizione negoziata. 

Sul tema giustizia

Come dicevamo, in tal sede il legislatore ha deciso di intervenire anche sul tema giustizia.

La ratio alla base delle predette disposizione era quella di porre i presupposti per alleggerire il carico di lavoro nei tribunali. 

La questione oggetto di ampio di dibattito ha evidenziato la necessità di intervenire in modo consistente sul punto.

 La riforma della giustizia si pone, infatti, di produrre un più consistente apporto risolutivo, tuttavia per il momento il DL Crisi di impresa sembra porre già consistenti basi per il futuro. 

A ciò si aggiunge anche la necessità di dare risposta alle impellenti richieste comunitarie. 

Per risolvere predetta problematica, la normativa in esame ha predisposto un aumento di organico nella magistratura ordinaria

In tal senso si legge:

“Al fine di assicurare l’adeguata attuazione di una cooperazione rafforzata nell’ambito della Procura europea (EPPO), conservando le risorse di personale di magistratura presso gli uffici di procura della Repubblica individuati come sedi di servizio dei procuratori europei delegati, l’art. 24 del d.l. n. 118/2021 prevede un aumento del personale di magistratura ordinaria di 20 unità.”

Il Dl, invero, preannuncia anche l’imminente nuovo bando per il concorso in Magistratura, che presuntivamente è atteso per fine novembre.

A tal proposito, laddove foste interessati alla procedura, vi invitiamo a dotarvi di Spid di secondo livello. Tale strumento sarà necessario per accedere alla procedura di presentazione della domanda di accesso al concorso. 

Sempre in tema giustizia, il legislatore ha previsto la semplificazione delle procedure di pagamento dell’indennizzo per equa riparazione in caso di irragionevole durata del processo.

La composizione negoziata: di cosa si tratta?

La riforma della disciplina della Crisi di impresa ha introdotto un istituto particolarmente innovativo, che sarà già operativo a partire dal 15 novembre 2021.

Ci riferimento alla c.d. composizione negoziata. 

Uno dei punti di maggiore interesse è sicuramente la previsione della nuova figura dell’esperto indipendente.

Quest’ultimo sarà chiamato a svolgere un’attività di mediazione e controllo nelle trattative tra l’imprenditore, i creditori e gli eventuali altri soggetti interessati.

La sua principale attività sarà, infatti, quella di consentire la composizione del conflitto con i creditori. 

L’esperto indipendente è chiamato a formulare una possibile soluzione per il superamento dello stato di crisi.

L’esperto provvederà a verificare quali sono le effettive prospettive di risanamento dell’impresa, che versa in stato di difficoltà economica. 

Operata predetta verifica, egli provvederà poi a instaurare un dialogo tra imprenditore e creditori.

In tal modo, egli consentirà di facilitare la collaborazione con l’intento di cercare una soluzione per l’effettivo superamento della crisi.

Come viene nominato l’esperto?

La riforma della Crisi di impresa ha previsto che per accedere alla composizione negoziata è necessario presentare istanza al Segretariato Generale della CCIAA.

L’onere in questione grava sull’imprenditore, che procederà in prima persona a presentare la richiesta. 

Ottemperato a tale primo atto, il Segretariato generale ne deve dare comunicazione alla Commissione costituita ad hoc presso la medesima Camera di Commercio (artt. 2 e 3 D.L. 118/2021). 

Nei successivi 5 giorni lavorativi, si provvederà alla nomina dell’esperto nel capo della ristrutturazione.

Tale soggetto sarà individuato tra gli iscritti nell’elenco appositamente istituito, sempre presso ogni CCIAA (art. 3 D.L. 118/2021). 

Al fine di garantire indipendenza e imparzialità, è necessario che il medesimo esperto non possa ricoprire contemporaneamente più incarichi. 

Successivamente alla nomina, l’esperto provvederà a comunicare l’accettazione dell’incarico.

Egli adempirà a tale onere nei 2 giorni seguenti al ricevimento della propria designazione.

Cos’è la piattaforma telematica nazionale?

Le comunicazioni che caratterizzano la procedura saranno effettuate mediante piattaforma telematica nazionale. 

Questa è direttamente accessibile agli imprenditori iscritti nel  registro delle imprese.

Ad essa si accede attraverso i l sito  istituzionale  di ciascuna camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

Grazie a questo nuovo strumento, sarà molto più agevole assolvere alle varie fasi della procedura.

L’imprenditore potrà, altresì accedere ad una lista di controllo particolareggiata che contiene indicazioni operative per la redazione del piano di risanamento .

Tra i compiti degli esperiti vi è, infatti, l’attuazione di un test pratico per la verifica della ragionevole perseguibilità del risanamento, che può essere effettuato mediante la medesima piattaforma. 

Grazie alla piattaforma, sarà inoltre possibile individuare tutte le indicazioni necessarie  per la redazione del piano di risanamento e  le modalità di esecuzione del test pratico.

I criteri attuativi della redazione del programma  sono  definiti  con  decreto dirigenziale del Ministero della giustizia.

Il Ministero dovrà procedere ad adottare il decreto entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della normativa in esame.

La negoziazione 

La negoziazione, dunque, prevede la partecipazione attiva dell’esperto indipendente.

Come dicevamo, egli svolge un’attività di analisi ed esame al fine poi di redigere un adeguato programma di risanamento.

Il piano in questione è redatto dall’imprenditore prima o durante la composizione negoziata. 

Per svolgere suddetta attività, sarà possibile reperire ogni informazione utile o necessaria. 

L’esperto potrà procedere a richiedere direttamente all’imprenditore o al suo organo di controllo e il revisore legale quando in carica

Tuttavia, la mansione principale che l’esperto sarà chiamato ad assolvere è quello di facilitare le trattative e stimolare la composizione del conflitto con i creditori.

Allo stesso è richiesto che operi in modo professionale, imparziale e indipendente, nel rispetto del dovere di riservatezza sulle informazioni acquisite nell’esercizio della propria attività.

Come e quando si conclude l’incarico dell’esperto?

L’incarico dell’esperto può concludersi con diversi esiti, non necessariamente satisfattivi degli impresi originariamente assunti.

In primo luogo, una delle ipotesi in cui cessa l’attività dell’esperto si realizza quando l’imprenditore non compare davanti all’esperto senza addurre giustificazioni. 

Altrettanto non profittevole può essere la conclusione delle procedura. 

L’esperto potrà accertare che sussista o sia venuta meno ogni concreta prospettiva di risanamento, anche attraverso forme di continuità indiretta.

L’incarico, invece, viene naturalmente a conclusione decorso il termine di 180 giorni dall’accettazione della nomina.

In alternativa, è possibile che le parti chiedano un maggior termine da tutte le parti per la prosecuzione delle trattative.

In questo caso è necessario il consenso dell’esperto stesso. 

La procedura può concludersi anche prima dei 180 giorni, quando viene individuata una delle soluzioni di cui all’articolo 11 del D.L. 118/2021.