Ci siamo: da domani scatta l’obbligo di esibizione del Green pass per accedere al posto di lavoro. Quindi, i lavoratori del settore pubblico e privato, i professionisti e gli autonomi per poter lavorare dovranno essere in possesso della Certificazione verde.

Per chi è senza? Previste sanzioni molto salate, oltre che la sospensione dallo stipendio, ma il posto di lavoro è al sicuro: niente licenziamenti. Il 12 ottobre 2021, il Premier Mario Draghi ha firmato il Dpcm che fornisce ai datori di lavoro tutte le informazioni sulla verifica del possesso del Green pass, sia per i dipendenti del settore pubblico che privato. 

Insomma, un altro pezzo che completa il puzzle di informazioni su come comportarsi dal 15 ottobre fino al 31 dicembre 2021!

L’obbligatorietà della Certificazione verde ha portato caos tra i lavoratori, oltre che proteste diffuse da parte dei cittadini da Nord al sud del Paese. Soprattutto lo scorso fine settimana, molte città sono state coinvolte da manifestazioni, in qualche caso anche violente, contro il Green pass.

Il 15 ottobre è alle porte, quindi, è bene analizzare quali sono tutte le regole da seguire per potersi recare a lavoro. Inoltre, daremo uno sguardo finale alle manifestazioni contro il Certificato verde.

Green pass e lavoro: dal 15 ottobre, obbligatorio il possesso!

Se fino a qualche settimana fa, il fatidico 15 ottobre era considerato un giorno lontano, lo stesso non può dirsi oggi. Il 15 ottobre è alle porte, accompagnato dall’obbligo dell’esibizione del Green pass nei luoghi di lavoro. 

Tutti i dipendenti del settore pubblico e del privato, i professionisti e i lavoratori autonomi saranno obbligati al possesso della Certificazione verde per poter lavorare.

Del resto, era prevedibile. Il Green pass, originariamente reso obbligatorio solo per recarsi presso una serie di attività, si è esteso a macchia d’olio.

Per quale motivo? Il Premier Mario Draghi ha affermato che è necessario per “continuare ad aprire il Paese”, così come si legge sul sito adnkronos.com. È bene sottolineare che è importante, prima di tutto come forma di sicurezza per tutti i cittadini, soprattutto, in vista della stagione invernale, ma anche per dare una spinta alle vaccinazioni.

L’obbligo del Green pass al lavoro è un provvedimento che interessa una grandissima fetta di italiani, circa 23 milioni.

Green pass: fino al 31 dicembre 2021 obbligatorio. Chi controlla?

A partire dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre 2021, quando terminerà lo stato di emergenza, per potersi recare al lavoro, sia nel settore pubblico che privato è obbligatorio possedere il Green pass.

Ma chi dovrà controllare il possesso della Certificazione verde? Naturalmente, l’onere spetterà ai datori di lavoro, i quali, dovranno accettarsi che i propri dipendenti abbiano il Green pass prima dell’accesso sul posto di lavoro. Tuttavia, per i datori di lavoro è possibile anche delegare altro personale, preferibilmente di tipo dirigenziale, per effettuare i controlli sul possesso del Green pass.

Ma le modalità su come effettuare i controlli e quali strumenti utilizzare, fino a pochi giorni fa, era ancora molto dubbio. Il nodo, però, è stato sciolto.

Infatti, il 12 ottobre scorso, è stato firmato dal Premier Mario Draghi, su proposta del Ministro del Mef, Daniele Franco, del Ministro della Salute, Roberto Speranza e, infine, del Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale, Vittorio Colao, il Dpcm, sulle modalità di verifica del possesso del Green pass a lavoro.

Sul sito ufficiale governo.it si legge, infatti, che:

“Il decreto interviene per fornire ai datori di lavoro pubblici e privati gli strumenti informatici che consentiranno una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni”.

Ma analizziamo come dovranno avvenire i controlli. Innanzitutto, è bene precisare che i controlli dovranno essere effettuati quotidianamente e potranno avvenire in due modi: o a tappeto e, quindi, il datore di lavoro dovrà verificare il possesso del Green pass a tutti i lavoratori; oppure a campione, ma non inferiore al 20% dell’organico. In questo secondo caso, però, il datore di lavoro dovrà assicurare, così come si legge sul sito informativo tg24.sky.it:

“[…] una rotazione costante, così da testare tutti i dipendenti”.

Per verificare il possesso del Green pass, si potrà usare l’applicazioneVerificaC19”, oppure con altri strumenti indicati nel Decreto. A tal proposito, si legge sul sito governo.it:

"[...] saranno fornite alle amministrazioni applicazioni e piattaforme volte a facilitare il controllo automatizzato, sul modello di quanto avvenuto per scuole e università". 

Al seguente link sono disponibili tutte le linee guida da seguire per il personale della PA.

Un altro aspetto importante che è stato chiarito, riguarda i lavoratori in attesa di ricevere il Green pass: essi potranno esibire, momentaneamente, la documentazione rilasciata dalle strutture sanitarie, dalle farmacie e così via.

Inoltre, per garantire più flessibilità e rapidità di entrata e di uscita dai luoghi di lavoro, è possibile consentire un arco temporale più ampio, per il raggiungimento e l'uscita dal lavoro.

Senza Green pass al lavoro: quali sono le sanzioni previste?

Una volta approdato in Gazzetta Ufficiale, il Decreto sul Green pass ha subito qualche cambiamento, in relazione alle sanzioni previste nel caso di dipendenti sprovvisti.

Infatti, se prima, il mancato possesso della Certificazione verde comportava non soltanto l’assenza ingiustificata dal lavoro, ma anche la sospensione lavorativa, adesso, la sospensione non è più prevista. 

Però, c’è una eccezione. Nel caso di aziende con meno di 15 dipendenti, dopo cinque giorni il dipendente sprovvisto di Green pass può essere sospeso per massimo 10 giorni lavorativi, rinnovabili una sola volta.

Tuttavia, sono comunque previste multe e sanzioni

I lavoratori senza Green pass sono comunque ritenuti assenti ingiustificati, ma soltanto fino alla presentazione del Green pass e non oltre la fine di quest’anno.

Inoltre, rimane la sospensione dello stipendio e, per i lavoratori trovati all’interno degli ambienti lavorativi senza Green pass, sarà effettuata una multa dai 600 euro fino ai 1500 euro.

Ma non solo ai lavoratori: saranno sanzionati anche i datori di lavoro che non effettueranno i controlli necessari! Per loro, infatti, sono previste sanzioni dai 400 ai 1000 euro.

Green pass: l’obbligo scatta anche per professionisti e autonomi

Da domani, l’obbligo di esibizione della Certificazione verde per potersi recare sul posto di lavoro scatterà non solo per i dipendenti del settore pubblico e del privato, ma anche per i lavoratori autonomi e per i professionisti.

Sono state pubblicate sul sito istituzionale del Governo, al seguente link, una serie di FAQ. Una molto interessante riguarda i clienti delle attività del settore dei servizi alla persona: la domanda posta è se devono o meno chiedere il Green pass ai vari operatori. Ovviamente, la risposta è negativa. Si legge, infatti, sul sito governo.it che:

“Il titolare dell’attività deve controllare il pass dei propri eventuali dipendenti ma non deve richiederlo ai clienti, né questi ultimi sono tenuti a chiederlo a chi svolge l’attività lavorativa in questione”.

Un discorso simile si fa per i clienti dei taxi o delle vetture a noleggio. Anche in questo caso, non sono tenuti a chiedere e verificare se i tassisti o i conducenti delle vetture a noleggio abbiano o meno la Certificazione verde.

Tamponi a prezzi ridotti: quanto durano?

Essendo il vaccino facoltativo, un altro modo per avere il Green pass è quello di verificare la propria negatività effettuando i tamponi molecolari o i test antigenici. Pertanto, è stato inserito all’interno del Decreto sul Green pass anche la normativa che prevede una riduzione dei prezzi dei temponi

Per gli adulti, il prezzo sarà di 15 euro, anziché di 22 euro; per i minorenni, il prezzo sarà di 12 euro, anziché di 18 euro. 

Inoltre, per tutti coloro impossibilitati a vaccinarsi, per certificati motivi di salute, i tamponi saranno somministrati gratuitamente. 

Green pass: tra raccolta firme e manifestazioni

Il Green pass ha da subito destato molti dubbi, preoccupazioni e pareri negativi. Naturalmente, non da tutte le parti. Il nodo cruciale non solo dei no vax e di tutti coloro contrari al Green pass è che il Green pass sarebbe un mero strumento di discrimizione e divisione sociale.

Infatti, è anche in atto una raccolta firme per indire un Referendum abrogativo del Green pass.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata proprio la scelta di introdurlo anche nei luoghi di lavoro

Al di là di questo, sono scoppiate, da nord al sud del Paese, moltissime manifestazioni contro il Green pass e anche contro il vaccino. L’esempio più clamoroso degli ultimi giorni riguarda proprio gli scontri a Roma e l’attacco alla sede della Cgil. A riguardo, sul sito rainews.it:

“L'assalto dei neofascisti alla Cgil e le violenze contro le forze dell'ordine che hanno sconvolto il centro della Capitale provocano sdegno e reazioni durissime da parte del Capo dello Stato, del premier, del governo, delle istituzioni e dei partiti”.

Green pass: come si ottiene?

Infine, è bene rinfrescarsi la memoria ricordando come si ottiene la Certificazione verde. Chi è ancora sprovvisto del Green pass, può ottenerlo in quattro modi:

  • Dopo aver effettuato la prima dose di vaccino;
  • Dopo aver completato l’intero ciclo di vaccinazione;
  • Dopo aver effettuato un tampone molecolare o un test antigenico;
  • Dopo essere guarito dal Covid-19.

In tutti questi casi, si riceve un messaggio sul proprio cellulare o una e-mail, che contiene un codice che bisogna inserire su uno dei seguenti sistemi:

Infine, vi è una ulteriore possibilità per chi è meno esperto nell’uso dei dispositivi tecnologici. E’, infatti, possibile recarsi presso una qualsiasi farmacia o dal proprio medico curante. E’ sufficiente fornire la propria Tessera Sanitaria e si occuperanno loro di scaricare e fornire il Green pass.