Il Decreto fiscale e sicurezza si inserisce tra le misure di maggior interesse varate negli ultimi mesi.

Si tratta di un provvedimento di ampio respiro. Interviene su molteplici problematiche, rimaste in sospeso a lungo.

Tuttavia, la principale questione su cui intende porre l'attenzione è la sicurezza sul lavoro e il c.d. lavoro in nero.

Gli ultimi mesi hanno, infatti, evidenziato un fenomeno, tristemente crescente. Gli elevati costi per adottare le opportune misure hanno, invero, prodotto come conseguenza l'aumento degli infortuni e delle morti sui luoghi di lavoro. 

A ciò si aggiunge, anche, l'odiosa prassi del lavoro non in regola, che, ad avviso di alcuni, sembra essere incentivato (o sicuramente non demotivato) dalla previsioni di sussidi alle fasce bisognose della popolazione, come il Reddito di cittadinanza. 

Il decreto, però, si propone anche ulteriori obiettivi. A tal proposito, ad esempio, possiamo ricordare il differimento della data di scadenza delle rate delle definizioni agevolate dei carichi affidati alla riscossione

Sempre in ambito fiscale, la norma ha introdotto un'ulteriore proroga del termine per l'adempimento spontaneo delle cartelle di pagamento.

Dunque, gli ambiti e settori di interesse sono davvero i più disparati. Dal lavoro al fisco, il decreto fiscale e sicurezza ha dato risposta a non poche istanze, provenienti dalle parti sociali e politiche. 

Quale scopo persegue il decreto fiscale e sicurezza?

Il decreto fiscale e sicurezza persegue principalmente il fine di intervenire in materia di sicurezza sul lavoro.

Anche le Istituzioni politiche si sono pronunciate sulla problematica concernente il fenomeno dell'aumento delle morti sul lavoro.

Il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha di recente reso alcune dichiarazioni sul tema:

“le modifiche sono principalmente finalizzate a incentivare e semplificare sia l’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza su lavoro sia il coordinamento dei soggetti competenti a presidiare il rispetto delle norme prevenzionistiche."

Anche Mario Draghi, invero, ha cercato di porre l'accento su quelle che sono le questioni sociali che hanno mosso l’intervento.

Il Premier ha, infatti, ricordato le molte morti bianche degli ultimi mesi. I fatti di cronaca hanno posto in luce la necessità di intervenire sul tema della sicurezza del lavoro, inasprendo le sanzioni.

Come hanno evidenziato le forze politiche, la discussione su tale fenomeno sociale non poteva attendere oltre. 

Cosa ci dice in materia di lavoro il decreto fiscale e sicurezza?

Come dicevamo poc’anzi, il decreto fiscale e sicurezza interviene anche in materia di lavoro.

Come è intervenuto il legislatore in quest’ambito?

In materia di lavoro, il decreto in esame ha come obiettivo quello di intervenire con sanzioni sulle imprese che non rispettano le norme in tema di sicurezza o impiegano lavoratori non in regola.

Si mira, dunque, a razionalizzare la disciplina e a prevedere un coordinamento nell’operato degli organi deputati al controllo e alla vigilanza della sicurezza sul lavoro.

La finalità è quella di garantire adeguati strumenti di presidio, in tal modo prevenendo incidenti sul lavoro.

Quali sono gli interventi in materia di sicurezza sul lavoro?

Il decreto fiscale e sicurezza modifica quanto disposto dal precedente D.Lgs. n. 81/2008, il quale disciplina gli strumenti di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. 

Il legislatore ha, quindi, disciplinato i nuovi presupposti per applicare la sospensione dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni. 

A seguito del decreto, è sufficiente che sia superata la soglia del 10% del personale “in nero” presente sul luogo di lavoro per adottare la misura.

Il decreto ha, dunque, ridotto la precedente soglia del 20%.

Inoltre, il provvedimento potrà essere adottato, nonostante l'impresa datrice di lavoro non sia già incorsa nella sanzione. Questa sarà automaticamente applicata ove siano constatate gravi violazioni prevenzionistiche. 

Infine, l’impresa sarà sottoposta anche ad una sanzione accessoria.

Il provvedimento ammette la comminatoria del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per l'intera durata della interdizione.

Le ulteriori sanzioni e il ripristino dell’attività lavorativa

Ti starai ora chiedendo come è possibile sottrarsi a predetta misura cautelare. 

A tal proposito, ci sembra opportuno ricordare che oltre alla sospensione dell’attività lavorativa, il decreto fiscale e sicurezza ha previsto anche una sanzione pecuniaria.

Ciò comporta che il ripristino dell’attività lavorativa sia subordinata al pagamento della somma aggiuntiva, che viene determinata in misura variabile a seconda della violazione compiuta. 

La sospensione per lavoro irregolare, infatti, ha come conseguenza accessoria una sanzione pecuniaria, per un valore compresto tra i 2.500 e i 6.400 euro. 

La sanzione pecuniaria potrà anche essere aumentata fino al doppio, se l’impresa è stata già soggetto al provvedimento di sospensione, nei cinque anni precedenti.

Ad essa si aggiunge anche la possibile comminazione della sanzione detentiva. 

Quali le sanzioni per lavoratori irregolari?

Il decreto fiscale e sicurezza ha poi previsto delle misure sanzionatorie anche per i lavoratori irregolari.

La disciplina del testo prevede il pagamento di una somma aggiuntiva per i datori di lavoro in caso di lavoratori irregolari.

La sanzione, di natura pecuniaria, equivale a 2.500 euro, laddove i lavoratori irregolari non superino le 5 unità. La somma è innalzata a 5.000 euro, laddove gli irregolari siano più di 5.

Quali sono gli enti competenti sulle sanzioni?

Tale attività di coordinamento e vigilanza, in materia di sicurezza sul lavoro, è svolta dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Proprio per far fronte al prossimo aumento del carico di lavoro, l’organico dell’INL  è stato aumentato grazie all’assunzione di 1.024 unità.

Piuttosto considerevole è stato anche l’investimento per la digitalizzazione e l’informatizzazione, con un impiego di risorse considerevoli corrispondente ad oltre 3,7 milioni di euro.

Tale somma verrà impiegata nell'arco temporale di riferimento compreso tra il 2021 e il 2023. 

Qual è la destinazione delle somme ricavate con le sanzioni?

Il Ministro per il lavoro e le politiche sociali ha, inoltre, posto in evidenza un’ulteriore questione. 

Uno dei punti principali di suddetto provvedimento attiene, infatti, alla destinazione delle somme ricavate con le sanzioni pecuniarie.

A tal proposito ha affermato il ministro che le somme ricavate dalla sanzioni confluiranno in apposito fondo. 

Costituito presso l'Ispettorato del lavoro, tale strumento verrà impiegato per finanziare le iniziative volte alla prevenizione nei luoghi di lavoro. 

Cosa cambia in materia fiscale?

Il decreto fiscale e sicurezza interviene, come è ragionevole desumere dalla denominazione, anche in materia fiscale.

Come abbiamo evidenziato inizialmente, infatti, il provvedimento spazia in diversi settori, che necessitavano una piccola riforma. 

La normativa in questione anticipa quelli che saranno interventi più consistenti, rimessi alla riforma del fisco.

l decreto legge ha previsto alcune norme preordinate a tutelare i contribuenti in difficoltà. 

Una delle più attese misure è sicuramente attiene alle rate della definizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione (“rottamazione-ter” e “saldo e stralcio”).. La data di scadenza di queste ultime è stata nuovamente rinviata.

La rottamazione è una forma di agevolazione per la definizione dei carichi fiscali. 

Esso è in genere utilizzato per consentire il recupero del gettito fiscale.

Invero, già è stato più volte oggetto di proroga. Per la prima volta, infatti, è stato introdotto nel 2018 e poi successivamente reimpiegato. Ad ultimo la scadenza era fissata a decorrere dal 2020.

Le rate della rottamazione ter e dello stralcio potranno, a seguito del decreto in esame, potranno essere pagate entro il 30 novembre 2021, per quelle in scadenza nel 2020.

Termine adempimento spontaneo delle cartelle di pagamento

Il decreto fiscalità e sicurezza è altresì intervenuto sull’adempimento spontaneo delle cartelle di pagamento, che deve avvenire nei successivi 150 giorni dalla notifica. 

La norma ha, quindi, modificato il precedente termine di 6o giorni. 

Questa previsione si riferisce all’adempimento spontaneo delle cartelle di pagamento notificate dal primo settembre al 31 dicembre 2021.

Inoltre, la nuova normativa ha anche introdotto alcune disposizioni concernenti anche gli interessi dovuti.

Nel decreto, il legislatore ha disposto che fino allo scadere del termine dei 150 giorni non saranno dovuti interessi di mora.

Inoltre, è anche precluso all’agente della riscossione di agire per il recupero del debito. 

Estensione rateizzazione

Infine, per quel che concerne sempre la materia fiscale, ricordiamo anche che il provvedimento interviene sui piani di rateizzazione già in essere prima dell’inizio del periodo di sospensione della riscossione.

Il legislatore ha, in tal contesto, esteso il numero delle rate. Queste, infatti, sono state portate ad una soglia massima di 18. 

L’inadempimento ad una delle rate comporta la decadenza dal beneficio stesso.

Inoltre, sono stati previsti dei correttivi alla disciplina al credito di imposta in Ricerca e Sviluppo. 

Sul punto il decreto fiscalità e sicurezza ha inteso superare alcune incertezze ermeneutiche collegate all’originaria formulazione della misura, come anche delle semplificazioni della disciplina della patent box.

Misure fondo auto e congedi parentali

l decreto fiscale e sicurezza ha introdotto ulteriori interessanti disposizioni.

A tal proposito ricordiamo che il provvedimento ha rifinanziato il fondo per il rinnovo del parco auto.

Tramite predetta previsione, l'esecutivo ha inserito la misura che rifinanzia con 100 milioni di euro.

La somma in questione confuirà in un fondo destinanto a sovvenzionare l’acquisto di nuovi veicoli a basse emissioni fino a 160 g/km di CO2.

L'obiettivo, in tal modo perseguito, è quello di facilitare la diffusione dei veicoli a basse emissione di CO2.

A proposito dei congedi parentali

Il decreto interviene anche in tema di congedi parenteli, in caso di contrazione del Covid-19 da parte di figli di lavoratori sia dipendenti che autonomi.

A tal proposito dispone il provvedimento introuce un regime differente, in considerazione dell'età dei figli minorenni.

In primo luogo, ricordiamo che i congedi parentali operano in beneficio sia dei lavoratori dipendenti che autonomi.

In particolare, se si tratta di genitori di minori di 14 anni, questi hanno diritto di astenersi dal presentarsi sul luogo di lavoro, senza rinunciare alla propria retribuzione.

Il congedo dura per l'intero periodo di sospesione dell’attività didattica o educativa del figlio per tutta o in parte la durata dell’infezione o per la quarantena disposta dalle autorità competenti. 

Tuttavia, la normativa prevede anche un secondo regime sui congedi parentali. Le norme in tema sono parzialmente distinte in caso di figli in età compresa tra i 14 e i 16 anni.

In questa ipotesi, il genitore non ha diritto alla retribuzione per i giorni di congedo.

Ulteriori misure previste dal Decreto fiscale e sicurezza

In tema di sussidi, il Governo ha introdotto nuove misure di sostegno ai lavoratori di Alitalia. 

Anche la Cassa integrazione straordinaria Covid-19 è stata rifinanziata, per i datori di lavoro che sospendano o riducano l'attività lavorativa. 

Infine, ricordiamo anche che il decreto ha previsto il rifinanziamento del Reddito di Cittadinanza per il 2021.