Il Decreto Semplificazioni entra in Consiglio dei Ministri come bozza di 68 articoli: entro la fine di maggio il premier Mario Draghi vuole approvare i due decreti, Semplificazioni e Governance PNRR, per evitare di perdere il primo slot di finanziamenti (che ammonta a circa 27 miliardi di euro) provenienti dall’Unione Europea.

Senza il rispetto dei tempi di realizzazione infatti le risorse stanziate dal Recovery Plan non arriverebbero o andrebbero restituite. Nel Governo si è così trovata la sintesi e il testo è stato approvato dal Consiglio dei Ministri. Rispetto della legalità, disciplina degli appalti, innovazione tecnologica e semplificazione della burocrazia alcuni dei temi principali.

Perché il primo passo per far correre bene il Paese verso la ripresa non può non passare attraverso la rivisitazione e l’innovazione del sistema delle infrastrutture, del lavoro e della burocrazia. Non a caso, il comunicato stampa del Consiglio dei Ministri parla di un decreto recante

la governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e le prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di snellimento delle procedure.

Semplificazioni e governance

Due gli obiettivi centrali del rilancio: governance e semplificazioni del piano di ripresa.

La governance ne esce strutturata su più piani: la responsabilità di indirizzo è assegnata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; viene inoltre prevista una cabina di regia presieduta dal premier e alle cui sedute partecipano a turno i ministri competenti ed eventualmente i Presidenti delle Regioni.

La cabina deve assicurare relazioni periodiche al Parlamento circa l’esercizio dei poteri di indirizzo e di attuazione degli interventi del piano. E in caso di ritardi è prevista la nomina di commissari.

Cos’è il Decreto Semplificazioni

Il Recovery Plan unisce due macro categorie suddivise in base alla tipologia di provvedimenti verso cui si dirigono gli interventi da implementare: il decreto sulle semplificazioni e il testo sulla governance del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). 

Con il testo della legge 11 settembre 2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale, entrava infatti in vigore il cosiddetto Decreto Semplificazioni:

una serie di regole e provvedimenti per rendere il rapporto con la Pubblica Amministrazione più fluido e più semplice, grazie alla digitalizzazione dei servizi pubblici e alla valorizzazione del patrimonio informativo di cui la pubblica amministrazione dispone.

Cosa prevede il Decreto Semplificazioni

La bozza di 68 articoli presenta novità e cambiamenti rispetto alle versioni precedenti. La parola d’ordine rimane però semplificare, e ove possibile quindi, velocizzare. E in questo caso il focus è sulle norme che abbreviano le procedure per le autorizzazioni ambientali e su quelle che riducono le tempistiche dei cantieri.

Nascono una Soprintendenza e un Comitato Speciale per i lavori pubblici, propedeutici al rilascio di pareri e autorizzazioni per le grandi opere previste dal piano di rilancio. Sarà così possibile superare gli iter burocratici dei vari enti locali e velocizzare opere e interventi nel settore dei beni culturali.

Le deroghe per gli appalti, originariamente prorogate nello scorso luglio col decreto legge 76/2020 fino al 2026, vedono ridurre il loro periodo di validità fino a giugno 2023, inclusa quella che solleva i responsabili della pubblica amministrazione dalla cosiddetta “fuga della firma”.

La locuzione indica in concreto la fuga dalle responsabilità di scelte che i funzionari della pubblica amministrazione attuano con decisioni precarie, al fine di ridurre al minimo il rischio di errore e le conseguenze che ne derivano. Il risultato è però la paralisi del sistema. 

Tra i provvedimenti principali c'è anche lo stop al massimo ribasso per le gare d’appalto, rimane invece l’ampliamento del subappalto

Decreto Semplificazioni: la disciplina degli appalti

I provvedimenti in tema di appalti hanno unito e diviso opinione pubblica, politica e addetti del settore.

Per contrastare la presenza della criminalità organizzata ormai da tempo innestata nelle gare d’appalto, il criterio del massimo ribasso è stato cancellato. Nel Decreto Sostegni scompare cioè l’estensione del massimo ribasso nelle gare d’appalto, ossia la possibilità di affidare opere e lavori da compiere alle imprese che presentano il prezzo più scontato.

E la misura mette d’accordo tutti: soprattutto alimenta la soddisfazione dei sindacati che al massimo ribasso si erano sempre opposti con fermezza. L’obiettivo è sicuramente quello di garantire un miglioramento della qualità dei lavori, e delle aziende ai quali vengono affidati.

Viene reintrodotto l’appalto integrato con progettazione ed esecuzione alla stessa azienda. Ma uno degli obiettivi principali rimane la sicurezza: il contratto di appalto non può essere ceduto.

La questione dei subappalti è stata invece più dibattuta e ha richiesto una certa mediazione tra chi optava per la necessità di un superamento del codice degli appalti (Matteo Salvini) e chi invece voleva rimanere fedele alla situazione attuale (il centro-sinistra). 

Le proposte avanzate per superare i punti di vista opposti riguardavano una la proroga della soglia del 40% per i subappalti fino al 2023; l’altra invece prevedeva maggiori tutele per i lavoratori e l’innalzamento della predetta soglia fino al 60%.

Determinante nel dibattito, ancora una volta, la posizione del premier, che ha ricordato la necessità e il dovere di uniformarsi alla normativa europea.

Quest’ultima ha infatti liberalizzato e previsto il superamento dei limiti al subappalto. Di conseguenza, i limiti imposti dall’ordinamento nazionale erano destinati a venir meno sia in virtù del recepimento della normativa europea, sia per una questione di unità a livello sovranazionale. 

Accantonando infatti ciò che rimane di uno sterile sovranismo, l’Italia sta cercando di farsi sempre più spazio all’interno del Consiglio d’Europa, sposando in maniera sempre più convinta e determinata il recente multilateralismo riaffiorato come conseguenza della pandemia.

Se infatti per risolvere problemi globali servono soluzioni globali, adeguarsi a queste soluzioni sembra essere l’unica strada da percorrere per arrivare al rilancio.

In Consiglio dei Ministri la soglia per i subappalti è infatti stata alzata dal 40% al 50% fino al 31 ottobre 2021. Da novembre 2021 sarà però rimosso ogni limite quantitativo. Una soluzione che media quanto basta tra le esigenze avanzate da Cgil, Cisl e Uil e la normativa europea.

Salgono anche le garanzie. 

Il subappaltatore dovrà garantire livelli qualitativi e trattamenti economici in linea con quelli del contratto d’appalto, senza prescindere dall’applicazione dello stesso Contratto nazionale.

Vengono così riconosciuti anche nell’ambito del subappalto le stesse garanzie legali e retributive che regolano le condizioni di lavoro delle imprese aggiudicatrici:

è estesa la responsabilità in solido al subappaltatore, è più aspramente sanzionato il lavoro irregolare, e risultano maggiormente tutelati gli appalti in cui la concentrazione di lavoratori è particolarmente intensa.

Al vaglio anche la riduzione delle stazioni appaltanti, ovvero gli enti pubblici che affidano gli appalti (sul territorio nazionale se ne contano circa 39.000).

Saranno le stesse stazioni appaltanti ad indicare i lavori da compiere, in relazione alla complessità delle opere e delle attività da eseguire. E ciò, si legge nella bozza del decreto, al fine di

garantire una più intensa tutela delle condizioni di lavoro e della salute e sicurezza dei lavoratori ovvero di prevenire il rischio di infiltrazioni criminali.

Decreto Semplificazioni e Superbonus

Confermate le semplificazioni per il Superbonus 110%.

In particolare le misure agevolatrici riguardano gli edifici unifamiliari e i complessi abitativi plurifamiliari funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi all’esterno: in questi casi e con questi requisiti è infatti prevista l’eliminazione dei vincoli. 

Continueranno invece ad essere esclusi dalle agevolazioni gli alberghi e le pensioni, mentre è prevista una strada di accesso per spa srl e cooperative con attività d’impresa, industriale o agricola.

Ma non solo: arriva un’estensione anche per ospizi, caserme, case di cura e ospedali.

Decreto Semplificazioni: lotta al cambiamento climatico e alle disuguaglianze sociali

Centrali anche la lotta al cambiamento climatico e alle disuguaglianze sociali.

Per assicurare la parità di genere e tra generazioni sarà infatti imposto come requisito essenziale per le aziende che partecipano alle gare del Recovery Plan l’assunzione di donne e under 36, in una quota non inferiore al 30%.

Il Decreto Semplificazioni punta poi sull’ambiente: per le opere annunciate dal Recovery e dal PIENC (Piano Nazionale Energia e Clima) il focus è sulla VIA, la valutazione di impatto ambientale: previste disposizioni speciali sia per quella di competenza statale che su quella che invece compete alle regioni.

Modifiche ancora da perfezionare riguardano invece la VAS, ossia la valutazione ambientale strategica. Implementare normative e provvedimenti che caratterizzano il complesso sistema del diritto ambientale necessita infatti di tempi prolungati e conoscenze specifiche.

Decreto Semplificazioni e Innovazione digitale

La digital transformation è uno dei primi passi da compiere per accelerare gli investimenti e rientrare nelle scadenze che incombono per utilizzarli. A questo fine il decreto prevede:

  • provvedimenti sul mancato rispetto delle norme in materia di transizione digitale;
  • misure per accedere e utilizzare i dati pubblici in modo più semplice e veloce;
  • semplificazioni dei processi di comunicazione delle pubbliche amministrazioni;
  • procedimenti semplificati per autorizzare e agevolare la comunicazione elettronica e digitale degli edifici

Rimane invece ancora da vagliare la possibilità di usufruire di un incentivo fiscale del 110% per le operazioni di installazione e montaggio della fibra ottica.

Resta ferma dunque la necessità, non recente, di alleggerire la burocrazia puntando sull’innovazione, sul know-how digitale e, soprattutto, sul rispetto della legalità.