La legge mette a disposizione del cittadino, vittima di reato, due strumenti di rilievo: la querela e la denuncia. Una volta segnalato il reato alle Forze dell’Ordine, stando alla normativa, si avvierà l’iter che consentirà di perseguire colui che ha commesso l’atto illecito. Nel caso in cui si vuole sporgere una denuncia non è previsto un limite di tempo. Sebbene si possa denunciare in qualsiasi momento, ovviamente, è meglio farlo il prima possibile. Al contrario in caso di querela è previsto un vincolo di tempo preciso per presentare un esposto. Entro quanti giorni o settimane si può portare il fatto alla conoscenza delle autorità? 

Quali sono le differenze tra denuncia e querela?

La denuncia è il racconto di un fatto a cui avete assistito o subito e che, poiché secondo voi corrisponde a un illecito, volete informare le Forze dell’Ordine.

Dopo aver denunciato l’accaduto alle Autorità, la denuncia verrà inviata alla Procura della Repubblica. Spetterà al pubblico ministero valutare se procedere nei confronti del soggetto denunciato e se archiviare il caso perché il fatto non sussiste. Nella denuncia rientrano tutti quei reati che sono perseguibili d’ufficio.

La querela, invece, è la descrizione dettagliata del fatto che si intende denunciare perché costituisce reato. In tal caso dovete chiedere esplicitamente che il colpevole venga punito. Se non esprimete questa richiesta, il soggetto querelato non sarà sottoposto a nessun processo. Nella querela rientrano tutti i reati non procedibili d’ufficio.

Entro quanto tempo fare una denuncia o una querela

La denuncia, come abbiamo già sottolineato, non ha vincoli di tempo per essere presentata alle autorità competenti; invece la querela deve essere fatta nell’arco di 3 mesi a partire dal giorno in cui si scopre che il fatto in questione costituisce reato.

L’art. 240 c.p.p. vieta quasi sempre le denunce anonime. L’unica eccezione si ha se emergono elementi che rafforzano il sospetto di un possibile reato. In tal caso il PM può decidere di segnalare i fatti alla Polizia Giudiziaria e avviare le indagini.

Quale differenza c’è tra il procedimento d’ufficio e la querela di parte

La legge riconosce la presenza di alcuni reati che definisce procedibili d’ufficio. Si tratta dei reati più gravi per i quali il Pubblico ministero può procedere con la sola denuncia. In questo caso quindi non è indispensabile la presenza di una querela. In questa tipologia di reati rientrano:

  •  Violenza privata, si pensi ad esempio al caso in cui un soggetto impedisce a una persona di uscire da una porta;
  •  Minaccia, è il caso in cui un soggetto cerca di intimidire una persona minacciandola di ucciderla;
  •  Maltrattamenti in famiglia, si pensi ad esempio alle percosse su minori o su donne in gravidanza.

In tutti i casi appena elencati non è necessaria la richiesta di punizione perché la denuncia sarà sufficiente ad avviare la procedura prevista dalle Forze dell’Ordine.

Al contrario la querela è obbligatoria se si ha a che fare con reati procedibili a querela di parte. In questa tipologia di reati rientrano:

  •  Lesioni lievi sono quelle che causano una malattia che dura minimo 21 giorni e massimo 40 giorni;
  •  Diffamazione è il caso in cui un soggetto dice a un’altra persona, con tono dispregiativo, “sei uno stupido”.

La legge spiega che per i reati minori, lo Stato acconsente a fare un processo soltanto se la parte lesa lo richiede espressamente. Pertanto dovrete presentare una querela per ottenere giustizia.

Come si presenta una denuncia o una querela

Ambedue si possono presentare in via orale o in forma scritta. Se si sceglie la forma scritta, bisogna depositarle personalmente oppure tramite il proprio avvocato che ha provveduto, precedentemente, ad autenticare la vostra firma. L’avvocato scelto, ovviamente, deve avere il mandato speciale al deposito anche se, per alcuni giudici, può essere sufficiente una semplice delega al deposito.

Occorre prestare attenzione a ciò che si dichiara nella denuncia. Nel momento in cui si lancia un’accusa contro una persona bisogna pesare le parole. Se non si è sicuri del reato che si sta denunciando, si consiglia di scrivere che si ha un sospetto e che, per tali ragioni, si chiede al Pubblico Ministero di aprire delle indagini per scoprire se il reato persiste. Questo consiglio è molto importante perché, quando si fa una denuncia, si rischia una controquerela per calunnia qualora l’esito delle indagine dovessero dimostrare l’innocenza dell’accusato.

Alla fine della querela è buono chiedere di essere avvertiti nel caso in cui il PM intenda chiedere l’archiviazione del caso. In questo modo avrete la possibilità di opporvi alla richiesta dell’autorità di competenza. In altri casi, invece, si può avere un ripensamento che induce a domandarsi come ritirare una denuncia, entro quando farlo e costi.

In quanto tempo una denuncia viene consegnata a casa

Secondo i termini di legge la denuncia non va in nessun caso recapitata a colui che è stato denunciato. Per questa ragione non esiste un periodo di tempo entro il quale viene recapitata la denuncia.

L’accusato scoprirà di essere stato denunciato solo quando riceverà la notifica dell’avviso della conclusione delle indagini preliminari. Generalmente le indagini, a seconda del tipo di reato, si concludono tra i 6 e un anno. La durata più lunga delle indagini si riferisce ai reati più gravi come ad esempio rapine, estorsioni, prostituzione minorile o violenza sessuale.