La denuncia successione basta per ricevere l'eredità? Cosa dicono i giudici

Quando muore un padre di famiglia l’eredità va in mano a moglie e figli che pertanto devono pagare i suoi debiti. È veramente così? Scopriamo cosa dice la legge sulla denuncia successione e l'acquisizione del titolo di erede.

Denuncia successione ed eredità

Molti pensano che con la successione si acquisisce la qualità di eredi, ma è realmente così? La legge dice no e a chiarirlo ci ha pensato la Corte di Cassazione con l’ultima ordinanza emessa lo scorso ottobre. Entriamo nel merito del caso specifico sollevato da una madre e il rispettivo figlio dopo la morte del capofamiglia.

Denuncia successione, eredità: cosa dice l'ordinanza n. 30761 19/10/2022

Il 19 ottobre la Corte di Cassazione si è pronunciata sulla denuncia di successione fatta da una donna e suo figlio dopo aver ricevuto un avviso, in merito alla tassa automobilistica del 2009, intestato al defunto marito e padre.

Questo è, dunque, l’episodio da cui è insorta la controversia con l'Agenzia delle Entrate la quale è giunta al secondo grado di giudizio. Pare infatti che, la Commissione Tributaria della Regione Sicilia aveva accolto l'appello dell'Ente contrario alla sentenza emessa nel 2017 in cui si dava ragione alla donna e a suo figlio.

Da questa vicenda è emerso che, dinnanzi alla Corte Suprema, si era presentato un solo motivo di ricorso ovvero il tema inerente alle presunzioni semplici. Si tratta della violazione e della falsa applicazione di due articoli di rilievo del codice civile: gli artt. 2727 e il 2729.

Qual è l'accusa lanciata dai ricorrenti per cassazione

I ricorrenti censuravano il magistrato di seconde cure per avere ritenuto, in base ai fatti noti riportati all’interno della denuncia di successione, che fosse possibile desumere il fatto sconosciuto dell’assunzione del ruolo di eredi da parte della moglie e del figlio del defunto. Infatti i due erano stati ritenuti soggetti passivi idonei, dal punto di vista giuridico della pretesa tributaria, in base alla semplice denuncia di successione presentata da loro.

Di fatti la controversia è tutta qui, nella diversificazione essenziale che si stabilisce tra lo status di colui che è chiamato all'eredità e colui che effettivamente è l'erede. Si tratta di una distinzione evidente ma molto spesso dimenticata. Ecco che diviene indispensabile non fermarsi alle presunzioni ma, piuttosto, emettere un giudizio basato su presunzioni dimostrate. Pertanto in questo caso chi paga in caso di decesso, fino a prova contraria, non è la moglie né il figlio.

La successione è sufficiente per l'acquisizione del titolo di erede

L’accusa che segue l'apertura della successione, spiega nel dettaglio la S.C., non è sufficiente per l'acquisizione del titolo di erede, che si ottiene solto mediante l’accettazione, ottenuta in modo implicito oppure esplicito, dell'eredità. Pertanto, considerando quando espresso dal principio generale dell’onere indicato dall’art. 2697 del codice civile, spetta a chi agisce in giudizio, in questo caso all’Agenzia delle Entrate, dimostrare che il soggetto in questione abbia acquisito il titolo di erede. Cosa che nel caso specifico appena analizzato non è accaduto.

Dunque**, l’unico elemento costitutivo di tale diritto**, sottoposto a giudizio, rimane l'accettazione dell’eredità. Per tale ragione, non essendo sufficiente la presenza della denuncia di successione, la S.C. ha accolto il ricorso della donna e di suo figlio.