Il 7 ottobre si è tenuta un’importante assemblea della Lega Serie A di cui non sono ancora chiarissimi gli sviluppi, ma si conoscono i punti all’ordine del giorno, primo fra tutti quello intorno ai diritti TV del campionato di calcio.

È infatti arrivata ai vertici della Lega una lettera di Sky che chiede formalmente, visti anche i continui problemi di Dazn, che siano messi all'asta i diritti TV per gli Highlights delle partite di Serie A, cioè le sintesi degli incontri, che al momento sono anch’esse esclusiva di Dazn. 

A quanto pare a fare pressioni per un primo passo verso il ritorno della Serie A su Sky, ad iniziare con gli Highlights, sono gli sponsor, preoccupati che i disservizi della piattaforma streaming facciano calare gli ascolti e quindi le entrate delle società calcistiche.

Per adesso sembra insomma che il ritorno della Serie A di calcio su Sky stia avvenendo gradualmente. Con Sky che recupera terreno nei diritti TV, dopo che l’esclusiva di sette su dieci incontri è stata assegnata a Dazn. 

Sky infatti ha già avuto la possibilità di far tornare tutto il campionato di Serie A su satellite per i clienti business, grazie ad un accordo con Dazn e un canale dedicato, Sky Sport Bar, e adesso chiede formalmente almeno la possibilità di trasmettere le sintesi di tutti gli incontri per i clienti privati.

Ma il ritorno della Serie A su Sky potrebbe essere totale, poiché se Dazn non risolverà i disservizi una volta per tutte, ponendo fine ai i problemi legati a blocchi e scarsa qualità dell'immagine, potrebbe intervenire il Parlamento, dove esistono già delle proposte che potrebbero vedere Dazn obbligata a trasmettere in chiaro oppure a cedere a Sky la sub-licenza di tutto il pacchetto di diritti TV di calcio.

Altro pressing in questo senso viene poi dalla Codacons, che minaccia addirittura di chiedere la revoca totale dei diritti TV a Dazn per assegnarli ad altro operatore.

Infine, arriva anche un'ordine dall'Agcom che chiede a Dazn di interrompere la catena di disservizi e di consegnare una relazione tecnica entro 30 giorni per giustificare all'organo quali interventi sono stati realizzati al fine di migliorare lo streaming. 

In ogni caso se ci fossero ancora malfunzionamenti, il primo passo sarebbe una multa pesantissima per Dazn, proprio ad opera dell'Agcom, seguita da interventi che potrebbero minacciare il possesso in esclusiva dei diritti tv della Serie A.

Un approfondimento sui problemi tecnici della diretta TV in streaming su Dazn, nel video YouTube di Ti ho Scammato:

 

La Lega Serie A chiamata a discutere in assemblea dei Diritti TV di calcio

La Lega Serie A ha ricevuto nei giorni scorsi una lettera da Sky in cui l’emittente invitava l’organo a rivalutare la possibilità di mettere all’asta i diritti TV per  gli Highlights di Serie A, cioè le sintesi delle partite. A quanto riporta Calcio e Finanza, sarebbero soprattutto gli sponsor della Serie A a spingere anche loro in questo senso.

In totale il campionato di Serie A di calcio consta di 38 giornate, ciascuna delle quali fatta di 10 incontri. Attualmente, in base all’assegnazione dei diritti TV, 

Dazn ha la possibilità di trasmettere tutti gli incontri della giornata per ben tre stagioni consecutive. Nello specifico possiede i diritti TV in esclusiva per sette incontri su dieci e in co-esclusiva con Sky quelli per gli altri tre che compongono la giornata di campionato.

Riassumendo quindi, Sky può trasmettere solo tre incontri su dieci con le rispettive sintesi e Dazn tutti e dieci incontri, completi di Highlights.

In un primo momento, qualche mese fa, la Lega Serie A avrebbe dovuto mettere all’asta anche un pacchetto relativo ai diritti TV per gli Highlights, a cui ambiva Sky, con la possibilità di offrire ai propri clienti almeno le sintesi di tutti gli incontri della giornata di campionato.

A quanto si apprende però la Lega Serie A ha scelto in ultimo di non mettere più in vendita questo pacchetto, perché avrebbe creato difficoltà legali in base all’accordo fatto con Dazn, a cui appartiene l’esclusiva dei diritti TV di alcune partite.

I disservizi di Dazn hanno però cambiato le carte in tavola e Sky adesso, al fine di tutelare il campionato e le entrate della Lega Serie A, ha richiesto formalmente che sia messo in vendita il famigerato pacchetto con gli Highlights di tutte le partite. Proprio verso questa possibilità la Lega Serie A ha mostrato adesso un’apertura e questo era uno dei principali punti all’ordine del giorno a discutere nell’assemblea del 7 ottobre.

Prima però di poter mettere in vendita i diritti TV con le sintesi, la Lega Serie A dovrà risolvere e valutare eventuali implicazioni legali rispetto a quello che è il contratto attivo con Dazn, per evitare conflittualità.

Gli sponsor della Serie A spingono perché Sky abbia almeno i diritti TV per Highlights

L’assemblea del 7 ottobre tra i vertici della Lega Serie A, se non esplicitamente, è stata chiamata anche a discutere il da farsi per i diritti TV complessivi del camionato, visti i continui problemi di Dazn nella trasmissione in streaming delle partite.

La Lega ha già redarguito l’operatore in più occasioni con svariate lettere, precisando che il contratto prevede che Dazn sia in grado di fornire un servizio adeguato e qualora questo non accadesse sarebbe impugnabile.

Si deve però tenere conto che, mettendo da parte di azioni legali ipotetiche che sarebbero per altro complesse poiché Dazn ha pagato i diritti Tv di Serie A ben 860 milioni di euro, come anche la Lega ha sottolineato la questione può essere risolta più semplice dal Parlamento, organo a cui compete di fatto la vigilanza. Poiché una volta venduti i diritti TV, questi non sono più competenza diretta della Lega Serie A, che si limita a verificare che siano rispettati i termini del contratto.

In ogni caso l’organo massimo, cioè il Parlamento sta già valutando il da farsi e sono in ballo varie ipotesi, tra cui la più estrema sarebbe quella di obbligare Dazn a vendere la sub-licenza dei diritti TV a Sky.

Certo in questa partita il pressing della Lega Serie A e degli sponsor ha comunque un peso decisivo, che influenzerà eventuali decisioni degli organi parlamentari, poiché le squadre di Serie A, come ha stabilito la Legge Melandri, guadagnano cifre diverse  in base alla percentuale di ascolti.

Ovvero, i continui disservizi di Dazn hanno spinto molti utenti a minacciare la disdetta, con un conseguente calo di share, se questo continuasse Dazn perderebbe clienti, ma scendendo gli ascolti televisivi diminuirebbero anche i guadagni sugli stessi delle società calcistiche e degli sponsor di queste.

Diritti TV Calcio, si affacciano le ipotesi sub-licenza a Sky o digitale terrestre su Dazn

Per quanto riguarda il Parlamento, l’On. Raffaella Paita, che ricopre il ruolo di presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni aveva rivelato la sua intenzione di presentare un documento, chiedendo principalmente due cose.

In primis, che tutti gli operatori televisivi e le piattaforme streaming siano obbligate ad aderire a Conciliaweb, cioè la piattaforma dell'Agcom per risolvere i contenziosi con gli utenti.

Poi, qualora i problemi di Dazn dovessero persistere allora ci sarebbero opzioni più estreme, come far sì che la stessa ceda a pagamento, anche se non per sua volontà, i diritti TV a Sky, così che la Serie A di calcio sarebbe tutta in condivisione tra le due emittenti e tornerebbe anche su satellite, con una qualità già garantita e sperimentata.

Altra ipotesi potrebbe essere quella di costringere Dazn alla trasmissione in digitale terrestre, l’operatore possiede è infatti dei canali per poter garantire la visione nelle parti d’Italia dove la connessione internet non è ancora abbastanza potente per lo streaming e che in genere sono chiamate zone bianche. In quest’ultimo scenario Dazn dovrebbe comunque mantenere l’esclusiva.

La Codacons più estrema chiede la revoca per Dazn dei diritti TV di calcio 

Se il Parlamento e la Lega Serie A devono risolvere il problema dei disservizi dello streaming di Dazn anche per evitare il crollo di ascolti e di guadagni per le società calcistiche.

La Codacons invece, che tutela i consumatori, ha già minacciato di presentare istanza non solo perché agli utenti sia garantito un rimborso. Cosa che ad onor del vero Dazn sta già facendo, restituendo un importo agli abbonati per le interruzioni dello scorso mese, quali quella di Sampdoria-Napoli.

Ma se i problemi non cesseranno in via definitiva la Codacons è intenzionata a chiedere la revoca dei diritti TV di Serie A di calcio a Dazn.

Diciamo che quest’ultima ipotesi avrebbe anch’essa implicazioni legali complesse e l’ipotesi sub-licenza o digitale terrestre sarebbero una mediazione più facile da ottenere e con la quale Dazn comunque otterrebbe un margine di guadagno.

Sky recupera lentamente terreno su Dazn in fatto di diritti TV di Calcio 

Per quanto riguarda i diritti TV del campionato della Serie di calcio, Sky ha recuperato terreno, garantendosi la sub-licenza per tutti gli incontri, ma solo per i clienti business che possono usufruire del canale Sky Sport Bar. Questo è stato possibile grazie ad un accordo preso con Dazn e che Sky da tempo chiede anche per gli utenti privati.

Al momento infatti l'offerta calcio di Dazn è più forte e più completa di quella di Sky, poiché essa possiede i diritti TV per: Serie A (10 incontri, di cui 7 in esclusiva e 3 in co-esclusiva); UEFA Europa League; UEFA Europa Conference League.

Manca a Dazn la Champions League, a disposizione solo degli abbonati Dazn che hanno però stretto l’abbonamento mediante TimVision. Poiché abbonandosi a Dazn tramite Tim si ha allo stesso prezzo anche Mediaset Infinity +, su cui è possibile vedere la Champions.

Sky Calcio attualmente ai clienti privati può offrire: 3 partite su dieci della giornata di campionato di Serie A; UEFA Champions League; UEFA Europa League; UEFA Europa Conference League. 

Il grosso deficit di Sky è la Serie A, ma se essa dovesse recuperare in qualche modo i diritti TV con una sub-licenza, allora le sorti sarebbero invertite, poiché Sky avrebbe, in più rispetto a Dazn, la Champions League, con la possibilità di offrire tutta la stagione di calcio senza ricorrere ad operatori terzi, quali Tim. 

La difformità dei dati di ascolto tra Auditel e Dazn mette a rischio i diritti TV di Serie A

Ma i diritti TV e Dazn in particolare sono al centro di un’altra vicenda dubbia su cui è stata chiamata ad esprimersi l’Agcom, che ha avviato un'istruttoria.

Il problema questa volta sono i dati di ascolto, il cosiddetto share televisivo, che ora a raccogliere sono sia l’Auditel che Dazn, i dati della quale sono poi certificati dalla Nielsen.

I guadagni delle squadre di Serie A sono però assegnati in base alla percentuale di ascolti certificata Auditel e gli ultimi dati raccolti da questa non corrispondono a quelli raccolti da Dazn, che mostrano una percentuale superiore del 58%.

Questa discrepanza genera allarme e va chiarita poiché se cambia la percentuale degli ascolti, cambiano anche i guadagni e l’Auditel rileva un netto calo rispetto alla precedente stagione, dove secondo Dazn gli ascolti sono invariati.

In seguito a quest'istruttoria l'Agcom ha ordinato a Dazn di risolvere ei disservizi con un ultimatum di 30 giorni, oppure sarnno aplicate pesanti sanzioni, e anche di uniformarsi ai criteri di raccolta dei dati di ascolto fornite dall'Upa.