Questione diritti TV legata al calcio che sembra non terminare mai.

In sostanza, quella che in questo periodo è in genere una questione chiusa, essendo ormai iniziata la Serie A, quest'anno è ancora molto attuale.

Parliamo dell'assegnazione dei diritti TV alle emittenti televisive, una questione sempre sensibile che infiamma le cronache, perché coinvolge in maniera diretta le emittenti stesse, la Lega Serie A, i consumatori ed ovviamente anche le società calcistiche.

Non è un mistero che le società siano fortemente scettiche dal momento che guadagnano, a detta loro, troppo poco dai diritti TV. Quindi, le loro pressioni sono praticamente sempre rivolte ad un maggior guadagno, mentre delle emittenti televisive può interessare relativamente.

Ovviamente, però, le questioni si intrecciano e gli interessi delle varie parti in causa vanno a volte a sovrapporsi o addirittura ad essere contrastanti.

Il famoso "calcio spezzatino", che ormai vediamo in televisione da anni, è una vera e propria tendenza che sembra inarrestabile, soprattutto a fronte di tali nuovi problemi.

Quindi, cosa sta per succedere? Riassumiamo innanzitutto cosa è successo tra Sky e Dazn negli scorsi mesi, per arrivare poi a ciò che sta accadendo ora.

In tutto ciò, facciamo anche il punto della situazione su ciò che conviene fare ai tifosi per poter seguire la propria squadra, dato che quest'anno sarà ben più difficile riuscire a vedere tutte le competizioni, nel senso che non basterà più un solo abbonamento.

Inoltre, dedicheremo attenzione anche all'offerta di Tim Vision, ritenuta illecita da parte di Sky e per questo motivo passata al vaglio delle autorità, che però ne hanno confermato la liceità.

Infine, ricordiamo a tutti gli spettatori che è anche attivo il Bonus Tv, un aiuto per chi vuole cambiare la televisione che, a partire dal 2023, potrebbe non essere più in grado di trasmettere i canali. Questo aspetto è importante perché, nonostante non sia urgente, sono in tantissimi ad aver già richiesto il bonus che va ad esaurimento fondi.

Dunque, per chi volesse approfittarne subito per non rimanere senza, conviene vedere questo video del canale YouTube "Redazione The Wam" in cui si spiega esattamente il funzionamento del bonus tv:

Diritti TV calcio: cosa è successo tra Sky e Dazn?

Innanzitutto, Sky e Dazn sono i due principali attori coinvolti in questa situazione di spartizione dei diritti Tv, ma non sono gli unici, come vedremo in seguito.

Sono comunque i due che si sono contesi la "fetta grossa" dei diritti TV della Serie A negli scorsi mesi per la stagione sportiva 21/22, quella appena iniziata.

In sostanza, si aggiudica la Serie A chi fa la migliore offerta, che in questo caso è arrivata da Dazn e fin da subito non ha convinto. La domanda era la seguente: Dazn è in grado di offrire un servizio adeguato?

Vedremo solo in seguito come rispondere a questa domanda.

In ogni caso, Sky non ha rilanciato, generando anche un po' di stupore da parte degli esperti ed anche della stessa Lega Serie A, che naturalmente aveva tutto l'interesse affinché si creasse un'asta al rialzo.

Sky molla così facilmente i diritti televisivi per trasmettere la Serie A in esclusiva? Non proprio. In effetti Sky ha tentato col passare del tempo di recuperare, ma la situazione risultava ormai compromessa.

In sostanza, Dazn ha ottenuto l'esclusiva per 7 match su 10 di ogni giornata di campionato, con gli altri 3 condivisi proprio con Sky. 

Quest'ultimo ha provato fino all'ultimo a ribaltare la situazione in diversi modi, ma in particolare puntando ad un "pacchetto highlights", che avrebbe permesso all'emittente britannica di trasmettere almeno le azioni salienti di tutte e dieci le partite.

Sorprendentemente la Lega Serie A ha fatto un passo indietro ed ha preferito non assegnare questo pacchetto, lasciando letteralmente Sky con un pugno di mosche, come si suol dire.

Questa la situazione con cui ci siamo ritrovati all'inizio della Serie A, ma è tutt'altro che finita la "battaglia".

Diritti TV calcio: dove vedere la Serie A?

Passiamo ora al lato pratico, sicuramente d'interesse degli appassionati di calcio nazionale ed internazionale.

Innanzitutto, va considerato che oltre alla Serie A le principali emittenti si sono contese anche gli altri campionati, tra cui il più ambito di tutti è certamente la Premier League, il campionato inglese.

La Premier sarà visibile solo su Sky, insieme alla Ligue 1 che genera curiosità grazie all'approdo al Paris Saint Germain di Lionel Messi.

La serie B, invece, sarà visibile sia su Sky che su Dazn.

Per la Champion's League c'è invece un vero e proprio discorso a parte.

Infatti, i diritti della massima competizione continentale sono di Sky, ma con la solità concessione a Mediaset (per far vedere in chiaro alcuni match) e la cessione dell'esclusiva del big match del mercoledì ad Amazon Prime Video.

Una novità assoluta, che si è già potuta sperimentare con Inter - Real Madrid del 15 settembre.

Attenzione però, perchè anche Infinity+ (di proprietà di Mediaset) ha la possibilità di trasmettere i match di Champion's League, escluso naturalmente il match che Amazon ha in esclusiva.

Insomma, un calcio spezzettato non solo in orari e competizioni, ma anche in abbonamenti. Fare un abbonamento che comprenda tutte le competizioni diventa fondamentalmente impossibile.

L'unico che si avvicina a questa ipotesi, è il pacchetto offerto da TimVision, che ha concluso un accordo molto importante (e discusso) con Dazn.

Grazie a tale accordo si può acquistare un pacchetto con Dazn ed Infinity+ a 29,99 euro al mese, potendo così vedere l'intera serie A e tutta la Champion's esclusa una partita del mercoledì.

Un'offerta interessante, che come vedremo in seguito è stata contestata da Sky con forza.

Diritti TV calcio: i tentativi in extremis di Sky e la SuperLega

Tentativi in extremis di Sky, che probabilmente si è resa conto troppo tardi di non aver puntato sul cavallo vincente.

Tra questi tentativi c'è stato quello di alzare una causa contro TimVision e Dazn, in quanto l'offerta esposta nel precedente paragrafo (quella da 29,99 euro al mese) è incompatibile con gli interessi di entrambe le parti.

Dazn, infatti, offre il proprio servizio allo stesso prezzo, dunque diventa difficile immaginare perché abbia concesso a TimVision di fare la medesima offerta economica con in più Infinity+ (cioè la Champion's League).

A logica, tale mossa di Sky sembra lecita. Nei fatti, però, l'accordo tra Tim e Dazn è risultato al 100% lecito (anche se i dettagli sono privati e non noti).

Un ulteriore fallimento per Sky, ma ora veniamo al perché di tali scelte.

Sky, secondo indiscrezioni, avrebbe semplicemente tralasciato la Serie A per provare a dedicare le forze alla SuperLega, che però nel frattempo è naufragata. Una nuova competizione continentale che sarebbe stata ricchissima, con addirittura 3,5 miliardi da spartire tra gli interessati.

Sky riteneva di non poter perdere questa opportunità, ma nel frattempo la SuperLega è naufragata ed il colosso britannico è rimasto senza praticamente nulla.

Diritti TV calcio: la debolezza di Dazn

Non è tutto finito per Sky, però.

Il servizio offerto da Dazn in queste prime tre giornate di campionato è risultato assolutamente insoddisfacente, con già tanti clienti che si sono lamentati di rallentamenti, blocchi e disservizi in generale.

AGCOM, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, sta vigilando e di certo in futuro potrebbe esprimersi per tutelare i diritti dei consumatori.

Ci si interroga in maniera generale anche sul passaggio al calcio interamente in streaming (Dazn è un servizio in streaming, a differenza di Sky che è satellitare), forse non ancora all'altezza delle aspettative del pubblico.

D'altro canto, però, anche Amazon opera in streaming e sta avendo molti meno problemi rispetto a Dazn ed Infinity+, quindi forse il problema sta proprio nella qualità che queste emittenti sono in grado di garantire.

Diritti TV calcio: Dazn cede a Sky Business

Ecco che allora arriva la prima vittoria di Sky, che ottiene almeno le partite per gli utenti Business.

Chi infatti sottoscrive un abbonamento con Sky per trasmettere in esercizi pubblici come bar, ristoranti, pub e simili potrà trasmettere le partite in via satellitare, anziché dover usare il deficitario servizio offerto da Dazn.

Una piccola battaglia vinta da Sky che potrà così ottenere di nuovo gli introiti di tutte le attività che hanno sempre avuto abbonamento a Sky per trasmettere la Serie A ed anche la Champion's.

Naturalmente, l'obiettivo è quello di approfittare di eventuali disservizi di Dazn per ottenere di nuovo la possibilità di trasmettere le partite anche per i privati, nonostante ad ora non ci siano ancora le condizioni perché ciò avvenga.

Diritti TV calcio: AGCOM osserva

Insomma, Sky osserva ed aspetta il momento in cui tornare protagonista.

AGCOM fa altrettanto, perchè la tutela dei consumatori è molto importante ed il servizio offerto da qualsiasi emittente deve essere all'altezza di quanto dichiarato e del prezzo richiesto in abbonamento.

In generale, potremmo dire che Dazn è l'osservato speciale, con anche Infinity+ che al momento non naviga in buone acque.

Ad approfittarne potrebbe essere proprio Sky, ma anche la stessa Amazon, che ha dimostrato di saper offrire un servizio di gran lunga migliore.

Viene da porsi la domanda se Dazn abbia fatto "il passo più lungo della gamba", come si dice in questi casi, ma non è possibile dare subito una risposta.

In generale la rabbia dei tifosi sta crescendo, perchè in questa continua discussione a farne le spese sono stati proprio gli spettatori, costretti ad orientarsi in un mare di abbonamenti e con la beffa di un servizio che non è all'altezza delle aspettative.

Vedremo cosa accadrà, ma non è da escludere che il progetto SuperLega torni ad essere una variabile decisiva.

Le tre squadre fondatrici (Real Madrid, Barcellona e Juventus) non hanno ancora abbandonato e a quanto pare il progetto è a tutti gli effetti lecito.

Dovesse tornare in auge, questa volta magari per più di 48 ore, cosa faranno le emittenti?

Chi abbandonerà per prima la corsa alla Serie A per raggiungere la presunta Coppa più ricca?

Vedremo, ma l'unica cosa certa è che nel frattempo è doveroso trovare una soluzione efficace nell'interesse dei tifosi e degli appassionati, sempre più presi in giro dagli interessi economici delle altre parti e mai veramente tutelati fino in fondo.