Dal 15 ottobre in Italia non ci si potrà recare sul luogo di lavoro se non si possiede un Green Pass valido. L’Italia è il primo Paese in Europa ad aver fatto una scelta simile. Dunque, tra meno di un mese, chiunque si dovrà recare sul posto di lavoro dovrà essere vaccinato, oppure dovrà sottoporsi al tampone ogni 48 ore.

Nonostante i duri scontri con i leader sindacali, il Presidente del Consiglio dei ministri ha preso la sua decisione, proseguendo in questa direzione. 

Il Green Pass dovrà essere utilizzato da tutti, sia che essi siano dipendenti pubblici, sia che siano dipendenti privati. Sono esclusi dal nuovo provvedimento i pensionati, i disoccupati e i/le casalinghi/e; insomma, tutti coloro che non dovranno recarsi direttamente sul posto di lavoro.

Ecco, nel frattempo, un video del Sole 24 Ore a riguardo:

Green Pass obbligatorio sul luogo di lavoro, Draghi tira dritto 

Il Green Pass, prima, era obbligatorio solamente per partecipare alle fiere, per entrare nelle sagre o per consumare la cena o il pranzo all’interno dei ristoranti e per entrare nelle palestre, nei teatri e nei musei.

Dall’11 settembre questa certificazione verde che attesta la guarigione, l’avvenuta vaccinazione o un esito negativo dopo essersi sottoposti ad un tampone, valido però 48 ore, è stata resa obbligatoria anche per il personale scolastico e universitario, oltre che per gli studenti.

“Dall’11 settembre e fino al 31 dicembre, è necessario il green pass anche per chiunque accede alle strutture scolastiche, educative e formative e alle università. L’obbligo non riguarda bambini, alunni e studenti dei sistemi regionali di formazione. “

Ora, la decisione dell’ex Presidente della Banca Centrale Europea è stata presa proprio per avere un notevole incremento delle vaccinazioni prima che bussi alle porte la stagione fredda e, con essa, una possibile risalita della curva dei contagi.

Ricordiamo, infatti, che lo scorso 2020 la pandemia di Coronavirus aveva fatto respirare il nostro Paese solo nei mesi estivi, da maggio a settembre, arrivando ad avere un’impennata dei contagi da ottobre a febbraio, arrivando a toccare 40.902 casi di Coronavirus il 13 novembre

Pertanto, l’obiettivo del nostro Premier è raggiungere in tre, massimo quattro settimane, un grande numero di persone immunizzate che possa permettere all’Italia di restare in una zona definita “di sicurezza”, dunque di non aver paura di una possibile ricaduta, come l’anno scorso. 

In tutto questo, il capo del Consiglio dei ministri tira dritto, come un treno, e afferma di non avere paura di fare anche più di ciò che serve. Del resto, la seconda parte del 2020 ce la ricordiamo molto bene: attività chiuse, posti di blocco, ospedali al collasso e ambulanze che sfrecciano a sirene spiegate.   

I numeri delle vaccinazioni, l’obbligo Green Pass serve 

Occorre, dunque, alzare i dati del Commissario Figliuolo di circa 5 milioni di soggetti. La volontà del Premier è di arrivare ad un totale di 44 milioni di italiani vaccinati, su un totale di 54 vaccinabili. Per ora, i soggetti che hanno già ricevuto la doppia dose sono circa 39 milioni.

Insomma, estendendo l’obbligo del Green Pass si vuole scongiurare uno scenario simile allo scorso anno. In questi mesi, inoltre, l’esecutivo continuerà a tenere monitorata la curva del Covid. Se questa, col presentarsi dell’inverno, dovesse avere un peggioramento l’esecutivo ha già pronta la soluzione: il vaccino verrà reso obbligatorio per tutti i cittadini italiani

Occorre raggiungere il prima possibile, per tornare alla normalità, l’immunità di gregge. Per quel che riguarda la decisione dell’estensione della carta verde a tutti i lavoratori, il Professor Draghi commenta:

“Abbiamo deciso di estendere il green pass perché è uno strumento che funziona, accettato dalle persone e monitorato”

In questi giorni, inoltre, sono arrivati i complimenti, per la gestione della pandemia del nostro Governo Draghi, persino da oltre oceano. Il celebre immunologo statunitense Anthony Fauci, infatti, ha esplicitato che l’Italia sta gestendo al meglio la pandemia, affermando:

“L’Italia sta andando bene, meglio degli USA, ora è diventata un esempio per il mondo”

Parole forti per l’Italia dal famoso immunologo statunitense e consigliere medico capo del Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Del resto, nello Stivale, la percentuale di over 12 anni completamente vaccinate è sopra il 75%, differentemente dagli US che si fermano al 54%.

Le decisioni del Governo Draghi: tutti a favore del Green Pass! O quasi

Ieri alle 16 si è tenuto il Consiglio dei ministri per dare l’ok al nuovo decreto sull’obbligo di presentare il Green Pass sui luoghi di lavoro. La decisione non è stata affatto semplice, prima di arrivare all’obbligo della carta verde, infatti, sono passate settimane intere di trattative con le forze sociali, con i vari partiti e con le imprese

I sindacati hanno preteso, e hanno poi ottenuto, che la Carta Green non dovrà essere un modo attraverso cui licenziare le persone. Dall’altro lato, poi, il leader della Lega si è schierato fin da subito contro il Green Pass obbligatorio, rimanendo, però, isolato contro tutti. 

Il decreto riporterà che i lavoratori che non possiedono il Green Pass potranno essere sanzionati, anche molto severamente, ma che questi non verranno licenziati. 

Resta, però, aperto lo scontro sui tamponi. I segretari generali di Cgil Maurizio Landini, di Uil Pieraolo Bombardieri e il segretario confederale di Cisl Angelo Colombini, infatti, hanno richiesto al Governo che i tamponi siano a carico dello Stato fino alla fine dell’anno.

La risposta del Premier draghi è stata chiara e netta: i tamponi non saranno a carico dello Stato perché se così fosse si ridurrebbe la propensione dei cittadini italiani a vaccinarsi. Dopo la risposta il segretario generale di Cgil ha alzato la voce. 

Landini, infatti, ha richiesto un esteso obbligo vaccinale, senza che sia scaricato tutto il carico sul mondo del lavoro. Inoltre, Landini ha continuato per la sua strada, secondo cui dovrebbe essere lo Stato a fornire i tamponi.

Anche in questo caso, Mario Draghi ha detto no. Secondo il banchiere:

“gli oneri dei tamponi saranno a carico di chi non vuole vaccinarsi, non certo della collettività.” 

È arrivato, poi, l’appoggio al Presidente del Consiglio dei ministri da parte del Ministro della Salute Roberto Speranza, spiegando ai vertici che l’incentivo a correre verso l’immunità serve adesso, poiché a dicembre, poi, sarà troppo tardi. 

Nonostante non vi sarà una gratuità per i tamponi, verranno incoraggiate le farmacie ad abbassare i prezzi dei test, per tutte quelle farmacie che non hanno abbassato già il prezzo.

Dall’altro lato, poi, Renato Brunetta, il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione della Repubblica Italiana, ha proposto di far sciogliere l’impasse direttamente ai datori di lavoro e ai lavoratori. 

Come funzionerà il Green Pass dal 15 ottobre

Le modalità con cui verrà richiesto il Green Pass saranno identiche a quelle già in vigore. La procedura riservata ai dipendenti del settore pubblico e del settore privato risulterà la medesima del settore scolastico.

Prima di entrare nel luogo di lavoro, i dipendenti dovranno mostrare la loro certificazione green ad un responsabile, scelto dai vertici dell’azienda, tra un capo ufficio e un capo reparto. I controlli all’entrata del posto di lavoro serviranno a confermare che l’identità del lavoratore corrisponda a quella della certificazione.

Qualora vi fossero casi di contraffazione scatterà una denuncia e potrà essere richiesto anche l’intervento in loco delle forze dell’ordine. Le sanzioni non cambiano, quelle per il settore pubblico sono le medesime di quelle previste per il personale scolastico.

In poche parole, chi all'ingresso dell'azienda ho del proprio posto di lavoro non avrà con sé il Green Pass non potrai entrarvici e, inoltre, verrà considerato un vero e proprio assente non giustificato. La violazione dell'obbligo di avere con sé la certificazione viene punita con una sanzione che va dai 400 € ai 1.000 €, che può essere incrementata ulteriormente in caso di contraffazione del certificato.

In quest'ultimo caso potrà scattare, come precedentemente detto, anche l'intervento delle forze dell'ordine, oltre che una denuncia.

Qualora il dipendente si presentasse per 5 giorni senza la certificazione verde covid e, dunque, risultasse per 5 giorni di fila come un assente ingiustificato, il rapporto di lavoro subirà una sospensione e non verranno corrisposti la retribuzione e gli altri compensi o emolumenti.

Il lavoratore potrà ritornare sul posto di lavoro unicamente in possesso della certificazione verde. Infine, La sospensione del rapporto lavorativo non si qualifica come una sanzione di tipo disciplinare.

Nonostante tutto i sindacati continuano a tenere ferme le loro posizioni: tamponi gratuiti fino al 31 dicembre 2021 per tutti i lavoratori che si rifiutano di effettuare il vaccino. Ma anche il governo rimane fermo, certo sta decidendo un’ulteriore riduzione del prezzo per i tamponi, rispetto a quanto era stato deciso dopo l'imposizione del green pass per il personale scolastico, ma niente gratuità.

La gratuità del tampone resterà per le persone considerate fragili e per tutti coloro che, ma questo è ancora da decidere, saranno in attesa del vaccino, ma sarà entrato già in vigore l'obbligo di esibire green pass. Dunque, per queste persone si tratterà solo di una misura temporanea, di qualche giorno.

Non si escludono eventuali accordi tra le aziende e i lavoratori, proprio come aveva precedentemente dichiarato il ministro Brunetta.

Nel frattempo, il segretario della Cgil, Maurizio Landini, alla fine dell'incontro con il premier Mario Draghi, ha ribadito:

Siccome è reso obbligatorio per tutti i luoghi di lavoro, pubblici e privati, e siccome per avere il green pass si prevede anche il tampone, noi abbiamo ribadito che le persone non devono pagare per andare a lavorare. Perché qui stiamo parlando del green pass per lavorare non per andare al ristorante o andare al cinema o allo stadio.