Il nuovo Governo Draghi ha elaborato da poco più di un mese il Decreto-legge Sostegni, contenente numerose misure in aiuto alle famiglie, e già guarda avanti. Si sta pensando, infatti, già al Decreto-Sostegni bis che conterrà ulteriori aiuti per le famiglie in difficoltà. Tra le nuove misure troviamo un Bonus 800€ al mese per genitori separati. 

Draghi, il Decreto Sostegni-bis

Prima di introdurre il Bonus da 800€ è giusto fare un passo indietro. 

Lo scorso marzo è stato pubblicato il primo Decreto sotto il nuovo esecutivo capeggiato dal professor Mario Draghi. All’interno del decreto erano stati predisposti numerosi aiuti per i lavoratori, messi in ginocchio dalla crisi portata dalla pandemia di Coronavirus e dalle successive chiusure. 

Tra questi ricordiamo i bonus da 2.400€ per i lavoratori del turismo e dello spettacolo, i 3.600€ per gli sportivi, l’estensione del Reddito di Emergenza anche agli ex percettori della NASpI e della DIsColl e l’accesso facilitato alla NASpI, eliminando il vincolo delle trenta giornate di lavoro effettivo.

Nel nuovo Decreto Sostegni Bis, per cui la squadra capeggiata da Draghi sta lavorando assiduamente, troveremo nuovi aiuti, più improntati sulle famiglie in difficoltà e in sostegno alla genitorialità, dando soprattutto risalto all’occupazione femminile e troveremo anche un sostegno per i genitori separati: il Bonus 800€.

Bonus 800€ cos’è 

Come abbiamo precedentemente affermato, con il nuovo decreto targato Draghi arriveranno nuovi aiuti per le famiglie in difficoltà. Tra le decisioni prese per aiutare la genitorialità, v’è anche quella di aiutare i genitori separati o divorziati che si trovino in una condizione di crisi a causa della pandemia da coronavirus.

Esattamente, tra le notizie che ci arrivano in questi giorni c’è proprio la volontà del nuovo esecutivo di creare un fondo ad hoc per sostenere quelle famiglie che sono incorse in una separazione o in un divorzio in crisi. Stiamo parlando proprio del Bonus 800€.

In questo modo, con il bonus 800€ al mese, l’esecutivo Draghi ha voluto garantire, per tali famiglie, l’assegno di mantenimento. Questo strumento di aiuto economico è, infatti, stato inserito nel decreto-legge sostegni-bis e approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato.

In questa modifica del decreto-legge è prevista l’istituzione di un Fondo da 10 milioni per tutto il 2021. In questo modo verrà garantita l’erogazione di parte dell’assegno o della totalità dello stesso, fino ad un massimo di 800€ al mese. 

Per ora, del Bonus 800 € al mese non sappiamo molto di più, poiché dovrà essere un decreto del presidente del Consiglio, di concerto con il ministro dell’Economia, a darci la definizione dei criteri e delle modalità di erogazione dei contributi alle famiglie.

Bonus 800€ il perché

Questo Bonus che potrà arrivare fino a 800€ è un sussidio molto importante per coloro che sono stati maggiormente colpiti dalla Crisi economica portata con la pandemia di Coronavirus. Per alcuni genitori, infatti, è sorto il problema di corrispondere in maniera puntuale l’assegno di mantenimento dopo una separazione o un divorzio. 

Proprio per questo motivo in molti si sono rivolti ad un giudice per ottenere la riduzione degli obblighi e, in molti casi, il Tribunale ha effettivamente valutato la fondatezza dei motivi e, conseguentemente, ha ridotto l’onere. 

Con questo nuovo fondo di 10 milioni di euro, istituito dal Governo Draghi, si vuole dare la possibilità alle famiglie colpite dalla crisi, di continuare a contribuire alle spese per i propri piccoli senza attuare drastici tagli ai versamenti.

Non resta che attendere il nuovo decreto sostegni-bis e scoprire i criteri e modalità per l’erogazione del bonus.

Gli altri aiuti alle famiglie nel Decreto Sostegni Bis

Non sarà solo presente la nuova misura del Bonus 800€ al mese nel nuovo Decreto Sostegni Bis, che la squadra dell’ex capo della BCE, la Banca centrale Europea, sta elaborando. Troviamo le numerose novità anche per gli aiuti alla genitorialità: la partenza dell’Assegno Unico e Universale e la creazione di nuovi asili.

Qualche giorno dopo la pubblicazione del Decreto Sostegni, è stato approvato in Senato, con 227 sì, 4 astenuti e nessun voto contrario, il nuovo Assegno Unico e Universale, pubblicato successivamente in Gazzetta Ufficiale (n. 82 del 6 aprile) con la legge 46 del 2021. 

La misura è stata fortemente voluta dalla Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti. Si tratta di un sostegno che verrà corrisposto mensilmente alle famiglie con figli e, dopo la maggiore età, ai figli stessi.

Tale sussidio mensile potrà raggiungere un valore massimo di € 250.00 e potranno essere previste maggiorazioni dell’assegno qualora, all’interno della famiglia, siano presenti più figli o figli con disabilità.

Assegno Unico e Universale, la ripartizione

INPS, l’istituto nazionale per la previdenza sociale, corrisponderà l’Assegno Unico e Universale alle famiglie Italiane, tenendo conto dell’Indicatore della situazione economica equivalente: l’ISEE. Nessuna famiglia verrà esclusa e tutti percepiranno l’assegno unico, ma, va da sé, che con reddito elevato la somma dell’assegno diminuirà.

Per ora, i consulenti del lavoro che hanno fatto delle stime sulla ripartizione del sostegno, considerano un importo dell'assegno pari a 1.930 € l'anno, ossia 161 € al mese, per ogni figlio minorenne. La cifra sarà poi di 1.158 € all'anno, cioè 97 € al mese, per ogni figlio maggiorenne. Queste cifre, si avranno con un indicatore della situazione economica equivalente, l’ISEE, pari a 30.000 €, oltre le maggiorazioni. 

Dai 30.000 € ai 52.000 € il valore dell'assegno diminuirà in modo non uniforme, cercando sempre di tutelare le famiglie che presentano un ISEE più basso. Infine, superata la soglia dei 52.000 € di ISEE, l'assegno unico universale verrà corrisposto per una cifra costante di 800 € all'anno, ossia 67 € al mese, per il figlio minorenne e scenderà a 480 € l'anno, 40 € al mese, per ogni figlio maggiorenne. 

Il sussidio erogato alle famiglie dell’assegno unico universale avrà una maggiorazione, secondo un’aliquota che potrà andare dal 30% fino ad un massimo del 50%, per ogni figlio con disabilità. La maggiorazione vale sia per i figli minorenni, che per i figli maggiorenni fino ai 21 anni, con importo della maggiorazione graduato secondo le classificazioni della condizione di disabilità.

Non solo bonus 800€ ma anche nuovi Asili Nido

Non solo bonus 800€ per sostenere i genitori che sono incorsi in divorzi o separazioni, tra gli obiettivi che si è posto il Governo Draghi, c’è la costruzione di nuovi asili nido. Lo scorso 30 aprile, infatti, andava presentato il PNRR, il piano nazionale di ripresa e resilienza

Tra gli obiettivi posti nel PNRR c’è la costruzione di nuovi Asili Nido e scuole dell’infanzia. Infatti, il Governo, capeggiato dall’ex presidente della banca Centrale Europea, Mario Draghi, si è posto come obiettivo la costruzione di 230.00 nuovi posti.

Per la Ministra Bonetti, questo sblocco conta molto, soprattutto in materia di occupazione femminile, poiché consentirebbe alle madri di lasciare i propri figli in strutture idonee e a continuare a dedicarsi alla propria attività lavorativa, molto spesso sacrificata dopo il parto. Ci potrà essere più libertà, dunque, per poter continuare a svolgere la propria occupazione e per dedicarsi alla famiglia.

Asili Nido, le parole della ministra Bonetti

In una recente intervista, la ministra Bonetti ha asserito:

“L'impegno è confermato! Sono 4.6 miliardi e altri circa 500 milioni sono già stati stanziati. L'Italia sta già lavorando su un pacchetto di 5 miliardi per la costruzione di nuovi asili nido, la riqualificazione di ambienti, quindi di fatto, la creazione di nuovi posti. È un impegno importante arrivare quella stima di 230.000 posti.”

L'obiettivo che l’Esecutivo Draghi ha a cuore è quello di garantire l’accesso all’educazione a tutti i bambini e le bambine. Quello che si sta attuando sotto questo governo è uno sforzo straordinario che, secondo la Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, mai era stato fatto nel nostro Paese. Anche questo obiettivo è contenuto, come l’Assegno Unico e Universale, all’interno del più ampio Family Act.