Da pochi giorni, in tutta Europa, è attiva sui principali store digitali l’app Erasmus plus con cui poter scegliere e prenotare, in accordo con il proprio piano di studi e facoltà, la destinazione gradita per trascorrere all’estero il periodo più bello degli anni universitari: quello dell’Erasmus.

App Erasmus plus: l’Europa guarda al futuro

La commissione, organo esecutivo dell’Unione Europea, ha rilasciato nella giornata di ieri una nuova versione relativa all’ applicazione Erasmus + (Erasmus plus) che promette di rendere più scorrevole ed agevole l’accesso al programma Erasmus da parte degli studenti universitari dei Paesi membri.

La nuova release o versione è disponibile sia per i sistemi iOS che Android.

L’intento non è soltanto quello di sburocratizzare e, dunque, rendere più veloce ed agevole l’esperienza all’estero dei ragazzi che studiano, ma di svincolare dalla carta e rendere più user friendly le domande di viaggio che ogni anno vengono presentate.

Un viaggio che, per milioni di studenti, rappresenta un passaggio quasi obbligato nel percorso di crescita personale che li porterà ad affrontare nuove situazioni e a familiarizzare con persone di altri Paesi, secondo lo spirito di condivisione e crescita che è il volano del progetto Erasmus sin dalla sua nascita, ovvero sin dal 1987.

L'app rinnovata di recente s’inserisce all’interno di un quadro di riforme più ampio, che comprende altresì un altro importante tassello per lo sviluppo del diritto allo studio: nasce infatti la carta europea dello studente

Carta dello studente: un compendio per lo studente

La carta europea dello studente, ovviamente in formato digitale, è un’iniziativa che L’unione Europea, per il tramite della Commissione, ha intrapreso e che vuole rendere più agevole l’esperienza dei ragazzi all’estero mediante l’indicazione di alcune regole di comportamento che gli studenti devono seguire pedissequamente.

In pratica è un decalogo in cui sono presenti delle regole da rispettare, un elenco di diritti e doveri, durante il percorso formativo all’estero, che sia un percorso di studi o un tirocinio professionale.

In particolare, vi è il riferimento al diritto alla gratuità dei corsi che gli studenti possono seguire all’estero e il riconoscimento effettivo del piano di studi seguito all’estero o del tirocinio svolto.

Tra i doveri che vengono imposti allo studente che aderisce al programma Erasmus c’è il rispetto degli accordi che la propria Università o Istituto, prevedono nel cosiddetto Accordo per la Mobilità di Studio o Traineeship, e sono spiegati in maniera semplice e dettagliata a questo link da cui si accede ad un file in pdf.

Le tre fasi del percorso Erasmus plus

Prima di iniziare il percorso che porterà lo studente ad interfacciarsi  con una realtà accademica straniera, vi sono degli step da seguire e che attengono ad una fase preliminare che è antecedente l’inizio del percorso Erasmus.

La prima fase è quella di orientamento e serve allo studente per capire quali saranno i parametri utilizzati per l’assegnazione dei voti ma ancor prima servirà per conoscere meglio l’Istituto universitari odi destinazione.

La seconda fase ha riguardo al periodo di svolgimento del progetto Erasmus quando lo studente è già inserito nel contesto accademico prescelto all’estero.

Si fa riferimento in questo caso all’esenzione dal pagamento delle tasse universitarie, coperte dalla Borsa di Studio, alla necessità di creare una rete conoscitiva con gli altri studenti in maniera tale da essere coinvolti sempre di più nelle attività dell’Istituto.

La terza e ultima fase fa riferimento al diritto di veder riconosciuto il proprio percorso di studi accademico all’estero.

A tal proposito l’Istituto estero ospitante rilascia un documento, il Traineeship Certificate, che attesta il piano di studi seguito con le attività svolte e gli esami sostenuti ai fini del riconoscimento presso l’Università di provenienza.

App Erasmus + vista da vicino

L’app, per dirla tutta, è stata lanciata per la prima volta nel 2017, quattro anni orsono, ma da quest’anno è stata implementata con nuove funzionalità per renderla ancora più agevola e smart per gli studenti intenzionati ad intraprendere un viaggi odi studi all’estero.

Come ribadito da più parti non si tratta di un aggiornamento ma di un ulteriore step verso quella digitalizzazione del percorso Erasmus che s’inserisce nel piano di sviluppo che entro il 2025 dovrebbe portare alla piena operatività di uno Spazio Europeo dell’Istruzione.

Al momento l’App consente di scegliere l’Università di destinazione sfogliando tra quelle che collaborano in maniera sinergica con il proprio istituto universitario di appartenenza, ma non solo in quanto sono presenti per la mobilità offerte agli studenti, offerte di eventi e programmi culturali cui poter aderire.

Progetto Erasmus: i requisiti per partecipare

Una volta chiarito almeno a grandi linee quali sono le opportunità fornite dall’applicazione, l’attenzione è rivolta ai requisiti per poter accedere al programma di studi all’estero.

Va ricordato che nel marzo 2021, il programma Erasmus è stato prorogato fino al 2027 grazie anche ai maggiori finanziamenti ricevuti dall’Unione Europea, rispetto al recente passato.

Il primo dei requisiti necessari, come è ovvio che sia, è frequentare un corso di laurea triennale o magistrale oppure un dottorato di ricerca.

Inoltre, bisogna aver completato il primo anno del corso di studi di riferimento, essere cittadini dell’Unione Europea ed avere un background linguistico (conoscenza di una lingua straniera, preferibilmente l'inglese) adeguato e certificato dai centri linguistici d’ateneo.

Ulteriori requisiti: voto e reddito

Essendo il programma Erasmus, come è facilmente ipotizzabile, molto ambito dagli studenti, vi sono ulteriori requisiti che devono essere soddisfatti.

Questo perché i posti garantiti sono in numero notevolmente inferiore rispetto alle domande di partecipazione che vengono presentate ogni anno e dunque la selezione all’ingresso è davvero spietata, per dirla in parole povere.

Pertanto, oltre i prerequisiti di cui si è parlato in precedenza, vi sono ulteriori elementi di cui tener conto.

Primo fra tutti la media voto degli esami che deve essere alta, molto alta, per garantirsi una posizione in graduatoria sufficiente a poter accedere al percorso di studi all’estero.

Inoltre, viene preso in considerazione un ulteriore parametro che è quello legato al reddito.

In base alla dichiarazione ISEE che viene presentata annualmente, viene stilata una graduatoria che consentirà, a parità di merito tra i più bravi e con la media voto più alta, di poter accedere al programma Erasmus allo studente con il reddito familiare più basso.

Modulo ISEE: a cosa serve

Il modulo Isee serve a mettere nero su bianco la situazione patrimoniale del proprio nucleo familiare.

Il modulo è pensato per quei soggetti che vogliono accedere a prestazione sociali agevolate, tra cui appunto rientra la possibilità di ottenere il pass per accedere al programma di studi all’estero, finanziato totalmente o in larga parte da una Borsa di Studi accordata dall’Istituto di provenienza.

In pratica le voci del modulo ISEE sono composte da parametri quali il numero dei componenti il nucleo familiare e alcuni coefficienti prestabiliti che servono a calcolare il coefficiente di reddito annuo che servirà da requisito per poter accedere, o meno, a determinati prestazioni sociali, anche di natura assistenziale.

Lo scopo dell’app Erasmus plus

Come già detto in precedenza l’intento principale di questa app che, lo si ricorda, è attiva sin dal 2017, è di abbandonare il flusso cartaceo che da sempre aveva rappresentato il primo vero banco di prova per gli studenti intenzionati ad accedere al percorso formativo all’estero.

Ore estenuanti passate in fila presso le rispettive segreterie di ateneo per richiedere i moduli di adesione e ore per poter presentare le domande di partecipazione con la speranza di non aver tralasciato nulla e di aver rispettato tutte le tempistiche imposte.

Ebbene, questa rimarrà soltanto un’esperienza che milioni di studenti hanno fatto ma che è destinata a rimanere un lontano ricordo per quanti si accingono ad intraprendere questo meraviglioso viaggio.

Emblematiche sul punto le parole della vicepresidente della Commissione, che ha ribadito l’importanza epocale di questa applicazione con cui gli studenti potranno dotarsi di una carta in formato digitale (la carta europea dello studente) che li libererà dal peso delle scartoffie e renderà più snello il percorso di avvicinamento a questa nuova esperienza, rendendola di fatto meno burocratizzata.

Erasmus: un progetto che spicca il volo

Come già stato ampiamente documentato in un precedente articolo di cui si consiglia la lettura, il progetto Erasmus è pronto a spiccare il volo se, come sembra, saranno destinati al progetto stesso il doppio dei fondi fino per gli anni dal 2021 al 2027.

Si tratta di circa 28 miliardi di euro messi sul piatto dall’Unione Europea a seguito della deliberazione del Parlamento che ha votato in merito alla concessione dei fondi.

Si pensi che l’ultima tranche di fondi fino al 2020 era di circa 14 miliardi.

Ebbene nelle intenzioni dell’organismo Europeo c’è la volontà di estendere l’applicabilità del percorso anche a coloro che versano in condizioni più disagiate o sono portatori di disabilità.

Un aiuto concreto per gli studenti in difficoltà

Con il nuovo progetto Erasmus, l’Unione Europea tende ad ampliare, di fatto, il concetto di mobilità e circolazione dei cittadini all’interno dello spazio europeo che rappresenta uno dei principi capisaldi dell’Unione medesima.

Per questa tipologia di soggetti (studenti che versano in condizioni economiche assai disagiate o che soffrono di disabilità anche gravi) è stato previsto un maggiore sforzo in termini di sovvenzioni economiche.

In particolare, viene dato ancor più risalto al concetto di inclusione, soprattutto dei più deboli, che rappresenta un punto centrale nella nuova tipologia di Erasmus appena approvata.