Dal 15 dicembre sarà esteso ad altre categorie di lavoratori l’obbligo di sottoporsi al vaccino contro il covid, per continuare a svolgere la propria attività.  Parallelamente è arrivato, ad inizio settimana anche il super green pass, che ha di fatto limitato molto la possibilità di svago e di movimento per chi sia restio a farsi iniettare il farmaco.

In una condizione dove di fatto il vaccino è diventato, se non un obbligo, quantomeno una necessità per evitare le spese legate alla necessità di sottoporsi a tamponi ogni pochi giorni, le reazioni sono state sostanzialmente due: da un lato c’è chi ha deciso di arrendersi e farsi immunizzare. Dall’altro c’è chi tenta la strada dell’esenzione.

Strada quest’ultima, che al di là dei casi di tentativi di truffe, o di compravendite di documenti falsi è possibile in tutte le ipotesi comprovate di controindicazione al vaccino.

Per evitare di essere vittime di personaggi disonesti, vale la pena però ricordare che solo i medici vaccinatori possono rilasciare un certificato di questo genere, che deve essere redatto secondo regole precise e che si tratta di qualcosa di gratuito. Sicuramente chi ci chiedesse soldi starebbe facendo qualcosa di illegale.

Vaccino covid: per chi è obbligatorio

Già da mesi sappiamo che il vaccino anti-Covid è diventato un obbligo, pena la sospensione dal lavoro per i sanitari che lavorano negli ospedali e per chi lavora nelle residenze per anziani. Per questi lavoratori l’onere è stato confermato con l’aggiunta di quello di sottoporsi anche alla dose booster: la cosiddetta terza dose.

Dal 15 dicembre lo stesso obbligo sarà esteso anche al personale della scuola, sia per gli insegnanti che per il personale amministrativo. Obbligo inoltre per il personale amministrativo della sanità, per i militari le forze di polizia e per chi si occupi di soccorso pubblico

Rimane poi l’obbligo, mascherato da incentivo a vaccinarsi, che è stato introdotto con il super green pass, che dal 6 dicembre impone delle limitazioni a chi sia dotato di una certificazione verde ottenuta grazie a un tampone negativo. Come noto chi non si sia vaccinato o non sia guarito dalla malattia potrà continuare a lavorare, ma non potrà più accedere a bar e ristoranti al chiuso, a spettacoli e eventi sportivi, discoteche e cerimonie pubbliche.

Quanto sopra vale nel caso ci si trovi in zona bianca o gialla. Se la situazione dovesse peggiorare e portare la località in zona arancione ai non vaccinati saranno precluse anche le palestre, le sagre, i congressi e i convegni.

Chi ha diritto all’esenzione dal vaccino

Il ministero della salute con una circolare del 4 agosto del 2021

può essere rilasciata in tutti i casi in cui il vaccino non venga inoculato, oppure la sua somministrazione sia differita a causa della presenza di una condizione clinica che sia documentata, e che sconsigli in modo permanente o temporaneo di sottoporsi al trattamento preventivo contro il covid 19.

L’unica condizione richiesta quindi è essere affetto da una patologia che sia stata riconosciuta in modo ufficiale e che risulti da documenti di tipo sanitario. Deve poi trattarsi di qualcosa, che anche solo temporaneamente se abbinato a questo tipo di vaccino sia pericoloso per la salute.

La circolare del ministero contiene una tabella con una serie di controindicazioni specifiche relative ai singoli vaccini, che dovranno essere valutate dal medico. Tra i casi più diffusi viene indicata l’ipotesi di reazione allergica grave dopo la prima dose, che però non esclude, ma richiede solo cautela per la successiva dose. 

Per quanto riguarda le donne in gravidanza, invece si lascia la valutazione al medico con la possibilità di sospendere fino al parto la somministrazione. Nessuna controindicazione invece per il periodo dell’allattamento.

A chi chiedere l’esenzione dal vaccino

La circolare elenca i medici che sono in modo esclusivo autorizzati a rilasciare il certificato di esenzione per il vaccino. Si tratta dei medici vaccinatori sia che si tratti di quelli impegnati nei entri di vaccinazione regionali o nazionali, sia dei medici di medicina generale o dei pediatri di libera scelta, ma solo se abbiano aderito e siano attivamente impegnati nella campagna vaccinale contro il covid 19.

Nessun altro medico, anche se si tratti di uno specialista in quel settore, sia che lo faccia in modo gratuito o a pagamento può rilasciare certificati che siano validi ai fini dell’esenzione.

Potranno rilasciare ai propri pazienti pareri, o documenti che sconsiglino l’assunzione del vaccino, ma non potranno mai sostituirsi all’esenzione ufficiale rilasciabile solo dai medici autorizzati dal ministero.

Leggiamo sul sito della regione Friuli Venezia Giulia che

per avere l’esenzione, e per chi non fa capo a un medico di medicina generale che si anche vaccinatore, è necessario prenotare secondo i canali previsti da ogni regione la prima dose del vaccino.

In quella sede sarà possibile se ci si trovi nelle condizioni previste per legge avere il certificato. Il medico valuterà la documentazione che gli viene presentata e se non ci sono questioni particolarmente complesse prende una decisione immediata.

Nel caso invece la situazione fosse dubbia e avesse bisogno di verifiche più approfondite la pratica sarà trasmessa a un gruppo di esperti istituito a livello regionale.

Quanto dura l’esenzione per il vaccino

Tutte le esenzioni di tipo cartaceo che sono state emesse, dai medici indicati per legge saranno valide, salvo ulteriori proroghe fino al 31 dicembre del 2021. Il termine che prima era fissato nel 30 novembre è stato spostato di un mese con una circolare del 25 novembre. Chi prima di quella data aveva già ricevuto il certificato non ne dovrà chiedere uno nuovo, perché la proroga varrà in modo automatico.

Dal primo gennaio del 2022 dovrebbe essere disponibile una certificazione digitale, dotata di Qr code, che sostituirà tutte quelle cartacee. Per chi sia dotato di una esenzione permanente si tratterà a quel punto, non di ripresentarsi nuovamente davanti al medico, ma solo di scaricare il nuovo modello.

Questo vale però solo per tutti i casi in cui il paziente sia affetto da una malattia cronica o duratura, che non fa ritenere che le controindicazioni per il vaccino possano venire meno.

Chi invece sia affetto da malattie che presumibilmente scompariranno o miglioreranno riceverà un certificato di esenzione con una scadenza. Dopo quel termine sarà nuovamente valutato, ricevendo se ne ricorrono le condizioni una proroga dell’esenzione.

Come è fatto un certificato di esenzione per il vaccino

Come detto, fino al 31 dicembre potranno essere rilasciati solo certificati in forma cartacea, che saranno del tutto gratuiti. Si tratta di un modulo già predisposto e quindi se ci si è rivolti a uno dei medici autorizzati, non dovrebbe esserci il rischio che non sia valido. Per sicurezza però meglio verificare che contenga tutti id dati previsti per legge.

La circolare del Ministero della salute fa un elenco delle informazioni contenute nel documento: innanzitutto i dati identificati dell’interessato, cioè nome, cognome e data di nascita. Di seguito ci dovrà essere la dicitura soggetto esente alla vaccinazione anti SARS-CoV-2. Certificazione valida per consentire l’accesso ai servizi e attività di cui al comma 1, art. 3 del DECRETO-LEGGE 23 luglio 2021, n 105.

Dovrà essere sempre indicata anche la data di scadenza, che in caso di certificato permanete sarà il 31 dicembre del 2021, i dati relativi all’azienda sanitaria, il timbro e la firma, anche digitale del medico vaccinatore. Importante infine che non manchino il numero di iscrizione all’ordine e il codice fiscale del sanitario.

Non dovranno, invece, mai essere indicate le motivazioni sanitarie per cui l’esenzione è stata rilasciata. Si tratta di una ragione legata alla necessità di proteggere la riservatezza del paziente. Segnalare la patologia di cui soffre significherebbe mettere a disposizione di tutti dati sensibili come quelli sanitari che la normativa sulla privacy esclude possano essere diffusi.

Controindicazioni e precauzioni al vaccino: le differenze

Il Ministero della Salute chiarisce anche il significato e le diverse conseguenza che ci possono essere nel caso ci siano controindicazioni al vaccino e nell’ipotesi in cui invece si debbano solo tenere delle precauzioni.

Parliamo di controindicazioni quando il paziente si trovi in condizioni tali da rischiare gravi reazioni di tipo negativo al vaccino.

Il ministero spiega che in linea generale la vaccinazione è da escludere tutte le volte in cui il rischio di avere dei danni è superiore ai vantaggi che deriverebbero dal preparato.

La comparazione tra costi e benefici va sempre fatta nei confronti del singolo vaccino: non è escluso che mentre ci siano controindicazioni per un tipo di somministrazioni, per un altro prodotto non ci siano rischi.

Le precauzioni invece devono essere prese nei casi in cui c’è il pericolo che a causa delle condizioni del paziente ci possano essere delle reazioni gravi e negative, oppure se la capacità di indurre una risposta immunitaria potrebbero essere notevolmente compromesse.

In questo caso, il ministero spiega che la maggior parte dei soggetti per cui ci sia una precauzione possono essere vaccinati, la situazione comunque va valutata eventualmente anche consultando uno specialista.

Esenti da vaccino: non serve il green pass

Chi ha ricevuto il certificate di esenzione del vaccino, non ha l’obbligo di dotarsi di green pass. In sostanza non è parificato a chi non si sia vaccinato o sia guarito, per i quali è comunque necessario sottoporsi a proprie spese a un tampone con esito negativo. Dovrà comunque portare con sé e mostrare a richiesta il certificato di esenzione in corso di validità.

Questo non significa che per gli esonerati c’è il via libera a fare quello che vogliono. Il ministro della salute li invita comunque a tenere a maggior ragione dei comportamenti votati alla cautela: mascherina al chiuso e in luoghi affollati, distanziamento sociale e frequente igienizzazione delle mani.

Tute le volte in cui si renderà necessario sottoporsi a un tampone, questi saranno a carico del servizio sanitario nazionale.