Il mese di luglio introduce un'importante novità per i titolari di partita Iva, che abbiano aderito al regime forfettario: l'obbligo della fattura elettronica. Non tutti, comunque, saranno tenuti a questo nuovo adempimento. Si dovranno adeguare solo i contribuenti che abbiano percepito redditi superiori a 25.000 euro nel corso del 2021.

A questo punto, però, è bene fare il punto della situazione su quali siano gli obblighi e gli adempimenti a cui dovranno sottostare gli utenti tenuti ad aderire alla fattura elettronica. Quelle che stiamo predisponendo è un vero e proprio vademecum, che potrà essere consultato anche da quanti siano nel regime ordinario, che all'obbligo della fattura elettronica sono sottoposti dal 2019.

Torniamo per un secondo ai forfettari. Dal 1° luglio 2022 scatta anche per loro l'obbligo della fattura elettronica: per il momento ad aderirvi sono quanti hanno ottenuto ricavi o compensi superiori a 25.000 euro nel 2021. Per quanti siano rimasti sotto questa soglia, l'obbligo scatterà solo dal 1° gennaio 2024. Ricordiamo che l'approvazione dell'estensione è arrivata direttamente dal Consiglio Ue, al quale l'Italia si era rivolta per poter applicare l'obbligo alla fattura elettronica anche ai contribuenti di dimensioni più piccole, i quali erano rimasti, fino ad oggi, esclusi. Grazie al nuovo Decreto Legge una fascia più ampia di contribuenti è stata messa sullo stesso piano.

Fattura elettronica: piccole transizioni

I forfettari, almeno per il terzo trimestre 2022, potranno beneficiare di un'agevolazione transitoria, la quale servirà loro per prendere dimestichezza con la fattura elettronica. A questi contribuenti non saranno applicate le sanzioni per le fatturazioni, quelle previste nel caso in cui la fattura elettronica non venga emessa entro il mese successivo rispetto a quello nel quale dovrebbe essere effettuata l'operazione. È bene precisare che una fattura elettronica viene ritenuta emessa in ritardo nel caso in cui sia redatta ed inviata al Servizio di interscambio oltre i 12 giorni rispetto alla prestazione o al servizio svolto.

Ma quali sono le regole che deve rispettare un forfettario che emette la fattura elettronica? Dovrà rispettare, sostanzialmente, le stesse regole di quanti siano nel regime ordinario. Fermo restando che le fatture non saranno soggette all'Iva ed alla ritenuta d'acconto. Ma proviamo a dare un'occhiata alle regole da rispettare dal 1° luglio 2022, in modo da evitare inconsapevoli errori.

Iniziamo a dipanare un dubbio. La fattura elettronica non modifica la numerazione della fattura e nemmeno l'obbligo della tenuta dei registri sezionali. L'e-fattura, quindi, proseguirà a tutti gli effetti la numerazione di quella cartacea: se l'ultima fattura analogica era la numero 18, la prima fattura elettronica sarà la numero 19.

Fattura elettronica: la conservazione

Leggermente più complicata, invece, risulterà essere la conservazione della fattura elettronica, che è obbligatoria ai sensi del D.p.r. 633/1972 art. 39. Per poter adempiere a questo obbligo, sarà necessario seguire una specifica procedura: non basterà salvare sul computer il documento emesso. C'è un particolare processo, che è previsto dal Codice dell'Amministrazione Digitale, che permette di conservare tutta la documentazione negli anni, senza che si corra il rischio di perdere tutto (come potrebbe accadere, nel caso in cui si dovesse rompere il computer). Le fatture elettroniche potranno essere conservate utilizzando il servizio di conservazione gratuita, che è stato messo a disposizione direttamente dall'Agenzia delle Entrate (vi si accede passando dal portale Fatture e Corrispettivi).

Come abbiamo anticipato e sottolineato in precedenza, l'obbligo dalla fattura elettronica, da parte di quanti abbiano aderito al regime forfettario, c'è nel momento in cui questi abbiano guadagnato oltre 25.000 euro nel 2021. Ma come deve essere calcolato questo importo? Per riuscire a calcolare correttamente questo importo, è necessario tenere in considerazione il regime contabile che è stato applicato nel corso dell'anno precedente e seguire i chiarimenti contenuti nelle circolari 10E/2016 e 9E/2019. Nel caso in cui, per esempio, un professionista abbia fatturato per più attività, per ricavare l’importo totale dovrà sommare i ricavi e i compensi di tutte le attività esercitate.

Fattura elettronica, rimane l'obbligo dell'imposta di bollo

Benché si sia passati all'obbligo della fattura elettronica, l'imposta di bollo continuerà a dover essere versata. Ovviamente sarà necessario farlo in maniera differente: adesso si dovrà indicare nella fattura elettronica che il bollo è stato assolto in modalità elettronica. Il relativo versamento dovrà essere effettuato con un comunissimo Modello F24.

Il versamento di quanto dovuto per il bollo dovrà essere effettuato entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo a quello del trimestre, quindi:

  • 31 maggio;
  • 30 settembre;
  • 30 novembre;
  • 28 febbraio.

Nel caso in cui l'importo da versare nel primo trimestre non dovesse superare i 250 euro, il versamento potrà essere effettuato entro il 30 settembre. Se anche nel corso del secondo trimestre (sommando con quanto dovuto nel primo) l'importo si inferiore a 250 euro, il versamento potrà essere effettuato entro il 30 novembre.