La fatturazione elettronica ormai è diventata una consuetudine per i titolari di partita Iva, che siano nel regime fiscale ordinario. È dal 2019 che molte aziende e molti professionisti si sono dovuti adeguare a questa nuova incombenza burocratica: a breve dovranno adeguarsi anche i contribuenti forfettari

L'Unione europea ha autorizzato l'Italia a proseguire con l'obbligo della fatturazione elettronica fino ad almeno tutto il 2024. Tra le novità più importanti che arriveranno, oltre all'allagamento dei soggetti obbligati, ci sarà il definitivo pensionamento dell'esterometro. Questo significa che le eventuali operazioni, che dovessero intercorrere tra i contribuenti nostrani e i soggetti che non siano residenti nel territorio italiano, dovranno essere inviate tramite il Sistema di Interscambio. In altre parole i documenti contabili passeranno attraverso lo stesso canale per il quale viaggiano le fatture elettroniche. Ma proviamo a vedere quali sono le novità che ci saranno dal 1° gennaio 2022.

Fatturazione elettronica: tra futuro e passato!

L'obbligo della fatturazione elettronica, in Italia, è stato introdotto il 1° gennaio 2019 ed ha, da subito, coinvolto i rapporti tra soggetti business (B2B) e le transazioni che avvengono tra soggetti business e soggetti privati (B2C). Emettere un documento in formato elettronico, sostanzialmente, non ha modificato le regole sulla fatturazione. Rimangono invariate tutte le altre norme, che disciplinano le operazioni commerciali, sotto il profilo fiscale e contabile. Per il commercio al dettaglio, ad esempio, continua ad essere ancora valida l'emissione di un documento commerciale. Sempre che il cliente finale non richieda una fattura. Il documento commerciale ha sostituito, a tutti gli effetti, lo scontrino fiscale, anche perché è stato introdotto l'obbligo di memorizzare elettronicamente e di trasmettere telematicamente i corrispettivi.

Nel caso in cui ci siano delle operazioni riferite al commercio di quotidiani o libri, rimane l'esenzione dell'emissione della fattura. Continuano ad essere esonerati anche i piccoli produttori agricoli, ai sensi dell'articolo 34, comma 6, del Dpr n. 633/1972. Queste regole valevano già prima dell'introduzione della fatturazione elettronica e con la sua introduzione non sono cambiati. In questi casi è il cedente a dover emettere una fattura per documentare l'operazione.

Divieti ad emettere la fatturazione elettronica!

Gli operatori sanitari sono esonerati dall'obbligo dell'emissione della fattura elettronica. In questo caso il Garante della Privacy ha posto un vero e proprio veto, in considerazione della sensibilità dei dati che sarebbero stati inseriti all'interno della fattura. Questo divieto potrebbe essere esteso anche al 2022.

Da gennaio, però, potrebbero essere introdotte delle importanti novità, che coinvolgono gli altri soggetti che non sono tenuti alla fatturazione elettronica. I soggetti al momento esonerati sono i seguenti:

Fatte queste premesse, vediamo cosa potrebbe accadere adesso come adesso con la fatturazione elettronica.

Per chi diventa obbligatoria la fatturazione elettronica!

La fatturazione elettronica dovrà essere utilizzata obbligatoriamente anche dai contribuenti che hanno aderito al regime forfettario o a quello di vantaggio. Per questi contribuenti, l'Italia è stata autorizzata dall'Unione europea con la Decisione di esecuzione n. 2020/647/UE ad esentare l'Iva per le operazioni fino a 65.000 euro. Il motivo per il quale l'obbligo della fatturazione elettronica sarà esteso anche a questi contribuenti è nella stessa richiesta di proroga: grazie proprio alla fatturazione elettronica è possibile riuscire ad avere un maggiore controllo sulle operazioni commerciali, garantendo, in questo modo, una migliore attività di recupero.

Nel documento che l'Italia ha inviato all'Unione europea si legge:

l’attuazione della fatturazione elettronica obbligatoria ha migliorato il rispetto degli obblighi IVA di circa due miliardi di EUR. Essa ha inoltre consentito di incamerare 580 milioni di EUR supplementari indirettamente legati a entrate aggiuntive ottenute mediante la riscossione delle imposte dirette. Nel 2019 sono stati recuperati ulteriori 945 milioni di EUR mediante azioni intese a identificare e bloccare crediti IVA falsi. L’uso dei dati della fatturazione elettronica per l’intero 2019 si è altresì rivelato essenziale per individuare i soggetti passivi che non soddisfano i requisiti di esportatore abituale (oltre 1,3 miliardi di EUR di massimali falsi dichiarati). Infine le informazioni ottenute hanno consentito di identificare le imprese coinvolte in meccanismi di frode intraunionale messi in atto fra gli ultimi mesi del 2019 e il 2020, sulla base di flussi di fatturazione per operazioni inesistenti per un importo di circa un miliardo di EUR.

L’obiettivo è quello di rendere più efficiente il contrasto alle frodi e l’evasione Iva.