Alla luce del crescente e preoccupante fenomeno dell'aumento di mortalità sul lavoro, si è ritenuto necessario intervenire nell'immediato col Decreto Fiscale 2022, che ha trovato riconoscimento giuridico e approvazione in data 21 ottobre.

In che modo è stato strutturato tale decreto?

In ben cinque Capi, ognuno dei quali approfondisce dei punti specifici, su cui si è ritenuto opportuno approfondire e andare a proporre miglioramenti legislativi.

Le modifiche attuate al decreto legislativo 81/2008 si sono rese necessarie. In particolare, sono funzionali al raggiungimento degli obiettivi di semplificazione voluti dal Governo e perseguono, da un lato, la volontà di rafforzare l'attività di vigilanza in materia antinfortunistica, e dall'altro lato, consentire ai soggetti competenti della stessa, di coordinarsi nel controllo sul rispetto delle norme di prevenzione.

Questi rappresentano i punti chiave che hanno motivato Andrea Orlando, fautore dell'iniziativa.

Vediamo nel dettaglio quali sono gli elementi innovativi che introduce.

Decreto 41: suddivisione in Capi

Come già anticipato, nel nuovo decreto 41 del 15 ottobre scorso sono stati introdotti ben V Capi specifici.

In particolare, al Capo I, in cui sono riportati gli articoli da 1 a 7, vengono introdotte nuove misure fiscali urgenti e di immediata attuazione.

Al Capo II, successivamente, articoli 8-12 sono approfondite le questioni di urgenza legate al lavoro.

Il Capo III, che si concentra unicamente sull'articolo 13, descrive il potenziamento delle normative centrali strettamente legate al già citato decreto legislativo 81/2008.

Al Capo IV sono descritte le misure finanziarie urgenti, riportate negli articoli 14 e 15.

Infine, il Capo V riporta le disposizioni finanziarie e finali, dall'articolo 16 all'articolo 18.

Ciascuna di queste misure può essere riassunta come segue.

Sicurezza, salute e sanzioni! 

Il lavoro nero in Italia è un giro economico irregolare che genera approssimativamente 77,8 miliardi di euro di valore aggiunto: rappresenta una piaga sociale di non poco conto, considerando l'affossamento dei diritti contrattuali e umani di cui qualunque lavoratore dovrebbe godere.

L'obiettivo di tale modifica normativa è andare ad intervenire esattamente e incisivamente sulle pratiche aziendali dannose e nocive che non fanno altro che non tutelare i propri dipendenti, mettendoli di fronte a rischi non preventivamente valutati, e per i quali scaricano ogni tipo di responsabilità.

In che modo? 

Con l'articolo 13, strettamente collegato allo storico decreto del 2008, integrandolo e in parte modificandone la portata.

Sul piano sanzionatorio, l'elemento di novità dunque riguarda:

  • Sospensione dell'attività imprenditoriale: quest'ultima scatta nel momento in cui si supera la soglia del dieci, e non più del venti percento, di pratica lavorativa illegale e non contrattuale.
  • L'anticipazione della tutela cautelare per cui non è più necessaria la recidiva per poter intervenire e adottare il relativo provvedimento dinnanzi a gravi illeciti in materia di sicurezza sul lavoro.
  • Il divieto per l'impresa di mantenere rapporti con la PA nelle more della sospensione.
  • Inoltre, ogni azienda che commette violazioni di questo tipo, affinché riprenda la sua attività in maniera totalizzante, deve sicuramente presentare e dimostrare di aver ripristinato le condizioni lavorative a norma di legge, oltre a dover pagare una multa commisurata all'oggetto specifico della violazione. Questa rappresenta una condizione assolutamente necessaria.

Di seguito un parere video illustrato da Luigi Melacarne.

Vigilanza più stringente

L'obiettivo di tale ampliamento di regolamentazioni è sempre lo stesso, anche nel campo ristretto alla vigilanza: collaborazione, coordinamento e facilità di intervento da parte dei soggetti chiamati a svolgere tale compito!

Ma quali sono le figure centrali di questa nuova normativa?

Ci si riferisce proprio all'Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Cos'altro è previsto nel nuovo decreto?

Una banca dati estremamente ampliata dell'INAIL, funzionale al lavoro svolto dalle Asl e dal prima citato Ispettorato Nazionale del Lavoro: si mira a migliorare il sistema di registrazione di eventuali denunce di infortuni sul lavoro, per permettere così un rapido intervento di tipo sanzionatorio contro l'azienda responsabile.

Gli organi di vigilanza a tal proposito hanno visto la necessità di crescere numericamente, ma non solo: anche gli strumenti informatici di loro utilizzo beneficeranno di tale incremento. L'investimento statale preposto a tale esigenza è ingente: ben tre milioni e mezzo di euro circa, da utilizzare tra il duemilaventidue e il duemilaventitre.

Si sottolinea: sanzione, ma non ancora prevenzione. Si tende ad intervenire, punire chi commette il danno o l'illecito, ma perché non vale il detto prevenire è meglio che curare?

Approfondiremo la questione successivamente.

Fiscalità

Quali sono le novità che la modifica introduce riguardo al fisco?

Sicuramente il governo intende sostenere in qualche modo chi è stato danneggiato particolarmente dal Covid-19, e quale modo più diretto per farlo se non attraverso una modifica al sistema fiscale?

Gli elementi innovativi sono numerosi, e vanno dalle agevolazioni ai sistemi di pagamento e rateizzazione, alle proroghe delle scadenze relative alla riscossione dei debiti da parte degli agenti di recupero.

Interessante è il sistema di semplificazione della Patent Box: vediamo di cosa si tratta.

La Patent Box non è altro che un regime tassativo dei redditi di impresa connesso a software coperti da brevetti industriali o copyright, passibili di giudizio qualora violati.

Le imprese con questo sistema di tassazione e che svolgono ricerca o sviluppo, possono fare in modo che il 50% della base imponibile venga decurtata dai redditi d'impresa

Ulteriori norme previste

Ci sono dei punti aggiuntivi che la normativa intende regolare, oltre alle materie di portata maggiore approfondite nei paragrafi precedenti. 

Si intende venire incontro ai cittadini e lavoratori, con una serie di incentivi e bonus rifinanziati dal Governo. 

Vediamo di cosa si tratta.

Ecobonus: le auto elettriche e i rifinanziamenti connessi al mercato automobilistico!

I congedi parentali: i dipendenti o liberi professionisti possono assentarsi al lavoro nei momenti di sospensione dell'attività didattica dei figli scolari, per tutto il tempo legato alla malattia di Covid-19.

Il reddito pronto a sostenere coloro che hanno perso il posto di lavoro presso la compagnia Alitalia, sostituita di recente dalla compagnia ITA.

Ancora: la quarantena dovuta all'infezione pandemica è considerata malattia, dunque vi rientrano tutte le discipline del caso.

La cassa integrazione, strumento fondamentale in periodo di Covid-19, continua ad essere sostenuto e messo a disposizione per le problematiche lavorative o eventuali chiusure di attività.

Infine, con le dovute modifiche, è stato elargito un ulteriore investimento di ben duecento milioni di euro per il Reddito di Cittadinanza!

Tuffo nel passato o semplificazione?

Eppure, nonostante il testo della modifica sembri arricchire e rinforzare le disposizioni precedentemente in vigore, non mancano le perplessità in merito.

Quali sono gli elementi che destano perplessità, ma soprattutto preoccupazione?

A tal proposito, è giusto porci dei quesiti: tale normativa è completa o non affronta il problema nella sua interezza? 

Quali sono gli elementi che trascura e per quale motivo?

E' necessario cambiare approccio di risoluzione dei problemi vigenti in Italia e andando a toccare i reali nodi della questione?

Come accennavamo precedentemente, il decreto normativo fiscale approvato va a legiferare soltanto post factum.

Il provvedimento è ritenuto parziale, poiché tende a trascurare del tutto gli aspetti di prevenzione connessi alla valutazione dei nuovi rischi.

Dunque, anziché specificare i ruoli che ogni tassello dell'impresa dovrebbe svolgere all'interno di essa, nell'ottica del controllo sulla reale ed effettiva sicurezza dei dipendenti, crea confusione; anziché amalgamare e rendere funzionali l'una all'altra le due tipologie di attività di intervento, si tende a disgregarle ulteriormente.

Il decreto, dunque, sembrerebbe orientato, se non altro, a reprimere, e in più creerebbe un vuoto nell'ordinamento giuridico attuale.

Il focus principale della questione riguarda i tipi di incidenti sul lavoro mortali che avvenivano dagli anni '50 del secolo scorso, e rispetto ai quali vi sono ancora purtroppo delle cause che tornano in auge e per le quali di fatto basterebbe una semplice e corretta organizzazione del lavoro, una formazione professionale adeguata e una concreta valutazione dei rischi.

La domanda principale che ci poniamo, a questo punto, è: 

E' realmente possibile, e soprattutto tangibile, poter avere un occhio vigile su tutto ciò che accade nelle infinite piccole, medie e micro imprese presenti sul territorio italiano? 

Sarà davvero possibile tutelare realmente i lavoratori da pericoli mortali, che nel duemilaventuno avrebbero dovuto essere già estinti da un pezzo, in nome del diritto di ciascun cittadino a vivere dignitosamente lavorando?

La precarietà del rapporto di lavoro e la debolezza contrattuale, la giungla dei contratti nazionali collettivi di lavoro, l'informalità maligna che regola l'organizzazione approssimativa del lavoro di alcune imprese pure iscritte alla Camera di Commercio, resta e resterà il principio cardine di incidenti e mortalità sul lavoro, e su cui qualunque tipo di modifica normativa parziale non riuscirà a intervenire.