Fumare in spiaggia, in questi casi rischi fino a 550 euro di multa

Nell'ottica di un paese sempre più green, molti comuni italiani hanno imposto il divieto alle sigarette in spiaggia. Quali sono le spiagge dove è vietato fumare e quali sanzioni rischiano i trasgressori?

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Il mondo, si sa, si divide in due categorie: fumatori e non fumatori.

Quando sono costretti a condividere spazi comuni come al mare chi ha la meglio? Cosa dispone la legge circa la possibilità di fumare sigarette in spiaggia, che sia sul lettino o a riva? Cosa c’è da sapere per non rischiare di incappare in brutte figure o peggio di vedersi comminata una multa?

Cosa prevede la “legge anti-fumo” italiana?

La l. n. 3 del 16/01/2003 meglio nota come “legge anti-fumo”, in linea con la lotta al fenomeno del tabagismo prevede il divieto di fumare in tutti i luoghi chiusi ad esclusione di quelli privati (salvo le automobili in alcuni casi) o di quelli specificamente destinati a soggetti fumatori, lasciando la possibilità di farlo negli spazi aperti.

La mancata osservanza della disposizione comporta l’applicazione di una sanzione che va da un minimo di 27,50 euro ad un massimo di 275 euro, che raddoppia passando da un minimo di 55 euro a un massimo di 550 euro nel caso in cui la violazione avvenga in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o di minori.

Alla luce di quanto detto, sembrerebbe dunque lecito fumare in uno spazio aperto come la spiaggia, ma, nonostante la legge nazionale non preveda nulla a riguardo, a rendere più serrata la battaglia contro il fumo ci hanno pensato le autonomie locali. Vediamo quali e come.

I comuni contro il fumo in spiaggia

Diversi sono i Comuni che sensibilizzandosi al tema, e seguendo l'esempio di altri paesi europei come la Spagna, hanno deciso di sfruttare il proprio potere di autoregolamentazione normativa per vietare il fumo di sigaretta in spiaggia. Tali disposizioni si applicano sia sulla spiaggia libera che nei lidi attrezzati, lungo la battigia e per 10 metri di distanza dal bagnasciuga. In alcuni casi anche nello specchio d’acqua di competenza comunale e fino a 200 metri dalla riva.

Il divieto necessita di essere pubblicizzato tramite appositi cartelli che rechino la dicitura “vietato fumare” in caratteri chiari e leggibili anche a distanza e la sua non osservazione comporta una multa per i trasgressori.

Quello della guerra al “tabagismo estivo” è in realtà un meccanismo innescatosi già a partire dal 2018, quando il comune di Bibione (Veneto) fu il primo ad imporne il divieto. Ecco la lista dei Comuni che finora ne hanno seguito l’esempio:

  • Sardegna: Olbia, Sassari, Stintino, Cabras e l'intera Costa Smeralda
  • Sicilia: Capaci, Lampedusa, Linosa
  • Puglia: Manduria e Porto Cesareo
  • Lazio: Anzio, Ladispoli, Ponza, Sperlonga, Gaeta, Fiumicino e Torvaianica
  • Marche: Pesaro, San Benedetto del Tronto, Sirolo
  • Abruzzo: Alba Adriatica
  • Emilia-Romagna: Cesenatico, Ravenna e Rimini
  • Liguria: Arenzano, Lerici, Sanremo, Savona
  • Veneto: Bibione (la prima ad aver introdotto il divieto antifumo in Italia), Chioggia

Le sanzioni per i trasgressori

Nei Comuni che adottano questa linea, chi fuma in spiaggia può vedersi comminata una multa che va dai 25 ai 500 euro, con la possibilità di uno sconto del 30% in caso di pagamento entro cinque giorni.

Si ricorda che poter essere comminata la sanzione, è necessario che il divieto sia chiaramente espresso e che sia prevista una zona adibita ai fumatori. Autorizzata a effettuare gli opportuni controlli è la polizia locale.

La multa vale anche per le sigarette elettroniche?

Le disposizioni comunali non sempre fanno distinzione tra le varie modalità di fumo, applicando solo un generico divieto di fumare.

Appare chiaro, però, che le sigarette elettroniche costituiscano una tipologia di fumo meno gravosa considerando la passività del fumo e il suo effetto sulla salute, e sono anche meglio sopportate dai non fumatori rispetto alle sigarette “normali”.

D’altro canto, la lotta al tabagismo in spiaggia o a mare, non riguarda solo la salute in termini di inalazione del fumo, attiva o passiva che sia. I fumatori vacanzieri, infatti, sono soliti usare la sabbia come immondizia per le loro cicche e questo è un problema che potrebbe riguardare anche alcune sigarette “diverse”. Lo “svapo” resta probabilmente la soluzione più equilibrata.

Per la gioia di tanti fumatori, fumare in spiaggia è ancora lecito nelle maggior parte delle località turistiche italiane, ma ciò non significa che sarà sempre così.

Alcuni potrebbero ritenere la multa una sanzione irrisoria e continuare a fumare sul lettino mentre sorseggiano il proprio cocktail, ma non bisogna dimenticare di avere rispetto per i non fumatori e soprattutto per la natura e gli spazi comuni.

Quindi, fumatori, quando ne avete modo, allontanatevi per fumare e accertatevi sempre di aver gettato le vostre cicche in appositi contenitori.

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