È bello poter navigare in internet, scoprire un universo virtuale in cui puoi trovare qualsiasi cosa ti serva e qualsiasi servizio tu abbia bisogno.

È bello poter dire che la modernizzazione sia finalmente giunta a noi, portandoci enormi vantaggi e dimezzando i tempi di ricerca e informazione.

Non è altrettanto bello però, sentirsi vittime di un sistema che per quanto sia efficace e tecnologico in realtà mette la nostra identità in pericolo ogni singolo giorno.

Sì perchè la nostra identità è ciò che ci contraddistingue, ciò che ( appunto) ci identifica, come il codice a barre di una scatola di cereali in mezzo ad altrettante scatole di cereali.

Una serie di dati che riconducono solo a noi, alla nostra provenienza e ai nostri affari che spesso viene compromessa da vicende spiacevoli come, per esempio, il furto d’identità.

Se questo vi potrà sembrare improbabile, se pensate che questo tipo di rischio non possa mai giungere a voi, siete in errore.

Ad oggi è l’unico di cui dovreste preoccuparvi di più perché è proprio quando pensate che non vi potrebbe capitare, che capita.

E come potreste accorgervene? Sono così furbi e abili!

Il mio articolo risponde a queste domande ma vuole anche essere una facile spiegazione di come operano i maghi del furto d’identità. Vediamolo insieme.

L'identità come simbolo di riconoscimento:

Quanto è importante l’identità al giorno d’oggi ?

Essere qualcuno, sentirsi preso in considerazione e poter dire “questo sono io” è una delle considerazioni di sé più potenti al mondo:

“L’identità personale può essere configurata come bene-valore costituito dalla proiezione sociale della personalità dell’individuo, cui si correla un interesse del soggetto ad essere rappresentato, nella vita di relazione, con la sua vera identità e non avere travisato il proprio patrimonio intellettuale, ideologico, etico, religioso, professionale.”

per questo quando ci sentiamo “derubati” di un valore così nostro ci sentiamo impotenti, inquieti e tendiamo a non ragionare e ad andare nel panico quando invece dovremmo prendere un bel respiro e agire per bloccare o limitare i danni.

Che cos'è il furto d'identità e come funziona:

Nella maggior parte delle definizioni il furto d’identità viene inteso come una condotta criminale attutata tramite l’appropriamento illecito dell’ identità di un’altra persona al fine di ottenere somme consistenti di denaro o vantaggi.

Sebbene la definizione dia una visione giuridica non si può definire questo reato un furto. 

Non è possibile rubare un’identità e lasciare l’altra persona totalmente priva, ma soltanto usarla per scopi illeciti.

Anche se non se ne sente parlare molto, il furto d’identità è un fenomeno talmente diffuso che, secondo gli studi della Centrale Rischi Finanziari (CRIF), in Italia se ne verificano oltre 27.000 ogni 20 minuti.

La maggior parte di questi casi vedono in oggetto furti d’identità al fine di realizzare frodi creditizie dai 5000 euro in su, da parte di associazioni a delinquere che si occupano della vendita e dello scambio dei dati personali altrui ottenuti per vie illegali.

In tema di economia, il furto d’identità prevede diverse ipotesi illecite come:

  • l’apertura di conti correnti bancari,
  • la richiesta di rilascio di carte di credito,
  • l’illecito utilizzo dell’altrui identità per realizzare acquisti di beni, servizi nonché vantaggi finanziari

Per le vittime è quasi impossibile accorgersene subito, solitamente decorrono 4 o 5 mesi se non addirittura anni prima che la vittima venga a conoscenza del reato a suo danno.

Quali sono le tecniche più efficaci:

 

Le tecniche più utilizzate per appropriarsi illecitamente dell’identià di un soggetto sono:

  • lo skimming
  • il bin raiding 
  • lo smartphone  mediante la ricezione di messaggi e il dirottamento dell’account  carpendo dati personali tramite phishing 

Il furto d'intentità nei social network:

Il furto d’identità, oltre ad essere utilizzato per avere successo nelle truffe creditizie e in altri atti criminosi che hanno a che vedere con carte di credito e risparmi, può essere considerato come il classico esempio di azione dannosa a tema virtuale.

In questo caso prende il nome di furto d’identità digitale e vede un processo studiato nei minimi dettagli.

Poichè sulla rete è facile cambiare o acquisire un’identità nuova o altrui, il furto trova un sentiero percorribile principalmente nei social network.

Su Facebook, questo spiacevole inconveniente viene attuato tramite l’hackeraggio degli account ed ha come unico scopo quello di mettere in cattiva luce la persona fisica reale cui si è rubata l’dentità:

“ i dati rubati finiscono in archivi presenti sul dark web, già organizzati per rendere più efficaci gli attacchi. Ad esempio è possibile reperire archivi relativi a dati di utenti di un settore o di un’azienda specifica, oppure dati organizzati per distribuzione geografica [...] a volte possono bastare veramente pochi dati per rovinare il singolo individuo”

In una decina di minuti il gioco è fatto: l’account fittizzio è stato creato con tanto di foto e nome della persona in questione.

Quelle 5 o 6 foto usate per screditarla e quei commenti inusuali tanto quanto imbarazzanti hanno già raggiunto una vasta gamma di persone, dando il via al conosciuto e temuto  cyberbullismo.

L’ottenimento delle informazioni personali della vittima e il possesso e la vendita delle informazioni personali si tramutano in diffamazioni o minacce con le quali è difficile fare i conti.

Il furto d'identità nel Codice Penale:

 

Anche se il furto d’identità è un reato a tutti gli effetti, purtroppo il Codice Penale vigente non prevede una specifica norma incriminatrice e non vi dedica nemmeno un articolo.

Il reato connesso al furto d’identità viene però ricavato da due detti normativi.

I principali sono: il reato di sostituzione di persona e il reato di frode informatica.

Il primo viene disciplinato dall’articolo 494 del codice penale e detta così:

“Chiunque, al fine di procurare a sé o agli altri un vantaggio o di recare agli altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o agli altri un falso nome, o falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica, con la reclusione fino a un anno.”

Per compeltare il reato è sufficiente che l’incirminato realizzi anche una singola condotta che riguardi la sostituzione illegittima della propria all’altrui persona,la capacità di agire, l’attribuzione a sé o ad altri di una qualità alla quale la legge attribuisce effetti giuridici.

Come difenderci dal furto d'identità:

 

Che cosa possiamo fare per evitarlo?

Alla base di quanto detto nei punti precedenti, per ridurre la probabilità di cadere vittima del furto d’identità è necessario armarsi di prudenza e senso critico obbiettivo.

Qualora il pericolo potesse presentarsi mentre siete in rete, due consigli che spesso vengono forniti da chi si intende di internet sono: adottare uno scanner in grado di controllare i contenuti web e fare attezione quando si cliccano i link ricevuti da altri utenti nei social network.

Nella maggior parte dei casi questi potrebbero non essere autentici, come non lo potrebbero essere i profili social che ve li inviano.

Scegliere un social network che vi fornisca garanzie di privacy sufficienti è un altro plus da considerare ed evitare di navigarvi in ufficio sarebbe meglio.

Per quanto riguarda il backgroud, è consigliabile evitare di rispondere a email richiedenti password o numeri account perchè potrebbero essere mail di phishing.

Qualora il pericolo si presentasse in sede di operazioni bancarie bisogna essere certi che l’iban del destinatario del bonifico che andrete a fare corrisponda al beneficiario corretto e attivare un servizio che verifichi tutte le operazioni fatte a nostro nome.

In entrambi i casi è fondamentale farsi più furbi dei criminali e sapersi difendere con i modi e  le tempistiche giuste.

La mia esperienza per difendere la vostra identità:

Arrivati a questo punto vorrei rendervi partecipi di un’esperienza personale per farvi capire quanto sia delicata la questione.

Quattro giorni fa, a casa dei miei genitori giunge un pacchetto dalle dimensioni di un tablet. Accettato ingenuamente da un componente della mia famiglia, si è scoperto il contenuto con una certa interdizione: due buste da parte della banca WIDIBA.

Un nome che non avevo mai sentito prima, con la quale non ho mai avuto rapporti di alcun tipo e della quale non mi sono mai nemmeno informata.

Aperte le due buste, una conteneva una lettera di benvenuto e l’altra un riepilogo dei miei dati con tanto di carta di credito a mio nome.

In un primo momento sorrido incredula, nel secondo inizio a sudare freddo.

Com’era possibile che io avessi aderito ad una banca senza aver aderito ad una banca?

Chiamo la filiale in questione e segnalo il furto d’identità scoprendo che da già una settimana avevano cercato di dare il via a bonifici pari a 600 euro l’uno.

Fortunatamente non sono mai stati confermati poichè la carta di credito non era stata attivata.

Segnalo il fattaccio e ripeto all’assistente telefonico della banca che mai in nessun modo la mia firma è giunta sino alla richiesta e al completamento di un quasivoglia contratto.

Decido di contattare immediatamente la Polizia Postale della provincia alla quale appartengo e sporgere una denuncia ma dicono di recarmi dai Carabinieri di zona.

La domanda sorge spontanea: questo corpo delle forze dell’ordine è stato istituito proprio per eseguire i reati commessi tramite web, perchè ci si dovrebbe recare dai Carabinieri?

La Polizia Postale non dovrebbe saper indirizzare nel corretto inquadramento della fattispecie criminosa?

Lascio comunque i miei dati e mi reco dai Carabinieri con pacco e tutto. La cosa si risolve nel pomeriggio.

Non date la meglio al panico, agite e difentevi!:

Ma se io fossi stata una persona poco avezza del mondo che mi circonda?

Se questo fosse capitato a giovani o anziani ignari delle truffe che circolano e che arrivano impacchettate a casa?

A quest’ora si sarebbero persi tanti di quei soldi da doversi togliere i capelli con le mani.

Ecco perché è fondamentale sapere come affrontare la cosa e difendervi nel migliore dei modi. Ecco perchè spero che questo articolo sia utile e perché no, anche illuminante.