Mai come in quest’anno si è sentito parlare così tanto di sostenibilità, inclusione ed equità fra paesi facenti parte dell’Unione Europea.

Connesse alle tematiche che fanno parte dei 17 Obbiettivi per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, queste tre parole inglobano una forte volontà di crescita e innovazione, soprattutto nel panorama economico italiano.

Al fine di risollevare il Paese dalle rovine, il Governo promuove uno strumento che oltre a rendere l’economia più dinamica e innovativa consente anche di affrontare al meglio le sfide ambientali e sociali del nostro tempo.

Questo pacchetto, pensato per rendere l’Italia un paese più equo, comprende investimenti e riforme in grado di potenziare e favorire la crescita economica.

Riserva  sempre e comunque  una grande attenzione verso i suoi cittadini.

Non a caso, questo progetto di rilancio prende il nome di Piano Nazionale di ripresa e resilienza. 

Sottolinea sin dal primo sguardo quanto sia fondamentale l’importanza dei nodi strutturali sui quali si andrà ad intervenire per garantire sviluppo, competitività e qualità all’Italia.

Che cos'è il Pnrr

Il Piano Nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è un programma di investimenti che è stato approvato il 24 aprile 2021 dal Consiglio dei Ministri.

Ad oggi ammonta a 222,1 miliardi di euro e rappresenta l’occasione d’oro per il nostro Paese di rimuovere quegli ostacoli che ne hanno bloccato la crescita negli ultimi decenni. 

Successivamente inviato all’attenzione della Commissione Europea, il documento che lo concerne contiene le riforme che l’Italia vuole avviare per raggiungere il risollevamento dell’economia dopo gli eventi disastrosi della pandemia Covid19.

Elaborato dal governo di Mario Draghi, è stato caricato virtualmente nella piattaforma digitale di Bruxelles dove vi sono i Recovery Plan dei Paesi Membri.

NextGeneration EU e Pnrr risollevano l'economia

Questo piano di rilancio rientra perfettamente nel programma della Next Generation EU , ovvero, del Piano per la ripresa dell’Europa che si premura di:

“riparare i danni economici e sociali causati dalla pandemia di coronavirus, uscire dalla crisi e gettare le basi per un’Europa più moderna e sostenibile”

Per il nostro Paese questo si tramuta nell’ opportunità di poter percorrere un percorso volto alla crescita economica sostenibile e duratura.

In questo senso, l’italia è la prima beneficiaria dei due strumenti del Nextgen EU:

  1. il dispositivo per la ripresa e resilienza 
  2. il pacchetto di assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d' Europa

“ Solo il primo garantisce risorse per 191,5 miliardi di euro da impiegare nel periodo 2021-2026 delle quali 68,9 miliardi sono sovvenzioni a fondo perduto. Il presidente Draghi conferma che l’italia intende utilizzare appieno la disponibilità di finanziamenti tramite i prestiti della rrf stimata in 122,6 miliardi.”

inoltre, a queste risorse si aggiungono quelle del fondo complementare,cioè quelle risorse che il governo fornisce per i progetti che non sono di fatto coperti dai fondi europei.

Quali sono gli interventi

Gli interventi del Pnrr sono descritti e studiati in modo da affrontare non solo le priorità strategiche che sono cruciali per il Paese, bensì’ di trattare i temi sui quali si concentrano le maggiori disuguaglianze:

L’approccio che si intende utilizzare è integrato e orizzantale e mira al potenziamento della componente femminile e a contrastare ogni tipo di discriminazione.

Così facendo, l’impatto positivo di questi interventi consentirà un’accrescimento delle prospettive sociali ed occupazionali migliorando di conseguenza anche l’andamento dell’economia.

Cosa dicono le stime 

Come abbiamo già detto, le fondamenta sulle quali si basa a struttura dell’intero progetto sono costituite da investimenti e riforme che sono in tutto e per tutto delle linee di intervento finanziario.

In alcuni campi, il Pnrr può prevederli per agevolare l’ingresso di capitali privati o di fondi pubblici.

Poichè gli investimenti :

“crescono ulteriormente, in virtù del loro effetto moltiplicativo sulla produzione e sull’occupazione” 

le riforme hanno come scopo quello di:

" rafforzare la competitività, rimuovere i vincoli che rallentano o riducono la produttività degli investimenti, ridurre gli oneri burocratici."

Le stime sul risultato dell’intero progetto sono significative e prenderanno in esame le principali varibili macroeconomiche viste all’inizio di questo articolo:

“ In termini numerici si afferma che nel 2026 il prodotto interno lordo sarà di almeno 3,6 per cento più alto rispetto all’andamento tendenziale e l’occupazione di quasi 3 punti percentuali.”

si prevendono, dunque, grandi miglioramenti negli indicatori che misurano:

“ la povertà, le diseguaglianze di reddito, l’inclusione di genere, e un marcato calo del tasso di disoccupazione giovanile.”

Le missioni del Pnrr

Nel nuovo documento del Pnrr vi sono 16 componenti raggruppate in 6 missioni:

  1. Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura,
  2. Rivoluzione verde e transizione ecologica,
  3. Infrastrutture per una mobuilità sostenibile,
  4. Istruzione e ricerca,
  5. Inclusione e coesione,
  6. Salute.

Partendo da questa visione a punti si comprendono bene gli obbiettivi che il piano vuole raggiungere nel prossimo decennio.

Il 2021 si rivela un anno importante poiché gli intenti dell’Unione Europea sono tanti e tutti da realizzare prima nel 2026 e poi nel raggio del 2030 e del 2050.

Dal fronte italiano, le decisioni prese da Draghi fanno presagire bene.

Egli annuncia :

“ la selezione di progetti e iniziative coerenti con gli obbiettivi strategici del Pnrr, assicurando che la spinta all’occupazione sia forte, che i servizi ai cittadini siano efficienti e che vi sia il favorimento della transazione ecologica e della coesione territoriale”

 

Quali sono i compiti della governance

Accanto a questo schema organizzativo, la governance vede il Ministero dell’Economia come struttura di coordinamento centrale.

Esso avrà il compito di supervisionare sia l’attuazione del piano sia la predisposizione dell’invio delle richieste di pagamento alla Commissione Europea.

Vi saranno poi altre due strutture da considerare: una per la valutazione e una per il controllo.

Draghi afferma che il governo farà la sua parte affiancando dell task force in grado di supportare le amministrazioni territoriali al fine di migliorare la capacità di investimento e semplificare le procedure mentre:

“le singole amministrazioni saranno responsabili degli investimenti e delle riforme di loro competenza e invieranno i resoconti alla struttura di coordinamento centrale [...] La sueprvisione politica del piano è affidara a un comitato istituito presso la presidenza dle consiglio a cui partecipano i ministri competenti.”

Pnrr a sostegno della cultura

Visto i recenti avvenimenti, il settore culturale del nostro Paese sembra non avere una ripartenza certa.

I danni provocati dalle restrizioni e dalle misure di contenimento hanno bloccato irrimediabilmente una fetta importante del turismo.

La prima missione del Pnrr “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura” offre però uno spiraglio di luce.

Rappresenta a tutti gli effetti lo snodo e la strategia utili ad allargare gli orizzonti di un settore che altrimenti entrebbe in crisi.

Sebbene si tratti di un piano inciviso e delicato allo stesso tempo, nelle sue direttive non c’è spazio per le inutili dispute ma solo per sfide ambiziose:

  • rigenerazione del patrimonio culturale,
  • valorizzazione delle competenze,
  • digitalizzazione,
  • estensione all’accesso.

La cultura italiana si prepara a ricevere almeno 49,2 miliardi di euro che andranno a coprire:

“interventi specifici per luoghi e istituzioni speciali con un tessuto di sostegno per le aree interne, le periferie, i ,luoghi minori e i gruppi sociali negletti”

istruendo le diverse giurisdizioni ad una cooperazione che potrebbe eliminare del tutto l’indifferenza tra istituzioni.

Come potremmo vedere il Pnrr:

 

Il Pnrr non deve essere considerato il “salvagente” dell’Italia quanto più la spinta che serve per :

“rimettere in moto un sistema che stenta a interpretare lo seitgeist tanto dal punto di vista strutturale quanto da quello semantico”.

Esso si identifica come quell’impulso responsabile in grado di smuovere il sistema culturale, sociale ed economico allo scopo di creare un futuro all’insegna della sostenibilità e dell’inclusione.