Scatta domani, 6 agosto l'obbligo del Green Pass per poter accedere a diversi luoghi e servizi. Ed in attesa di sapere se ci sarà anche l'obbligo per i docenti alla ripresa della scuola, oppure per viaggiare usando treni, aerei e navi, da domani dobbiamo abituarci a portare con noi il certificato vaccinale o salvarlo sul proprio cellulare. Chi non rispetta l'obbligo di esibire il green pass oppure chi non fa rispettare l'obbligo di esibizione (quindi ad esempio i gestori di ristoranti e bar) è soggetto a sanzioni molto pesanti anche fino alla chiusura dell'attività per 10 giorni. Cerchiamo allora di capire come evitare di dover pagare multe salatissime.

Green Pass: cosa è

Il 22 luglio, è entrato in vigore il decreto legge cosi detto Green Pass, che prevede l'obbligo di esibire il certificato vaccinale per poter accedere ad esempio nei ristoranti o al cinema. Il green pass servirà dal 6 agosto agli over 12 in zona bianca. Il green pass era già richiesto per partecipare a matrimoni, cerimonie private ed eventi pubblici, per viaggiare all’estero, accedere alle sale d’attesa dei pronto soccorso, ai reparti ospedalieri per far visita ai familiari ricoverati ed entrare nelle Rsa e in altre strutture sanitarie. Il green pass doveva essere anche esibito in caso di viaggi all'estero oppure per spostarsi tra regioni di colore diverso. Dal 6 agosto, quindi domani, si allarga l'elenco dei luogi e delle situazioni in cui sarà necessario essere in possesso del green pass, o in alternativa avere una certificazione attestante di essere guarito dal Covid-19, oppure di avere fatto un tampone nelle 48 ore precedenti e risultato negativo. Relativamente alla guarigione dal Covid, il certificato non deve essere antecedente di più di 6 mesi.

Quindi il green pass è una certificazione, richiesta in Italia, e rilasciata dal Ministero della Salute per poter vivere più serenamente le attività al chiuso. Rappresenta uno strumento di garanzia di libertà e nello stesso tempo di tutela della salute sia propria che della collettività.

Green Pass: come si ottiene

Il green pass, o certificato vaccinale, si ottiene in tre modi diversi:

  • aver ricevuto almeno una dose di vaccino da 15 giorni, oppure aver completato il ciclo vaccinale (nel caso di vaccini con 2 dosi, averli fatti entrambi)
  • essere guariti dal Covid da non più di 6 mesi
  • aver fatto un tampone nelle ultime 48 ore con esito negativo.

In caso di ciclo vaccinale completo, il green pass ha una validità di 9 mesi. Per chi è guarito dal Covid, il green pass vale fino a 6 mesi dalla data di guarigione. Invece scade dopo 48 ore il green pass rilasciato a seguito di esito negativo del tampone.

Per poter scaricare il green pass ci sono diverse strade:

  • sito ufficiale del green pass www.dgc.gov.it
  • app Immuni o IO
  • Fascicolo sanitario elettronico

Il soggetto che, in base alle condizioni sopra riportate, che danno diritto al green pass, vuole scaricare il green pass, può farlo con le istruzione ricevute tramite sms direttamente accedendo al sito www.dgc.gov.it mediante SPID. Se invece non si è ricevuto  sms, si potrà scaricare comunque il green pass grazie ad una nuova applicazione valida dal 30 luglio che permette di recuperare l'authocode necessario poi a scaricare il green pass. Per ottenere l'authocode si dovrà compilare una maschera con i dati del codice fiscale, ultime 8 cifre del numero identificativo della tessera sanitaria e selezionare per quale evento è richiesto il green pass (vaccino, tampone o guarigione).

Green Pass: chi sono gli esenti 

Con l'annuncio del green pass, diverse sono state le domande sollevate su come si deve comportare chi, escluso i minori di 12 anni che non possono ricevere il vaccino, non può esser vaccinato oppure è stato vaccinato con vaccini non utilizzati in Italia, come Sputnik e Reithera. Per questi ultimi due casi non c'è stata ancora risposta. Mentre per chi invece non può ricevere il vaccino per una condizione di salute è arrivata la circolare del Ministero della Salute che autorizza il certificato per gli esenti dal vaccino anti-Covid. Il documento vale per chi non ha potuto vaccinarsi, temporaneamente o definitivamente, per patologie conclamate.

Così è indicato nella nota della circolare

La certificazione di esenzione alla vaccinazione viene rilasciata nel caso in cui la vaccinazione stessa venga omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate, che la controindichino in maniera permanente o temporanea.

In altri termini questa certificazione è rilasciata a chi non ha potuto completare il ciclo vaccinale perchè c'è stata un evento avverso grave dopo la prima dose che ha sconsigliato la seconda dose, oppure nel periodo intercorrente tra prima e seconda dose si sono verificati particolare condizioni di salute che hanno sconsigliato di effettuare la seconda dose.

I certificati potranno essere rilasciati in formato cartaceo e avranno una validità massima fino al 30 settembre 2021, salvo ulteriori disposizioni.

Green Pass: serve ai minorenni?

Su questo aspetto è bene fare chiarezza per non generare confusione. Il green pass è rilasciato a chi ha fatto il vaccino, oppure è guarito da non più di 6 mesi dal Covid oppure ha fatto un tampone molecolare o rapido con esito negativo. Fino al 5 agosto, anche per i minori di età che volevano partecipare con i genitori a grandi eventi (esempio una festa dopo una cerimonia religiosa) oppure viaggiare all'estero, è necessario il green pass (per i minori di età tra i 6 e 12 anni ottenibile con un tampone rapido oppure se il figlio è guarito da Covid da non più di 6 mesi). Dal 6 agosto, in base al principio dell'Unione Europea di unità famigliare, per i grandi eventi non è più richiesto il green pass per i figli di età compresa tra 6 e 12 anni. Il green pass per questa fascia di età rimane obbligatoria solo in caso di viaggi all'estero o per crociere. Ecco una sintesi per chiarire come comportarsi con i propri figli:

  • neonati e bambini sotto i 2 anni sono esclusi dall’obbligo di green pass;
  • i bambini dai 2 ai 5 anni possono averlo ma non devono obbligatoriamente fare il tampone per richiedere il certificato;
  • ai bambini sopra i 6 anni ma sotto i 12 anni è richiesto il tampone negativo o la certificazione di avvenuta guarigione per poter compiere viaggi all'estero o fare una crociera; non è più richiesto per partecipare a grandi eventi;
  • i minori dai 12 ai 17 anni oltre al tampone negativo e all’attestato di guarigione, possono ottenere il green pass anche con il vaccino.

Green Pass: dove serve

In base al decreto Green Pass del 22 luglio, firmato dal presidente del Consiglio Mario Draghi, il green pass servirà da domani 6 agosto per l’accesso a eventi sportivi, fiere, congressi, musei, parchi tematici e di divertimento, centri termali, sale bingo e casinò, teatri, cinema, concerti, concorsi pubblici. Il green pass servirà anche per sedersi ai tavoli al chiuso di bar e ristoranti. Se però si vorrà consumare al bancone oppure all'esterno, il certificato vaccinale non è richiesto. Il green pass dovrà essere esibito anche per accedere a piscine, palestre, praticare sport di squadra, entrare in centri benessere, limitatamente alle attività al chiuso. Rimangono invece chiuse le discoteche, come locali destinati al ballo, mentre possono essere aperti per eventi in cui si è seduti al tavolo. In questo caso varranno le stesse regole per accedere ad esempio a fiere o eventi. 

Green pass: cosa si rischia senza

Dal 6 agosto, per legge, il green pass è obbligatorio se si vuole andare a cena e mangiare in famiglia all'interno del ristorante. Così come andare al cinema oppure andare ad un concerto. Sono esclusi i figli minorenni di età inferiore a 12 anni. 

L'onere del controllo del green pass è in capo al gestore dell'attività commerciale oppure agli addetti preposti all'accoglienza. Il controllo avverrà in due modi:

  • esibizione del green pass cartaceo, che riporta un QR code. L'esercente dovrà fare una scansione del QR code per verificarne l'autenticità.
  • scansione del QR code salvato sul cellulare oppure salvato in modalità offline dall'app IO o Immuni.

L'esercente dovrà dotarsi dell'app VerificaC19 che permette di verificare l'autenticità del green pass. Tuttavia tale operazione non garantisce che la persona che sta esibendo il green passa sia anche la persona titolare del green pass. L'ulteriore controllo che il ristoratore dovrà fare è quello di verificare la corrispondenza del nome e cognome presente sul green pass con un documento di identità. 

Cosa succede se non si è in possesso di green pass e l'esercente comunque accetta il cliente? Se si viene pizzicati la sanzione può andare da 400 a 1.000 euro sia per il cliente che l'esercente. Per quest'ultimo si rischia anche la chiusura dell'attività per 10 giorni. In caso di violazione reiterata, il titolare del ristorante o cinema rischia la chiusura definitiva dell'attività.

Controlli green pass: i furbetti non sono ammessi

Molte sono state le lamentele alla notizia che i controlli della presenza e validità del green pass fossero in capo a baristi, ristoratori, gestori di cinema, piscine, ecc. Le motivazioni sono diverse: dal dover impiegare un addetto dedicato al controllo, al fatto di poter violare la privacy, fino a chi ha sostenuto che tali soggetti non sono pubblici ufficiali.

La tecnologia però viene in soccorso di chi vorrà addurre a diverse motivazioni l'eventuale mancato controllo del green pass. Il primo è che l'app VerificaC19 funziona anche senza connessione internet. Inoltre all'atto della scansione, l'app non memorizza alcun dato personale del cliente. Il controllo di corrispondenza visiva tra nome, cognome e data di nascita riportati sul green pass e quelli sul documento personale non costituiscono violazioni della privacy, in quanto non vi è trattamento. Certo, il cliente dovrà essere informato del fatto che ci potrebbe essere un controllo di corrispondenza dei dati.

Green pass: chi può controllare

I soggetti che possono controllare il green pass sono:

  • forze dell’ordine e pubblici ufficiali
  • personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi iscritto nell’elenco di cui all’articolo 3, comma 8, della legge 15 luglio 2009, n. 94
  • i titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi o i loro delegati
  • proprietari o gestori di locali presso i quali si svolgono eventi e attività che richiedono il green pass, o i loro delegati
  • i gestori delle strutture che erogano prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali per l’accesso alle quali in qualità di visitatori sia prescritto il possesso di certificazione verde, nonché i loro delegati.