Una notizia che in questi ultimi giorni sta spopolando il mondo del web: “Green pass abolito entro la fine dell’anno!

Ma cosa c’è di vero?

In queste settimane così decisive in cui i certificati verdi scaricati hanno addirittura raggiunto il record degli 800 mila solo Lunedì 18 Ottobre, la campagna vaccinale procede spedita verso l’obiettivo nazionale: raggiungere almeno il 90% della popolazione vaccinata contro il Covid-19

La Lettonia ricade nell’incubo del lockdown per un mese, fino al 15 di Novembre, dato il terribile aumento registrato di contagi.

Appena la metà della popolazione in Lettonia risulta essere vaccinata con entrambe le dosi completate. Sarà questo il motivo? 

Nel frattempo, nel Regno Unito risale la curva dei deceduti causa Covid-19, che raggiungono la soglia dei 200 morti al giorno.

I contagi stanno per raggiungere i 100 mila al giorno con la paura di un crollo sanitario non indifferente.

I dati parlano chiaro: il 68% della popolazione è vaccinata con ciclo completo, ma la campagna vaccinale nel Regno Unito ha subito un decisivo rallentamento dopo i primi mesi di avvio. Questo influenza e determina l’impennata di casi positivi e morti. 

In Italia sono più di 42 milioni i cittadini con il ciclo completato di vaccino, ed un’altra grande fetta aspetta solo la seconda dose. Si tratta di dati importanti, per cui è il caso di esser positivi. 

Abbiamo superato la soglia del 70% di popolazione già vaccinata a ciclo finito, che sostiene molto bene la curva dei casi positivi, che al momento e già da qualche settimana rimane sotto controllo. 

Già da 7 settimane la curva dei contagi rallenta, anche se adesso in modo più cauto. 

Ma non possiamo abbassare la guardia, come già successo in passato. 

Possiamo sperare in una cancellazione dell’obbligo del Green pass come si legge girando per il web? Vediamo cosa dicono le fonti ufficiali, quali notizie sono vere e quali sono false, almeno ad oggi. 

Prendiamo in esame solo i dati ufficiali e analizziamo cosa potrebbe succedere se decadesse il Green pass nei prossimi mesi. 

Covid-19 e Italia: cosa dicono i dati ufficiali 

Con l’obbligo del Green pass anche nei luoghi di lavoro, il numero dei tamponi effettuati sta decisamente aumentando e con lui anche il numero dei positivi sale

I tamponi effettuati in Italia sono aumentati del 50% negli ultimi giorni.

Sale la curva dei contagi, ma ancora è decisamente lontana dal farci destare preoccupazione. 

Ufficialmente lo stato di emergenza nazionale ha una data di scadenza ben definita e ormai conosciuta da tutti: il 31 Dicembre 2021.

Ma cosa succederà dal 1° Gennaio 2022? Tutto dipenderà solo e solamente dalla curva dei contagi. 

Pierpaolo Sileri, sottosegretario di Stato al Ministero della salute, si sente ottimista e dichiara che se tutto procede in questa direzione presa, con un aumento dei vaccinati ed un calo sempre costante di contagi e morti, allora non esiste ragione per non rispettare la data di scadenza di fine stato di emergenza

Sileri avverte: “Bisogna osservare ciò che accade. Le ondate ci saranno, ma saranno contenute e riservate prevalentemente ai non vaccinati. Ciò non toglie che anche tra i vaccinati potrà esserci un aumento anche se minore''

L’Italia al momento nel complesso mantiene il colore verde, che definisce un rischio basso e non preoccupante: dodici sono le regioni italiane colorate di verde e solo 7 di giallo

Covid-19: Regno Unito, Lettonia e Serbia 

Dal 19 Luglio 2021 il Regno Unito riapre tutto e inizia l’aumento dei vaccinati. Ma successivamente, questo dato rallenta e di conseguenza aumentano drammaticamente i contagi nel paese. 

Come una vera e propria bomba scoppiata, la curva dei morti da Covid-19 sale senza preavviso ed ora che andiamo verso i mesi più freddi dell’anno si teme il peggio. 

L’incubo del lockdown potrebbe ritornare e l’economia, che stava cercando di risollevarsi, teme il collasso. 

Il ministro della sanità, nel Regno Unito, conferma l’esigenza alla ripartenza della campagna vaccinale, come unico e solo mezzo per contrastare i dati terribili delle ultime settimane. 

Al momento si esclude per la Gran Bretagna un lockdown ma sicuramente serviranno dei finanziamenti supplementari per tenere in piedi il sistema sanitario nazionale.

In Lettonia, nel frattempo, torna ufficialmente il lockdown fino al 15 Novembre

Le regole sono chiare e purtroppo ci suonano molto familiari: coprifuoco a partire dalle ore 20:00 fino alle 5:00 del mattino, la maggior parte dei negozi rimangono con la saracinesca abbassata lasciando aperti solo quelle attività definite essenziali. Chiusi ristoranti, cinema e scuole e sono vietati gli assembramenti sia al chiuso che all’aperto. 

Ferme le sale chirurgiche e preposti reparti interamente dedicati all’emergenza Coronavirus negli ospedali e pressioni sul fronte vaccinazioni. 

Mentre il Primo ministro della Lettonia chiede scusa ai già vaccinati per essere ricaduti nell’incubo del lockdown causato da una copertura dei vaccinati non sufficiente abbastanza, la Serbia lotta contro una difficile campagna vaccinale che rimane ferma ad un numero basso, con il 43% della popolazione totale di vaccinati contro il Covid-19. 

Non è un dato fondato sul nulla, ma su una realtà che descrive come la situazione nei paesi con un numero di vaccinati più basso incide drasticamente e prepotentemente sul numero dei decessi e sulla curva dei contagi.

Green pass e probabili scenari previsti da Sileri per Natale

Il sottosegretario della Salute, Pierpaolo Sileri presuppone un Natale lontano dalle preoccupazioni, in cui non sembrano un miraggio le vecchie cene di natale insieme alla propria famiglia. 

“Salvo che non accadano cose strane tipo nuove varianti, io vedo un Natale in libertà. Ovviamente ci saranno ancora distanze e mascherina e ci sarà ancora il Green pass” Queste le parole speranzose del sottosegretario che annunciano però una dura verità: il Green pass non avrà vita breve e rimarrà obbligatorio almeno fino alla fine di quest’anno di stato di emergenza. 

Solamente solo quando il 90% o più della popolazione risulterà vaccinata potremmo valutare l’idea di abbandonare la misura del Green pass

In quanto con questa percentuale di popolazione “protetta” il virus del Coronavirus infettivo circolerà con grosse difficoltà e forse finalmente potremo chiudere quasi definitivamente questo brutto capitolo della storia italiana.

Terza dose in vista? Per chi?

Nel rispetto temporale dei sei mesi, dopo la seconda dose, il Ministero della Salute spinge verso il richiamo per la terza volta della dose di vaccino contro il Covid-19

Cominciata a Settembre con la platea degli over sessanta ed i più fragili, il Governo da il via alla terza dose anche per altre categorie.

Il Green pass ha una validità di 12 mesi per chi risulta vaccinato con doppia dose ed ancora in dubbio la possibilità che alla sua scadenza prevede la terza dose come rinnovo per la certificazione verde. 

I prossimi destinati alla terza dose sembrano essere già stati definiti dal Ministero della Salute, che con una circolare recente amplia la platea dei vaccinabili, includendo il personale delle Residenze sanitarie assistenziale, gli operatori sanitari ed i medici. 

In America, addirittura durante una diretta Tv (come le prime due volte), il presidente americano si è sottoposto alla terza dose di vaccino con un bel sorriso visibile sotto la mascherina nera che indossava. 

Green pass abolito? Quando e perché

Si tratta di una fake news quella che vede l’abolizione del Green pass, almeno per ora. 

Come abbiamo già accennato:

Almeno fino alla fine dello Stato di emergenza, che al momento ha una data di scadenza ferma al 31 Dicembre del 2021, il Green pass rimane obbligatorio e valido sia negli ambienti lavorativi e per esempio anche nei ristoranti, cinema ed eventi. 

Cosa c’è di vero su questa notizia che gira sul web? Poco e niente. 

Il malinteso nasce da una conversazione avvenuta a Luglio tra la testata online Facta ed un finto segretario nazionale di un partito italiano

La redazione ha mandato in rete la registrazione vocale che faceva riferimento ad una scadenza ipotetica dei vaccini, menzionando la data del 20 Ottobre. Inoltre si faceva riferimento a delle terapie obbligatorie per la cura del Covid approvate dall’unione europea, con la magica risoluzione definitiva al Covid in soli due giorni. 

Se mettiamo insieme le figure autorevoli tirante in ballo insieme all’estrema voglia di “libertà” a cui sembrano privarci con il Green pass (secondo alcuni): il gioco è fatto!

Ecco che il perché questa bufala sia diventata virale assume una certa ovvietà. 

Green pass: ti spiego di cosa si tratta

Anche se dubito tu non sappia ancora ad oggi cos’è il Green pass, ti spiego in breve alcuni punti essenziali. 

Il Green pass consiste in una certificazione “verde” che funge da lascia passare. Esiste nel formato cartaceo ed anche nel formato digitale. 

Il Green pass prevede che tu sia vaccinato, guarito da Covid-19 nei sei mesi precedenti oppure che tu abbia ricevuto l’esito di un tampone negativo entro le 48 ore precedenti se si tratta di un tampone rapido o entro le 72 ore se si tratta di un tampone molecolare.

Chi possiede il Green pass potrà essere “libero” di circolare tra i Paese europei senza obbligo di quarantena o altri tamponi. 

Con la certificazione Verde possiamo accedere ad eventi, come matrimoni o comunioni ecc, visitare musei, cenare al ristorante o guardare un film al Cinema! 

Insomma, il Green pass certifica che possiamo in tranquillità frequentare locali pubblici e privati senza molte altre restrizioni. 

Il Green pass è inoltre gratuito per i cittadini italiani sia se hanno deciso di vaccinarsi e sia se si è guarito dal Covid. 

Nel caso in cui, invece, non si ci voglia vaccinare ma risultando soggetti vaccinabili senza rischi o autocertificazioni che ne impediscono la somministrazione da parte di un autorità medica, il tampone sarà a pagamento

Il Green pass ha una validità di 15 giorni dalla prima dose di vaccino e ben nove mesi dalla seconda.

Nel caso di tampone negativo effettuato, la certificazione rimarrà valida 48 o 72 ore a seconda se rapido o molecolare, mentre se si è guariti dal Covid-19 la validità corrisponde ai sei mesi successivi al contagio.