Il Green Pass piace sempre meno, infatti in molti lo vorrebbero abolire. Da quando è stato reso obbligatorio per gli accessi ai locali al chiuso e a eventi e spettacoli, dal 6 agosto 2021, la Certificazione Verde ha raggiunto un livello di antipatia tale che non sono mancate anche le fake news che riguardavano una sua abolizione cinque giorni dopo la sua obbligatorietà nei luoghi di lavoro, pubblici o privati che siano.

A questo si aggiunge anche il Referendum No Green Pass, quello incentrato sull'abolizione della Certificazione Verde, posizione molto ben vista dagli ambienti No Vax o scettici riguardo all'utilità della Certificazione, come molti politici interni al Governo Draghi.

Perché mai un referendum per abolirlo? I motivi sono abbastanza ovvi: l'istituzione del Green Pass purtroppo ha comportato ad una serie di limitazioni.

Green Pass: a cosa serve e perché al lavoro?

La Certificazione Verde Covid-19, o Green Pass, serve per poter accedere in tutta tranquillità presso diversi luoghi che, dopo il 6 agosto 2021, sono stati limitati all'accesso per chi:

  • s'è vaccinato almeno con la prima dose (o monodose J&J);
  • ha fatto un tampone molecolare o antigenico, con esito negativo;
  • è esentato per la propria condizione clinica critica.

Tutti questi tre elementi determinano non solo l'ottenimento della Certificazione, ma anche l'accesso presso questi luoghi al chiuso. Inoltre, dal 15 ottobre 2021, scatterà come disposto dal decreto 127/2021, l'obbligatorietà nei luoghi aziendali, anche privati, aggiungendo questo tassello agli obblighi già imposto per i lavoratori de:

  • la pubblica amministrazione o per chi ha cariche istituzionali o elettive;
  • il Servizio Sanitario Nazionale (infermieri, dottori, chirurghi...);
  • i servizi hospice, RSA e strutture di lungodegenza;
  • le strutture scolastiche educative;
  • le istituzioni universitarie e dell'alta formazione artistica musicale e coreutica.

A questa limitazione si aggiunge anche il rischio, per chi non dovesse presentarsi al lavoro senza Certificazione, di andare in assenza ingiustificata, e, dopo 5 giorni, di trovarsi con lo stipendio sospeso. Anche se quest'ultima nota è in realtà abbastanza controversa, come già raccontato nel mio articolo.

E oltre al lavoro il problema, come detto, è anche negli accessi ai locali al chiuso, anche quelli per il ristoro.

Green Pass: ecco dove è obbligatorio usarlo

Il Green Pass è diventato tutt'uno col nostro modo di vivere da almeno 2 mesi: se devi andare ad un evento o anche solo desinare da qualche parte, se vuoi farlo al chiuso dovrai esibirlo all'addetto, altrimenti rischi non solo di non poter accedere, ma anche una sanzione amministrativa dai 400 ai 1000 euro (e se sei l'esercente anche la sospensione dell'attività).

Pertanto, è obbligatorio usarlo nei seguenti locali:

  • ristorazione (bar, pizzerie...) se servizio al tavolo e al chiuso,
  • intrattenimento (spettacoli, cinema),
  • eventi culturali o religiosi,
  • competizioni sportive,
  • istituti culturali o museali,
  • luoghi di cultura,
  • palestre e piscine,
  • centri benessere e termali (quindi occhio se fai richiesta del Bonus Terme);
  • fiere, sagre, convegni e congressi, 
  • parchi tematici e di divertimento, 
  • centri culturali e ricreativi, 
  • sale da gioco e casinò, 
  • concorsi pubblici.

A questi si sono aggiunti da settembre 2021 anche i mezzi, ma al momento solo quelli:

  • interregionali quali autobus o treni,
  • adibiti al noleggio. 

Probabilmente, qualora la curva dei contagi dovesse aumentare e diventare una potenziale "quinta" ondata, potrebbe esserci l'estenzione ai locali e al trasporto pubblico urbano

Una situazione del genere credo che basterebbe per proporre non più un solo referendum, ma una rivoluzione.

Referendum No Green Pass: perché questa proposta per abolirlo?

Davanti a queste limitazioni, e anche alle critiche relative all'efficacia e alla validità scientifica del Green Pass nella lotta contro la pandemia, molti personaggi pubblici, come professori, avvocati, ex consiglieri o rappresentanti politici, si sono mostrati contrari alla sua attuazione e al mantenimento nel lungo periodo di questa Certificazione.

L'idea del referendum nasce anche dalla spinta e dal successo straordinario di due referendum, uno sulla depenalizzazione dell'eutanasia (ormai a 1.2 milioni di firme) e uno sulla depenalizzazione della cannabis (che in 4 giorni ha raggiunto quasi 500.000 firme). 

Pertanto i promotori di questo referendum puntano in particolare alla grande spinta popolare e alla grande disponibilità del pubblico a firmare per una causa. E non solo.

Puntano anche al fatto che, vedendo limitate le proprie libertà e l'accesso al lavoro in maniera così repentina (in tre mesi buona parte delle attività sociali e lavorative sono sotto obbligo di Certificazione), il pubblico sia favorevole a questo referendum abrogativo, anche se si trattino comunque di motivi sanitari e di protezione della comunità.

Ma vediamo a che punto stanno!

Referendum no Green Pass: ecco perché non verrà abolito!

Attualmente il Referendum No Green Pass non sta vincendo la sua battaglia.

Aprendo la raccolta firme a settembre 2021, l'articolo 75 della Costituzione prevede che si raggiunga la minima di 500.000 firme. E hanno tempo fino al 31 ottobre

Pertanto se non raggiungono la minima perderanno il referendum, salvo nuove proroghe per la presentazione, come accaduto per i due referendum su eutanasia e cannabis, prorogati a causa di alcune problematiche da parte di alcune amministrazioni locali.

La conta delle firme non è attualmente disponibile, e questo fa presagire sulla possibilità di raggiungere la minima. 

A sua volta, secondo tale norma, ci penserà la Corte Costituzionale, che esaminerà la fattibilità della proposta davanti a quanto è previsto o limitato dalla Costituzione Italiana.

Nel caso in cui tale proposta risulti anticostituzionale, cioè contraria ad essa, non potrà passare allo step successivo, cioè al voto referendario, che secondo le attuali tempistiche sarebbe comunque disponibile per aprile 2022.

Ce la possono fare? Basti solo pensare che questi referendum oggi hanno anche la possibilità della firma digitale, tramite PEC o marca temporale. Addirittura per i referendum su cannabis ed eutanasia si poteva fare direttamente sul sito adibito, tramite però SPID o altri servizi di identità digitale. 

Anche per questo referendum è disposto un sito: referendumnogreenpass.it

Ma il problema non sono i mezzi, ma il tempo. Perché il vero punto è se questo referendum avrà un senso, non tanto da un punto di vista politico o sociale, ma proprio temporale, visto che la Certificazione Verde verrà comunque abolita, forse prima dell'arrivo della giornata referendaria.

Non serve il Referendum No Green Pass: ecco quando verrà abolito

Va detto che il Green Pass è attivo nella nostra vita sociale impropriamente dal 6 agosto 2021, ma nella realtà dei fatti era già disponibile nei mesi precedenti, in particolare dal 1 luglio 2021, quando, per garantire i viaggi all'estero tra paesi dell'area Schengen (cioè Unione Eruopea) era stato istituito questa Certificazione Europea, ma solo per questa necessità. 

Anche se la disposizione, unica in tutta l'Europa per la grande estensione degli obblighi, è cambiata in questi mesi, non è cambiata invece la sua tempraneità: il Green Pass è destinato a scadere, ad auto-abolirsi.

Entro quando? Quando non ci saranno più le condizioni di emergenza sanitaria, e cioè che il Covid non è più un problema per i cittadini italiani e non, e soprattutto per il Sistema Sanitario Nazionale.

Ma da febbraio 2020, l'emergenza viene rinnovata, per via della continuità della pandemia, pertanto l'unica data attualmente disponibile in cui (forse) verrà abolito è il 31 dicembre 2021, data entro cui il Governo Draghi dovrà decidersi se prorogare lo stato d'emergenza.

E ci tengo a precisare che lo stato d'emergenza è stato istituito solo per poter dare risposte in tempi brevi (anche se non esenti da errori o imprecisioni), in particolare per contrastare la diffusione di un agente patogeno che, attualmente, ha portato alla morte più di 130.000 persone di 18 mesi, molte delle quali persone fragili o d'età avanzata.

Qualora invece, confortati dai dati sulla pandemia, la situazione sia decisamente diversa rispetto all'inverno scorso, il governo potrebbe decidere per la fine di questa emergenza, e così annullare definitivamente la Certificazione.

Ovviamente non cinque giorni dopo la sua obbligatorietà nei luoghi di lavoro, come invece un sedicente politico ha voluto far credere.

Green Pass: la fake news della sua abolizione

Il 26 luglio 2021 è scoppiata questa bufala sull'abolizione del Green Pass entro il 20 ottobre 2021, cioè cinque giorni dopo la sua messa in obbligo per i locali aziendali pubblici e privati.

E' nata questa fake news a seguito dell'arrivo sulla chat Whatsapp della redazione Facta di un messaggio audio da parte di presunto segretario di un partito nazionale, anomino, che denunciava:

  • la scadenza di tutti i vaccini entro il 20 ottobre;
  • l'arrivo in Italia di cinque nuove terapie obbligatorie, coprovate dalle agenzie europee.

Terapie che, seppur obbligatorie, garantiscono ad un paziente affetto da Covid una guarigione prodigiosa entro 24-48 ore.

Ora, a parte l'anonimato, che spiega molto sull'attendibilità della notizia, ma, come già raccontato in un mio articolo, la scadenza dei vaccini e queste miracolose cure sono in realtà mistificazioni, oltre che imprecisazioni nei riguardi di altri fatti, veri ma complessi.

Ed è sullo stesso punto relativo al Referendum No Green Pass, basata anch'essa su delle imprecisazioni e delle leggerezze interpretative vòlte solo a propagandare, non a informare. Appunto su queste imprecisazioni lavo ha voluto invece fare chiarezza. 

Io semmai ti posso far chiarezza sul fatto che, se ti interessa alla fine avere questo Green Pass, basta solo farsi uno dei vaccini attualmente disponibili (Pfizer, Moderna, Astrazeneca). Basta solo una dose, ed è gratis. Semmai serve la pazienza di attendere 12 giorni per la consegna della Certificazione, e altri 3 per la validità. 

Poi è tutto apposto, fino alla prossima vaccinazione. Altrimenti dovrai farti tamponi su tamponi per ogni accesso, e questi sono a pagamento. E ti durano solo 72 ore dall'esito negativo (se positivo, ahimé, scatta la quarantena).

Oppure basta che tu soffra di una malattia cronica, e col Certificato Medico sei esentato. Dal Green Pass, ovvio, ma non dal Covid.