Da oggi venerdì 15 ottobre diventa obbligatorio per tutti i  lavoratori del settore pubblico e privato, essere in possesso di Green Pass per accedere ai posti di lavoro. La decisione, presa dal governo a settembre per incentivare gli indecisi a vaccinarsi, ha causato proteste e agitazioni sindacali, e fa temere il peggio per il funzionamento di alcuni asset strategici.

La pubblica amministrazione rischia una mancanza di personale in alcuni settori. Si teme per i trasporti pubblici nelle grandi città, come Roma o Milano. Ma anche le forze dell’ordine hanno registrato un tasso di vaccinazioni inferiore alla media nazionale. Si potrebbero registrare anche code agli ingressi degli uffici, nonostante la possibilità di controllare il Green Pass da remoto. 

La situazione più tesa è quella del porto di Trieste. La città, dove il movimento No Vax ha ottenuto un risultato inaspettato alle elezioni, entrando in consiglio comunale, dovrà affrontare lo sciopero dei lavoratori del porto, il 40% dei quali non è vaccinato. La mobilitazione, che non rispetta i vincoli di legge, è stata indetta dai sindacati di base, in polemica con quelli confederati. 

Green Pass al via, le regole da rispettare

Chiunque voglia presentarsi sul posto di lavoro da oggi dovrà esibire il Green Pass. La certificazione si può ottenere tramite vaccino, certificazione di guarigione dal Covid 19 o tampone negativo. Questa misura, oltre a garantire una maggiore sicurezza sul posto di lavoro, serve a spingere la campagna vaccinale facendo breccia nella fascia di popolazione ancora restia a immunizzarsi. 

Rifiutarsi di mostrare il Green Pass, o presentarsi al lavoro privi della certificazione, comporta multe e rischi sia per il lavoratore che per il datore di lavoro. Il lavoratore che non si presenta perché non munito di Green Pass è considerato assente ingiustificato. Chi invece viene trovato sul posto di lavoro ma privo di certificazione, rischia una multa da 600 a 1500 euro. 

Nel periodo di assenza il lavoratore non percepirà alcuno stipendio. I giorni di assenza ingiustificata a causa di mancanza di Green Pass non matureranno ferie, contributi o altre retribuzioni accessorie, e non contribuiranno agli scatti di anzianità del dipendente. Anche per i datori di lavoro si configurano alcune multe in caso di mancato controllo del Green Pass dei dipendenti. La sanzione amministrativa è però più bassa di quella inflitta al lavoratore, e va da 400 a 1000 euro. 

Discorso diverso vale per chi proviene dall’estero, come spesso capita ai camionisti. Alcuni di essi hanno infatti completato il ciclo vaccinale con vaccini non approvati dall’AIFA, come lo Sputnik russo o SinoVac, il vaccino cinese. Anche per queste persone presto dovrebbe essere disponibile il Green Pass, prima con approvazione dell’Agenzia italiana del Farmaco e poi con comunicazione ufficiale del ministero della salute. 

Green Pass al via, centinaia di migliaia di certificazioni in un giorno

Intano gli effetti della nuova norma sul Green Pass al lavoro si fanno sentire. La giornata di ieri ha fatto segnare un record di certificazioni scaricate in 24 ore. Oltre 563.000 Green Pass scaricati dai siti del governo e dall’applicazione dedicata, in buona parte ottenuti tramite tamponi. 

Anche i test per verificare la positività al Coronavirus hanno infatti fatto registrare numeri record. Questa tendenza dura ormai da alcuni giorni, dato il progressivo adeguarsi di alcune aziende, in anticipo rispetto all’introduzione del Green Pass obbligatorio. Ieri i test hanno superato i 300.000, stabilendo un nuovo record da inizio pandemia. 

Le nuove prime dosi di vaccino hanno fatto registrare una piccola crescita, circa 64.000 in un giorno. Sono ancora lontani gli obbiettivi del governo, ma questo risultato potrebbe cementare ulteriormente la posizione di Draghi. L’esecutivo vuole spingere la popolazione a vaccinarsi per poter eliminare tutte le restrizioni, Green Pass incluso, e punta proprio sull’effetto del super Green Pass per raggiungere questo scopo. 

Le farmacie intanto stanno reggendo la pressione di chi richiede i test per poter lavorare. Si teme però che nei peggiori scenari si possa tornare ad una carenza di tamponi cronica, come nella prima parte della pandemia. In alcuni casi ci sono prenotazioni già fino a Natale. 

Il prezzo dei tamponi è un’altra questione scottante. A differenza del vaccino infatti, lo stato ha deciso di non coprire i costi dei test per chi non volesse immunizzarsi. Così i lavoratori rischiano di dover spendere centinaia di euro al mese per accedere ai posti di lavoro. Per questo i sindacati e alcuni partiti chiedono tamponi gratuiti per tutti i lavoratori. Ma il governo è inamovibile su questo punto, al massimo si può pensare a ridurre ulteriormente i prezzi tramite anche sconti fiscali per le aziende. 

Green Pass al via, I disagi nei trasporti

Uno dei settori di chi si teme di più la paralisi in caso di assenze di massa a causa del Green Pass è quello dei trasporti. Sia nel pubblico che nel privato infatti, la mancanza di autisti potrebbe causare disagi massicci a chi si deve spostare o a chi attende merci. 

Il settore pubblico potrebbe andare in crisi nelle grandi città. Milano e Roma sono quelle che rimangono più sotto osservazione, anche se le primissime notizie del mattino non fanno registrare particolari disagi. Nel capoluogo lombardo sono previste 250 assenza tra gli autisti, oltre 1000 quelle preventivate nella capitale. 

In generale il settore del trasporto pubblico locale è tra quelli con la maggiore percentuale di non vaccinati, tra il 20% e il 30%. Non è detto che tutti i non vaccinati si rifiutino di andare a lavorare, ma comunque le amministrazioni locali stanno riprogrammando le corse, in modo da garantire almeno le fasce più frequentate da pendolari e studenti. 

Anche nei trasporti privati potrebbero verificarsi disagi. Come già detto i camionisti stranieri immunizzati con vaccini non approvati sono ancora in attesa del Green Pass, e non potranno scendere dall’abitacolo per le operazioni di carico e scarico dei TIR.

Il vero timore in questo settore è però quello di manifestazioni e blocchi stradali, che porterebbero a disagi per tutta la popolazione. I piccoli negozi sono spaventati a causa di un possibile rallentamento dei trasporti dei prodotti deperibili, che rischiano di dover essere buttati. 

Le paure si stanno diffondendo anche in altri settori dipendenti dal trasporto di merci. Dalle fiere di settore, che stanno offrendo tamponi gratuiti, alle microimprese come i piccoli ristoranti, in cui tutti i dipendenti sono fondamentali per il funzionamento delle attività lavorative e che rischiano per questo di non poter aprire. 

Green Pass al via, la situazione nei porti

Ma la situazione più tesa alla vigilia di questa giornata era quella dei portuali. La paura di un blocco delle attività degli scali merci italiani era anche più acuta di quella del rallentamento del trasporto su gomma. La chiusura dei porti potrebbe portare alla paralisi quasi totale del sistema produttivo, con conseguenze disastrose sull’economia. 

La situazione più tesa era quella del porto di Trieste. Il capoluogo friulano aveva già dato avvisaglie di una certa ostilità nei confronti dei vaccini durante le elezioni comunali. In questo frangente il Movimento 3V, partito antivaccinista che altrove ha avuto risultati irrilevanti, ha raggiunto quasi il 5%, entrando in consiglio comunale. 

Al porto poi la situazione dei non vaccinati è critica. Si calcola che il 40% del personale non sia immunizzato. L’assenza contemporanea di tutti questi addetti potrebbe compromettere le attività dello scalo triestino, tra i più importanti e trafficati d’Italia. 

Ad approfittare di questo malcontento sono soprattutto i sindacati di base. Mentre infatti CGIL CISL e UIL stanno con il governo, e condannano le proteste, le altre sigle si sono organizzate in uno sciopero che non rispetta i limiti imposti dalla legge per le attività strategiche. La paura è che questi manifestanti pratichino un’azione di picchettaggio, impedendo ai colleghi di entrare al lavoro. 

Le prime notizie del mattino però sembrano scongiurare questa ipotesi. I rappresentanti dei sindacati, che fin dalle prime ore della giornata si sono presentati di fronte ai varchi del porto, hanno assicurato che non interferiranno con le operazioni di entrata e controllo del Green Pass dei colleghi. Negli altri porti intanto la situazione sembra abbondantemente sotto controllo. A Palermo il 95% dei lavoratori è munito di certificazione, a Genova ci si sta organizzando per dirottare i TIR a varchi non presidiati dai manifestanti. 

Green Pass al via, i disagi per le manifestazioni

Oltre ai disagi causati dall’assenza dei lavoratori privi di Green Pass, oggi si dovranno mettere in conto anche quelli delle diverse manifestazioni di protesta. I No Green Pass scenderanno in piazza a Roma, tentando di replicare quanto accaduto lo scorso fine settimana. 

Questa volta però lo stato di guardia della polizia è altissimo. Dopo gli attacchi fascisti alla CGIL i gruppi violenti sono tenuti sotto stretta sorveglianza. Tra gli organizzatori delle proteste nella capitale si parla di assaltare le Scuderie del Quirinale e altre siti sensibili. Lo stato ha quindi rafforzato i presidi di polizia, nonostante le assenze preventivate anche tre le forze dell’ordine. 

La manifestazione romana sarà situata al circo massimo e limitata nel suo raggio d’azione, anche perché nella capitale oggi si tengono anche i comizi conclusivi dei due candidati a sindaco della città. Domenica e lunedì si terranno infatti i ballottaggi, e Michetti e Gualtieri chiuderanno la propria campagna elettorale proprio questa sera, l’uno in Campo dei Fiori, l’altro in Piazza del Popolo.

Le manifestazioni non finiranno oggi però. Sempre a Roma è prevista per sabato un grande corteo dei sindacati confederati, per manifestare solidarietà alla CGIL per l’attacco fascista alla sede romana del sindacato, avvenuto durante l’ultima grande manifestazione dei No Green Pass per opera di esponenti di Forza Nuova.