Dal 15 ottobre, ormai lo sappiamo, è stato esteso l’obbligo di presentazione del Green Pass non solo ai lavoratori che prestano servizio nella Pubblica Amministrazione ma anche a quei soggetti che operano nel settore privato. Prevedendo probabilmente le incertezze che sarebbero scaturite da questo provvedimento, il Governo ha provveduto per tempo a formulare e approvare due distinti decreti nei quali si elencano le linee guida per la gestione dei controlli agli ingressi delle aziende.

L’obbligo di presentazione del Green Pass per accedere al proprio posto di lavoro era stato introdotto con un decreto già il 21 settembre scorso. Tuttavia, le misure avevano destato qualche perplessità, in primo luogo di carattere giuridico-costituzionale. Molti commentatori, infatti, avevano fatto notare come l’estensione dell’obbligo di Green Pass anche ai lavoratori potesse presentare un profilo di illegittimità, in quanto avrebbe potuto creare una discriminazione tra i vaccinati e coloro che hanno scelto di non farlo, privando questi ultimi di un fattore essenziale della propria cittadinanza: il diritto al lavoro.

Altri dubbi, più di carattere pragmatico, sono stati sollevati dai datori di lavoro, i quali hanno lamentato il fatto di vedere scaricato sulle imprese l’onere dei controlli. Un altro tema è quello legato al mantenimento di un organico all’interno delle aziende tale da poter permettere le normali attività produttive.

In molti settori, infatti, la percentuale dei soggetti non vaccinati appare piuttosto alta. Se a ciò si aggiunge il fatto il dibattito sulla gratuità o meno dei tamponi, ne emerge una situazione che rischia di diventare esplosiva e si spaccare il paese tra i favorevoli al Green Pass (comunque, ancora la maggioranza) e chi invece ritiene si tratti di una misura liberticida e incostituzionale.

Nelle linee guida, il Governo ha così provato a tracciare un elenco di prescrizioni, per lo più rivolte ai datori di lavoro, grazie alle quali poter gestire nel migliore dei modi questo delicato passaggio. Proviamo dunque a capire di che cosa si tratta.

Che cos’è il Green Pass?

Innanzitutto, spieghiamo brevemente che cos’è il Green Pass per coloro che ancora non ne avessero chiare le caratteristiche.

La Certificazione Verde è un documento che viene emesso direttamente dal Ministero della Salute, ed è erogato automaticamente a tutti coloro che hanno effettuato almeno una dose di un vaccino anti-Covid autorizzato dall’EMA, che sono guariti dalla malattia da non più di sei mesi, o che hanno effettuato un test anti-Covid che abbia dato risultato negativo.

Il Green Pass si presenta come un QR code (ossia un codice a barre bidimensionale). Esso può essere esibito tutte le volte che è necessario sia in formato digitale che in formato cartaceo. Il rilascio del Green Pass è assolutamente gratuito.

Come funziona il Green Pass?

Il Green Pass, come abbiamo detto, viene rilasciato direttamente dal Ministero della Salute. Esso è emesso in modo automatico e invitato al cittadino una volta che il Ministero abbia ricevuto i dati delle vaccinazioni, dei tamponi o delle guarigioni dall’infezione da Covid-19 da parte delle Regioni o delle Province Autonome.

Non appena il certificato è processato ed è pronto, il cittadino riceve una comunicazione al recapito che ha comunicato all’ente che ha provveduto a somministrare la vaccinazione, che ha effettuato il tampone risultato negativo, o che ha attestato l’avvenuta guarigione. Il Green Pass, a questo punto, viene inoltrato al cittadino, nel caso egli sia in possesso dell’app IO sul proprio smartphone o tablet.

In alternativa, egli può scaricarlo sul portale dedicato accedendo all’area riservata. Per farlo occorre però dotarsi di un Profilo di Identità Digitale (SPID), di una Carta d’Identità Elettronica o di una Carta Nazionale dei Servizi. Al momento dell’accesso verrà inoltre richiesto anche il codice di autenticazione inviato quando è stata comunicata la disponibilità del Green Pass.

Tramite il QR code, il personale che provvede al controllo può avere accesso a tutte le informazioni necessarie per autorizzare il cittadino a fare ingresso sul posto di lavoro, in luoghi pubblici e in qualsiasi altro contesto in cui sia richiesta la presentazione del certificato verde. Nel caso in cui il controllo abbia esito positivo, l’operatore non avrà accesso ai dati relativi alla vaccinazione o allo stato di salute del cittadino, ma vedrà soltanto apparire sul dispositivo con il quale procede al controllo una spunta che attesta la validità del certificato e i dati del soggetto (nome, cognome, data di nascita).

La spunta sarà verde nel caso in cui il certificato presentato abbia validità in tutto il territorio dell’Unione Europea. Sarà invece di colore azzurro se il certificato ha validità soltanto sul territorio italiano.

A cosa serve il Green Pass?

Grazie al Green Pass, i cittadini hanno la possibilità di accedere a tutti i luoghi, pubblici e privati, per i quali è richiesta la certificazione verde. E possono inoltre viaggiare in libertà in tutta Europa, compresi alcuni paesi che non sono membri dell’Unione Europea (Svizzera, Israele, Principato di Monaco, Islanda, Norvegia, etc.)

Inoltre, a partire dal 15 ottobre 2021, il Green Pass è obbligatorio per tutti coloro che devono recarsi presso il posto di lavoro, sia esso svolto per la Pubblica Amministrazione o per imprese private. L’obbligo terminerà a partire dal 31 dicembre 2021, data in cui giungerà al termine lo stato di emergenza legato alla pandemia da Covid-19.

Grazie al Green Pass è anche possibile accedere ai mezzi pubblici che consentono di spostarsi all’interno del territorio italiano. La presentazione del certificato è infatti richiesta per gli spostamenti in aereo, per gli spostamenti in treno o autobus verso un’altra regione, per gli spostamenti effettuati su traghetti o navi, e inoltre anche per l’utilizzo di seggiovie e funivie.

Anche gli studenti, così come i docenti e il personale scolastico, sono soggetti all’esibizione del Green Pass. Come si legge sul sito del Ministero, infatti, 

«chiunque accede a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative è tenuto a possedere la Certificazione verde Covid-19.»

Grazie al certificato verde è anche possibile accedere alle strutture sanitarie. Ciò consente la visita di parenti e visitatori ai pazienti ricoverati presso strutture pubbliche e private. Naturalmente, gli accessi sono ammessi soltanto per la visita a soggetti che non sono affetti da Covid-19.

Il Green Pass è poi richiesto per l’accesso presso una grande varietà di locali e attività svolte al chiuso. In particolare, è necessario esibire la certificazione per poter consumare nei locali chiusi cibi e bevande in ristoranti, bar, pub e in generale i servizi di ristorazione. È necessario per assistere a eventi sportivi, per accedere a mostre e musei, palestre, piscine, sagre, centri termali, cerimonie civili o religiose, discoteche.

Le linee guida sui controlli per il Green Pass nelle aziende

Come già s’intuiva dal decreto che istituiva l’obbligo del Green Pass sui posti di lavoro, i controlli agli ingressi delle aziende spettano ai datori di lavoro. Naturalmente, questi sono autorizzati a delegare questa attività a un qualsiasi lavoratore interno all’azienda.

I controlli dovranno preferibilmente essere effettuati presso le zone che permettono l’ingresso nel posto di lavoro. Il Governo consiglia le imprese di dotarsi dei sistemi informatizzati per procedere alle verifiche sui QR code dei dipendenti e collaboratori che accedono nelle aziende. Uno degli strumenti che possono essere convertiti a questa funzione sono i tornelli installati all’ingresso delle aziende, i quali possono essere integrati per procedere, oltre al controllo dei badge, anche alla verifica del Green Pass.

Qualora l’impresa, per problematiche di carattere tecnico o economico, sia impossibilitata a effettuare controlli mediante strumenti automatizzati, essa ha la facoltà di disporre dei controlli a campione. Ciò può essere fatto attraverso l’applicazione ufficiale del governo “VerificaC19”, disponibile per smartphone e tablet.

Grazie a tale applicazione è possibile procedere al controllo del QR code senza che sia necessario disporre di una connessione internet attiva. Una volta effettuato il controllo, l’applicazione cancella i dati appena processati, senza che dunque possano presentarsi profili di illegittimità dal punto di vista della privacy.

I lavoratori sprovvisti di Green Pass, o dell’attestazione che dimostri che hanno diritto al certificato verde senza averlo ancora ricevuto, o ancora di un certificato di esenzione dalla vaccinazione, non potranno fare ingresso presso il proprio posto di lavoro. Il Governo, in questo senso, si è dimostrato piuttosto risoluto, prevedendo sanzioni salate per i lavoratori che eludono i controlli e accedono al posto di lavoro pur non avendone diritto. Le multe vanno infatti da un minimo di 600 a un massimo di 1500 euro.

Chi non presenta il Green Pass al datore di lavoro, e non verrà pertanto ammesso in azienda, è da considerarsi assente ingiustificato. Questo comporta la sospensione dalla propria attività fino al momento della presentazione della certificazione verde. I giorni di assenza non verranno pagati, non concorreranno alla maturazione di permessi o ferie. Al tempo stesso, però, l’assenza ingiustificata motivata dalla mancanza del Green Pass non può essere causa di licenziamento.

Quanti Green Pass sono stati rilasciati?

Al momento, secondo i numeri forniti dal Ministero della Salute, i Green Pass rilasciati ai cittadini italiani sfiorano i 100 milioni.

Il maggior numero di essi è stato rilasciato a giugno 2021, cioè nelle primissime settimane dalla sua introduzione, perlopiù a cittadini che avevano effettuato almeno una dose di vaccino o completato il ciclo vaccinale. Gradualmente, il rilascio di nuovi certificati verdi si è andato sempre più rivolgendo verso cittadini che hanno effettuato tamponi con esito negativo. Una minima parte è stata invece rilasciata a coloro che sono guariti dalla malattia.