Green pass Covid: ecco come si tornerà a viaggiare

La Commissione europea sembra arrivata a una soluzione per riattivare il turismo in tempo di Covid. Il Green pass, uno documento digitale che permette tre opzioni per tornare a viaggiare liberamente in Europa, anche se restano ancora dei dubbi sul suo utilizzo.

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L’Europa procede a passi spediti verso la ripresa del turismo prevista per l’estate 2021, con molti stati membri che si sono fatti avanti con programmi strutturati per i viaggiatori dall’estero. Tra i paesi europei la più risoluta sembra essere la Grecia, che con un apporto turistico vicino al 20% del PIL non vuole attendere oltre per accogliere i turisti nelle città d’arte e sulle spiagge, con un piano di ingressi monitorati che partirà dal 14 maggio 2021.

La pressione dei paesi europei ha spinto Bruxelles ad attivarsi in poco tempo, creando il Green pass, quello che a tutti gli effetti si presenta come un passaporto sanitario, del quale si sta discutendo sin dall’inizio delle vaccinazioni. 

La proposta è stata avanzata dalla Commissione europea e sarà discussa nei prossimi giorni. La maggioranza dei governi si dice d’accordo, ma resistono alcune tensioni. Per l’Europa il progetto deve essere superare l’iter legislativo in poco tempo, così da poter essere adottato prima che inizi l’estate.

 

Non un passaporto vaccinale: cos’è il Green pass

Il Green pass è il lasciapassare per una vera svolta negli spostamenti all’interno dell’Unione Europea, permettendo ai cittadini di muoversi in sicurezza per turismo, per lavoro o per ritornare al paese d’origine (basti pensare a tutti i giovani italiani che vivono all’estero e non possono tornare in Italia senza dover affrontare settimane di quarantena obbligatoria). 

Si tratta di un documento digitale munito di codice QR che può essere mostrato dal cellulare oppure stampato, come si fa con un normale biglietto aereo. Il rilascio ai cittadini spetterà a ogni governo, che tramite centri diagnostici, ospedali o altri servizi sanitari darà ai cittadini la possibilità di viaggiare liberamente. 

Il Green Pass sarà fornito ai cittadini gratuitamente e sarà in due lingue: quella del paese in cui è stato rilasciato e l’inglese.

 

Tre alternative per viaggiare

Il Green pass non obbliga alla vaccinazione, ma propone tre alternative per la sicurezza del viaggiatore:

• Essere vaccinati

• Essere risultati negativi al tampone effettuato entro 48 ore dalla partenza

• Essere guariti dal Covid e aver sviluppato gli anticorpi

Il commissario Ue per la Giustizia, Didier Reynders ha dichiarato alla stampa che la misura “vuole evitare ogni forma di discriminazione tra i cittadini, proponendo tre alternative per tornare a viaggiare. In questo modo saranno incluse anche quelle persone che non possono vaccinarsi o non rientrano ancora nel piano vaccinale”. Potranno viaggiare quindi anche i giovani in buona salute, ultimi in ordine di priorità per la campagna vaccinale, e i minori di 16 anni, al momento esclusi dalle vaccinazioni.

Tutti i vaccini approvati dall’EMA sono consentiti per ottenere il Green pass, ma si faranno delle eccezioni per Sputnik e Sinovac, ancora privi di riconoscimento europeo. In quel caso sarà a discrezione degli stati membri accettare o meno visitatori con quel tipo di vaccino.

 

Privacy e tutela dei dati

Una così massiccia raccolta dati deve essere fatta con estremo rigore. Bruxelles assicura comunque che le informazioni necessarie per ottenere il pass saranno minime e criptate e riguarderanno prevalentemente l’ente che ha eseguito la vaccinazione o elaborato il tampone o il test sierologico. 

L’Europa preme su progetto anche per questo aspetto, definendolo “un'opportunità per influenzare gli standard globali e dare il buon esempio sulla base dei nostri valori europei come la protezione dei dati”.

Il codice QR presente sul documento nient’altro sarà che la firma digitale della struttura dove è stato rilasciato il certificato, a cui ogni governo rilascerà una chiave di firma. Ogni chiave digitale è protetta all’interno di una banca dati centrale ad ogni Paese. Successivamente la Commissione europea rilascerà un gateaway con il quale le firme potranno essere verificate. In questo modo si proteggono i dati del cittadino e si riduce al minimo il rischio di truffe o falsificazioni.

Lo stesso Garante della privacy si è detto favorevole all’iniziativa, considerata più ponderata rispetto ai “passaporti vaccinali” proposti in molte zone europee, tra cui l’Italia. L’ente non nasconde però delle perplessità su chi e come avrà accesso ai dati contenuti nel Green Pass, tra cui ristoranti, alberghi o attività commerciali. Un punto che la Commissione europea non ha ancora chiarito del tutto.

 

Tutela e restrizioni in Europa

Al momento gli spostamenti all’estero sono limitati e molti stati membri (tra cui l’Italia), obbligano i visitatori a una lunga quarantena di 14 giorni. Per chi viaggia per turismo o per motivi familiari è impensabile assentarsi dal lavoro per tutto quel tempo, oltre ai giorni effettivi del viaggio. 

I detentori del Green pass sarebbero esenti dalla quarantena, evitando discriminazioni sia per le persone vaccinate che per quelle con tampone negativo o guarite dal Covid-19. Ovviamente i viaggiatori saranno comunque tenuti a rispettare le regole interne del paese ospitante, come coprifuoco, divieto di assembramenti e obbligo di mascherina.

 

Paesi extra UE

Il certificato potrà essere rilasciato sia a cittadini europei che extraeuropei residenti in UE e alle loro famiglie, oltre alle persone di nazionalità extraeuropea che devono recarsi in uno stato membro per motivi validi e dimostrabili, come lavoro o salute. Il Green pass avrà validità anche in Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein, mentre la Gran Bretagna non si è ancora espressa in merito.

 

Green pass: validità e controlli

La validità del certificato dipenderà dal tipo di criterio scelto. Se guariti dal Covid-19 il passaporto avrà una durata massima di 180 giorni, mentre si parla di un mese per i tamponi negativi. Per chi invece ha effettuato la vaccinazione si aspettano ancora dati certi sulla durata della copertura immunitaria, in attesa che il 70% dei cittadini europei si vaccini entro l’estate.

In ogni caso si tratta di un certificato temporaneo, che cesserà di esistere una volta che l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarerà terminata l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia. 

 

Grecia e Austria non aspettano 

Come accennato all’inizio dell’articolo, molti paesi europei premono enormemente per il ritorno al turismo in sicurezza, una filiera gigantesca che sposta ogni anno miliardi di euro e comprende alberghi, settore dei trasporti, ristorazione, attività sportive, spa e terme, impianti sciistici e balneari, eventi e tantissime altre attività ferme da un anno.

Grecia e Austria hanno presentato nelle scorse settimane il loro “piano d’azione” per ricominciare ad accogliere i turisti in breve tempo. Sebastian Kurz, il cancelliere austriaco, ha dichiarato che “Vienna non aspetterà l’Europa”. In cantiere c’è il progetto di un certificato molto simile a quello proposto dalla Commissione europea, ma dedicato esclusivamente alle persone che hanno effettuato il tampone con risultato negativo. 

Un documento munito di codice QR dichiarerà il referto negativo, permettendo alla persona di muoversi liberamente sul territorio. L’applicazione in Austria di questo lasciapassare dovrebbe avvenire “entro metà aprile, mentre al più tardi verso giugno saranno implementate le funzioni per registrare persone vaccinate o immuni al virus dopo averlo contratto”.

La Grecia invece ha pianificato un rigoroso programma per i turisti, in avvio da maggio 2021. Chi arriverà ad Atene con tampone negativo entro le 48 ore, immune dopo aver passato il Covid-19 o vaccinato potrà muoversi liberamente sul territorio, con la possibilità per il governo greco di effettuare tamponi a campione ai turisti stranieri, servendosi dei test rapidi. Si sta inoltre organizzando la cerficazione "Covid free" per le isole dell'arcipelago greco.

Insieme a loro anche altri paesi hanno avviato le procedure di “certificazione” ben prima della proposta europea. Estonia e Polonia utilizzano da febbraio un sistema di autorizzazioni basato sulla blockchain e munito di QR code. Insieme a loro anche l’Islanda, che da gennaio rilascia un documento ai cittadini vaccinati. Quest’ultimo provvedimento sarà presto adottato anche dalla Danimarca e dalla Svezia.

Infine non si può non citare Israele, che grazie a una campagna vaccinale mastodontica si sta avviando a riprendere la vita pre-Covid, con festival e concerti. Si tratta del primo paese al mondo a tornare alle normali attività grazie ai vaccini. Inoltre, l'idea e il nome stesso dell'iniziativa europea derivano proprio dal piano per il ritorno al turismo previsto dal Paese.