Il green pass in Italia è obbligatorio sempre più spesso, ma non per tutti. Forse proprio perché sempre più richiesto, passa un po' sotto traccia il fatto che esistono delle eccezioni alla richiesta di possederlo per poter accedere a un'ampia gamma di luoghi e attività. 

Resta vero però che il certificato verde prevede dei casi di esenzione per alcune categorie di persone, in base all'età, alla categoria di appartenenza o alle condizioni di salute. Non è forse una notizia gettonata come altre dell' “universo pandemia”, ma non mancano le testate che ne parlano: lo fanno, tra le altre, Sky TG 24, QuiFinanza e Il Sole24ore.

Obbligo per i lavoratori da metà ottobre

A proposito di obbligo del green pass c'è anche da segnalare che il Presidente Mattarella ha firmato il decreto legge che ne prevede l'estensione dell'obbligatorietà per tutti i lavoratori dal 15 ottobre. Questo per qualcuno si traduce in un indiretto obbligo vaccinale, ma comunque resta il fatto che in questi giorni la nuova norma ha fatto schizzare verso l'alto la prenotazione della prima dose di vaccino da parte di chi ancora non aveva nemmeno iniziato il ciclo vaccinale. 

Resta però anche il fatto, forse meno declamato di altri dai mass media, che non tutti sono obbligati ad avere il green pass per lavorare o per accedere ai luoghi in cui per gli altri è obbligatorio (per esempio, cinema, teatri, stadi, o anche la scuola per genitori e personale esterno).

Vediamo allora come funziona l'esenzione dal green pass: a chi spetta, come si ottiene e quanto dura. come si ottiene. Lo spiega dettagliatamente una circolare del Ministero della Salute che si può trovare a questo link.

Fino a quando vale l'esenzione

Avvisiamo subito che c'è un grosso limite all'esenzione dal green pass, cioè la sua validità. Che, almeno al momento, è solo fino al 30 settembre, “salvo ulteriori disposizioni” dice la circolare del Ministero della Salute.

Restano validi fino alla stessa data anche i certificati di esclusione vaccinale già emessi dai Servizi sanitari regionali, per esempio per chi ha manifestato problemi di salute tra la prima e la seconda dose di vaccino, come reazioni allergiche oppure chi ha avuto parere negativo alla vaccinazione da parte del medico, a causa di patologie precedenti, oppure ancora quanti non possono vaccinarsi per patologie in corso.

Esentati e obbligati hanno gli stessi permessi

Il motivo è che la certificazione dell'esenzione viene ancora rilasciata in formato cartaceo: non essendo ancora possibile l'emissione digitale della certificazione, non ne è possibile neanche la verifica digitale. Quando sarà avviato il sistema di emissione e verifica delle esenzioni a livello nazionale sarà possibile anche avere una proroga della validità della certificazione medica che dà diritto all'esenzione dall'obbligo di green pass. 

Chi ottiene l'esenzione potrà accedere a tutte le attività per cui il geen pass è obbligatorio per la maggioranza delle persone: dalle attività lavorative a quelle ricreative, ai mezzi di trasporto a lunga percorrenza, all'accesso alle strutture scolastiche per genitori e personale esterno. Ricordiamo, a proposito, che sono esclusi dall'obbligo infatti gli studenti delle scuole, mentre l'obbligo di green vige per gli universitari.

Chi non può vaccinarsi non ha l'obbligo del green pass

In generale, l'esenzione dall'obbligo del green pass è conseguenza del fatto che non si è tenuti a vaccinarsi – come nel caso dei minori di 12 anni – oppure non si ha la possibilità di farlo per varie ragioni di salute. 

I primi a essere esentati dall'obbligo del green pass sono i bambini fino a 12 anni non compiuti, perché per loro non è prevista la vaccinazione anti Covid-19, che è la via maestra per ottenere il green pass.

Analogamente, coloro che non possono vaccinarsi per motivi di salute, certificati da adeguata documentazione medica, sono di conseguenza esentati dall'obbligo di avere il green pass. 

Un altro caso di eventuale esenzione dal green pass è quello delle donne in gravidanza, alle quali può essere rilasciato un certificato di esenzione temporanea dalla vaccinazione, e quindi anche l'esenzione temporanea dal green pass. Anche se il Ministero della Salute chiarisce che la vaccinazione, in generale, non è controindicata per le donne in  gravidanza.

I casi di vaccinazione sospesa

Ci sono poi alcuni casi di possibile sospensione della vaccinazione, e di conseguenza di esenzione dall'obbligo del green pass.

Una riguarda coloro che entro sei settimane dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino manifestano la sindrome di Guillain – Barrè, per cui non è prudente iniettare la seconda dose dello stesso vaccino, e occorre valutare l'uso di un vaccino diverso, come per coloro che hanno avuto una reazione allergica alla prima somnministrazione.

La sindrome di Guillain – Barrè – come spiega il sito msdmanuals.com - sembra essere causata da una reazione autoimmune ed è una neuropatia che si  manifesta con una debolezza muscolare: può durare da qualche giorno a qualche settimana, per poi rientrare da sola, e può essere ridotta con opportuno trattamento.

Meno netto, ma altrettanto chiaro, il caso di chi ha fatto la prima dose di vaccino e ha avuto una reazione allergica: in questo caso si può valutare la possibilità di somministrare la seconda dose di un vaccino diverso per la seconda dose, e quindi potesi dotare del green pass.

Ci sono altri casi ancora di esenzione dall'obbligo di green pass legati all'impossibilità di avere la seconda dose di vaccino. Come quello di coloro che dopo la prima dose di vaccino Pfizer o Moderna hanno manifestato casi di miocardite o di pericardite.

I vaccinati a San Marino

Un altro caso ancora di esenzione dal geen pass è per coloro che hanno ricevuto il vaccino sperimentale ReiThera, una o due dosi. In questo caso il certificato di esenzione viene rilasciato dal medico responsabile del centro dove è stata eseguita la vaccinazione. 

Da ultimo, sono esenti dall'obbligo di geen pass, e in questo caso per qualche settimana in più rispetto agli altri, e cioè fino al 15 ottobre 2021, coloro che sono stati vaccinati nella Repubblica di San Marino e hanno un certificato di vaccinazione rilasciato dalle autorità sanitarie locali. Il motivo di questo caso di esenzione è che manca ancora una circolare del Ministero della Salute che definisca le modalità di vaccinazione in coerenza con le indicazioni dell'Agenzia Europea per i medicinali.

Come è fatto il certificato di esenzione

A rilasciare la certificazione di esenzione dalla vaccinazione e quindi dall'obbligo di avere il green pass, certificazione gratuita, sono i medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle Aziende ed Enti dei Servizi sanitari regionali o i medici di medicina generale o pediatri di libera scelta dell’assistito che operano nell’ambito della campagna di vaccinazione nazionale.

La certificazione deve contenere i dati del soggetto interessato, la dicitura tecnica che riguarda l'esenzione dalla vaccinazione, la sua validità per l'accesso ai luoghi in cui è richiesto il green pass, con richiamo al Decreto legge del 23 luglio 2021, n. 105, timbro e firma del medico certificatore e  i dati relativi al Servizio vaccinale delle aziende del Servizio sanitario regionale in cui opera, e la data di scadenza della validità del certificato. Non possono esserci dati sensibili, per esempio il motivo dell'esenzione dalla vaccinazione.

Il Ministero avvisa infine che anche per gli esenti dal green pass restano valide le norme di cautela quali uso delle mascherine dove prescritto, mantenere distanziamento, evitare gli assembramenti e la disinfezione frequente in particolare delle mani.

Le regole per chi deve avere il green pass

Visti casi e modalità di esenzione, ricordiamo infine le regole del green pass per chi è tenuto ad averlo, visto che tra l'altro si va sempre più verso un'estensione dell'obbligo. Il green pass si ottiene con la vaccinazione (singola o doppia a seconda dei vaccini), con un tampone negativo o con la certificazione di guarigione dal Covid-19 nei 6 mesi precedenti. 

La durata di validità del green pass cambia a seconda di come lo si è ottenuto: per chi ha fatto una sola dose di vaccino, comincia 15 giorni dopo la somministrazione e dura fino alla data del richiamo. Per chi ha fatto anche la seconda dose (o la dose unica nel caso lo preveda il vaccino impiegato) vale 9 mesi prima del 19 settembre e 12 mesi se ottenuto a partire da questa data.

Per chi ha fatto un tampone nelle 48 ore precedenti, la validità è di 48 ore dal momento però del tampone, e non del rilascio del green pass. Quindi bisogna fare attenzione a quando serve e quando lo si ottiene. É allo studio la possibilità di estendere la validità di questo green pass temporaneo a 72 ore, cioè da due a tre giorni interi.

Per chi è guarito dal Covid-19 il green pass vale 180 giorni, se però ci si sottopone a una dose di vaccino dopo la guarigione dal Covid-19 si ottene un green pass valido per un anno dalla data della vaccinazione. 

L'obbligo del green pass vige almeno fino a fine 2021, ovvero la data in cui, al momento, è fissata la scadenza dello stato di emergenza dovuto alla pandemia da coronavirus.

Un argomento controverso

Mentre se ne definiscono regole e tempistiche, il green pass – introdotto come obbligo a partire dai primi giorni di agosto – resta una sorta di “trending topic” del dibattito politico ma anche sociale in Italia. Per l'opposizione, come accennato, equivale a un obbligo vaccinale indiretto, per chi lo sostiene è una misura a tutela della salute propria e altrui, anche se in effetti è una misura politica più che sanitaria. L'Italia è comunque il primo Paese europeo ad aver adottato l'obbligo di green pass per tutti i lavoratori.