I contagi da Covid-19 pare stiano riiniziando ad aumentare; solo ieri nel nostro Paese sono stati contati 6.403 nuovi casi. L’obiettivo dell’Esecutivo guidato dal Premier Draghi, però, è quello di tenere l’Italia aperta per evitare di danneggiare l’economia che sembra iniziare a muovere i primi passi decisi. 

Tra le ipotesi per mantenere il Paese aperto c’è sicuramente quella di modificare la durata del certificato verde, il Green Pass, e tutelare le due categorie vaccinati e guariti, alla stregua della Germania di Angela Merkel.

Rimane, però, da capire come comportarsi con gli agguerritissimi No-Vax che ormai da più di un mese continuano a manifestare nelle principali piazze italiane per dire NO al vaccino e al conseguente obbligo di possedere la certificazione verde.

Scopriamo insieme le novità delle ultime settimane e la linea che il Governo intende adottare per far fronte a questa problematica. 

Green Pass e Super Green Pass, gli aggiornamenti

Il Governo guidato dall’ex Presidente della Banca Centrale Europea aveva già detto in passato che qualora la linea presa non fosse bastata, sarebbe stato pronto a indurire il provvedimento

Pare, infatti, che tra pochissimo i cinema, ristoranti, palestre e altri luoghi di ritrovo possano ricevere solamente le persone guarite dal virus, oppure le persone che si sono sottoposte al vaccino. 

La scelta verrà presa a imitazione della Germania, dove il ministro della Sanità tedesco, Jens Spahn, ha dichiarato che a fine anno vi saranno solamente tre categorie di persone: vaccinati, guariti o morti. In Germania, infatti, verrà adottata la linea delle 2G che limiterebbe l’accesso a esercizi commerciali ai vaccinati o a coloro che sono guariti dal Covid-19.

C’è da dire, che nella Germania della Merkel i contagi da Covid-19 sono più del triplo di quelli italiani. In Italia, ieri c’erano 6.403 contagi, contagi che, però, spaventano il nostro Governo. Una terza ondata e le successive chiusure, infatti, metterebbero in ginocchio, nuovamente, la nostra economia che, proprio ora, sembra che stia iniziando a muovere i passi più decisi verso la ripresa.

Palazzo Chigi preme l’acceleratore verso il nuovo decreto, che è quasi certo, stravolgerà la vita delle persone. Proprio come in Germania, chi non risulterà vaccinato o guarito dal Covid-19 non potrà accomodarsi al tavolo di un ristorante, non potrà andare a teatro, allo stadio, ma nemmeno in discoteca o a sciare.

Pare proprio che l’esecutivo guidato da Mario Draghi stia sposando la linea dura che è stata proposta dai presidenti delle Regioni. Il Super Green Pass verrà rilasciato unicamente ai vaccinati e ai guariti dal Covid-19, ma non si potrà più ottenere con i tamponi. Inoltre, per alcune categorie di lavoratori, verrà esteso l’obbligo vaccinale.

Insomma, pare proprio che dovremo dire addio al vecchio Green Pass, tutto sommato molto permissivo, per lasciar posto al nuovo Super Green Pass, con regole molto più rigide per salvare il Natale e la stagione turistica. Il Governo vuole evitare di ricorrere nuovamente a lockdown generalizzati o divisi per Regioni. 

Super Green Pass, le ipotesi del Governo

Pare certo che verrà introdotto il Super Green Pass, ma non si sa come. I governatori delle Regioni, infatti, si domandano se questa nuova certificazione verde dovrà entrare in vigore da subito, per tutti, oppure verrà seguita solamente dalle Regioni che entreranno in fascia gialla, arancione o rossa

Sembrano chiare, invece, le idee di Roberto Occhiuto (Forza Italia), il Presidente della Regione Calabria, che chiede delle restrizioni da subito per tutti i non vaccinati, a prescindere dai colori delle regioni di appartenenza. 

In questi giorni, poi, l’Esecutivo dovrà valutare altre misure, come ad esempio il ritorno della mascherina chirurgica anche all’aperto. A proporre questa nuova restrizione che imporrebbe di proteggere le vie respiratorie anche all’aperto, è stato Luca Zaia, governatore della regione Veneto, ma ancora la decisione non è stata presa. 

Sembra, invece, certo che non solo ci sarà un obbligo di terza dose per tutti, ma che verrà anticipato a cinque mesi dalla seconda dose. L’Agenzia Italiana del Farmaco, Aifa, ha dato il via libera alle somministrazioni, se pur “in un’ottica di massima precauzione”.

Nel frattempo, il Ministro della Salute Roberto Speranza sta continuando a lavorare per sbloccare la dose booster di vaccino, somministrabile a tutti i cittadini, indipendente dall’età degli stessi. 

 Su una cosa, però, sembra che al Governo siano tutti d’accordo: non dovranno esserci ulteriori restrizioni per i vaccinati che non gioverebbero all’economia, oltre che alla libertà dei cittadini, le chiusure generalizzate fatte dopo le vaccinazioni. 

Proprio per questo anche le Regioni spingono sul Super Green Pass, un Green Pass per soli vaccinati e guariti dal Covid, che escluderebbe chi si fa i tamponi, considerati ormai poco attendibili. 

Neppure il Leader politico di destra, Matteo Salvini, pare non si voglia opporre in alcun modo alle nuove restrizioni, seguendo la linea politica di Fontana e Zaia. 

La terza dose verrà resa obbligatoria quanto prima per coloro che lavorano all’interno delle Rsa e anche per tutto il personale sanitario, nonostante ci sia, per citare il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, “una certa indolenza anche nel personale medico”.

Per il resto Confindustria e Cgil sono d’accordo: l’arma più potente per scongiurare una terza ondata, collasso degli ospedali, morti e chiusure generalizzate è il vaccino. Si discuterà in questi giorni a Palazzo Chigi proprio sulla terza dose.

Alcuni, come Landini e Bonomi domandano a gran voce che l’obbligo vaccinale sia esteso a tutti i cittadini, mentre l’esecutivo pare voglia andare coi piedi di piombo, valutando un obbligo iniziale rivolto solamente ad alcune categorie di lavoratori. 

Tra le categorie interessate alla terza dose di vaccino c’è sicuramente il personale sanitario, quello scolastico, oltre che il personale delle Rsa e i dipendenti della pubblica amministrazione che lavorano agli sportelli e, dunque, a contatto col pubblico. 

Le altre ipotesi per scongiurare una terza ondata

Altre ipotesi che il Governo sta prendendo in considerazione sono le certificazioni verdi Covid-19 obbligatorie per salire sui mezzi di trasporto pubblico

Per adesso, infatti, i Green Pass vengono controllati unicamente per prendere treni a lunga percorrenza, navi, aerei e traghetti. C’è, dunque, la possibilità che l’Esecutivo estenda tale obbligo ai mezzi di trasporto pubblico, come bus, treni regionali e metropolitane.

Ci sono alcuni governatori delle Regioni che, invece, puntano alla riduzione della validità del Green Pass. Chiedono, infatti, che si passi dai 12 mesi di validità ai 9 mesi e, in alcuni casi, la richiesta arriva addirittura a sei mesi di validità.

Tra gli argomenti più scottanti sul tavolo delle proposte c’è sicuramente quello dei tamponi. Ricordiamo, infatti, che se il Governo deciderà di seguire la linea tedesca, i tamponi risulteranno pressoché inutili poiché serviranno unicamente vaccino o guarigione dal Covid-19 per accedere a ristoranti, bar e per entrare all’interno degli esercizi commerciali. 

I tamponi, però, è possibile che rimangano l’unico strumento dei no-vax per recarsi al lavoro. Nel frattempo, però, a Palazzo Chigi si discute sull’affidabilità dei tamponi stessi, oltre che di ridurre la loro durata. Si passerebbe, pertanto, a una durata di 48 ore (dalla precedente durata di 72 ore) per i tamponi molecolari, mentre si accorcerebbe da 48 a 24 ore la validità degli antigenici

Infine, un altro tema caldo resta la proroga dello stato di emergenza. È sicuro, ormai, che verrà prorogato fino al 31 gennaio 2022, dunque fino al termine massimo.

Lo stato di emergenza, infatti, può essere prorogato solamente fino a due anni dal suo inizio. Dopodiché occorrerà un nuovo provvedimento legislativo o normativo. C’è la possibilità che dopo la scadenza prevista per il 31 gennaio 2022, il Governo proroghi lo Stato di Emergenza per tre mensilità, oppure fino al termine della campagna vaccinale

Non si è fatta attendere la risposta della Leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che sui suoi profili social ha scritto:

“Dopo due anni, nulla è cambiato. Il Ministro della Salute con la proroga dello Stato di emergenza ammette di aver fallito nuovamente. Il governo pretende altri sacrifici dagli italiani, ma continua a non assumersi nessuna responsabilità. Speranza: stesso ministro, stessi fallimenti. 

Manifestazioni No Green Pass

Nel frattempo, in tutta Italia proseguono le manifestazioni dei no vax e no green pass che chiedono l’abolizione della certificazione verde anti covid e la libertà di scelta sulla somministrazione del vaccino. 

Manifestazioni che danneggiano l’economia e che sono un potente veicolo di diffusione del virus Covid-19, poiché la maggior parte dei manifestanti si accalca senza le mascherine chirurgiche, che coprono naso e bocca.

Un caso emblematico è stato quello di Trieste, dove in poco più di due settimane i contagi sono aumentati talmente tanto che han toccato i numeri del 2020, mettendo con l’acqua alla gola gli ospedali.

Una manifestazione No Green Pass si è tenuta proprio questo week-end a Roma, al Circo Massimo, dove è stata aggredita la giornalista Selvaggia Lucarelli mentre documentava il raduno. La Lucarelli è stata vittima di insulti, oltre che di spintoni; un manifestante ha persino tirato una testata al suo telefono cellulare facendolo sbattere contro i suoi occhiali da sole. 

E mentre in molti si sono mobilitati per inviarle messaggi di solidarietà, altri hanno dichiarato che la giornalista se l’è cercata, andando proprio in quella manifestazione no green pass per cercare l’incidente e, dunque, per far parlar di sé. 

Nel frattempo, in molti si chiedono: fino a quando potranno essere tollerate queste "manifestazioni"?