La situazione emergenziale del coronavirus sembra non finire mai. Dopo l’estate, come era prevedibile, e dopo l’esperienza dello scorso anno, i contagi sono risaliti di nuovo, ma con un trend diverso. Sono molti meno, nessun affanno negli ospedali e nelle terapie intensive. 

Il risultato è dovuto certamente alla vaccinazione e alle norme introdotte sul Green pass che hanno permesso di mantenere la situazione epidemiologica sotto controllo e senza eccessivi colpi di coda. Tuttavia, la preoccupazione degli esperti, in vista della stagione invernale e dell’influenza, rimane.

Pertanto, si sta ragionando sull’introduzione di nuove regole sul Green pass, sia sulla sua durata, che potrebbe scendere da dodici mesi a nove mesi, sia sull’ottenimento della Certificazione verde, che potrebbero averla soltanto coloro che decidono di vaccinarsi.

Le ipotesi sono tante, alcune molto più stringenti di altre; andiamo ad analizzare quali potrebbero essere le novità sul Green pass!

Green pass: possibili modifiche!

Molto probabilmente, prossimamente, potrebbero esserci novità molto importanti e cambiamenti sul Green pass. Seppur l’Italia conta un numero elevato di cittadini vaccinati e i positivi al Covid-19 sono ancora sotto controllo, in vista della stagione invernale e delle imminenti festività natalizie, la prudenza non è mai troppa.

Lontani dalle restrizioni dello scorso anno, il timore di una impennata dei contagi durante le feste di Natale, preoccupa e non di poco. 

Si sente spesso parlare della quarta ondata di contagi che, almeno per adesso, sta dilagando soltanto in alcune zone dell’Europa. Invece, in Italia la situazione, per il momento, è sotto controllo.

Tuttavia, rispetto alla stagione estiva, i casi di positività al Covid-19 sono in leggero aumento ed è proprio in vista dell’influenza stagionale, che si prospetta essere molto aggressiva, si sta pensando a qualche nuovo provvedimento sul Green pass.

Naturalmente si tratta soltanto di ipotesi che si stanno concependo per evitare una nuova ondata di contagi e una situazione ospedaliera insostenibile. Ma a cosa si riferiscono le possibili novità sul Green pass? Le novità sulla Certificazione verde potrebbero riferirsi alla sua durata, che verrebbe ridotta, e al suo ottenimento.

Ma prima di andare ad analizzare i possibili cambiamenti, è bene ricordare in cosa consiste la certificazione verde e come si ottiene.

Green pass: di cosa si tratta e come si ottiene!

La Certificazione verde viene rilasciata dal Ministero della Salute a chi ha effettuato la vaccinazione da Covid-19, la prima dose del vaccino, a chi è guarito e a chi ha effettuato un tampone ed è risultato negativo. 

Come viene rilasciata? In formato sia cartaceo che digitale e contiene al suo interno le informazioni del soggetto oltre che un Qr code, che permette la verifica dell’autenticità del Green pass oltre che della sua validità.

Naturalmente, l’ottenimento del Green pass è assolutamente gratuito e consente di poter accedere a molte attività, locali o recarsi a lavoro.

L’esibizione del Green pass, in Italia, è obbligatoria per recarsi a lavoro, sia nel settore pubblico che nel settore privato, per accedere agli edifici scolastici (tranne che per gli alunni) e per andare all’università, compresi gli studenti. Il Green pass, inoltre, è necessario per poter viaggiare, per recarsi presso attività e servizi oppure per accedere alle strutture sanitarie.

Per dirla in poche parole, possedere il Green pass è fondamentale per poter svolgere la maggior parte delle attività quotidiane. Inoltre, così come si legge sul sito ufficiale dgc.gov.it:

“La Certificazione verde COVID-19 è richiesta in “zona bianca” ma anche nelle zone “gialla”, “arancione” e “rossa”, dove i servizi e le attività siano consentiti”.

Vi sono alcune eccezioni all’obbligo di esibizione del Green pass e sono le seguenti:

  • I bambini under dodici anni;
  • Gli esenti per certificati motivi di salute;
  • Chi a ricevuto la somministrazione del vaccino ReiThera;
  • Infine, così come si legge sul sito dgc.gov.it: “persone in possesso di un certificato di vaccinazione anti SARS-Cov-2 rilasciato dalle competenti autorità sanitarie della Repubblica di San Marino, fino al 31 dicembre 2021 […]”.

Le disposizioni sull’obbligatorietà del Green pass hanno validità fino al 31 dicembre del 2021, ovvero fino alla cessazione dello stato di emergenza. Tuttavia, se dovesse prolungarsi ulteriormente, nulla toglie di prorogare anche le regole sulla Certificazione verde e sull’obbligatorietà di possesso di quest’ultima per svolgere e recarsi presso le attività sopra indicate.

Ma bisogna anche riflette su un ulteriore punto. Le disposizioni sul Green pass sono diventate sempre più limitanti fino all’ultima normativa che ha previsto l’obbligo della sua esibizione per potersi recare al lavoro - provvedimento che ha fatto scatenare ancora di più l’avversione dei no pass.

Tuttavia, le novità potrebbero non esaurirsi - almeno non ancora - anche se ci troviamo a circa un mese e mezzo dalla fine dello stato di emergenza (se non dovesse essere prolungato). 

Infatti, alla luce di quanto detto poc’anzi si stanno delineando le prossime mosse o ipotizzando ulteriori limitazioni all’uso della Certificazione verde, primo fra tutti in merito alla sua durata

Green pass: quanto dura e quali sono le nuove ipotesi?

Come si sa bene, il Green pass ha una durata limitata che varia anche a seconda del metodo con cui lo si è ottenuto, ovvero se dopo aver effettuato la vaccinazione, il tampone negativo oppure la guarigione dal Covid-19.

Ma analizziamo la durata della Certificazione verde, in base ai vari casi. Per chi ha effettuato solo la prima dose della vaccinazione, così come si legge sul sito dgc.gov.it, il Green pass sarà generato:

“[…] dal 12° giorno dopo la somministrazione e avrà validità a partire dal 15° giorno fino alla dose successiva”.

Invece, per chi ha completo l’intero ciclo vaccinale, per chi si è vaccinato dopo essere guarito dal Covid-19, la durata del Green pass sarà pari a dodici mesi.

Per chi, invece, ha effettuato il tampone ed è risultato negativo al test, il Green pass ha una validità molto limitata a sole quarantotto ore dal prelievo, se si tratta di test antigenico rapido e di settantadue ore, se si è effettuato il test molecolare.

Infine, per chi è guarito dal virus, il Green pass ha una validità di sei mesi.

Tuttavia, la durata del Green pass potrebbe variare, ma questa volta riducendola di un bel po’ di mesi. Si pensa, infatti, di ridurre la durata della Certificazione verde da dodici mesi a soli nove mesi. Per quale motivo? Per dare un incentivo in più alle persone a sottoporsi alla cosiddetta terza dose di vaccinazione, ovvero al richiamo.

Il richiamo vaccinale che bisogna effettuare dopo sei mesi, infatti, garantirebbe un aumento della protezione personale dal contagio. Infatti, la durata del Green pass potrebbe essere anche ridotta a sei mesi, anziché nove. Ma per quale motivo? Dopo sei mesi dalla seconda dose del vaccino il livello di protezione tenderebbe a diminuire e, pertanto, è necessario sottoporsi al richiamo.

Si ricorda che, inizialmente, il Green pass aveva una durata di nove mesi; solo successivamente è stata portata a dodici mesi per chi si è vaccinato. Risultato che, però, potrebbe nuovamente cambiare e ritornare alla durata di nove mesi, oppure, addirittura di sei.

Green pass e terza dose: quanto dura?

La possibilità di sottoporsi al richiamo vaccinale, più comunemente definito terza dose, si sta estendendo per fasce d’età e, infatti, a partire dal 1° dicembre del 2021, possono effettuarla anche gli over 40. Probabilmente, la fascia d’età si estenderà ancora di più.

Anche dopo la terza somministrazione verrà rilasciato il Green pass che conterrà, al suo interno, il numero delle dosi effettuate, come segue:

  • Richiamo Janssen: 2 di 2;
  • Richiamo dopo dose unica in seguito alla guarigione dal virus: 2 di 2;
  • Richiamo dopo il completamento del ciclo vaccinale che prevede due dosi e del richiamo per chi si vaccina all’estero con un vaccino non autorizzato dall’EMA: 3 di 3.

Sul sito dgc.gov.it si legge che:

“Nel nostro Paese, il via alla vaccinazione con dose aggiuntiva è stato dato il 20 settembre 2021, quello per la dose booster (richiamo) il 27 settembre. La Piattaforma nazionale DGC ha cominciato a rilasciare le nuove Certificazioni di dose aggiuntiva dai primi di ottobre 2021”.

Pertanto, per chi si sottopone alla terza dose di vaccinazione otterrà il Green pass secondo le solite modalità. 

Green pass solo ai vaccinati: ecco le nuove ipotesi!

Le novità sul Green pass non si esauriscono alla possibilità di riduzione della durata della Certificazione verde. Infatti, tra le proposte che sono in ballo, si sta discutendo anche della possibilità di rilasciare il Green pass soltanto ai vaccinati.

Si tratta di una grossa novità che va ad inasprire le regole già stringenti vigenti fino ad ora. La Certificazione verde soltanto per chi si vaccina significa lasciare fuori una fetta non piccolissima di popolazione che non si è vaccinata e che continua ad avere il Green pass per andare al lavoro e per svolgere tutte le attività che ne prevedono il possesso, sottoponendosi ai test molecolari e antigenici. 

Naturalmente, si tratta soltanto di ipotesi che vanno nella stessa direzione di intenti dell’obbligatorietà di esibizione del Green pass per recarsi sul posto di lavoro, ovvero spingere la popolazione a vaccinarsi.

Ma le ragioni sono anche altre: così come si legge sul sito corriere.it:

“Gli esperti sono scettici sull’attendibilità del tampone rapido, parlano di numerosi «falsi negativi» e per questo vorrebbero escluderlo come strumento diagnostico per ottenere il green pass”.

Pertanto, come altra possibile alternativa si pensa di ridurre la durata del Green pass per chi effettua il tampone molecolare da 72 ore a 48 ore e per i test antigenici da 48 ore a 24 ore.

In ogni caso, così come abbiamo detto poc’anzi è necessario attendere quale decisione definitiva verrà presa, in quanto quelle elencate sono, per il momento, soltanto ipotesi al vaglio.