Il Green Pass sarà obbligatorio per i lavoratori (del settore pubblico e del privato) a partire dal 15 ottobre. Solo chi è in possesso del certificato verde potrà dunque accedere alle aree di lavoro: per averlo si dovrà attestare di essersi vaccinati, di aver effettuato un tampone recente o di aver contratto il Covid-19 nei sei mesi precedenti. Quali regole? Per ora non è chiara la modalità dei controlli (ogni amministrazione decide in modo autonomo) e si rischia il caos nelle farmacie per il rinnovo della certificazione mediante tampone. 

Green Pass lavoro: cosa cambia dal 15 ottobre

Quello che è certo è che dal 15 ottobre senza un Green Pass valido non si potrà entrare nella propria azienda o nel proprio ufficio e si verrà sospesi, con un'assenza ingiustificata che sospende anche la retribuzione.

Per capire quali saranno le modalità attuative delle attività di controllo dobbiamo attendere ancora qualche ora: sul tavolo del premier Mario Draghi ci sono infatti due provvedimenti:

  • un Dpcm del ministero per la Pubblica amministrazione
  • un provvedimento definito Linee Guida promosso dal ministero della Salute

che forniranno le istruzioni necessarie per l'applicazione di questo obbligo.

In un crescendo di tensioni tra chi ritiene dittatoriale l'introduzione dell'obbligo di Green Pass e il Governo, sono comunque attese novità ma solo la definizione di quanto già stabilito nell'ultimo mese.

Vediamo i due provvedimenti nel dettaglio.

Green Pass per la Pubblica Amministrazione

Il decreto ministeriale voluto dal ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta conterrà le regole per il rientro in presenza dei dipendenti pubblici e introdurrà alcune novità sullo smart working.

Lo scorso 24 settembre Renato Brunetta acclamava così la firma di Draghi al decreto: “Con la firma del presidente al decreto che fa cessare il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nella Pubblica amministrazione, si apre l'era di una nuova normalità e si completa il quadro avviato con l'estensione dell'obbligo di green pass a tutto il mondo del lavoro: dal 15 ottobre i dipendenti pubblici torneranno in presenza, e in sicurezza".

Brunetta però non intende archiviare l'esperienza dello smart working, ritenendolo al contrario una modalità utile se strutturata e ancorata a obiettivi e monitoraggio dei risultati.

Indicazioni tecniche per applicazione dell’obbligo del green pass 

Il provvedimento denominato "linee guida" conterrà invece le istruzioni che aziende e datori di lavoro dovranno seguire per effettuare i controlli di dipendenti e collaboratori. Nello specifico saranno specificate le funzionalità per la verifica automatizzata dei green pass da parte delle amministrazioni, prevedendo, nel caso di malfunzionamento, a possibilità di utilizzare la app “VerificaC19”, già disponibile negli ultimi mesi.

Da un punto di vista tecnico, alla definizione delle linee guida hanno lavorato anche il ministro per l’Innovazione tecnologica Vittorio Colao e il collega dell’Economia Daniele Franco, ma anche i tecnici di Sogei, la società in house del Tesoro specializzata in Ict. Il provvedimento conterrà quindi sia le istruzioni sui software e le indicazioni delle applicazioni necessari per verificare la validità del green pass del lavoratore all'ingresso al lavoro.

Green pass e caos tamponi

In attesa di dissipare i molteplici dubbi su come attuare i controlli, farmacisti e lavoratori temono il caos per chi, non vaccinato, deve periodicamente eseguire un tampone.

Le stesse Regioni hanno chiesto al Governo di riorganizzare la procedura per il rilascio dei certificati dopo l'esito dei tamponi.

Attualmente i tamponi hanno validità di 48 ore con il test rapido e 72 con quello molecolare). Il rischio di congestione nelle farmacie è altissimo e per questo motivo si chiede di dare la possibilità alle imprese di organizzarsi anche autonomamente per l'esecuzione dei test.

(Claudia Cervi)