Il Green Pass a breve diventerà obbligatorio. E non già per mezzi o servizi di ristorazione, o intrattenimento e altro, ma anche per il lavoro. Dal 15 ottobre 2021 tutti gli uffici pubblici o privati, anche aziendali, dovranno richiedere all'entrata il Certificato Verde, anche per i propri dipendenti o clienti, come disposto dal decreto 127/2021

Risultato? Diverse manifestazioni, anche violente, contro l'estensione del Certificato. Però, oltre alla violenza, c'è anche la furbizia che domina la situazione

Non mancano infatti i tentativi per evitare di vaccinarsi o pagare un tampone molecolare o antigenico, cioè le principali modalità di acquisizione del Certificato. Alcuni hanno tentato di ricorrere all'esenzione, prevista solo in alcune condizioni mediche specifiche. Tra una di queste ci sarebbe quella relativa all'essere sottoposti ai benefici previsti dalla Legge 104. 

Ma è davvero possibile evitare il Green Pass, e quindi andare al lavoro esentati, grazie alla Legge 104

Legge 104: cos'è e a chi spetta 

Per Legge 104 si intende quella serie di agevolazioni e benefici previsti dalla Legge 104/1992, prevista per chi si trova in una condizione di disabilità, tale da non poter essere autosufficiente o da non garantire la continuità sul lavoro. 

I benefici e le agevolazioni spettano non solo al richiedente con disabilità, ma anche ai conviventi, come figlio/a, coniuge o convivente se tutore legale, purché entro il nucleo familiare e avente la responsabilità della cura del soggetto in questione.

Per questa persona sono previsti diverse agevolazioni e detrazioni fiscali, oltre che supporti economici anche in merito ad una possibile pensione anticipata. 

Addirittura, per le agevolazioni fiscali relative alla Legge 104, ti suggerisco di vedere il video di Legge Tua

Ma a patto che sia riconosciuta la condizione di disabilità tramite un certificato. E questo certificato non è come quello per l'esenzione da Green Pass, dal proprio medico curante.

Quello riguardante la Legge 104 deve essere rilasciato dalla commissione medico-legale, disponibile in ogni USL locale presente sul territorio nazionale. 

Altrimenti non funziona, e la furbata finisce lì. Anche perché non è detto che con la Legge 104 funzioni.

Niente Green Pass con la Legge 104: è vero?

Come già raccontato da Pierpaolo Molinengo, alcuni stanno valutando la possibilità dell'esenzione del Green Pass con la Legge 104, così da evitare la somministrazione del vaccino o anche solo del tampone.

O anche solo per evitare, dal 15 ottobre, che in caso di assenza di Certificato si finisca per venire sospesi dal lavoro, una volta superate le cinque assenze ingiustificate.

La possibilità dell'esenzione è scaturita da alcuni casi scoppiati in Piemonte, per la precisione tra Torino e Biella, in cui, oltre a tentare il trucco dell'esenzione per motivi dettati dalla disabilità, si vorrebbe tentare con un'altra vaccinazione, quella antitetanica. 

Cioè, eviti di fare il vaccino anti-Covid facendo un altro vaccino? Sì, in questo ragionamento capzioso il sistema reggerebbe, perché "risulterebbe" non compatibile col vaccino anti-Covid.

"Risulterebbe", ma in realtà non risulta: non c'è alcuna validità scientifica sul fatto che l'antitetanica possa essere incompatibile con i vaccini anti-Covid quali Pfizer, Moderna o Astrazeneca.

Queste due possibilità, quella della Legge 104 o del vaccino antitetanico, sono controverse, anche perché la stessa Regione Piemonte sta segnalando tutte le fake news che vorrebbero sostenere queste elusioni. 

Ma poi la Legge 104 non è chiamata in ballo per la questione del Certificato che attesti la condizione di disabilità, ma per i permessi di lavoro.

Niente Green Pass al lavoro con la Legge 104: ecco come

La Legge 104, tra i vari benefici e supporti, garantisce anche dei permessi retribuiti, oltre che congedi straordinari e periodi di aspettativa. 

Lo stesso Governo Draghi ha fatto in modo, anche per supportare lo smart working per questa categoria fragile, di aumentare i giorni relativi a permessi e congedi, così da aiutare le famiglie che hanno a carico dei cari affetti da queste patologie.

Curiosamente, questa situazione è diventata una "falla del sistema", perché non c'è un divieto ufficiale, pertanto in molti hanno usato questa furberia, anche chi è sprovvisto del Green Pass.

Anche se comunque dovranno sempre confermare:

  • di avere residenza o domicilio temporaneo presso la dimora del soggetto da assistere;
  • che il soggetto a cui si assiste è riconosciuto da parte di una Commissione Medica.

Se tutto è apposto, possono usare questa falla. A rischio di venire scoperti e di venire licenziati in tronco, però.

Perché la stessa Regione ha preposto di segnalare alle autorità giudiziarie tutti coloro che abusano di questi permessi o congedi, se per evitare il Green Pass. 

Quindi, in soldoni, se non vuoi farti il vaccino anti-Covid, attualmente somministrato da oltre l'80% della popolazione over 12, e non vuoi sottoporti ogni 48-72 ad un tampone (a pagamento), preferisci o ricorrere all'antitetanica (che come tutti avrai già fatto durante l'infanzia), o sfruttare questa "falla del sistema" della Legge 104, abusando dei permessi di soggiorno o dell'aspettativa di 2 anni

E rischiare la messa in stato d'accusa:

  • per il tuo datore di lavoro per omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale (art. 361 Codice Penale);
  • per te per danno erariale.

E questo per non avere il Green Pass.

Dove (non) è obbligatorio il Green Pass: ecco i locali

Bisogna fare chiarezza sul Green Pass, perché oramai è d'obbligo anche per prendere un caffè al bar (se si vuole berlo al tavolo al chiuso). E se non vuoi ritrovarti con una sanzione amministrativa da 400-1000 euro, ti conviene ricordare che è d'obbligo presso:

  • servizi di ristorazione (bar, pizzerie...) se servizio al tavolo e al chiuso,
  • locali d'intrattenimento (spettacoli, cinema),
  • eventi culturali o religiosi,
  • competizioni sportive,
  • istituti culturali o museali,
  • palestre e piscine,
  • centri benessere e termali,
  • fiere, sagre, convegni e congressi, 
  • parchi tematici e di divertimento, 
  • centri culturali e ricreativi, 
  • sale da gioco e casinò, 
  • concorsi pubblici.

E fin qui andava bene se fossimo ancora al 6 agosto 2021, ma da più d'un mese è richiesto il Certificato Verde anche per.

  • mezzi interregionali quali autobus o treni,
  • mezzi adibiti al noleggio. 

E dal 15 ottobre ti tocca usarlo se lavori in presenza, cioè in un ufficio con clienti e colleghi ogni giorno. Sennò rischi la sospensione dello stipendio, se per cinque giorni fai assenza ingiustificata. 

Augurati soltanto che entro fine dicembre 2021 venga sospeso lo stato d'emergenza, o che un referendum lo abolisca. Altrimenti solo pochi potranno essere esentati dal possesso del Certificato Verde.

Green Pass: quali lavori (non) lo richiedono

Oltre ai locali, ci sono molti lavori che richiedono il Green Pass, e già dapprima della fatidica giornata del 15 ottobre 2021. In particolare l'obbligo è già previsto per chi lavora:

  • nella pubblica amministrazione o per chi ha cariche istituzionali o elettive;
  • nel Servizio Sanitario Nazionale (infermieri, dottori, chirurghi...);
  • nei servizi hospice, RSA e strutture di lungodegenza;
  • nelle strutture scolastiche educative;
  • nelle istituzioni universitarie e dell'alta formazione artistica musicale e coreutica.

Semmai ci sarebbe una possibilità di non doverlo esibire, ma solo se sei:

  • avvocato,
  • difensore, 
  • consulente o perito chiamato a deporre,
  • ausiliare del magistrato, 
  • testimone e parti del processo. 

Il punto è che questi possono non averlo ma solo se devono presentarsi in aula, per un processo. Quindi in uno stato di necessità dettate dalla situazione. Anche perché sarebbe abbastanza imbarazzante chiedere al testimone di avere il Certificato sennò non può deporre. 

Sempre nel settore legale, in realtà è obbligatorio per:

  • magistrati ordinari e/o amministrativi, 
  • contabili,
  • militari,
  • componenti delle commissioni tributarie.

A questi si aggiungerebbero anche i parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato, già dal 22 settembre 2021.

Se poi si vuole tentare le furberie con la Legge 104, il problema non si pone, se non per quanto detto riguardo ai rischi legali.

Green Pass: cos'è e come funziona per lavorare

Se non vuoi tentare il rischio, con i permessi da Legge 104, di incorrere in qualche guaio giudiziario, ti consiglio di fare il Green Pass. Attualmente le uniche possibilità per averlo, o per esserne esentato a tutti gli effetti, sono:

  • vaccinazione (prima o doppia dose),
  • tampone con esito negativo (se positivo scatta la quarantena),
  • esenzione per motivi clinici,
  • esenzione per età inferiore ai 12 anni.

Nel caso della vaccinazione basta anche la prima dose, (o quella monodose della Johnson & Johnson), ma dovrai aspettare almeno 12 giorni prima che ti arrivi il codice QR Code, e altri tre giorni perché ai lettori per la verifica risulti abilitato.

Diversamente, se sei in fase di richiamo, cioè dopo massimo 42 giorni dalla prima dose ricevuta, avrai la Certificazione da seconda dose entro le 48 ore dalla sua somministrazione, perché:

  • dopo 24 ore il precedente Certificato smette di funzionare;
  • dopo 24 ore dalla decadenza del primo Certificato avrai uno nuovo.

Sennò tocca il tampone, antigenico o molecolare. A differenza del vaccino, che è gratuito, il tampone è a pagamento. Quindi se non ti vuoi vaccinare, tocca pagare ogni volta, perché la durata del tampone è solo di:

  • 72 ore dopo l'esito negativo se molecolare;
  • 48 ore dopo l'esito negativo se rapido.

Altrimenti tocca l'esenzione, ma a meno di non ringiovanirsi, l'unica possibile è quella per indisposizione clinica ai vaccini. E serve un Certificato medico, rilasciato dal proprio medico curante, che attesti la condizione critica del paziente in relazione al vaccino anti Covid. 

E se provi a falsificare, o a indurre il tuo medico a falsificarlo, anche qui ci sono diversi reati, come falsità materiale commessa dal privato (art. 482 del Codice Penale) con pena di reclusione fino a due anni, o di uso di atto falso (art. 489 del Codice Penale) e anche qui si parla di reclusione di almeno due anni.

Altre possibilità per averlo? Mi sembra che quanto raccontato sia sufficiente per farti desistere da queste furberie.