Andare al lavoro senza il green pass è possibile? Sembrerebbe di sì, almeno secondo alcuni esperti. Basterebbe ricorrere alla Legge 104. Gli Italiani sono famosi per trovare delle vie alternative o delle soluzioni fantasiose per eludere tutte le regole e continuare a fare un po' quello che vogliono. Questa volta hanno sicuramente giocato d'astuzia: alcuni dipendenti della scuola e della sanità stanno ricorrendo ad una serie di trucchi e di soluzioni virtuose per riuscire ad andare al lavoro senza il green pass. E questa volta è stata addirittura tirata in ballo la Legge 104.

Ricordiamo che dopo cinque giorni di assenza ingiustificata - che può scattare nel momento in cui non si riesca ad entrare sul posto di lavoro perché sprovvisti del green pass - scatta la sospensione dal servizio e non viene erogato lo stipendio. Il Governo, per ribadire questa posizione, ha varato un decreto con il quale ha esteso l'obbligo del green pass a tutti i dipendenti publbici e privati. Dal 15 ottobre ad essere sottoposti a questo obbligo saranno 23 milioni di lavoratori. Inevitabilmente qualcuno avrà già pensato a qualche sistema per aggirare questo obbligo e ad eludere, in questo modo, la vaccinazione Covid.

Uno dei trucchi più utilizzati dai lavoratori sarebbe proprio il ricorso alla Legge 104 per i disabili. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica questo sarebbe l'ultimo trucco utilizzato da infermieri e medici no vax per evitare la sospensione, riuscendo ad eludere le assenze con aspettative e permessi. Il caso è scoppiato a Torino ed a Biella. Ma questo non sarebbe l'unico escamotage per evitare di presentarsi al lavoro muniti di green pass: sempre in Piemonte sarebbero in molti a ricorrere alla vaccinazione antitetanica, che, almeno stando ai soggetti coinvolti, sarebbe incompatibile con il vaccino contro il Covid.

Green pass e Legge 104, vediamoci chiaro!

Cerchiamo di vederci chiaro, ma soprattutto cerchiamo di capire quanto ci sia di vero dietro a questa notizia. Ma soprattutto se quella della Legge 104 sia una strada percorribile per eludere la vaccinazione ed evitare di dover esibire il green pass. Iniziamo con il sottolineare che il responsabile dell'area giuridica dell'unità di crisi della Regione Piemonte è intervenuto immediatamente ed ha dichiarato che è

pronto a segnalare questa fake news, a chi provasse a servirsene, alla magistratura.

Quindi raffreddiamo subito gli animi e cerchiamo di stoppare quanti abbiano intenzione di percorrrere la stessa strada per non doversi vaccinare e per non doversi munire del green pass: questa è una via non percorribile. Cerchiamo di scoprirne il motivo.

La Legge 104 è del 1992: il suo scopo è quello di agevolare i lavoratori che hanno la necessità di assistere un familiare con un certo grado di disabilità. Grazie a questa normativa è possibile ottenere alcuni permessi retribuiti, riuscire ad avere dei congedi straordinari, ma soprattutto dei periodi di aspettativa. Stando a quanto è emerso dagli organi di stampa, alcuni infermieri e medici avrebbero sfruttato le possibilità concesse dalla Legge 104, quando hanno scoperto che chi usufruisce dei permessi previsti da questa normativa non viene sospeso dal servizio e dallo stipendio. Un'agevolazione che, stando alle indicazioni fornite dalla Regione, sarebbe estesa anche a quanti siano sprovvisti del green pass.

La Legge 104 permette di ottenere tre giorni di permesso al mese. Ma è possibile optare per un'aspettativa fino a due anni. Entrambe le situazioni costituirebbero delle assenze dal lavoro giustificate. E' importante, però, sottolineare che i requisiti per ottenere le agevolazioni previste dalla Legge 104 esistano sul serio. Tra i punti fondamentali e necessari dei quali i lavoratori devono essere in possesso c'è la residenza od il domicilio temporaneo presso la persona da assistere. Ma, soprattutto, le condizioni di disabilità devono essere accertate ufficialmente da una Commissione medica. Percorrere questa strada non è molto semplice, sempre che i benefici che spettano ai sensi della Legge 104 non sia stati riconosciuti in precedenza.

Evitare il green pass con la vaccinazione antitetanica!

Una delle strade utilizzate dai sanitari no vax per evitare di effetttuare la vaccinazione contro il Covid ed evitare di mostrare il green pass è quella che si potrebbe definire come soluzione omeopatica. Il trucco è quello di effettuare una vaccinazione antitetanica e poi invocare che questa sia incompatibile con il vaccino contro il Covid. Questa, però, a livello scientifico è a tutti gli effetti una bufala. A chiarirlo ci pensato Antonio RinaudoCommissario responsabile dell’Unità di crisi della Regione Piemonte, che intervistato da La Repubblica ha spiegato che

non esiste alcuna incompatibilità del vaccino antitetanico con vaccini Pfizer o Moderna, che sono a mRNA, mentre nel bugiardino dell’antitetanica si prescrive un’attesa di almeno tre mesi dopo l’inoculazione per poter ricevere un vaccino con virus attenuati. Nulla a che vedere, dunque, con Pfizer o Moderna.

E' necessario, inoltre, specificare che i vaccini a base mRNA - tra i quali rientra anche quello contro il tetano - non vengono realizzati con un virus attenuato, come avviene come quello contro la rosolia e la varicella. In estrama sintesi, secondo gli esperti, questa non sarebbe altro che una scusa che non funziona. Anczi si potrebbe ravvisare il reato di rifiuto ed omisisone d'atti d'ufficio.

Green pass: la linea dura!

E' necessario sottolineare che la Regione Piemonte, dove si sono verificati questi casi, ha deciso di adottare la linea dura, invitando i direttori delle Aziende sanitarie interessate a provvedere a denunciare alla Procura della Repubblica i casi dei quali vengono a conoscenza. Rinaudo ha dichiarato al Corriere della Sera

Sarò costretto a segnalarli personalmente all’Autorità giudiziaria. Quando la richiesta di astensione lunga per Legge 104 arriva immediatamente dopo il sollecito al vaccino, il datore di lavoro deve far partire un’attenta istruttoria, perché, trattandosi di condotte che potrebbero avere rilievo penale, la segnalazione all’Autorità giudiziaria, quando opportuna, è anche doverosa, per evitare di incorrere nella condotta di cui all’art.361 del Codice penale, con possibile configurazione di ipotesi di danno erariale.