Mentre proseguono le manifestazioni dei cittadini che dicono No alla certificazione anti Covid-19 Green Pass, il Tribunale Ue ne sospende l’obbligo per poter accedere all’Europarlamento. La decisione è stata presa dopo il ricorso presentato da alcuni eurodeputati e dal personale del parlamento europeo. 

Scopriamo insieme tutte le novità riguardanti la certificazione verde anti Covid-19 e un’eventuale proroga dello stato di emergenza.

Green Pass, il Tribunale Europeo lo sospende

Dall’Europarlamento arriva una notizia che ha fatto storcere il naso a molti cittadini italiani: è stato sospeso l’obbligo di possedere il green pass per poter partecipare alle sedute dell’Europarlamento. Ciò significa che gli europarlamentari vi potranno accedere senza alcuna certificazione che attesti l’avvenuta vaccinazione o la guarigione dal virus. Rimane, però, obbligatorio il tampone.

La decisione dell’Europarlamento è stata presa proprio a seguito di un ricorso che è stato presentato da alcuni eurodeputati e dal personale del parlamento europeo. È bene ricordare che tale decisione è provvisoria e si attende una sentenza definitiva

Resta il fatto che tutti gli eurodeputati sprovvisti del Green Pass potranno presenziare alle sedute dell’europarlamento senza alcun problema. 

Le reazioni dei No-Vax non si sono, di certo, fatte attendere, come quella dell’europarlamentare ex leghista Francesca Donato, che sul suo profilo Twitter ha dichiarato:

"Grazie ad una sospensiva decisa dal Tribunale dell'Ue da lunedì 5 novembre per me e altri quattro colleghi deputati e per i lavoratori del parlamento europeo che hanno fatto ricorso, non sarà necessario esibire il green pass per accedere al parlamento europeo fino alla decisione della corte nel merito".

Proprio l’europarlamentare Donato aveva aderito proprio al ricorso che era stato presentato dall’Associazione Asb Bon Droit che contrastava la scelta presa dalla presidenza dell’Europarlamento che, a partire da mercoledì 3 novembre consentiva l’accesso agli edifici del parlamento europeo, in tutte e tre le sedi di Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo, unicamente previa presentazione del Green Pass. 

Il presidente dell’Europarlamento, Marc Van der Woude, nella sua sentenza sospensiva ha dichiarato che l’obbligo di esibire la Certificazione Verde è sospeso e che, per entrare nel Parlamento Europeo, occorrerà unicamente presentare un test negativo al Covid-19. 

Nella dichiarazione del presidente Van der Woude si legge in merito al test anti Covid:

“In caso di risultato positivo, questo test deve essere seguito da un test pcr. In caso di esito positivo di quest'ultimo test, il parlamento europeo può rifiutare ai richiedenti l'accesso ai suoi locali".

Sono cinque gli europarlamentari potranno accedere al Parlamento Europeo, il loro luogo di lavoro, anche senza Green Pass, possibilità che, invece, non viene concessa a tutti gli altri lavoratori.

La scelta della sospensione del Green Pass, presa a seguito del ricorso presentato da alcuni eurodeputati, è unicamente una scelta provvisoria che attende una sentenza finale che, arriverà entro qualche settimana, come riferisce l’agenzia di stampa belga:

"Il presidente del tribunale Ue emetterà una seconda decisione nelle prossime settimane sulla richiesta di sospensione definitiva"

Green Pass sospeso all’Europarlamento, le reazioni dei cittadini

La notizia della sospensione del Green pass per gli europarlamentari ha creato non pochi malumori tra i cittadini, che subito hanno iniziato a commentare le notizie sui social network. 

I cittadini hanno, infatti, sottolineato la disparità di trattamento tra loro e i politici. Ricordiamo che in Italia tutti i lavoratori sono obbligati ad avere il Green Pass per potersi recare sul posto di lavoro. 

I lavoratori che non possiedono il Green Pass non possono svolgere la loro attività lavorativa regolarmente, inoltre vengono segnalati come assenti ingiustificati e non percepiscono lo stipendio.  

Proprio contro l’obbligo di Certificazione Verde per lavorare, che si può ottenere solo attraverso la guarigione dal Covid-19, un tampone negativo con validità 72 ore, e tramite la somministrazione del vaccino, stanno manifestando in migliaia ogni week-end nelle principali piazze d’Italia.

Da Milano a Napoli i lavoratori dicono no all’obbligo di certificazione verde e parlano di dittatura. Manifestano contro la decisione presa dal nuovo Esecutivo capeggiato dall’ex Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, lo scorso settembre 2021. 

Il Governo, infatti, dopo l’obbligo di certificazione contro il Covid dell’11 settembre rivolto al personale scolastico, ne ha esteso l’obbligo a tutti i lavoratori del settore pubblico e privato con decorrenza 15 ottobre 2021

I Cortei No Green Pass da Milano a Napoli

Quello del week-end del 5 e del 6 novembre è stato, ormai, il sedicesimo corteo dei cittadini che chiedono al Governo di ritirare l’obbligo di Green pass per lavorare, viaggiare, consumare all’interno di bar e ristoranti, entrare in teatri o cinema.

A Milano è stato aggredito un reporter della testa giornalistica Fanpage, inoltre la polizia ha identificato 100 manifestanti e sono partite 10 denunce. La polizia ha cercato di contenere la manifestazione affinché non raggiungesse la darsena. 

Anche a Padova si sono riuniti i manifestanti per urlare a gran voce No alla certificazione Verde anti Covid-19. Anche in questo caso è stato aggredito un giornalista di Telenuovo, anche se, fortunatamente, solo verbalmente.

Gli insulti rivolti al reporter sono stati perpetrati per più di 10 minuti e il tutto è stato ripreso, suscitando indignazione sui social media. 

A Torino la manifestazione contro il Green Pass è finita di fatto a un aperitivo in mezzo alla strada con bottiglie e vari tipi di alcolici. Anche nel napoletano un centinaio di manifestanti si sono riuniti per dire No alla certificazione obbligatoria. 

Infine, continuano le manifestazioni nella città di Trieste nonostante quanto accaduto nelle scorse settimane, proprio a seguito delle manifestazioni No Green Pass.

A Trieste, infatti, dopo le manifestazioni per chiedere l'abolizione del Green pass, sono aumentati i contagi da COVID-19.

Il tasso di infezione da coronavirus nella città, infatti, è arrivato a toccare i 350 casi per 100.000 abitanti nei 7 giorni successivi al raduno di manifestanti, toccando addirittura il triplo dei contagi da Covid-19 rispetto al resto della Regione.

La città ha fatto un salto temporale di un anno e si è ritrovata immediatamente con gli stessi casi dell'autunno 2020. Il prefetto si è trovato costretto a vietare le manifestazioni a piazza Unità d'Italia almeno fino alla fine del 2021, manifestazioni che, però, si sono svolte in Piazza Libertà organizzate dal Coordinamento No Green pass cittadino. 

Locatelli si esprime contro le manifestazioni No Green Pass

Proprio nei confronti delle manifestazioni no Green pass si è espresso il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico e presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli.

Il coordinatore del CTS, infatti, ha dichiarato, durante il programma Mezz’ora in più su Rai 3, che le manifestazioni per dire No al Green Pass sono:

"difficilmente comprensibili per non dire al limite dell'ingiustificabile soprattutto quando poi sfociano nelle violenze che qualche volta le hanno connotate".

Il Presidente del Consiglio superiore di Sanità ha poi continuato dicendo:

"Di fatto tutto quello che è stato fatto in questo Paese è stato cercare di offrire le migliori condizioni di protezione e mi ripeto abbiamo la situazione più favorevole d'Europa esattamente per vaccini, mantenimento delle mascherine, Green pass sono stati tre pilastri fondamentali". 

Lo Stato di Emergenza sarà prorogato almeno fino a fine gennaio 2022

Un’ultima novità riguarda proprio quella della proroga dello Stato di Emergenza, la cui scadenza, per ora è fissata al 31 dicembre 2021. 

La scadenza era stata stabilita dal decreto-legge del 23 luglio 2021 in cui si legge:

“In considerazione del rischio sanitario connesso al protrarsi della diffusione degli agenti virali da COVID-19, lo stato di emergenza dichiarato con deliberazione del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, prorogato con deliberazioni del Consiglio dei ministri del 29 luglio 2020, 7 ottobre 2020, 13 gennaio 2021 e 21 aprile 2021, è ulteriormente prorogato fino al 31 dicembre 2021.”

In questi giorni, il Governo con il Comitato Tecnico Scientifico si dovranno riunire proprio per decidere di quanto ancora dovrà essere prorogato questo stato emergenziale, che ormai è in vigore da quasi due anni.

L’aumentare dei contagi da Covid-19 e il sempre più vicino inverno spaventano il Governo, che non vuole abbassare la guardia. 

Sempre il Presidente del Consiglio superiore di Sanità, però, ha ricordato che lo Stato di Emergenza potrà essere prorogato, in una prima fase, solamente fino al 31 gennaio 2021, e dunque, alla scadenza dei due anni da quando l’ex Premier Giuseppe Conte l’aveva disposto (31 gennaio 2020).

Sempre Locatelli, però, ha chiarito che qualora il governo dovesse considerare l'ipotesi di un’ulteriore proroga, anche oltre il 31 gennaio 2022, dello stato di emergenza, ci sarà la necessità di un nuovo provvedimento legislativo o normativo.

Locatelli ha poi commentato la decisione del Governo austriaco di indire un lockdown solo per i non vaccinati, considerandolo non proponibile e non considerabile nel nostro Paese. 

Insomma, sullo stato di emergenza è ancora tutto da decidere, pertanto, non ci resta che attendere ulteriori aggiornamenti dal Governo.