In un apposito decreto in approvazione dal Consiglio dei Ministri è stata stilata la lista dei negozi nei quali è obbligatorio il Green pass – base o rafforzato – per effettuare l’accesso, e la contestuale lista delle attività commerciali, essenziali e di estrema urgenza, per le quali l’accesso resterà libero per tutti.

A partire dal 1° febbraio 2022, infatti, scatta l’obbligo di Green pass anche nei negozi e nei centri commerciali, fatta eccezione per i servizi essenziali a livello sanitario, alimentare o giudiziario. 

Nello stesso decreto è prevista anche l’estensione dell’obbligo di Green pass per il reddito di cittadinanza, o per lo meno per tutti i percettori occupabili del sussidio che andranno a frequentare corsi in presenza presso i centri per l’impiego.

Scatta dunque una nuova stretta contro i No Vax: il Governo ha come obiettivo l’estensione della vaccinazione alla fascia più ampia di popolazione possibile. Anche per questo motivo, è stato esteso l’obbligo vaccinale per gli over 50, pena l’applicazione di avvisi bonari e sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Ecco cosa cambia dal 1° febbraio 2022: quali sono i negozi dove servirà il Green pass e quali saranno le attività ad accesso libero? Cosa rischiano gli over 50 senza vaccinazione: multe, sanzioni, avvisi bonari e pignoramenti. Ecco quello che dovete sapere sul Green pass e sull’obbligo vaccinale.

Green pass: cosa cambia dal 1° febbraio 2022?

Dopo aver esteso l’obbligo di Green pass dal 10 gennaio 2022 per tutta una serie di attività e luoghi aperti al pubblico, il Governo ha definito anche quali sono i negozi e le attività commerciali per accedere alle quali si dovrà presentare il Green pass. 

Un apposito decreto elenca la lista dei negozi nei quali è obbligatorio presentare il Green pass e le attività commerciali considerate essenziali, per le quali l’accesso resterà libero.

Specifichiamo sin da ora che, il Green pass necessario per accedere ai negozi e ai centri commerciali è la certificazione di base, ovvero derivante anche da tampone rapido o molecolare. Certamente sarà accettato anche il Super Green pass, ovvero la certificazione derivante da vaccino o guarigione dal Covid-19.

La prima tappa dell’estensione del Green pass anche alle attività commerciali riguarda i servizi alla persona: a partire dal 20 gennaio 2022, infatti, per andare dal parrucchiere o dal barbiere, così come per accedere ai centri estetici o per recarsi presso le lavanderie sarà obbligatorio esibire il Green pass base.

Si passa poi alla data cruciale del 1° febbraio, a partire dalla quale il Green pass diventerà uno strumento essenziale per accedere agli uffici pubblici, Posta e banca, e non solo. Anche diversi negozi, centri commerciali e attività economiche richiederanno il Green pass ai propri clienti.

Green pass nei negozi: dove posso andare se non ce l’ho?

Il decreto del Governo elenca la lista dei negozi per i quali l’accesso sarà consentito solo con Green pass: l’identificazione delle attività ha seguito la logica dei Codici ATECO. Il premier Draghi ha dovuto mediare tra diverse posizioni politiche, più o meno aperturiste.

Inizialmente si pensava a un’estensione ampia che potesse lasciare libertà ai cittadini privi di Green pass: l’idea del Ministro per lo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, infatti, era quella di tenere valido l’elenco delle attività economiche considerate “essenziali” che sarebbero rimaste aperte anche in zona rossa. Tra queste, oltre a supermercati e farmacie, figurano anche edicole, librerie, negozi di giocattoli, negozi di abbigliamento per neonati, profumerie e fiorai. 

Il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, invece, aveva stilato una lista ben più ristretta delle attività ad accesso libero, limitandosi ai soli bisogni essenziali del cittadino. 

Alla fine, il decreto terrà conto (probabilmente) di tre tipologie di esigenze: alimentari, sanitarie, di sicurezza e giustizia.

Rimangono ad accesso libero anche dopo il 1° febbraio 2022:

  • supermercati e negozi di generi alimentari della piccola e della grande distribuzione;
  • farmacie, cliniche, ospedali, ambulatori, veterinari considerate “esigenze sanitarie urgenti e indifferibili di prevenzione e cura”;
  • edicole e tabaccherie.

Si potrà andare dal dentista senza Green pass? Il criterio del Dpcm prevede libero accesso alle sole urgenze, dunque la deroga non si applica a esigenze estetiche, pulizie dei denti o sbiancamento.

Un’altra questione cruciale è quella della giustizia: l’obbligo di Green pass, anche derivante da tampone negativo, è esteso a magistrati, giudici, difensori, consulenti, periti e ausiliari; ma non si applica ai testimoni e alle parti del processo. Rimane fermo l’obbligo vaccinale per tutti i cittadini over 50.

Green pass obbligatorio: la lista dei negozi dove è richiesto

Dall’altro lato della medaglia, invece, la lista dei negozi e delle attività commerciali nelle quali sarà richiesto il Green pass per poter accedere si allunga sempre di più. 

A partire dal 10 gennaio 2022, infatti, il Green pass (base) verrà richiesto per salire sui mezzi di trasporto pubblico anche locale (quindi autobus, tram, metropolitana, treni, aerei, traghetti), dove sarà obbligatorio indossare anche la mascherina ffp2. Green pass necessario anche per recarsi negli alberghi, presso fiere, congressi, sagre, cerimonie, impianti sciistici e tutte le altre località di svago.

Necessario il Green pass rafforzato (derivante da vaccino o guarigione), invece, per le palestre, le piscine, i musei, i teatri, i cinema e gli eventi in generale. Obbligatorio il Super Green pass anche per sedere ai tavolini dei bar all’aperto e al chiuso, per le consumazioni al bancone, per pranzare o cenare al ristorante sia all’aperto sia al chiuso.

Dal 20 gennaio 2022, invece, il Green pass base servirà per prenotare appuntamenti dal parrucchiere, dal barbiere o presso i centri estetici.

Un’ulteriore stretta è in arrivo dal 1° febbraio, quando il Green pass base – almeno con tampone negativo – verrà esteso anche agli uffici pubblici, in Posta, in banca, per accedere ai servizi finanziari e alle attività commerciali. Di qui scatta l’obbligo anche per i negozi e i centri commerciali, purché non rientrino in attività urgenti o strettamente necessarie per il cittadino.

Green pass e obbligo vaccinale over 50: dal 1° febbraio scattano le multe

Sempre dal 1° febbraio 2021 scade il termine per mettersi in regole sull’obbligo vaccinale per gli over 50: tutti coloro che non avranno eseguito almeno la prima somministrazione del vaccino rischiano di ricevere una notifica dall’Agenzia delle Entrate.

Dal 15 febbraio 2022, invece, scatta l’obbligo di Super Green pass per tutti gli over 50 che si recano sul posto di lavoro: il tampone non sarà più sufficiente.

Sarà proprio il Fisco a spedire a casa le sanzioni relative alla mancata vaccinazione: solo per l’omissione della somministrazione è prevista una sanzione da 100 euro una tantum, alla quale si vanno ad aggiungere ulteriori provvedimenti.

Come avverrà la trasmissione dei dati? Il Ministero della Salute notificherà al Fisco la lista dei cittadini che non sono in regola con la vaccinazione, scrive il quotidiano Open:

anche acquisendo direttamente dal sistema della Tessera sanitaria le informazioni relative alla somministrazione dei vaccini acquisite giornalmente dall’anagrafe vaccinale nazionale.

Tutti i dati, comunque, verranno trattati nel rispetto della privacy dei cittadini e risulteranno unicamente “indispensabili all’espletamento dei compiti assegnati avviati dal ministero della Salute e con l’esclusione di ogni diritto di accesso”.

Multe Green pass: quali sono e come si pagano?

Quali sono, quindi, le multe previste per coloro che non rispettano le regole stabilite dal decreto governativo? Esistono diverse tipologie di sanzioni che si applicano agli over 50 privi di vaccinazione, agli over 50 che si recano sul luogo di lavoro senza vaccino, oppure ai datori di lavoro che non effettueranno i dovuti controlli.

Occorre distinguere due tipologie di sanzione: gli avvisi bonari dell’Agenzia delle Entrate e le sanzioni vere e proprie per chi non rispetta le regole sopra descritte.

Gli avvisi bonari verranno notificati in automatico a tutti gli over 50 non in regola con la vaccinazione a partire dal 1° febbraio 2022: la multa sarà pari a 100 euro e potrà essere comminata per una sola volta, senza alcuna conseguenza penale. 

Qualora, invece, un cittadino con più di 50 anni venisse scovato al ristorante o in qualsiasi altro luogo dove è obbligatorio il Green pass e risultasse privo di certificazione, verrebbe applicata una sanzione da 400 euro fino a 1.000 euro.

Diverse, invece, sono le sanzioni per coloro che verranno trovati sul posto di lavoro privi di certificazione vaccinale: a partire dal 15 febbraio tutti gli over 50 dovranno presentarsi al lavoro solo con Super Green pass. La sanzione prevista per chi non rispetta tale norma varia da 600 euro a 1.500 euro per il lavoratore, e raddoppia in caso di reiterazione del comportamento. Anche il datore di lavoro che non effettua i dovuti controlli rischia di incorrere in pesanti sanzioni.

Infine, il cittadino over 50 non vaccinato che si reca sul posto di lavoro non può essere ammesso dal datore e va incontro alla sospensione dal lavoro e dallo stipendio sino a quando non presenta il Super Green pass valido.

Multe Green pass: si possono contestare?

È possibile contestare la multa sul Green pass applicata dall’Agenzia delle Entrate?

Esiste una sola possibilità di contestazione della multa applicata dal Fisco in merito all’obbligo vaccinale, e quest’ultima si basa sulle uniche esenzioni previste dall’articolo 4 del decreto legge numero 44 del 2021. L’esonero vaccinale spetta unicamente 

in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale.

I cittadini che riceveranno l’avviso bonario o la sanzione indebitamente, dovranno trasmettere all’Asl o competente la documentazione relativa all’esenzione dall’obbligo vaccinale.

Infine, chi decide di non pagare la multa ricevuta dall’Agenzia delle Entrate va incontro al pignoramento, ovvero alla riscossione esattoriale della somma dovuta. Potrebbe verificarsi un blocco del conto corrente nei limiti della somma dovuta, oppure il quinto dello stipendio o della pensione.