Nei prossimi mesi potrebbero arrivare delle novità sul Green pass in Italia, ma nell’immediato – come ha confermato il Ministro della Salute Roberto Speranza – nulla cambierà. 

Si inizia a valutare la proroga dell’obbligo di Green pass fino alla prossima primavera, se non fino alla prossima estate. Di pari passo, anche lo stato di emergenza (è quasi certo) proseguirà fino ai primi mesi del 2022.

Sul Green pass, però, potrebbero arrivare delle modifiche sulla durata, sulle modalità per ottenerlo e sul suo utilizzo: non si tratta di modifiche imminenti, ha precisato Roberto Speranza. I tamponi potrebbero non essere sufficienti: il Green pass spetterà solo ai vaccinati?

Vediamo quindi, nel dettaglio, quali sono le modifiche che il Governo potrebbe introdurre sul Green pass nei prossimi mesi, valutando anche l’andamento dell’epidemia. Come cambiano le regole per ottenerlo e utilizzarlo? Quale sarà la durata e la validità per vaccinati e guariti?

Green pass: novità in arrivo?

La quarta ondata di Covid-19 sta investendo – per il momento – gli Stato occidentali (ovvero ad ovest) dell’Europa: i contagi sono in aumento in moltissime zone e i governi stanno correndo ai ripari introducendo nuove restrizioni.

Anche in Italia, in concomitanza con l’arrivo dell’influenza stagionale, i casi Covid-19 sono in lieve aumento, ma ancora sotto la soglia critica che potrebbe far scattare nuove restrizioni a livello nazionale. Proseguono le suddivisioni a colori per le Regioni e l’obbligo di utilizzo del Green pass sul lavoro, a scuola e nei vari luoghi pubblici presso i quali è necessario.

Alcune novità in merito alla durata, alle modalità di ottenimento della certificazione e al suo utilizzo potrebbero presto arrivare anche in Italia. Oltre alla proroga, infatti, ci si interroga su quali potrebbero essere le prossime mosse del Governo per tutelare la salute dei cittadini.

Green pass: cos’è e come funziona?

Attualmente il Green pass è una certificazione verde, in formato cartaceo o digitale, che viene rilasciata dal Ministero della Salute ai cittadini che hanno effettuato la vaccinazione, che hanno eseguito un tampone con risultato negativo o che hanno passato il Covid e sono guariti.

In sostanza, questa certificazione contiene un codice QR che – una volta scannerizzato – consente di conoscere informazioni sanitarie sul proprietario. Non è possibile in alcun modo salvare questi dati e neppure utilizzarli a proprio vantaggio.

Grazie al Green pass è possibile accedere a numerosi luoghi della vita sociale: bar e ristoranti al chiuso, cinema e teatri, palestre e piscine, mezzi pubblici a lunga percorrenza… Si può anche accedere agli istituti scolastici e recarsi regolarmente al lavoro (dal 15 ottobre il Green pass è obbligatorio per tutti i lavoratori).

La durata del Green pass, invece, è variabile al variare delle modalità con le quali è stato ottenuto: fino a 48 ore dopo il tampone negativo, fino a 6 mesi dalla guarigione dal Covid, fino a 9 mesi dalla seconda dose di vaccino e fino a 12 mesi dalla terza dose (booster).

Ma mentre tutti si stanno abituando al nuovo pass obbligatorio in Italia e all’estero, il Governo sta già pensando a un cambiamento delle regole, della durata e delle modalità per ottenere la certificazione.

Nuovo Green pass solo ai vaccinati anche in Italia?

Al pari di altri stati Europei, come la Germania o l’Austria, che hanno introdotto la “regola delle due g”, anche in Italia si inizia a pensare di restringere il Green pass e concederlo solo ai vaccinati e ai guariti. In altre parole, il tampone non permetterebbe di ottenere la certificazione verde.

La proposta di escludere il tampone dalle modalità di ottenimento del Green pass deriva proprio dal consigliere del Ministro della Salute. Walter Ricciardi. In un’intervista per Il Messaggero, avrebbe spiegato che

bisognerebbe rivederne la concessione limitando le libertà legate al Green pass solo ai vaccinati e ai guariti dal Covid.

Infatti, come ha poi precisato l’esperto, il tampone ha una percentuale di protezione dalla diffusione del Covid pari solo al 30%.

Ecco perché gli accessi ai luoghi pubblici, o ai luoghi di lavoro andrebbero limitati solo ai vaccinati con il Pass, escludendone la possibilità a chi ha soltanto un tampone negativo valido.

Il Governo, però, ha spiegato che nell’immediato non è prevista l’introduzione di questa restrizione, anche se non si esclude la possibilità.

Green pass con tampone: è ancora possibile?

Fino a quando non verrà introdotta la nuova normativa o comunque fino a quando non verrà accolta la proposta di Walter Ricciardi, sarà possibile ottenere il Green pass dopo aver effettuato un tampone antigenico rapido con risultato negativo. 

È chiaro che questa modalità di ottenimento del Green pass non garantisce una protezione dall’infezione e nemmeno dalla diffusione del virus e non è pertanto equiparabile all’effettuazione del vaccino.

Nel frattempo, comunque, tutti i lavoratori che non intendono sottoporsi alla vaccinazione continuano ad eseguire tamponi ogni due giorni per poter essere ammessi sul luogo di lavoro.

Visto il costo di un singolo tampone eseguito nelle farmacie aderenti, la possibilità di effettuare un test ogni 48 ore potrebbe essere sostenibile fino a dicembre 2021. In caso di proroga dell’obbligo di Green pass – ormai quasi certa – la soluzione potrebbe non essere più conveniente.

Green pass: cosa cambia per i guariti?

Ma ulteriori novità sono in arrivo anche per i cittadini che hanno passato il Covid e sono guariti. Infatti, è noto come gli anticorpi siano presenti nell’organismo e lo difendano da un’eventuale reinfezione, ma si sta valutando la durata di tale protezione.

Al momento, quindi, il Green pass per i guariti dal Covid rimane valido fino a 6 mesi dopo la guarigione. Allo scadere è necessario effettuare la vaccinazione per ottenere una protezione duratura.

Green pass, cambia la durata: 6, 9 o 12 mesi?

Ma sulla durata del Green pass non ci si interroga limitatamente ai guariti dal Covid, ma più in generale a tutti i cittadini, vaccinati o meno. 

Nel “question time” alla Camera di mercoledì 10 novembre, il Ministro della Salute Roberto Speranza aveva pavimentato l’ipotesi di revisione della durata del Green pass per tutti:

L’attuale estensione del green pass fino a 12 mesi potrà essere rivista in futuro se emergeranno nuovi dati o studi.

Infatti, come ha spiegato il virologo Andrea Crisanti:

la protezione dall’infezione, dopo sei mesi dalla vaccinazione, diminuisce dal 95% a 40%, quindi aumenta la probabilità che ci si possa infettare.

Anche per questo motivo, il Governo ha previsto la somministrazione di una terza dose (booster) a partire dal 1° dicembre per tutti gli over 40 che abbiano effettuato la seconda dose nei 6 mesi precedenti. Inoltre, la terza dose potrebbe diventare obbligatoria per il personale sanitario e per il personale delle Rsa.

Terza dose, quanto dura il Green pass?

Appare evidente come dopo circa 6 mesi dall’effettuazione della vaccinazione, il livello di protezione dalla diffusione del virus vada a calare in tutti gli individui. 

Dunque, la terza dose di vaccino inizierà ad essere obbligatoria per quelle categorie di soggetti che hanno ricevuto il vaccino per primi (dal 1° dicembre per tutti gli over 40), ma gradualmente l’obbligo si estenderà a tutta la popolazione vaccinata.

Quando dura il Green pass dopo la terza dose? Per tutti coloro che effettueranno l’ulteriore somministrazione, il Green pass verrà emesso entro il giorno successivo e l’aggiornamento sarà automatico. In merito alla durata, si estenderà fino a 12 mesi dalla data di somministrazione della terza dose.

Green pass: fino a quando?

Il Governo inizia già a pensare alla possibile estensione dello stato di emergenza e dell’obbligo di utilizzo del Green pass anche per il prossimo anno. In vista dell’imminente aumento dei contagi negli altri Stati europei, anche l’Italia corre ai ripari.

Lo stato di emergenza è in scadenza al 31 dicembre 2021, ma potrebbe essere esteso fino a marzo 2022. Per quanto riguarda il Green pass, invece, l’idea è quella di estenderne l’utilizzo fino alla prossima primavera, o addirittura fino alla prossima estate 2022.

Il Governo punta all’immunità di gregge, in modo da frenare l’avanzata del virus per poter poi gradualmente eliminare le restrizioni. Probabilmente il Green pass sarà l’ultima restrizione ad essere abolita: prima si toglieranno il distanziamento e le mascherine.

L’abolizione del Green pass potrebbe avvenire per gradi: dapprima nei luoghi dove il contagio è meno probabile, come negli spettacoli all’aperto, nei parchi a tema o nei luoghi dove è possibile avere aerazione degli ambienti. Solo in ultimo si toglierà l’obbligo nei luoghi maggiormente esposti al rischio di contagio (ospedali, Rsa, mezzi pubblici…).

Green pass obbligatorio: Italia modello per l’Europa

Mentre in Europa inizia a diffondersi la quarta ondata di Covid-19, i governi dei singoli Stati guardano al modello Italia per contenere i contagi e soprattutto all’estensione del Green pass obbligatorio per molti ambiti della vita sociale. In vista del Natale, probabilmente, potrebbero essere introdotte nuove restrizioni.

Per esempio, in Austria è stato introdotto un lockdown per i soli non vaccinati ma per il periodo natalizio si potrebbero estendere le restrizioni anche sui viaggi e sui mercatini di Natale. In Olanda, invece, è pronta l’introduzione di un mini lockdown di tre settimane: negozi, bar e ristoranti chiusi dalle ore 19, e un massimo di 4 ospiti accolti nelle case.

In Germania, invece, il socialdemocratico Olaf Scholz ha proposto l’introduzione dell’obbligo di Green pass sul lavoro (come avviene in Italia) e l’estensione del suo utilizzo ad altri luoghi della vita sociale. La Francia, invece, ha già prorogato l’utilizzo del Green pass al prossimo anno e inizia a correre ai ripari contro l’imminente avanzata del virus.

In Inghilterra, infine, nonostante gli aumenti di contagi  e decessi giornalieri, il Governo continua a rifiutare l’utilizzo del Green pass per limitare la vita sociale e pubblica dei cittadini.