Fino a quando dovremmo utilizzare il Green pass per ottenere il “via libera” all’ingresso in numerosi luoghi della vita sociale? Ci sono due date in ballo che potremmo cambiare tutto! Quali sono?

Ad oggi, il Green pass è obbligatorio per il lavoro e per l’Università, per andare al cinema e a teatro, per cenare al ristorante o consumare un aperitivo all’interno di un bar (seduti al tavolo), e persino per utilizzare i mezzi pubblici a lunga percorrenza (treni, aerei, navi, ecc…). L’obbligo di Green pass che ad oggi conosciamo e rispettiamo, però, è in scadenza al 31 dicembre 2021.

Che cosa cambia nel 2022? Ecco quali sono le due date alle quali sta guardando il Governo per la proroga del Green pass obbligatorio. Fino a quando dovremmo presentarlo al lavoro o prima di entrare nei luoghi della vita sociale? Ecco le novità sulla certificazione verde (Green pass) e sulla sua abolizione!

Green pass e stato di emergenza: cosa cambia nel 2022?

Il Green pass e lo stato di emergenza sono due aspetti connessi tra di loro: entrambi portano la medesima scadenza, al 31 dicembre 2021. Che cosa significa? Il Green pass sarà abolito nel 2022? In verità, molto probabilmente accadrà proprio il contrario.

Il Governo potrebbe decidere di prorogare lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021 – termine dei due anni consentiti – e con esso anche il Green pass. Ma si può andare oltre gennaio? Sì, è possibile, ma non è affatto semplice.

I filoni di pensiero nella maggioranza di Governo sono diversi: c’è chi vorrebbe terminare lo stato di emergenza, in quanto non più necessario a fronte dei numeri che ad oggi si registrano. Inoltre, grazie allo stato di emergenza il Governo ha potuto emanare decreti con immediata validità e urgenza (i numerosi DPCM). Senza una proroga, quest’azione non sarebbe più concessa.

C’è poi la questione del Commissario Straordinario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo, che senza stato di emergenza dovrebbe tornare al suo posto. Che cosa cambierà nel 2022 su Green pass e stato di emergenza? 

Green pass obbligatorio anche nel 2022: le due ipotesi

Ci sono due filoni di pensiero tra i sottosegretari del Ministero alla Salute in merito all’estensione dell’obbligo di Green pass anche nel 2022. Se il premier Mario Draghi non si è ancora espresso a tale riguardo, nelle parole di Andrea Costa e Pierpaolo Sileri si leggono due intenzioni diverse.

Andrea Costa invita alla prudenza: Green pass e stato di emergenza vanno a braccetto e sono in scadenza al 31 dicembre 2021. Ma mentre lo stato di emergenza ha un termine massimo di due anni (prorogabile quindi fino a gennaio 2022), il Green pass potrebbe essere esteso anche oltre tale termine. Servirebbe, allora, una nuova introduzione dello stato di emergenza (non impossibile, ma non facile).

Una mediazione, secondo Costa, potrebbe essere quella di estendere il Green pass nel 2022 solo ad alcune categorie di lavoratori (come ad esempio per le professioni sanitarie) anziché generalizzarlo a tutta la popolazione.

Dall’altro lato, Pierpaolo Sileri sembra avere le idee diametralmente più fluide rispetto a Costa. Per il sottosegretario al Ministero della Salute occorre prorogare l’utilizzo del Green pass fino all’estate 2022, in modo da non vanificare il boom di prenotazione delle prime dosi registrato non appena è stato introdotto l’obbligo di certificazione verde.

Al tempo stesso, Sileri vuole spingere sulle somministrazioni delle terze dosi di vaccino a tutta la popolazione a partire da gennaio 2022. Ma la scienza ci spiega che la terza dose andrebbe somministrata dapprima ai fragili e agli anziani over 80 e, dopo sei mesi dalla seconda somministrazione, anche al resto della popolazione.

Green pass obbligatorio anche nel 2022: perché è necessario?

Da entrambe le ipotesi sopra descritte si evince quali siano le ragioni che potrebbero spingere il Governo a prorogare lo stato di emergenza e soprattutto l’obbligo di Green pass per gli italiani.

Per prima cosa, il Green pass è uno strumento che sembra funzionare bene nel contenimento dei contagi da Covid-19: l’Italia è uno dei primi Paesi europei per restrizioni imposte ai cittadini, ma ha registrato anche il numero di contagi da Covid-19 più basso del Vecchio Continente.

Inoltre, è bene non fermare le somministrazioni delle prime dosi: ad oggi l’86% della popolazione è vaccinato con almeno una dose, ma l’obiettivo del Commissario Figliuolo è quello di raggiungere il 90% degli over 12 vaccinati. 

Se ciò non bastasse, dopo il balzo di prenotazioni da parte dei lavoratori – per i quali l’obbligo di Green pass è scattato dal 15 ottobre – la frenesia iniziale sembra essersi fermata. Lo confermano i numeri.

Come scrive l’Huffington Post:

Nelle ultime settimane si è passati da circa 70 mila (prime dosi somministrate ndr.) alle poco più di 20 mila registrate nella giornata di ieri (26 ottobre ndr.). 

L’obiettivo del 90% della popolazione vaccinata, quindi, sembra allontanarsi: con un ritmo di 50 mila somministrazioni al giorno avremmo potuto raggiungere il 90% entro la prima settimana del mese di dicembre. Ma considerando il rallentamento, le previsioni cambiano e non di poco: potremmo raggiungere il 90% di vaccinazioni effettuate (al ritmo attuale) soltanto nel mese di marzo 2022.

Fino a quando ci sarà l’obbligo di Green pass? Le due date da ricordare…

E per arginare questo scenario del tutto spiacevole per il commissario Figliuolo, il Governo inizia a pensare alla possibile proroga dell’obbligo di Green pass per i cittadini. Le date da tenere in considerazione sono essenzialmente due: vediamo quali.

La prima prevede l’estensione dell’obbligo di Green pass fino alla prossima primavera, ovvero sia fino al mese di marzo 2022. In questo caso il Green pass risulterebbe confermato così come lo stiamo utilizzando oggi: per andare al lavoro, al cinema, a teatro, in palestra, in piscina, per cenare al ristorante al chiuso e sui mezzi pubblici a lunga percorrenza.

Insomma, tutte le regole che ad oggi conosciamo verrebbero prorogate fino a marzo 2021, secondo la prima ipotesi.

La seconda ipotesi, invece, prevede l’estensione dell’obbligo di Green pass fino all’estate 2022, ovvero fino al mese di luglio. In questo caso, però, la certificazione verde avrebbe una validità limitata soltanto ad alcune categorie di soggetti.

L’idea è quella di prevedere un calendario a tappe che limiterebbe l’obbligo di Green pass a sempre meno categorie professionali: un po’ come quando è stato stilato il calendario delle riaperture delle attività produttive.

A partire dal 16 ottobre, intanto, tutti i lavoratori devono presentarsi sul luogo di lavoro muniti di certificazione: è possibile effettuare la somministrazione del vaccino, oppure eseguire un tampone ogni 48 ore. Quest’ultima opzione poteva essere sostenibile fino a dicembre 2021 (a un ritmo di circa 200 euro al mese), ma risulta troppo onerosa da protrarre fino a marzo o addirittura fino a luglio.

In tal modo, forse, le somministrazioni delle prime dosi potrebbero ulteriormente accelerare.

Green pass obbligatorio: cosa succede negli altri Paesi europei?

L’idea di estendere il Green pass fino a luglio 2022 deriva dalla Francia: oltralpe, infatti, la certificazione verde è già stata confermata fino alla prossima estate, ma soltanto “qualora risulti necessaria”. Che cosa sta succedendo con il Green pass negli altri paesi Europei?

L’Italia è il Paese più restrittivo del Vecchio Continente, ma il maggior numero di restrizioni e l’imposizione della certificazione verde anche sui luoghi di lavoro ha permesso di mantenere un numero di contagi molto limitato. 

Se, quindi, in Italia abbiamo più restrizioni, possiamo scongiurare (al momento) delle chiusure. In Gran Bretagna, invece, il Green pass non è mai stato utilizzato e ritenuto non necessario per lo svolgimento della vita sociale. Ma nel Paese guidato da Boris Johnson i contagi sono aumentati notevolmente.

Approcci diversi, scelte differenti che portano a conseguente del tutto opposte. L’Italia avrà fatto bene a mantenere tutte le restrizioni necessarie fino ad oggi?

Il Green pass ha funzionato?

L’introduzione dell’obbligo di Green pass ha scatenato non poche polemiche da parte di No Vax e non solo. Inizialmente, la certificazione verde era vista come un’assurda imposizione che avrebbe condotto il Governo a introdurre l’obbligo vaccinale per tutti.

In realtà, però, l’esecutivo ha lasciato a tutti i cittadini la libertà di scegliere se vaccinarsi oppure no, essendo consapevoli che senza Green pass si vive una vita a metà. Cosa può fare chi non ha il Green pass? Se si tratta di un lavoratore, purtroppo, non può nemmeno lavorare.

Ma il Green pass sul lavoro ha funzionato? L’obbligo introdotto dal 15 ottobre ha spinto la somministrazione delle prime dosi (in un primo momento), ma l’enfasi iniziale si è poi dissolta. Inoltre, l’obbligo ha suscitato numerose proteste, soprattutto in quello che è stato definito il “venerdì nero”.

E non è finita qui: molti lavoratori, anziché sottoporsi al tampone per ottenere il Green pass, hanno pensato di mettersi in malattia, rischiando di commettere un illecito penale. 

Alla fine dei conti, il Green pass ha funzionato in Italia? Nel contenere i contagi potremmo dare una risposta affermativa, ma nel mantenimento dell’equilibrio sociale e nel contrasto delle disuguaglianze probabilmente la risposta sarebbe negativa.

Green pass abolito: da quando?

Arriviamo infine a ipotizzare la data di possibile abolizione del Green pass. Al momento – è bene precisare – non esiste una data certa a partire dalla quale non dovremmo più utilizzare la certificazione verde.

In effetti, nelle parole di Pierpaolo Sileri, il Green pass dovrebbe essere l’ultima delle restrizioni ad essere abolita. Si può partire dalla rimozione delle mascherine, non appena si raggiungerà un numero di popolazione vaccinata sufficiente per non far esplodere i contagi.

In seguito toccherà alla rimozione del distanziamento e di tutte le normative che riguardano il Covid-19. Anche se, dobbiamo confermare che, l’utilizzo della mascherina, il distanziamento e l’igiene frequente delle mani sono tutte misure che ci hanno aiutato a prevenire anche l’influenza stagionale.

Se dunque, con la rimozione delle mascherine e del distanziamento la situazione rimarrà sostenibile e se il numero di contagi lo consentirà, anche il Green pass potrebbe essere abolito. Non sappiamo ancora da quando, ma potrebbe essere già dalla seconda metà del 2022.