Nelle ultime settimane, il tema relativo alla certificazione verde Covid-19 e del Green Pass ha assunto un ruolo sempre più importante all’interno del contesto normativo, che mira a fronteggiare la diffusione esponenziale dei contagi riferiti al Coronavirus

Si tratta, a questo proposito, di portare avanti un obiettivo fondamentale che sta molto a cuore al Governo italiano così come anche all’attuale Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ovvero quello di permettere al nostro Paese di uscire definitivamente dalla crisi epidemiologica e scongiurare un possibile aumento dei contagi relativi al Covid-19.

Proprio per questo motivo, in seguito al più recente dpcm firmato dal premier Mario Draghi, la squadra dell’esecutivo italiano ha definito una serie di nuove norme e disposizioni che mirano a rendere il possesso del Green Pass e l’esibizione della certificazione verde Covid-19 obbligatoria in differenti contesti lavorativi e sociali.

In questo senso, in seguito al nuovo comunicato pubblicato da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, i cittadini e i lavoratori italiani sono stati informati in merito alla disposizione di un nuovo servizio volto proprio all’intensificazione dei controlli e delle verifiche relative al possesso del Green Pass.

A questo proposito, all’intento del seguente articolo saranno effettivamente approfondite tutte le informazioni e gli approfondimenti legati alle disposizioni contenute all’interno del nuovo dpcm firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Draghi, al fine di ridurre il rischio di contagio tra la popolazione e salvaguardare la salute dei cittadini considerati più fragili e a rischio.

Dunque, nei prossimi paragrafi saranno anche specificate le nuove funzionalità legate al servizio Greenpass 50+, su cui l’Istituto INPS ha deciso di approfondire e fornire tutti i dettagli volti alla verifica.

Green Pass obbligatorio in Italia: tutte le novità sui controlli

In seguito all’entrata in vigore e all'approvazione del nuovo dpcm reso noto da parte del premier Mario Draghi, il Governo italiano ha deciso di portare avanti, elaborare e strutturare nuove tipologie di obblighi e di verifiche in merito al possesso e all’esibizione della certificazione verde Covid-19, nota a tutti sotto il nome di Green Pass.

Nello specifico, nonostante attualmente lo stato di emergenza è stato fissato alla data del 31 dicembre dell’anno in corso, la squadra dell’esecutivo sembra essere effettivamente intenzionata a prorogare tale situazione emergenziale anche per il prossimo anno, almeno fino alla metà dell’anno 2022. 

A questo proposito, mentre il Governo è a lavoro per elaborare delle nuove disposizioni e normative legate al possesso e all’esibizione del Green Pass nei contesti lavorativi e sociali già per il prossimo anno, attraverso il nuovo dpcm firmato da Draghi sono stati offerti anche dei nuovi dettagli in riferimento all’attuale periodo di emergenza, che continueranno ad essere applicati almeno fino alla fine di questo anno. 

Dunque, in questo panorama è necessario specificare che il Governo Draghi sembra essere a lavoro per strutturare una nuova proroga relativa all’obbligo di possesso nonché di esibizione relativa alla certificazione verde Covid-19, in vari contesti ed ambiti della vita quotidiana. 

In tal senso, è chiaro quindi che l’obiettivo essenziale del Governo italiano è quello di riuscire a salvaguardare il più possibile il benessere e la salute della popolazione che risiede entro i confini territoriali, così da scongiurare il rischio di un possibile ritorno ad una fase di lockdown. 

I nuovi controlli sul Green Pass: le novità dell’INPS

Dunque, in ottemperanza a tutte le nuove disposizioni e le misure che sono state messe in atto da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, unitamente alla squadra dell’esecutivo, l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale ha deciso di rendere noto il nuovo servizio in cui sono state specificare le nuove modalità di verifica e di controllo del Green Pass.

A questo proposito, si tratta di un servizio volto alla verifica del possesso e dell’esibizione della certificazione verde Covid-19, che prende il nome di Greenpass50+, in quanto destinato ad una specifica categoria di cittadini e di contesti lavorativi.

In tal senso, l’obiettivo dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale è proprio quello di accogliere tutte le disposizioni, secondo quanto stabilito all’interno del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri approvato e pubblicato il giorno 12 ottobre 2021 unitamente alle modifiche apportate al precedente decreto del Presidente del Consiglio dei ministri risalente alla data 17 giugno 2021.

A questo proposito, è stato fornito una nuovo strumento di verifica volto all’attuazione delle disposizioni contenute all’interno dell’articolo 9, comma 10, relative al decreto-legge del 22 aprile 2021, numero 52.

Come cambieranno i nuovi controlli sul Green Pass?

In seguito alla pubblicazione del messaggio numero 3589 reso noto in data 21 ottobre dell’anno in corso, l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale ha voluto quindi offrire maggiori approfondimenti in merito alle caratteristiche, al funzionamento e ai meccanismi che sono alla base del nuovo servizio di Greenpass 50+.

A questo proposito, è stato specificato che a partire dalla giornata del 4 novembre di questo anno, al fine di andare incontro alle esigenze di tipo organizzativo all’interno del contesto lavorativo delle grandi aziende, è stata resa disponibile una nuova funzionalità volta al controllo e alla verifica del Green Pass.

In tal senso, si tratta di una funzionalità che potrà essere attivata durante la fase di accreditamento, che consentirà a ciascuna figura addetta alla verifica, l’attribuzione di un insieme di codici fiscali relativi ai dipendenti di quell’azienda. In questo senso, il verificatore avrà il compito di andare a verificare e controllare l’effettivo possesso della certificazione verde Covid-19 solamente per quei dipendenti.

In tal contesto, occorre evidenziare che l’implementazione della funzionalità relativa al servizio Greenpass 50+, potrà essere attuabile puntualmente in seguito all’inserimento di ciascun singolo codice fiscale di ogni dipendente, oppure anche attraverso l’attivazione e l’importazione di un file dal formato .CSV.

Inoltre, la funzionalità relativa al Greenpass 50+ non consente soltanto di associare ai Verificatori i codici fiscali dei dipendenti, ma anche di importare i dati dei vari verificatori, di ciascuna azienda.

Come usare il servizio Greenpass 50+ per il controllo 

Secondo quanto riportato anche all’interno del nuovo messaggio numero 3768 dell’istituto Nazionale Previdenza Sociale del 3 novembre di questo anno, i lavoratori a cui compete il ruolo di verificatore in merito all’esibizione della Certificazione verde Covid-19, dovranno essere a conoscenza anche delle caratteristiche della funzionalità legata al servizio di Greenpass 50+.

A questo proposito, durante la fase di inserimento dei dati di ciascun dipendente, il verificatore potrà scegliere due modalità differenti: da un lato l’inserimento puntuale e autonomo, dall’altro l’importazione di tipo massivo.

 Per quanto concerne coloro i quali hanno effettivamente preferito la soluzione dell’inserimento puntuale, in questa fase, l’accreditatore dovrà selezionare l’azienda di interesse attraverso la funzionalità relativa a “Aggiungi verificatore”, per poi selezionare l’opzione “Visibilità dipendenti” e successivamente cliccare i dipendenti attribuiti, specificando i vari codici fiscali identificativi di ogni lavoratore. 

A questo proposito, fermo restando la presenza di quei lavoratori che sono stati inseriti nei flussi legati a UNIEMENS-POSAGRI-ListaPosPA, i verificatori potranno così andare a verificare in maniera ottimale e veloce il possesso del Green pass da parte dei dipendenti.

Nei casi in cui, invece, è stata preferita la modalità di inserimento legata all’importazione massiva, in questi casi, l’accreditatore avrà la possibilità di selezionare l’azienda di competenza e successivamente attivare la modalità di importazione attraverso la sezione dedicata a “importa elenchi”. 

In questo caso, l’accreditatore potrà scegliere quindi se andare ad importare esclusivamente quei codici fiscali riferiti alla figura dei “Verificatori”, senza specificazione dei dipendenti, che otterranno così l’abilitazione a visualizzare gli esiti del controllo in merito al possesso del Green pass per i tutti i dipendenti.

Inoltre, durante la fase di importazione dei dati e delle informazioni all’interno dell’applicazione dedicata al Greenpass 50+, l’accreditatore potrà anche avere la possibilità di revocare i verificatori già inseriti nel sistema, oppure solamente aggiungere i nuovi verificatori. 

Chi rischia durante i controlli per il Green Pass ora

Dunque sulla base di tutte le disposizioni che sono state inserite ed approvate in seguito al recente decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, lo scorso 12 ottobre, il possesso del Green Pass dovrà ormai essere considerato un requisito obbligatorio per tutti quei cittadini che intendono continuare a svolgere la propria attività lavorativa in maniera regolare, e che dovranno accedere ai luoghi fisici di lavoro.

A questo proposito, proprio con l’obiettivo di salvaguardare al meglio la popolazione, così come anche di ridurre al minimo il rischio di possibili nuovi contagi che potrebbero condurre ad un nuovo lockdown, il Governo Draghi ha quindi confermato delle nuove sanzioni previste nei confronti di quei cittadini che decideranno di non rispettare i recenti obblighi in merito all’esibizione e al controllo del Green Pass.

In tal senso, sono state previste delle sanzioni pecuniarie dal valore minimo di 400 euro fino a raggiungere anche delle multe molto più elevate pari a 1.000 euro, nei casi in cui si tratti del mancato controllo e verifiche da parte del datore di lavoro, in merito al possesso della certificazione verde Covid-19 di tutti i suoi dipendenti.

Inoltre, le multe potrebbero raggiungere anche un importo di 1.500 euro, quando si tratta invece di lavoratori che decideranno di presentarsi sul posto di lavoro senza Green Pass continuando a svolgere la propria attività, oppure anche nei casi in cui la certificazione verde in loro possesso risulta non essere veritiera.