Più di 20 milioni di lavoratori si preparano a presentare il Green pass sul posto di lavoro: a partire dal 15 ottobre 2021, infatti, la certificazione verde diventa un requisito necessario per portare a casa lo stipendio

Se da un lato i vaccinati non temono questa data, le aziende rischiano lo stop a causa della mancanza di alcuni lavoratori. Sono state avanzate diverse ipotesi di posticipo dell’introduzione dell’obbligo di Green pass sul lavoro, balenando persino l’ipotesi di Green pass abolito dal 20 ottobre.

Nulla di tutto ciò è reale, ma il Governo potrebbe ancora decidere di allungare i tempi per dotarsi del Green pass. Che cosa succede al 15 ottobre? Il Governo potrebbe ripensarci e posticipare l’obbligo di presentazione del Green pass sul lavoro? Quali sono le regole e le sanzioni per i lavoratori che non hanno il Green pass? 

Ecco tutto quello che c’è da sapere (e quello che ancora resta un dubbio) sull’estensione del Green pass anche ai lavoratori a partire dal 15 ottobre 2021.

Green pass obbligatorio per i lavoratori dal 15 ottobre 2021

Inizia una settimana decisiva: a partire da venerdì 15 ottobre 2021 tutti i lavoratori dovranno presentarsi sul posto di lavoro con il proprio Green pass e sottoporsi ai controlli dei responsabili. Secondo un articolo del Sole 24 Ore, si tratta di:

14,6 milioni di dipendenti da aziende private, 3,2 milioni di dipendenti pubblici e 4,9 milioni di autonomi.

Nessuno escluso: qualsiasi lavoratore (dagli operai ai dirigenti, dagli idraulici ai commercialisti, fino ai dipendenti della Pubblica Amministrazione), a partire dal 15 ottobre, dovrà presentare il Green pass per poter accedere al luogo di lavoro. La certificazione verde, inoltre, è l’unico requisito che permette di portare a casa lo stipendio!

Chi ne è ancora sprovvisto ha soltanto pochi giorni per prenotare la vaccinazione o il tampone: ricordiamo, comunque, che dalla ricezione della prima dose devono trascorrere almeno 15 giorni prima di ricevere il Green pass. Sono ancora ben 4 milioni i lavoratori non ancora vaccinati (ovvero il 15%).

Ma vediamo nel dettaglio quali sono le regole sull’obbligo di Green pass al lavoro e cosa rischiano i lavoratori che ne sono sprovvisti.

Green pass obbligatorio dal 15 ottobre: le regole

Come stabilisce il decreto del Governo del 16 settembre scorso, il Green pass è stato esteso a tutti i lavoratori di qualsiasi realtà imprenditoriale o aziendale fino al 31 dicembre 2021. 

Che si tratti di baby-sitter, colf, badanti, dipendenti pubblici o privati, operai, idraulici, segretarie: tutti i lavoratori – in quanto tali – sono obbligati a presentare un Green pass valido al proprio datore di lavoro a partire dal 15 ottobre 2021. 

Le sanzioni per la mancata presentazione della certificazione verde sono molto amare: oltre alla perdita dello stipendio a partire dal primo giorno di assenza, si perdono anche i contributi previdenziali

Come specifica l’articolo del Sole 24 Ore, il lavoratore privo di Green pass perde il diritto a:

qualsiasi componente della retribuzione (anche di natura previdenziale) avente carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario (...), previsto per la giornata di lavoro non prestata.

Secondo le ulteriori indicazioni riportate per i lavoratori della Pubblica Amministrazione, inoltre, tutti i giorni di assenza a causa del Green pass non danno diritto alla maturazione delle ferie e non rientrano nel computo dei giorni per l’anzianità di servizio.

Un caso d’eccezione sono i lavoratori in smart working, ai quali non è richiesto l’obbligo di presentazione del Green pass. Lo smart working, però, non deve diventare un metodo per eludere i controlli.

Green pass obbligatorio: le sanzioni e gli esclusi

Oltre a queste sanzioni di carattere puramente retributivo e contributivo, esistono ulteriori provvedimenti che si applicano a tutti i lavoratori che si presentano sul posto di lavoro senza Green pass dal 15 ottobre. Previste anche multe salate per i datori di lavoro che aggireranno i controlli.

Per il lavoratore che si presenta sul posto di lavoro e accede all’ambiente senza presentare il Green pass, viene corrisposta una sanzione che va da un minimo di 600 euro fino a un massimo di 1.500 euro.

Al datore di lavoro che non effettua i controlli del Green pass ai suoi dipendenti, invece, viene corrisposta una multa che va da 400 euro fino a 1.000 euro.

Ci sono, però, dei lavoratori che risultano esclusi dall’obbligo di presentazione di green pass: si tratta dei soggetti che, a causa di particolari problemi di salute, non possono sottoporsi alla vaccinazione. Per questi ultimi, dunque, vige l’obbligo di presentazione di una certificazione d’esenzione in grado di attestare lo stato di salute.

Sarà opportuno anche prevedere dei percorsi di protezione per questi individui che risultano più fragili rispetto agli altri lavoratori.

Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori: si rischia il caos…

Il 15 ottobre cambia tutto per il mondo del lavoro e ora capirete perché. Se un lavoratore senza Green pass non ha intenzione di vaccinarsi o sottoporsi al tampone, l’azienda non può accoglierlo. Ciò significa rinunciare a una persona che può mandare avanti il processo produttivo.

Come fare per ridurre il rischio di fermare diverse attività produttive? Alcune aziende si sono organizzate e hanno messo a disposizione dei tamponi gratuiti per i dipendenti che non intendono sottoporsi alla vaccinazione, mentre altre realtà stanno ancora decidendo sul da farsi, e altre ancora si muovono nel buio. 

Purtroppo, però, i tamponi non basteranno per effettuare i test su tutti gli individui maggiorenni e lavoratori No Vax presenti in Italia. Basti pensare che, a fianco di questi lavoratori, occorre testare anche coloro che sono risultati positivi nelle ultime settimane, i loro contatti stretti e eventuali individui risultati sospetti Covid-19.

Se la materia prima potrebbe non essere sufficiente, occorre trovare ben altre soluzioni. C’è chi, come il governatore del Veneto Luca Zaia, ha rilanciato l’idea dei “tamponi fai-da-te”, mentre il leader della Lega Matteo Salvini ha chiesto di prolungare la validità dei tamponi da 48 a 72 ore. 

Cosa ha deciso di fare il Governo?

Green pass obbligatorio dal 15 ottobre: il Governo ci ripensa?

A fronte delle numerose richieste dei leader dei partiti, dei governatori, e dopo le proteste dei cittadini nelle piazze di tutta Italia, il Governo non ha emesso alcuna comunicazione. 

L’esecutivo prosegue diritto sulla propria strada, con un’agenda già colma di appuntamenti per quanto riguarda la riforma fiscale e la riforma degli ammortizzatori sociali. “La pandemia è sotto controllo”, aveva dichiarato il premier Mario Draghi soltanto poche settimane fa.

“Chi voleva immunizzarsi – ha dichiarato la ministra Mariastella Gelmini – ha avuto il tempo di farlo”. Inoltre, i lavoratori privi di Green pass al 15 ottobre non rischieranno il licenziamento, ma semplicemente la sospensione dal lavoro e dallo stipendio, fino a quando non si presenteranno con una valida certificazione verde.

Coloro che speravano, quindi, in una possibile proroga dell’introduzione dell’obbligo di Green pass sul posto di lavoro, rimarranno delusi. La data rimane quella del 15 ottobre 2021, a partire dalla quale tutti i lavoratori dovranno presentarsi al lavoro con il Green pass valido derivante da tampone, vaccino o guarigione dal Covid. 

Anzi, il Governo ha addirittura dato la possibilità alle aziende di richiedere la certificazione verde con anticipo rispetto al 15 ottobre. “Per agevolare le aziende abbiamo previsto che si possa chiedere il passaporto fin dall’11 ottobre – ha aggiunto ancora la ministra Gelmini –, ma oggi l’interesse pubblico è di spingere al massimo per l’immunizzazione”.

Green pass, il Governo valuta l’introduzione dell’obbligo vaccinale

Proseguono nel frattempo le proteste contro l’obbligo di Green pass per i lavoratori: a Roma nei tafferugli si sono infiltrati anche alcuni individui di estrema destra. Davanti alla sede della CGIL sono stati registrati atti vandalici inaccettabili.

Nonostante questo, la strada maestra per uscire dalla pandemia – secondo tutti i ministri del Governo – è quella della vaccinazione. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, è intervenuto in tal senso a Che tempo che fa:

L'Italia è stato il primo Stato europeo a rendere il vaccino obbligatorio per alcune categorie di lavoratori: per il personale sanitario e tutti gli operatori delle RSA anche non sanitari.

Al momento, ha proseguito il ministro, il Governo non ha intenzione di introdurre l’obbligo vaccinale, ma l’ipotesi non è da escludere. Il segretario del Pd, Enrico Letta, ha dichiarato che l’obbligo vaccinale è l’“extrema ratio”, una sorta di ultima spiaggia. Prima di introdurre l’obbligo vaccinale, è bene valutare i risultati dell’estensione dell’obbligo di Green pass per i lavoratori.

I dati attuali sono incoraggianti, pare che la pandemia stia rallentando: l’indice Rt in Italia è tra i più bassi in Europa (0.83), mentre l’incidenza è pari a 34 casi ogni 100 mila abitanti. Anche la campagna vaccinale inizia a dare risultati incoraggianti: l’80% della popolazione ha completato l’immunizzazione, mentre oltre l’85% degli italiani hanno ricevuto almeno la prima dose del vaccino.

Green pass: come ottenerlo con vaccino, tampone o guarigione

Come fare, quindi, per ottenere il Green pass? Se sei un lavoratore e non hai ancora la certificazione verde, ecco quello che devi fare per ottenerla.

Se hai deciso di vaccinarti puoi prenotare la somministrazione presso uno dei centri della tua Regione. Dopo 15 giorni dalla ricezione della prima dose otterrai il Green pass, che inizialmente sarà valido fino alla somministrazione della seconda dose. Ottenuta anche quest’ultima, il Green pass è valido per i 12 mesi successivi.

Se hai deciso di eseguire dei tamponi, ricorda che la validità del Green pass è variabile: 48 ore per i tamponi rapidi, 72 ore per quelli molecolari. Dovrai eseguire tamponi frequentemente per ottenere di volta in volta i Green pass. 

In farmacia è possibile eseguire i tamponi al costo di 15 euro per gli adulti, ma informati bene prima di prenotare: alcune aziende hanno reso disponibili tamponi gratuiti per i propri dipendenti.

Infine, se hai avuto il Covid negli ultimi 6 mesi puoi chiedere al tuo medico il certificato di guarigione, che ti permette di ottenere un Green pass valido per i successivi 6 mesi.